03/09/2014
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Il Parto

Il parto prematuro: ogni mamma lo teme...


Quando la gravidanza finisce prima del tempo inizia un percorso che la madre e il bimbo devono affrontare insieme, un percorso lungo e non privo di difficoltà. Nel momento in cui la donna scopre che dentro di sé sta nascendo una nuova vita, tutto in lei cambia, quel test positivo la rende subito mamma, pronta ad accogliere ed ad amare quella piccola vita che sta crescendo.


Questo periodo magico dovrebbe durare, per antonomasia, 40 settimane, i famosissimi 9 mesi, nove mesi in cui i progetti e i sogni si susseguono vertiginosamente. Ma purtroppo non sempre ciò si avvera. Infatti, circa il 10-15% delle gravidanze termina prima della 36° settimana, quando ancora il bimbo dovrebbe stare dentro il ventre materno.


Le cause di ciò possono essere imputate sia a patologie derivanti dalla mamma, come ad esempio il diabete, la gestosi, le infezioni vaginali, i fibromi o a causa di una incontinenza cervicale, sia da cause derivanti dal feto, come rottura prematura delle membrane, gemellarità o placenta previa. Su alcune di queste patologie il medico può agire tempestivamente e cercare di allungare il più possibile il periodo di gestazione.


Sino a qualche anno fa i feti che nascevano a 22-23 settimane di gestazione, quindi all'inizio del sesto mese di gravidanza, non avevano alcuna possibilità di vita. Ora, con i progressi compiuti dalla medicina, è possibile dire che hanno circa il 10% di possibilità di farcela, anche se è difficile che non vadano incontro a danni permanenti vista la loro forte prematurità. L'University of Wisconsin medical school-department of pediatrics ha pubblicato una tabella con la statistica di vita dei bimbi nati prematuramente in America:



Settimane di gestazione

Percentuale di sopravvivenza

23 settimane 10-40%
24 settimane 40-70%
25 settimane 50-80%
26 settimane 80-90%
27 settimane 90%
30 settimane 95%
34 settimane 98%

Questi dati sono da considerarsi indicativi e non assoluti, in quanto appena un bimbo prematuro nasce ci si trova subito davanti a delle variabili che possono rendere ancora più difficoltoso il suo cammino.


Oltre all'età gestazionale bisogna, infatti, confrontarsi anche con la maturità degli organi interni, soprattutto dei polmoni, che generalmente maturano verso la 27-28° settimana. Piano piano iniziano dei movimenti respiratori coordinati e regolari, inoltre non bisogna sottovalutare il peso alla nascita del piccolo e il fatto che sia esposto alle infezioni che potrebbero ulteriormente complicare il suo precario quadro clinico.


Una volta nato, il bimbo prematuro non è in grado di affrontare la vita che lo aspetta fuori dall'utero materno, quindi viene subito messo in incubatrice. Sarà proprio quest'ultima a riprodurre l'ambiente del ventre materno a cui troppo precocemente è stato strappato. La sua temperatura corporea verrà pertanto sempre mantenuta costante, verrà dunque alimentato e sarà aiutato a respirare sino a che non sarà cresciuto abbastanza da essere forte e autonomo.


Ma in tutto questo non dimentichiamoci delle mamme... Si, le mamme che si trovano improvvisamente davanti a questa realtà. Donne che sino a pochi giorni prima sognavano un parto con il loro marito accanto, sognavano di conoscere subito il loro bimbo, di poterlo attaccare subito al seno e di instaurare con lui un legame unico e speciale. Invece il sogno più bello e desiderato diventa un terribile incubo, la mamma viene separata dal proprio bimbo a cui vengono fatti subito i primi accertamenti e prestato le prime cure. Sentimenti come paura, ansia e senso di inadeguatezza prendono il sopravvento al posto della gioia che invece avrebbe dovuto esserci.


I bimbi prematuri vengono immediatamente trasferiti presso la Terapia Intensiva Neonatale (TIN) più vicina, e da questo momento si entra in contatto con un mondo fatto di speranza e di dolore. Ci saranno giorni in cui splenderà il sole e altri in cui arriveranno solo batoste, giorni in cui tutto vi sembrerà sopportabile e altri in cui vedere il proprio figlio pieno di tubicini sarà come una pugnalata al cuore.


Ma è proprio da questi bimbi così piccoli e fragili che i neo genitori dovranno prendere la forza e il coraggio per non lasciarsi andare, perché questi cuccioli avranno bisogno di sentire la voce della loro mamma che tanto amano, avranno bisogno di sentire le vostre carezze e l'amore di mamma e papà, perché loro sono dei piccoli grandi guerrieri che, giorno dopo giorno, ci insegneranno a non arrenderci mai!


Paola B. Dessì

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