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L’esperienza del bambino

Verena Schmid ha dedicato all’argomento una sezione del suo libro “Venire al mondo e dare alla Luce”, nella quale si confrontano le esperienze del bimbo e della madre sin dall’instaurarsi della gravidanza.

Le contrazioni sono, quando si manifestano nel terzo trimestre di gravidanza, una novità che all’inizio incute timore al bambino. Via via diventano delle compagne di strada dell’ultimo periodo insieme, il bimbo si abitua alla loro morsa che, quando termina, provoca una benefica distensione.

Nel travaglio, la contrazione ritorna a mostrare un volto minaccioso per via dell’accresciuta intensità, spingendo il bambino a fare ciò che, forse, non farebbe: attivarsi per lasciare il corpo della madre. Lo stesso accade per la donna, costretta dal dolore del parto ad accettare la separazione dal figlio.

Il massaggio delle contrazioni ha una funzione biologica fondamentale, quella di strizzare i polmoni del bimbo, che non hanno mai respirato, di modo che ne esca il liquido eventualmente presente. Inoltre, tutto il processo, con lo stress che comporta, agisce da attivatore endocrino, per preparare il bambino alla nuova vita fuori dall’acqua.

Ma questo il bambino non lo sa. L’esperienza del parto, per lui come per la donna, è ambivalente e a tratti terrorizzante. Le pause, le fasi latenti e di transizione, riportano un po’ di equilibrio nel processo, permettendo l’adattamento a quanto accade. Per il bambino è sconosciuta la nozione di passato e futuro, esiste solo il presente e quindi ogni momento, tanto di tensione quanto di pace, è virtualmente eterno. La sua lotta per la sopravvivenza lo porta a collaborare attivamente per uscire, nelle pause si riconcilia con il suo vecchio mondo, ormai quasi perduto.

Alla nascita, il contatto con l’aria sulla pelle e nei polmoni, è sferzante. Ritrovare la madre e il suo cuore battente è il più grande conforto. Per lui, che altro non ha conosciuto se non il corpo, la voce, il battito cardiaco, l’odore della madre, nella quale si identifica, significa ritrovare il suo proprio corpo e le sicurezze che lo hanno sostenuto in gravidanza.

In collaborazione con www.corsipreparto.com

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