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Come si determina il gruppo sanguigno ed il fattore Rh nel nascituro
Il problema della trasmissione del gruppo sanguigno è sempre interessante e può essere un esempio di come vengono trasmessi i caratteri ereditari.
Ciascun gene è presente nel nostro DNA in due forme, dette alleli, ciascuna delle quali è ereditata da uno dei due genitori. Ciascuno di noi ha una parte materna ed una paterna: per ogni caratteristica del nostro corpo abbiamo un gene materno ed uno paterno che non sono uguali per cui sarà solo uno dei due (quello dominante) a stabilire, ad esempio, la forma o il colore degli occhi, mentre l'altro gene (recessivo) sarà conservato e trasmesso alle generazioni successive.
In realtà le cose non sono così semplici e spesso più geni intervengono per determinare una certa caratteristica influenzandosi variamente tra loro e subendo anche l'azione di sostanze esterne e dell'ambiente.
Il caso dei gruppi sanguigni è particolarmente utile per capire alcuni meccanismi dell'ereditarietà. Gli uomini possono essere distinti in base ad alcune caratteristiche del sangue: il principale sistema di classificazione è quello AB0, un altro è il sistema Rh (presenza o assenza di questo antigene).
Una persona può essere di gruppo A (dominante), gruppo B (dominante), gruppo 0 (recessivo), oppure gruppo AB. In realtà chi è di gruppo A può essere, dal punto di vista genetico, AA perché ha ereditato la caratteristica A sia dal padre che dalla madre, oppure A0 perché ha ereditato la caratteristica 0 da uno dei due genitori e la A dall'altro.
La presenza
di un'unica copia dell'allele dominante che convenzionalmente si
indica con la lettera maiuscola (A) è sufficiente per
determinare il gruppo sanguigno cosiddetto di tipo A (pertanto
gli individui di gruppo A potranno essere, dal punto di vista
genetico, indifferentemente AA oppure A0).
Lo stesso avviene per il gruppo B (che può essere determinato dal genotipo BB o B0).
Diversa la
situazione per il gruppo 0: il genotipo può essere 00, mentre
gli individui AB hanno un genotipo AB (avendo ereditato
evidentemente l'allele A da un genitore e l'allele B
dall'altro).
Due genitori di gruppo A possono avere sia un figlio di gruppo A che uno di gruppo 0. Infatti dal punto di vista genetico possono essere entrambi A0 e quindi trasmettere l'allele A oppure l'allele 0.
È sufficiente provare a fare i possibili incroci tra i genitori e otterremo una tabella che riporta la trasmissione dei caratteri secondo le leggi di Mendel, con le relative possibilità del gruppo sanguigno del figlio.
|
Genitori |
Figli possibili |
Figli impossibili |
|
Fenotipi, ossia appartengono ai gruppi |
Fenotipi, ossia appartengono ai gruppi |
Non possono appartenere ai gruppi |
|
0 X 0 |
0 |
A - B - AB |
|
0 X A |
0 - A |
B - AB |
|
0 X B |
0 - B |
A - AB |
|
0 X AB |
A - B |
0 - AB |
|
A X A |
0 - A |
B - AB |
|
A X B |
0 - A - B - AB |
nessuno |
|
A X AB |
A - B - AB |
0 |
|
B X B |
0 - B |
A - AB |
|
B X AB |
A - B - AB |
0 |
|
AB X AB |
A - B - AB |
0 |
NOTA BENE: solo in alcuni casi specifici il test del gruppo sanguigno può confermare o escludere inequivocabilmente una presunta paternità. Soltanto l'analisi del DNA potrà quindi fornire un risultato sicuro al 100%. Anche se molto raramente, mutazioni genetiche possono cambiare le regole per cui anche figli "impossibili" possono divenire "possibili".
Per quanto
riguarda il fattore Rh
il fenotipo (cioè il fattore Rh) è determinato dalla presenza
dell'allele dominante D,
per cui la situazione è la seguente:
1) se entrambi i genitori sono negativi (Rh-) il figlio può
essere solo Rh negativo;
2) se entrambi i genitori sono positivi (Rh+) il figlio può
essere Rh+ (maggiore probabilità) o Rh- (minore probabilità);
3) se uno dei genitori è Rh+ e l'altro è Rh- il figlio può
essere Rh+ oppure Rh- (con uguale probabilità).
La seconda possibilità si verifica in quanto il fenotipo Rh+ può
essere determinato anche da un genotipo "eterozigote", cioè Dd,
pertanto se entrambi i genitori sono eterozigoti vi è la
probabilità (stimata a priori di 1 su 4 circa) che il figlio sia
omozigote dd, e quindi Rh-.
La terza a questo punto è ovvia: il genitore Rh- è
necessariamente dd, mentre il genitore Rh+ può essere DD o Dd:
nel primo caso il figlio nasce Dd (Rh+), nel secondo caso verrà
fuori dd (e cioé Rh-).
Ecco un semplice schema che dovrebbe aiutare a meglio comprendere le varie possibilità che potrebbero verificarsi.
|
Fattore Rh |
Primo allele |
Secondo allele |
|
Rh+ |
D |
D |
|
Rh+ |
D |
d |
|
Rh- |
d |
d |


Il che si
riassume in estrema sintesi in questa tabella dei fenotipi:
|
Genitore A |
Genitore B |
Figlio |
|
Rh+ |
Rh+ |
Rh+/Rh- |
|
Rh+ |
Rh- |
Rh+/Rh- |
|
Rh- |
Rh- |
Rh- |








