24/09/2014
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L'esperto risponde

a cura di


La speciale rubrica “Gravidanza: l’esperto risponde”, si dedicherà con particolare attenzione alle varie problematiche che potranno insorgere nel rapporto tra maternità e lavoro (infortunio e maternità, mobbing e maternità, astensione dal lavoro obbligatoria e a rischio, malattia insorta nel periodo, ecc…) curando la parte giuridico normativa, ma non solo…

Questa rubrica, innovativa nel suo genere, vuole essere un punto di riferimento e di orientamento per le donne che, trovandosi in questa situazione, molto spesso devono affrontare la maternità parallelamente alle proprie esigenze lavorative.

Non mancate quindi di farci pervenire i vostri quesiti. Gli esperti dello staff di GravidanzaOnLine.it risponderanno alle domande.

Lavoro a tempo determinato: quali sostegni ci sono dopo?

(22/09/2014 - 10:22)

Buongiorno, mi chiamo Elena, io e mio marito vorremmo un figlio ma siamo un po' preoccupati per il dopo. Ho un contratto a t. determinato che mi scadrà a fine dicembre ed a gennaio non so se mi verrà rinnovato nuovamente il contratto. Se dovessi rimanere in attesa dopo la fine del contratto mi spetterebbe un sostegno dall'Inps? Sono obbligata a comunicare al datore di lavoro che sono in attesa già dai primi mesi? Grazie per l'attenzione.

Elena

Gentile Elena,
lei non ha nessun obbligo di comunicare il suo stato al datore di lavoro se non nel momento in cui è necessario per poter usufruire della maternità. Se il suo contratto non verrà rinnovato e si ritroverà in disoccupazione, durante il periodo di maternità obbligatoria verrà congelata la disoccupazione che riprenderà al termine della maternità obbligatoria, nel quale periodo lei percepirà l'indennità di maternità. Cordialmente


Contratto a tempo determinato in scadenza durante la maternità obbligatoria. Quali i miei diritti?

(20/09/2014 - 19:43)

Buonasera. Ho un contratto di lavoro a tempo determinato per sostituzione di un collega e sono al quinto mese di gravidanza. Il mio contratto dovrebbe scadere il 31 gennaio 2015 (per rientro del collega, a cui il mio contratto è subordinato) ma io a mia volta dovrei andare in astensione obbligatoria il 20 dicembre 2014. Vorrei sapere: 1. Che ne sarà del mio contratto? 2. Ho diritto all'indennità di maternità? 3. Nel caso chi pagherà, il datore di lavoro o l'Inps? Mi hanno detto che forse la prima parte mi verrà pagata dal datore di lavoro e poi dovrò fare domanda all'Inps. E' così? Grazie della disponibilità,

G.

Gentile Signora,
il periodo di astensione per maternità inizia prima della scadenza del contratto, pertanto avrà diritto alla corresponsione dell'indennità da parte del datore di lavoro fino alla naturale cessazione del rapporto di lavoro e, successivamente, da parte dell'Inps. Trattandosi di contratto a tempo determinato è nella discrezionalità del Suo datore di lavoro rinnovare o meno il rapporto di lavoro. Cordiali saluti.


Aspi ed eventuale maternità

(14/09/2014 - 11:57)

Buongiorno, percepisco l'aspi dal 03 agosto 2014 per 8 mesi e sto cercando un figlio. Ho letto che per avere la maternità dovrei essere in obbligatoria entro 180 giorni dall'ultimo rapporto di lavoro che per me è dal 01 luglio, il che è impossibile. Chiedo quindi: se io restassi incinta tra 2/3 mesi non mi spetterebbe la maternità? Può chiarirmi per favore in modo che io possa finalmente capire? Grazie mille.

Lettera non firmata

Gentile sig.ra,
potrebbe usufruire della maternità obbligatoria solo se si trovasse all'inizio del periodo ancora con l'ASPI in corso, a meno che non le venga riscontrata una maternità a rischio ed avrebbe diritto alla maternità da subito e quindi sospenderebbe l'ASPI che riprenderebbe a termine della maternità obbligatoria. Cordialmente


Maternità docente fino avente diritto

(13/09/2014 - 17:42)

