News
Medicina Estetica
Approfondimenti
A cura del
|
PELLE SOTTO CONTROLLO...
Autunno: periodo ideale per iniziare un trattamento antiageing
Dopo le “esposizioni” estive può essere il momento giusto per fare particolare attenzione alla nostra pelle iniziando da quella del viso. Anche in questo ambito la parola d’ordine è prevenzione! Idratazione e tonicità comunque si possono ritrovare con le cure quotidiane più appropriate e i consigli di uno Specialista. L’eccessiva esposizione al sole, i bagni nell’acqua di mare nel periodo estivo, il fumo, il consumo di alcol, la mancanza di riposo notturno, insieme al tempo che passa, sono condizioni che concorrono alla comparsa dei primi segni di invecchiamento della pelle: ecco allora rughe, ispessimento della pelle, discromie cutanee, ecc. Tutti questi aspetti fanno parte del cosiddetto “photoageing”. Per prevenirlo è indispensabile conoscere la pelle (attraverso il check-up cutaneo) e gestirla in modo corretto secondo i principi dell’igiene cosmetologica che prevede la detersione mattina e sera, la protezione/idratazione, la fotoprotezione.
è un esame molto utile per conoscere il proprio biotipo cutaneo ed è determinante per scegliere correttamente quali cosmetici utilizzare a casa, ed eventualmente quali trattamenti correttivi effettuare dal Dermatologo o dal Medico di medicina estetica. Il check-up cutaneo determinerà se la pelle è: normale, seborroica, secca (per disidratazione e/o riduzione dei lipidi superficiali), sensibile, irritabile. Si valuterà inoltre il fototipo cutaneo, cioè la risposta della pelle all’esposizione solare.
Come prepararsi
Una valutazione della pelle è utile a qualsiasi età per formulare una prescrizione cosmetologica mirata. Pertanto sarebbe preferibile fare il check-up cutaneo subito dopo la pubertà, per conoscere al più presto il tipo di pelle e realizzare per tempo un corretto programma igienico-preventivo. Un altro periodo in cui il check-up cutaneo può essere molto utile è quello della menopausa, perché in questo periodo della vita della donna la produzione di sebo diminuisce per motivi ormonali ed è il momento di modificare la protezione cosmetica.
I principali biotipi cutanei
Come si presenta la PELLE SEBORROICA
La pelle è lucida, alla palpazione è untuosa e non si presta facilmente al trucco. Sono presenti: ispessimento dello strato più superficiale (strato corneo) che le conferisce un colore grigiastro, dilatazione degli osti follicolari (lo sbocco esterno delle ghiandola sebacee) che conferiscono alla pelle un aspetto poroso, comedoni sia aperti (punti neri) o chiusi (microcisti).
Come trattarla
La pelle ha tendenzialmente un pH più elevato a causa della fermentazione batterica per cui inizialmente, e per un breve periodo, si possono utilizzare detergenti acidi a pH 3,5; non utilizzare detergenti troppo aggressivi, altrimenti si può avere una dermatite reattiva e la pelle facilmente si potrà disidratare e diventare sensibile • utile anche la pulizia del viso con svuotamento manuale dei comedoni • per il giorno utilizzare creme ad azione idratante a base di proteine, collagene, elastina, acido jaluronico • per la sera utilizzare creme a base di acido retinoico, acido glicolico, azelaico o salicilico seguendo le indicazioni del medico • una blanda esposizione al sole può essere utile, senza eccedere, perché il sole favorisce l’ispessimento della pelle con conseguente chiusura degli osti follicolari e accumulo di sebo che, successivamente, si riverserà in elevata quantità sulla superficie della pelle.
Come si presenta la PELLE SECCA
Tipiche della pelle secca sono le sensazioni di bruciore, pizzicore, tensione. Le caratteristiche principali sono: screpolature, pelle opaca, ridotta elasticità, pelle sottile, pelle delicata, facile all’arrossamento. Si osservano piccole rughe e al tatto si avverte una sensazione di ruvidità e rugosità. Può essere interessata l’intera superficie corporea o alcune aree come quella del viso, mani e arti inferiori.
