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Gas analgesico in travaglio di parto

Guardando in TV un reality sulla sala parto, ho visto che in Inghilterra le ostetriche fanno inspirare alle donne del gas che non le fa sentire dolore. Cos’è? Esiste anche in Italia?

Nel Regno Unito e soprattutto in Canada è molto utilizzata l’inalazione di protossido di azoto come analgesia al parto. Questo gas è utilizzato in ambito medico da più di un secolo ed è conosciuto anche come gas esilarante poiché dà euforia e riduce dolore ed ansia. In travaglio viene somministrato insieme all’ossigeno tramite una mascherina provvista di una valvola, che la donna può aprire prima della contrazione, così da sentire meno dolore. L’effetto infatti arriva circa 50 secondi dopo l’inalazione.

Questo metodo è sicuro perché non ha effetti sul feto, mentre sulla mamma può provocare nausea e un lieve stordimento, ma nessun danno a lungo termine. Per ridurre al minimo queste conseguenze sulla salute della donna, viene utilizzato in modo intermittente e non continuo durante il travaglio. La donna infatti apre e chiude la valvola quando lo desidera, non ha la mascherina sempre aperta e attaccata per tutto il tempo.

Il protossido d’azoto è meno efficace rispetto ad altri metodi farmacologici per la riduzione del dolore, ma è una pratica raccomandata dalle linee guida inglesi come alternativa all’anestesia epidurale per diversi fattori: la sua sicurezza per mamma e bambino, il basso costo e soprattutto la possibilità  di autosomministrazione da parte della donna, senza la presenza del medico anestesista.

Dal 2010 questo metodo è entrato anche nella realtà italiana, ma è ancora poco utilizzato. Sono pochi gli ospedali in cui è attivo questo tipo di analgesia, nonostante possa essere una valida alternativa per quelle donne che vorrebbero usufruire dell’epidurale, ma non possono (problemi alla colonna vertebrale, difetti della coagulazione del sangue, paura degli aghi…).

Oggi in Italia, per queste donne rimangono validi i metodi di analgesia non farmacologica, che sono utilizzati dalla quasi totalità  delle sale parto: rilassamento, respirazione, massaggio, travaglio in acqua, musicoterapia, aromaterapia… Altrimenti le future mamme possono cercare punti nascita che utilizzano il gas come metodo analgesico durante il travaglio e il parto. Sono ancora pochi, ma stanno pian piano aumentando.

In conclusione, il protossido d’azoto è un valido strumento per l’analgesia al parto, sicuro e semplice da utilizzare, però poco usato nelle sale parto italiane.

 

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