Buonasera, sono un'insegnante precaria e proprio stamattina ho firmato un contratto, fino avente diritto (fino a che non ci sarà il rinnovo graduatorie), 10 ore settimanali presso una scuola media. Io però sono incinta e sono alla 23 settimana. Il parto è previsto il 7 gennaio, quindi potrò lavorare fino al 7 novembre. A tal proposito volevo sapere se il rinnovo graduatorie avverrà prima e quindi sarò sostituita prima del 7 novembre, potrò richiedere ugualmente l'indennità di maternità? È vero che esiste una legge secondo la quale avrò diritto alla maternità se lavoro entro 60 giorni prima della maternità obbligatoria, indifferentemente dai giorni lavorati? Inoltre io ho usufruito durante quest'anno della mini-aspi, perchè ho lavorato da ottobre 2013 a marzo 2014 e volevo sapere se avendo usufruito già della mini-aspi, ciò può precludermi dal richiedere la maternità. So di aver posto tante domande, ma spero possiate darmi delle risposte...

Rosita

Gentile Rosita,
può chiedere il congedo per maternità (anticipata od obbligatoria) purché il periodo di astensione inizi entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. L'avere usufruito precedentemente dell'indennità di disoccupazione non Le preclude affatto il diritto di ottenere l'indennità di maternità. Cordiali saluti.


Indennità di maternità anticipata e contratto a tempo determinato

(11/09/2014 - 21:11)

Buonasera, sono appena stata assunta presso un asilo nido, con contratto a tempo determinato con scadenza il 31/07/2014 per una sostituzione di maternità. Volevo sapere se durante questi mesi dovessi restare incinta potrei ricevere l'indennità di maternità sia anticipata che obbligatoria (il lavoro presso asilo nido fa parte delle categorie protette)? Mettiamo il caso che resti incinta durante gli ultimi mesi di contratto, tipo giugno o anche luglio… potrei ricevere entrambe le indennità anche dopo la scadenza del contratto? Non so se mi sono spiegata. Ringrazio per l'attenzione

Lettera non firmata

Gentile sig.ra,
nel caso in cui lei dovesse rimanere incinta avrà diritto all'indennità di maternità anche anticipata. Nel caso in cui la gravidanza dovesse iniziare anche alla fine del contratto, lei avrà comunque diritto all'indennità di maternità in sostituzione dell'indennità di disoccupazione che resterà sospesa fino al termine della maternità obbligatoria. Cordialmente


Maternità e aspettativa

(10/09/2014 - 15:03)

Buongiorno, sono un dipendente pubblico che vive e lavora all'estero, mia moglie si trova in aspettativa non retribuita da circa 14 mesi ed è al 5 mese di gravidanza. La mia domanda è: per ottenere il congedo per maternità (2+3 mesi obbligatori) è obbligatorio interrompere l'aspettativa e rientrare al lavoro? E se si, per quanti giorni? Oppure si può passare dall'aspettativa non retribuita alla maternità obbligatoria senza dover ripresentarsi al lavoro? Premetto che viviamo all'estero e mia moglie lavora nel privato, quindi rientrare in Italia per lei significherebbe un grosso disagio. Grazie mille

Lettera non firmata

Preg.mo Signore,
il regime di maternità obbligatoria interrompe l'aspettativa non retribuita. Quando sarà il momento, Sua moglie dovrà presentare tutta la documentazione prevista all'Inps ed al datore di lavoro personalmente o tramite consolato. Cordiali saluti.


Congedo parentale del papà

(09/09/2014 - 20:39)

Salve, vorrei avere gentilmente una delucidazione in merito alla mia situazione. La mia ragazza aspetta un bambino ed è alla 36 settimana. È una lavoratrice autonoma. Noi vorremmo che tutti i permessi possibili andassero a me, lavoratore dipendente, quindi mi chiedevo quanto mi spetterebbe di congedo parentale se lei rinunciasse a tutto quello che può rinunciare. Riguardo le ore di allattamento la storia è la stessa. Posso usufruirne io se lei rinuncia e soprattutto posso usarle in concomitanza con lei a casa in congedo? Ultima cosa: i tempi di richiesta? Da quel che ho capito devo aspettare che nasca il bambino prima di fare tutte le carte. È corretto? Sono un po' smarrito in merito, perché i patronati non ne sanno tanto più di me, a quanto pare.

