Fumare in gravidanza: cosa succede al bambino

Fumare in gravidanza aumenta i rischi per lo sviluppo del feto e per la salute del bambino. Ecco le principali conseguenze del fumo passivo e i consigli per smettere di fumare.
Fumare in gravidanza: cosa succede al bambino

Le sigarette fanno male sempre, ma fumare in gravidanza è un’idea ancora peggiore. Lo confermano ormai da anni gli studi condotti sui bambini nati da madri fumatrici, che riscontrano problematiche di salute di natura diversa. Eppure solo 7 future mamme su 10 smettono di fumare durante la gravidanza (e molte ricominciano dopo il parto). Ecco perché il fumo fa male al bambino prima e dopo la nascita.

Fumo in gravidanza, i rischi per il feto

Come accade per il nutrimento che passa dalla madre al nascituro anche il fumo di tabacco che viene inspirato dalla madre arriva al bambino e non senza conseguenze, ancor di più in una fase delicata come quella dello sviluppo. Il bambino potrebbe riscontrare danni al sistema nervoso e soffrire di disturbi comportamentali. I figli di donne fumatrici sono più eccitabili e iperattivi e manifestano più frequentemente segni di aggressività.

Tali effetti negativi sono da imputarsi principalmente alla diminuzione dell’ossigeno nel sangue (ipossia), che viene “mangiato” dall’ossido di carbonio nato dalla combustione della sigaretta e dalla proprietà vasocostrittrice della nicotina stessa. Le sigarette contengono poi oltre 4mila sostanze diverse e molte di queste sono cancerogene.

Anche il Ministero della salute avverte dei rischi legati al fumo di sigaretta per la salute della donna e del nascituro:

Il fumo influisce negativamente sull’apparato riproduttivo femminile, provoca menopause più precoci di circa 2 anni rispetto alle non fumatrici in quanto il fumo altera la normale produzione di ormoni sessuali femminili. Una donna gravida che fuma ha un aumentato rischio di aborti, di bambini nati morti, e di avere neonati sottopeso (-200 grammi in media). Il fumo durante la gravidanza può causare un ritardo di crescita e di sviluppo mentale oltre che polmonare (capacità respiratoria inferiore del 10%) del bambino.

Fumo in gravidanza, i rischi per il bambino

Il bambino subisce danni causati dal fumo non soltanto mentre si trova nel ventre materno ma anche dopo la nascita, se viene esposto al fumo passivo. Non mancano altri fattori di rischio, a partire da una familiarità con l’asma o da particolari condizioni ambientali. I maschi sarebbero poi più soggetti a questo tipo di disturbi rispetto alle femmine. Di questi fattori, comunque, il fumo sarebbe il più facile da eliminare.

Patologie fumo-correlate nella donna in gravidanza

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Patologie fumo-correlate nella donna in gravidanza

Il fumo riveste un ruolo determinante nell'insorgenza di numerose malattie, tra cui una serie di malattie molto gravi e con decorso mortale. Qui vengono descritte alcune delle conseguenze prodotte dal fumo sulla salute della donna

Ecco quali sono i cinque principali danni provocati dal fumo passivo nel feto prima e nel bambino poi:

  • Minore peso alla nascita: il peso può essere inferiore da 200 a 500 grammi in relazione al numero di sigarette fumate dalla madre. Un elemento che si tradurrà in un’altezza media, a sviluppo compiuto, di circa un centimetro in meno rispetto ai coetanei.
  • Maggiore frequenza dei parti prematuri (con relativa incidenza sul peso del bambino alla nascita, inferiore alla media anche in questo caso)
  • Aumento del rischio di infezioni neonatali e aumento di infezioni respiratorie e cutanee durante l’adolescenza e l’età adulta
  • Possibili alterazioni dello sviluppo psicofisico, con maggiore incidenza di problemi comportamentali e di socializzazione.
  • Maggiore incidenza di tumori infantili (circa il 15% dei casi totali sono riconducibili al fumo in ambiente familiare).

Ad essere interessata dalle conseguenze dell’esposizione al fumo di sigaretta durante la gravidanza è soprattutto la funzione respiratoria del bambino, che può subire una riduzione significativa. Il fumo passivo attribuibile ai familiari è responsabile invece di un’alta percentuale di asma nei bambini, fino al 15% dei casi, e, nell’11%, del respiro affaticato negli adolescenti.

Come smettere di fumare in gravidanza

Non è mai troppo tardi o troppo presto per smettere di fumare, e la regola vale anche durante la gravidanza. Scoprire di essere incinta può essere il momento giusto per una donna per decidere di abbandonare vizi dannosi e assumere abitudini migliori per sé e per il proprio bambino. Secondo il Ministero della salute in Italia il 70% delle fumatrici smette durante la gravidanza, ma il 70% di loro riprende una volta partorito.

Dal momento che gli studi dimostrano che il fumo passivo è ugualmente dannoso per il bambino il consiglio è di non ricominciare: chi non riuscisse a smettere di fumare può rivolgersi al proprio medico oppure a uno dei centri antifumo presenti in tutta Italia, chiamando il Telefono verde contro il fumo al numero 800.554.008.