Congedo di paternità, cosa cambia nel 2018

Congedo di paternità, cosa cambia nel 2018

La normativa che disciplina il congedo di paternità è cambiata a partire dal 1 gennaio 2018. La novità riguarda l’aumento dei giorni di congedo obbligatorio, che passano da due a quattro, è inserita nella legge di Bilancio 2017 e coinvolge i padri lavoratori dipendenti, come si legge sul sito dell’Inps:

“L’articolo 1, comma 354, legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) ha prorogato il congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti anche per le nascite e le adozioni/affidamenti avvenute nell’anno solare 2017 ed ha previsto, per l’anno solare 2018, l’aumento del suddetto congedo obbligatorio da due a quattro giorni”.

Cosa prevede la legge

Il congedo obbligatorio e quello facoltativo per i papà sono stati istituiti dall’articolo 4, comma 24, lettera a, della legge n. 92 del 28 giugno 2012, con cui si stabilisce che i giorni di astensione dalle attività lavorative possono essere fruiti dal padre dipendente – anche nel caso di adozioni e affidi – entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio.

Tali disposizioni di legge sono state introdotte in via sperimentale fino al 2015, quando un nuovo decreto ha aumentato a due i giorni di congedo obbligatorio per il padre nel corso del 2017. Nel frattempo è stata deciso di estendere ulteriormente il congedo, fino a quattro giorni, novità inserita appunto nella legge di Bilancio del 2017 ed entrata in vigore il 1 gennaio del 2018.

Come funziona oggi il congedo di paternità

Con la nuova legge al padre lavoratore dipendente spettano quattro giorni di astensione dal lavoro, anche non continuativi, nei casi di parto, affidamento o adozione avvenuti a partire dal 1 gennaio 2018, e fino al 31 dicembre, da fruirsi entro i primi cinque mesi di vita del bambino. Per nascite, affidi o adozioni avvenute fino al 31 dicembre 2017 spettano invece due giorni di congedo obbligatorio (anche in questo caso non per forza continuativi).

Un capitolo a parte è quello relativo al congedo di paternità facoltativo: in questo caso la possibilità di astensione lavorativa per il padre è vincolata alla “cessione” della madre di uno dei propri giorni di congedo di maternità: il papà può quindi richiedere un giorno di congedo facoltativo al proprio datore di lavoro. Una possibilità ripristinata dal 1 gennaio, dopo la mancata proroga del congedo facoltativo nel 2017. In entrambi i casi, sia per il congedo obbligatorio sia per il congedo facoltativo, il padre lavoratore dipendente ha diritto a un’indennità giornaliera, a carico dell’Inps, pari al 100% della propria retribuzione.

Diverso il discorso per i dipendenti pubblici, per cui si è ancora in attesa di un’indicazione in merito, spiega ancora il sito dell’Inps:

“Per quanto riguarda i padri lavoratori dipendenti da amministrazioni pubbliche, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri ha chiarito che il Ministro per la pubblica amministrazione dovrà approvare una norma che individui e definisca gli ambiti, le modalità e i tempi di armonizzazione della disciplina”.

Come richiedere il congedo di paternità

Il neopapà o futuro papà (con un rapporto di lavoro dipendente) deve presentare una richiesta scritta al proprio datore di lavoro con un preavviso di 15 giorni. Se la richiesta avviene in previsione della nascita il preavviso viene calcolato in base alla data presunta del parto. Nel caso dei pagamenti diretti da parte dell’Inps la domanda va presentata online tramite il servizio dedicato all’interno del portale (www.inps.it), oppure contattando il numero 803 156 (gratuito da rete fissa) e 06 164 164 da rete mobile. In alternativa è possibile rivolgersi agli enti di patronato o intermediari Inps attraverso i relativi servizi online.

Prospettive future

Per andare incontro alle esigenze delle famiglie, nell’ottica di un sempre maggiore coinvolgimento dei papà nella gestione dei figli alla Camera è stato depositato nell’ottobre 2015 una proposta di legge per estendere fino a 15 giorni il congedo di paternità obbligatorio. La proposta è ancora in discussione (in commissione Lavoro), ma nel frattempo qualcosa sta cambiando, anche prima dell’entrata in vigore delle eventuali nuove regole: è il caso dei dipendenti Vodafone, che dal 1 aprile 2018 possono richiedere un congedo di paternità di due settimane.