Lettera non firmata

Egr. Sig.,
lei potrà usufruire dei congedi parentali purché non siano quelli obbligatori, nel senso che non potrà usufruire del periodo di maternità obbligatoria o facoltativa al posto della sua compagna, perché la legge prevede che il padre possa usufruire degli stessi periodi della madre solo se quest'ultima è impossibilitata, es. in caso di decesso o di totale affidamento del bambino al padre nel caso di separazione. Non può usufruire dei congedi parentali in concomitanza con la sua compagna. Aspetti la nascita del bambino e poi faccia domanda per vedere di quali congedi ed agevolazioni potrà usufruire. Cordialmente


Maternità e contratto di lavoro a tempo determinato

(09/09/2014 - 15:05)

Buongiorno gentilissimo Avvocato, mia figlia di 31 anni per dieci anni ha lavorato come dipendente impiegata in una concessionaria auto. Nel Luglio 2013 è stata messa in mobilità per riduzione del personale. Il 18.10.2013 è stata assunta in una ditta commerciale a tempo determinato per sei mesi, rinnovato alla scadenza per altri sei mesi fino al 18.10.2014. Alla fine di Aprile 2014 è rimasta incinta, e nel frattempo la società per cui lavora verrà ceduta entro il Novembre 2014. L'azienda gli ha proposto di andare in maternità anticipata prima della scadenza del suo contratto, il 18.10.2014, e che al rientro dei cinque mesi di maternità verrebbe assunta in un'altra società del gruppo a tempo determinato. Vorrei sapere da Lei quali diritti spettano a mia figlia e se dopo i cinque mesi di maternità potrebbe avere diritto alla proroga parentale, di quanti mesi e con quale reddito e se può avere la possibilità di assunzione del posto di lavoro veramente? Nel caso in cui il suo ginecologo non ritenesse di concedere la maternità anticipata, cosa succede? E quali sarebbero comunque i suoi diritti? Ed a cosa andrebbe incontro. Quali sono i passaggi che deve fare? In questo periodo di maternità consuma la sua mobilità rimasta o può usufruirne in seguito? La ringrazio anticipatamente per l'eventuale risposta ai quesiti richiesti e porgo cordiali saluti.

Lettera non firmata

Gentile Signora,
Sua figlia ha diritto al congedo per maternità obbligatoria o anticipata (quest'ultima nei casi previsti dalla legge e non a propria discrezione) a prescindere dall'avvenuta o meno cessione dell'azienda presso la quale attualmente lavora. La legge vieta, infatti, il licenziamento della lavoratrice madre, durante la gravidanza e durante il 1° anno di vita del bambino. Detto questo, la nuova azienda cessionaria ha facoltà di rinnovare o meno i rapporti contrattuali con i propri dipendenti, nell'osservanza e nel rispetto della legge (che come ricordato vieta il licenziamento della lavoratrice madre fino al 1° anno di vita del nascituro). Il periodo di congedo per maternità facoltativa spetta a Sua figlia come a qualsiasi lavoratrice, dopo avere usufruito del periodo di maternità obbligatoria e per i primi 3 anni di vita del bambino, in modo continuativo o dilazionato nel tempo. Cordiali saluti.


Seconda gravidanza a distanza di 8 mesi

(08/09/2014 - 12:52)

Salve, a Febbraio ho scoperto di essere incinta della mia prima figlia e nel mese di giugno il mio medico mi ha compilato le carte per la maternità anticipata per gravidanza a rischio. Successivamente ho goduto dell'obbligatoria e della facoltativa fino al compimento dei 9 mesi della bambina. Prima di ritornare a lavoro ho fatto una settimana di ferie richieste all'azienda e durante questa settimana ho scoperto di essere nuovamente incinta. Mi sono recata dal mio medico il quale, dopo aver effettuato l'ecografia, ha ritenuto opportuno mettermi in maternità anticipata; vorrei sapere se ci sono problemi per il pagamento della maternità (che nel frattempo è stata accettata dall'Ulss), visto che tra una maternità e l'altra non sono stata fisicamente presente in azienda. Grazie mille

Lettera non firmata

Gentile Signora,
se la Sua domanda di astensione anticipata per maternità a rischio è stata autorizzata dalla competente autorità, non vi è alcun ostacolo legale a che Lei possa godere dell'indennità di maternità per l'intero periodo previsto dalla legge. Le rammento che il datore di lavoro non può licenziarLa durante la gravidanza, né durante il 1° anno di vita del bambino. Cordiali saluti.


