23/10/2014
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Il Parto

Parto naturale dopo un taglio cesareo (VBAC): è possibile?


"Ho un bimbo di quasi 3 anni, nato da taglio cesareo urgente, adesso cerco un altro figlio: il secondo parto sarà sempre cesareo?"

Tante donne che hanno dovuto sottoporsi a taglio cesareo con una gravidanza (in gergo ostetrico si chiamano pre-cesarizzate) credono che ormai sia per loro pericoloso partorire per via vaginale e si rassegnano quindi a vedersi nuovamente in sala operatoria per la nascita del loro bimbo. In realtà non è così: sono infatti pochi i casi in cui alla donna non è consigliato provare a partorire per via vaginale (si parla di VBAC - Vaginal Birth After Cesarean, parto vaginale dopo cesareo) in una gravidanza successiva. Dipende tutto dalle motivazioni che hanno portato alla prima operazione.

Il taglio cesareo, infatti, viene eseguito per vari motivi: alcuni dipendono dal bambino, altri dalla mamma, altri ancora da complicanze che sorgono durante il travaglio. Se per esempio una donna ha dovuto sottoporsi a taglio cesareo perché il bimbo era podalico (si presentava con i piedini invece che con la testa), in una successiva gravidanza può tranquillamente provare a partorire naturalmente. Così anche per quelle donne che hanno avuto la necessità dell’operazione perché il bimbo era piccolo o perché durante il travaglio calava il battito fetale, oppure ancora perché avevano superato il termine e l’induzione non ha funzionato.

Diversamente, nel caso in cui il taglio cesareo sia stato motivato da una problematica materna, il parto di prova diventa più difficile. Per esempio, se il cesareo è stato fatto d’urgenza dopo qualche ora di travaglio spontaneo (non indotto da farmaci) perché il collo dell’utero non si dilatava nonostante le forti contrazioni (quella che sulla lettera di dimissione viene chiamata “distocia cervicale”), allora è possibile che venga sconsigliato un parto “di prova” perché è molto probabile che il collo dell’utero non si dilati nemmeno con le gravidanza future.

Vi sono poi alcune donne pre-cesarizzate che proprio non possono provare a partorire spontaneamente: quelle che hanno già fatto tre o più cesarei, quelle che sono andate incontro ad una rottura d’utero, oppure quelle che hanno avuto un’incisione uterina longitudinale (dall’alto verso il basso) che oggi si fa molto raramente.

La rottura dell’utero è la complicanza più grave che possa capitare durante il travaglio di una donna precesarizzata, ma è comunque molto rara. È per evitare questa emergenza che il travaglio di una donna pre-cesarizzata sarà sorvegliato maggiormente rispetto a quello delle altre: il monitoraggio per esempio viene fatto sempre in continuo e talvolta non vengono usati farmaci per aiutare le contrazioni. Ricordiamoci inoltre che il taglio cesareo è un intervento chirurgico rischioso ed un’alternativa al parto vaginale da scegliere solo in caso di appropriata indicazione medica, in alcuni casi il rischio che l’utero si rompa a causa della cicatrice del cesareo precedente è più piccolo rispetto ai rischi che derivano dall’operazione.

Se quindi siete incinte e avete subìto un taglio cesareo con la precedente gravidanza, valutate insieme al vostro partner, all’ostetrica o al vostro ginecologo di fiducia, la possibilità di dare alla luce naturalmente il vostro piccolo e cercate vicino a voi le strutture sanitarie che sono attrezzate per assistere con competenza al vostro parto.

 


 
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