La gravidanza tra bufale e notizie false: 5 miti da sfatare

La gravidanza tra bufale e notizie false: 5 miti da sfatare

Anche riguardo la gravidanza circolano, più o meno ciclicamente, diverse fake news, notizie false o, nel migliore dei casi, imprecise. Per distinguere ciò che è vero da ciò che può invece trarre in inganno l’Istituto superiore della Sanità ha dedicato una sezione del proprio portale a sfatare alcune delle false convinzioni che riguardano la salute della donna in gravidanza. Ecco le cinque più comuni:

1) Se sei incinta devi mangiare per due: falso

Un eccessivo aumento di peso durante la gravidanza può anzi favorire l’insorgere di alcuni problemi di salute, come il diabete gestazionale o l’ipertensione, che possono ripercuotersi sulla salute della mamma e del bambino. Spiega l’Iss:

L’alimentazione ha una diretta influenza sulla salute della gestante, sull’andamento della gravidanza e sullo stato di salute del neonato. Pertanto durante la gravidanza la mamma deve condurre una dieta sana ed equilibrata e non eccedere nella quantità.

Per questo è consigliabile mantenere un’alimentazione equilibrata, che preveda un elevato consumo di frutta e verdura e alimenti sani.

2) L’attività fisica in gravidanza fa male: falso

La pratica di attività sportive durante la gravidanza è spesso vista come potenzialmente pericolosa, e molte donne tendono a ridurla o a sospenderla del tutto: per circa il 40% delle donne, spiega l’Istituto superiore della sanità, prevale l’inattività fisica, percentuale che aumenta durante la gestazione. Mantenere una certa costanza nell’attività (salvo diversa indicazione del proprio medico) è invece importante per la salute della donna:

Durante la gravidanza una regolare anche se leggera attività fisica, come ad esempio fare lunghe passeggiate, ha numerosi effetti positivi. Se la donna già praticava attività fisica ed è bene allenata può continuare a praticarla, previa valutazione medica, evitando ovviamente quelle attività associate ad un certo livello di rischio. Se non ha mai fatto sport invece è bene iniziare lentamente e aumentare gradualmente la durata e l’intensità dell’attività nel tempo.

Via libera dunque a passeggiate, attività aerobica a moderata e bassa intensità, “da praticare almeno due ore a settimana in sessioni da 10 minuti suddivise nei vari giorni”, indica l’Iss; meglio evitare invece attività a rischio caduta, come ciclismo o equitazione. Il movimento, insieme a una dieta sana, aiuta a mantenere una buona forma fisica e a ridurre il rischio di diabete gestazionale del 36%. In ogni caso è consigliabile chiedere il parere del proprio medico.

3) Quando nasce un bambino la mamma è sempre felice: falso

Quello della gravidanza prima e dell’arrivo di un bambino poi è un momento complesso nella vita di una donna. Gli sbalzi ormonali e i cambiamenti del proprio corpo possono avere ripercussioni sullo stato d’animo della mamma. In alcuni casi la sensazione di tristezza o affaticamento, piuttosto comuni subito dopo la nascita del bambino, può trasformarsi in una vera nella depressione post-partum:

Si dà sempre per scontato che una neomamma debba essere felice in ogni istante. La depressione post-partum (Dpp) è un disturbo che colpisce, con diversi livelli di gravità, l’8-12% delle neomamme ed esordisce tra la 6-12ª settimana dopo il parto. In Italia, su 550.000 nascite all’anno si registrano circa 46.000 casi di donne che soffrono di Dpp. La donna si sente triste senza motivo, irritabile, facile al pianto e, soprattutto, non all’altezza del suo nuovo ruolo di mamma. Ricorrente è anche la vergogna mista al senso di colpa del “non sentirsi felice”.

La Dpp si può confondere con quella che viene definita “maternity blues” o “baby blues”, con sensazioni di ansia, stanchezza, instabilità, tristezza e confusione, che può presentarsi in oltre il 70% delle mamme appena dopo il parto e scompare una decina di giorni dopo. La depressione è caratterizzata invece da sintomi più intensi e può manifestarsi fino a 3 o 4 mesi dal parto: è importante che la mamma e le persone a lei vicine si accorgano della situazione e si rivolgano al medico, per poter curare la Dpp al meglio.

4) Se allatti non puoi rimanere incinta: falso

Avere rapporti sessuali non protetti durante la fase dell’allattamento non esclude la possibilità di rimanere nuovamente incinta, anche se le probabilità sono più basse.

Chi non desidera avere subito una nuova gravidanza dovrebbe scegliere, chiedendo al medico o al ginecologo, un contraccettivo efficace, compatibile con la prosecuzione dell’allattamento. Chi non adotta alcuna forma di contraccezione deve sapere che l’ovulazione può verificarsi, improvvisamente, senza alcun segno o sintomo abituale.

5) Con il ciclo non si può rimanere incinta: falso

Nonostante non sia molto probabile durante le mestruazioni rimanere incinta è comunque possibile, poiché gli spermatozoi possono sopravvivere all’interno del corpo della donna fino a una settimana dal rapporto sessuale. Dice l’Iss:

Molte donne sono convinte che praticare sesso durante le mestruazioni le protegga da gravidanze indesiderate. Questa credenza va sfatata. Infatti è possibile concepire anche durante o subito dopo le mestruazioni se si hanno rapporti senza l’uso di metodi anticoncezionali. Ciò è dovuto alla sopravvivenza dello sperma maschile fino a 7 giorni dopo il rapporto sessuale nelle vie genitali femminili. Questo significa che è possibile rimanere incinta se si hanno rapporti sessuali durante il ciclo mestruale e anche poco dopo la fine delle mestruazioni, soprattutto quando il ciclo è breve e l’ovulazione avviene precocemente.

Anche durante il ciclo mestruale è bene usare metodi contraccettivi per evitare gravidanze non desiderate, come pure malattie sessualmente trasmissibili:

Durante le mestruazioni è più che mai presente il rischio di contrarre infezioni trasmesse per via sessuale, per cui è fondamentale avere rapporti protetti utilizzando il preservativo.