Maternità e contratto di lavoro

(04/09/2014 - 14:52)

Buongiorno, ho scoperto da pochi giorni di essere incinta, sono a circa l'8 settimana. Al momento sto lavorando come impiegata con un contratto di sostituzione di maternità che scade al 31 di Ottobre. Nell'azienda mi hanno prospettato la possibilità, una volta scaduto questo contratto, di essere riassunta con un altro contratto a tempo determinato. Ora non so bene come comportarmi. Non vorrei perdere questa possibilità di lavoro ma non vorrei nemmeno approfittarmi della situazione. Mi spiego meglio... l'azienda dove sto lavorando è una piccola azienda nella quale mi trovo molto bene ed ho un ottimo rapporto con il titolare e proprio per questo non vorrei tradire il rapporto di stima e fiducia reciproca instaurato. Cosa mi consigliate di fare? Quanto gravano i costi per la maternità sull'azienda? potrei farmi fare un contratto a tempo determinato per pochi mesi, prendere poi la disoccupazione e la maternità dall'Inps e poi chiedere di riassumermi con un nuovo contratto? Datemi qualche indicazione e suggerimento. Grazie

Lettera non firmata

Gentile Signora,
la legge non prevede alcun obbligo per la lavoratrice di comunicare lo stato di gravidanza al datore di lavoro prima dell'inizio del periodo di congedo per maternità obbligatoria (o anticipata nei casi previsti). Se Le hanno proposto un contratto a tempo determinato con decorrenza 31 ottobre p.v., direi che non c'è motivo per cui non possa o debba sottoscriverlo considerato che non si trova ancora nel periodo di astensione per maternità. Se vi è un contratto di lavoro in essere al momento dell'inizio dell'interdizione Le sarà anzi riconosciuto il diritto all'indennità di maternità che, Le rammento, è solo anticipata dal datore di lavoro il quale viene poi rimborsato dall'Inps (quindi in definitiva non vi sono costi a carico del datore di lavoro). La domanda di disoccupazione potrà presentarla se il periodo di congedo per maternità iniziasse decorsi più di 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Cordiali saluti.


Scadenza contratto superiore i 60 giorni

(04/09/2014 - 10:46)

Gentilissimo Avvocato, buongiorno! Io sono una farmacista alla 12 settimana di gravidanza, parto previsto il 25 marzo e scadenza contratto il 31 ottobre. Ovviamente il mio titolare non ha intenzione di rinnovarmi il contratto, nemmeno per un mese. In questo modo io mi ritrovo fuori dai fatidici 60 giorni e non so come mi devo comportare con l'inps e cosa mi spetterebbe in tal senso. Inoltre le pongo un'altra domanda: nel caso in cui dovessi entrare in maternità anticipata durante il mio contratto di lavoro, cosa succederebbe? il mio contratto sarebbe, mi passi il termine, "congelato"? Percepirei comunque uno stipendio? Chi mi pagherebbe lo stipendio in tal caso? La ringrazio della disponibilità

Lettera non firmata

Gentile sig.ra,
al termine del contratto lei faccia domanda per l'indennità di disoccupazione, successivamente potrà presentare domanda per l'indennità di maternità che sostituirà per il periodo di maternità obbligatoria la disoccupazione che riprenderà al termine della stessa. Nel caso si ritrovasse in maternità anticipata, il suo contratto avrà la scadenza naturale, lei dovrà comunque presentare la domanda per la disoccupazione che rimarrà congelata fino allo scadere della maternità obbligatoria, al termine della maternità obbligatoria percepirà l'indennità di disoccupazione. Cordialmente


Sono libera professionista e dipendente, cosa mi spetta?

(29/07/2014 - 13:38)

Dal 1/1/2007 sono iscritta alla gestione separata per la mia attività di fisioterapista, dal 1/2/2013 anche dipendente part time a tempo indeterminato come fisioterapista in casa di riposo. Il 3/12/2013 sono diventata mamma dpp 4/1/2014 e qualche mese prima dell’evento ho presentato la domanda per l’assegno di maternità per mia libera professione. Ho dovuto lasciare il lavoro da dipendente in anticipo per incompatibilità di quest’ultimo con la gravidanza la lettera del ministero del lavoro riporta data 11/7/2013 come inizio della maternità anticipata. Su consiglio del sindacato ho sospeso anche la mia attività da libera professionista per non rischiare che non mi venisse più riconosciuta la maternità da dipendente. Ora, come dev’essere calcolato il reddito medio giornaliero per quantificare l’indennità di maternità? Quali mesi vengono considerati nel calcolo? Mi sono stati versati dell`inps 3000 euro come prima rata, pochi giorni fa ho ricevuto una telefonata in cui mi chiedevano la restituzione di tutto l’importo per un errore nel calcolo, dicendo che non mi spetta nulla… Grazie!

Lettera non firmata

Gentile Signora,
il Suo quesito è poco chiaro: la domanda per la corresponsione dell'indennità di maternità è stata presentata in qualità di lavoratrice dipendente o di lavoratrice autonoma? Le rammento che può ricevere una sola indennità di maternità, poiché la legge vieta il cumulo di più emolumenti riferibili a più contratti di lavoro o a regime di lavoro autonomo. Cordiali saluti.


C’è obbligo di comunicazione di essere incinta durante i colloqui di lavoro?

(28/07/2014 - 19:00)

Gentile Avv, ho 39 anni e ho saputo ieri di essere appena rimasta in cinta (5 sett) con primo figlio (dpp 22.03.2015). Al momento sono disoccupata e percepisco ASPI che finisce il 29 Settembre 2014. Sto facendo vari colloqui di lavoro con la speranza di trovare qualcosa, sopratutto considerando che l'ASPI finirà a breve e credo di non soddisfare i criteri dell'INPS per aver diritto all'indennità di maternità pagato da loro. Inoltre, ieri il mio ginecologo mi ha spiazzato dicendomi: "ora non le assumerà nessuno per i prossimi 2 anni" :-( In conferma di questa cosa, mi è capitato durante un colloquio di lavoro, presso una società, proprio due settimane fa, di sentire che ho una "certa età" senza figli, e che questi di sicuro non sono i fattori che mi aiuteranno ad essere scelta, nonostante commenti positivi avuti durante il colloquio. Infatti, visto che non mi hanno richiamato, direi che la l'esito sia negativo. Ora, vista la novità che ho avuto ieri, sono ancora più preoccupata.... Perciò vi chiedo, gentilmente, di darmi il consiglio come dovrei comportarmi in caso dei prossimi colloqui? Sono obbligata per legge di comunicare la notizia all'agenzia interinale o all'eventuale società? E se c'è un time frame per il quale uno non sia obbligato comunicare nulla e dopo quanto bisogna dirlo? Chiaramente, prima che inizi a vedersi da solo :-) Lo so che è bruttissimo fare queste domande, ma il mondo del lavorativo per noi donne, purtroppo non sia molto facile, e a volte capitino delle "scorrettezze". In più, visto che per la maggior parte dei lavori impiegatizi, le società propongono i contratti determinati di 6 - 12 mesi con il periodo di prova di almeno 60/90 gg, cosa succede se la gravidanza si noti prima e loro non erano informati? Possono concludere il contratto con la motivazione di non aver superato il periodo di prova ed io avrò il diritto all'indennità di maternità? Vi chiedo umilmente scusa se sono stata troppo lunga, ma ho tante perplessità e sono una persona molto razionale che non vuole far carico di tutto al suo marito :-) Vi ringrazio in anticipo!

Maja

Gentile sig.ra Maja,
non ha nessun obbligo di comunicare la gravidanza, dovrà eventualmente informare il datore di lavoro nel momento in cui dovrà entrare in maternità obbligatoria e quindi presentare la relativa domanda. Per quanto riguarda il periodo di prova, lo stesso non obbliga il datore di lavoro ad assumere il prestatore, nè può essere sindacata la motivazione per cui al periodo di prova non è seguita l'assunzione definitiva. Solo dopo la sottoscrizione di un contratto a tempo determinato o indeterminato il datore non potrà licenziare la donna in gravidanza o puerperio, se non in determinati casi. Cordialmente


Maternità INPS

(28/07/2014 - 16:07)

Buongiorno, vi pongo questo quesito. Premessa: inizio a lavorare oggi con un contratto a termine che terminerà il 31 agosto. Al termine di questo contratto mi spetta la mini aspi perché raggiungerò 13 settimane lavorative. La mia domanda è questa: se in questo mese resto incinta e il mio ginecologo definisce la gravidanza a rischio o diritto alla maternità dall'inps? Se è si, come verrebbe calcolata? Grazie

Lettera non firmata

Gentile Signora,
se il congedo per maternità fosse autorizzato dall'autorità competente (Asl o Dpla seconda della causa del rischio), Le spetterebbe l'indennità di maternità purchè la relativa richiesta sia stata presentata durante la vigenza del contratto. Generalmente la misura dell'indennità è pari all'80% dell'ultima retribuzione percepita, salvo che nel contratto sia prevista la misura del 100% (in tal caso il restante 20% sarebbe a carico esclusivo del datore di lavoro). Cordiali saluti.


Maternità obbligatoria e contratto Comune di Roma

(28/07/2014 - 11:48)

Buongiorno,
il 26 Agosto 2014 sono stata convocata dal Comune di Roma come idonea (concorso maestra scuola d'infanzia) per la scelta della sede dell'istituto scolastico dove dovrei prendere servizio con incarico annuale. Il 24 Agosto 2014 però entro in maternità obbligatoria. La mia domanda è la seguente. Posso comunque andare a scegliere la sede dell'istituto e firmare eventualmente il contratto e rimanere in maternità obbligatoria, rientrando poi alla fine della stessa? Debbo rinunciare per quest'anno all'incarico? Quest'ultima opzione cosa mi comporta per il prossimo anno in graduatoria? Vi ringrazio per l'eventuale risposta, che nessuno ad oggi mi ha saputo dare. Distinti Saluti

Lettera non firmata

Gentile sig.ra,
può presentarsi per la scelta della sede lavorativa e per la firma del contratto, in quanto la maternità non è una malattia. Se dovesse rinunciare all'incarico naturalmente non scorerebbe in graduatoria, mentre accettandolo e ponendosi in maternità obbligatoria, vedrà maturare tutti i diritti a lei spettanti in quanto lavoratrice dipendente. Cordialmente


Gravidanza in cassa integrazione

(26/07/2014 - 22:40)

Buonasera, sono in cassa integrazione straordinaria, settore turismo da marzo 2013, con prossima scadenza il 31 agosto 2014. Premetto che l'azienda ha chiesto in modo illecito la CIGS (avvallata dal sindacato) ed ora c'è in corso un indagine dell'ispettorato del lavoro e dell'Inps che ha purtroppo tempistiche molto lunghe. Ho appena saputo di essere incinta (8settimane) e vorrei ricevere dei chiarimenti: -sono obbligata a comunicare il mio stato all'azienda? -mentre sono in cassa integrazione posso fare domanda di congedo facoltativo della prima figlia (ho ancora 30gg da usufruire) a partire dal 1settembre, quindi senza rientrare subito? -ho un piccolo distacco della placenta: posso richiedere la maternità anticipata o devo aspettare la fine del primo trimestre di gravidanza? Grazie per le vostre attenzioni.

Sara

Gentile Sara,
direi che la prima ed unica cosa da fare è chiedere immediatamente il congedo per maternità a rischio (che può iniziare prima del compimento del I trimestre). Si rivolga all'Asl che Le rilascerà la relativa autorizzazione. Una volta ottenuto il provvedimento autorizzativo l'assegno percepito in regime di Cigs verrà sostituito dall'indennità di maternità che Le sarà corrisposto direttamente dall'Inps. Quanto alla possibilità di chiedere congedo per maternità facoltativa, Le rammento che può fruirne liberamente ed in modo frazionato entro i 3 anni di vita del bambino. Cordiali saluti


Maternità contratto tempo determinato e possibile chiusura aziendale

(25/07/2014 - 16:18)

Buonasera, io ho un contratto a tempo determinato come sostituzione di maternità (obbligatoria fino ad ottobre, successivamente ci sarà la richiesta di facoltativa da parte della ragazza che sostituisco) iniziato ad aprile 2014. Dovrei continuare a lavorare fino a primavera 2015. C'è però la possibilità che l'azienda, dal 2015, chiuda la P.IVA in essere per aprirne un'altra e cambiare sede. Non avendo intenzione di trasferirmi, vorrei sapere come posso utilizzare al meglio un eventuale congedo di maternità con l'attuale contratto tempo determinato, cioè se mi spetterebbe la maternità obbligatoria + facoltativa, quanti mesi, etc., e come mi devo regolare successivamente con INPS. Faccio presente che, prima di accettare questo lavoro, sono stata disoccupata con indennità ASPI per 6 mesi, quindi posso sfruttarne solo altri 2 degli 8 previsti, a meno che questo tempo determinato non mi consenta di recuperare indennità. In attesa di un Vs. gentile riscontro colgo l'occasione per porgere cordiali saluti.

Lettera non firmata

Gentile sig.ra,
terminato il contratto di lavoro e se lei si trova in gravidanza, dovrà presentare domanda disoccupazione per poi sostituire alla stessa la maternità obbligatoria, ma le verrà riconosciuta solo quella facoltativa. Se il periodo di congedo obbligatorio dovesse iniziare durante il periodo lavorativo lei potrà usufruire della maternità obbligatoria e poi di quella facoltativa almeno per il periodo in cui sarà in essere il contratto di lavoro. Cordialmente


Contratto stagionale a termine

(23/07/2014 - 18:56)

Salve, dal 03/07/2014 sono in gravidanza a rischio. Purtroppo alla settima settimana ho avuto un aborto interno e subirò un raschiamento. Per una prossima maternità dovrò attendere 1 o 2 cicli. Considerando che il contratto mi scade il 7/09/2014 ho sempre diritto alla maternità? Quest'anno il mio contratto è partito dal 10/05/2014. E se volessi finire in malattia la stagione? Perderei cmq tutto? Grazie mille, spero mi tolga qualche dubbio.

Lettera non firmata

Gentile Signora,
purtroppo la legge riconosce il diritto all'indennità di maternità nel caso in cui l'interruzione della gravidanza sia avvenuta dopo 180 giorni dal suo inizio. Nel Suo caso dopo la scadenza naturale del contratto potrà chiedere l'assegno di disoccupazione. Le ricordo che la lavoratrice ha diritto all'indennità di maternità se il periodo di congedo obbligatorio (o per maternità a rischio) inizia entro 60 giorni dalla cessazione del contratto oppure entro 180 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro purché si trovi già in godimento dell'assegno di disoccupazione. I migliori auguri.


È da considerarsi indebito l'assegno INPS?

(22/07/2014 - 21:56)

Salve, ho un contratto co.co.co. presso un ente pubblico. Quest'anno ho sospeso la collaborazione per congedo maternità. Pur avendo prodotto tutta la documentazione necessaria, per un errore tra uffici, l'ente ha continuato ad emettere a mio favore lo stipendio (ed i contributi) durante i mesi di congedo. Per questa ragione l'inps ha rifiutato la mia domanda di maternità (ha comunque emesso il pagamento che però ritiene indebito perché visualizza stipendio e contributi versati). L'ente si rifiuta di chiarire la situazione. È realmente da considerarsi indebito l'assegno INPS? Perché dovrei pagare io per un errore del datore di lavoro? Grazie

Lettera non firmata

Gentile sig.ra,
se lei percepisce la maternità mentre lavora è un indebito, perchè o prende lo stipendio o l'indennità di maternità. Provi a chiarire la situazione con l'INPS con il certificato di parto da presentargli ed eventualmente chieda che le venga riconosciuto il periodo di maternità per quanto riguarda i diritti che in questo periodo maturano e non per l'indennità di maternità. Cordialmente


Burocrazia

(21/07/2014 - 14:37)

Buongiorno, un anno fa circa ho presentato domanda all'Azienda per la quale lavoro ed ottenuto un periodo di circa 30 giorni di interdizione al lavoro per gravidanza a rischio. Purtroppo però nello stesso periodo la gravidanza è cessata con delle mestruazioni abbondanti. Ho ripreso subito il lavoro. La mia Amministrazione dopo 1 anno e 4 mesi, mi ha contattata chiedendomi un certificato del mio ginecologo, che certifichi la cessazione della gravidanza... Il mio ginecologo ed io siamo rimasti un po’ allibiti e soprattutto lui non sa come funziona in questi casi. Ho contattato anche la Medicina Legale della mia asl di appartenenza, ma non mi hanno saputo rispondere... Cosa devo fare? Vi ringrazio anticipatamente e vi auguro un buon proseguimento di giornata.

Lettera non firmata

Gentile Signora,
mi dispiace per la difficile esperienza che ha vissuto. Dunque, se ho ben capito Lei ha usufruito per un periodo di 30 giorni del congedo per maternità a rischio, al termine dei quali, purtroppo, ha avuto un aborto che dovrebbe essersi verificato prima di 180 giorni dall'inizio della gestazione. Prima di riprendere l'attività lavorativa ha chiesto di potersi assentare per malattia? In tal caso deve avere presentato un certificato medico attestante l'avvenuta interruzione della gravidanza all'Inps ed al datore di lavoro. In ogni caso si procuri un certificato che attesti la cessazione della gravidanza, con la d.p.p. Cordiali saluti.