Come trattarla
Dopo la detersione con un latte detergente non aggressivo, è bene risciacquare con acqua demineralizzata o acqua termale asciugando e poi tamponando, senza strofinare. Per la detersione del corpo è preferibile un olio da bagno invece del bagnoschiuma per evitare di eliminare lo strato di grasso fisiologico della pelle. Le creme che applicheremo avranno la finalità di ridurre l’evaporazione della pelle (glicerina, urea, collagene, elastina, acido jaluronico) e di incrementare lo strato lipidico (trigliceridi, squalene).
Come si presenta la PELLE SENSIBILE
La pelle sensibile è caratterizzata dalla positività al test di Ramette (acido lattico al 15%). Le sensazioni sono: prurito, bruciore, rossori diffusi, intolleranza ai cosmetici. La pelle può essere sensibile fin dalla pubertà con tendenza all’irritabilità. In questo periodo la pelle è chiara e rosea, bella a vedersi, fine e trasparente e spesso presenta alcuni piccoli capillari ai lati del naso e/o agli zigomi. La pelle può diventare sensibile anche in seguito a diversi fattori, vediamo quali: • inquinamento atmosferico per la presenza di polveri e particelle disperse nell’aria che aderiscono alla superficie cutanea unendosi al sebo • uso di cosmetici o farmaci sulla cute, ad esempio, uso di detergenti troppo aggressivi o terapie dell’acne • in menopausa, quando la pelle tende a diventare secca l’uso di cosmetici non idonei può favorire l’instaurarsi di una pelle sensibile • con l’impiego di alcuni farmaci (cortisonici, retinoidi, antibiotici).
Come trattarla
Prima di tutto è bene stabilire la causa della sensibilizzazione, sospendere ogni cosmetica e, se possibile, i farmaci topici. È consentita la detersione con acqua termale o camomilla. È controindicato esporsi al sole. • Dopo 7-10 giorni dall’episodio di sensibilizzazione utilizzare solo detergenti delicati a risciacquo con acqua termale, creme restitutive al burro di karitè, aloe vera e contenenti sostanze “calmanti” come camomilla, vite rossa, ginko biloba • cosmetici senza conservanti, senza acido glicolico e acido retinoico • fondamentale la fotoprotezione • è consigliabile reinserire un cosmetico alla volta per valutare meglio quale ha dato intolleranza.
Trattamenti correttivi ambulatoriali
Infine, alcuni accenni sui principali trattamenti correttivi ambulatoriali:
Biostimolazione, consiste nell’iniettare nel derma acido ialuronico sfruttando le sue peculiari caratteristiche chimico fisiche che permettono un’elevata idratazione della pelle e una stimolazione dei fibroblasti a produrre in modo autonomo altro acido ialuronico e collagene.
Filler con acido ialuronico cross linkato riassorbibile, che permettono di ridurre le rughe della fronte, del labbro superiore, le “zampe di gallina” attorno agli occhi, i solchi naso-labiali, le rughe ai lati della bocca.
Tossina botulinica, permette di attenuare la contrazione dei muscoli del viso (frontale, orbicolare, corrugatore, procero) attenuando di conseguenza le rughe della cute sovrastante i muscoli che sono stati indeboliti. Ottimi risultati si possono ottenere da un’azione sinergica tra tossina botulinica e filler.
Luce pulsata, è rappresentata da un fascio di fotoni ad alta intensità, emessi da una lampada eccitata ad intermittenza e determina una termolisi non selettiva (a differenza del laser). I bersagli della luce pulsata sono l’emoglobina, la melanina, l’acqua e il collagene per cui è indicata per rassodare la pelle del viso, ridurre le rughe, le macchie scure e trova indicazione anche nell’ipertricosi e irsutismo.
I peeling favoriscono un’esfoliazione accelerata della cute, uno stimolo alla produzione di acido ialuronico, un’attenuazione delle macchie scure.
Icoone, questa è una recente apparecchiatura che attraverso un vacuum meccanizzato favorisce una multi-microstimolazione alveolare che interviene su diversi inestetismi determinando a livello di corpo, viso, collo e decolleté un linfodrenaggio, un miglioramento del microcircolo, una definizione della silhouette e un rassodamento della cute in modo delicato e piacevole.
Pelle e radicali liberi
La pelle, come gli altri organi, risente delle nostre scelte alimentari e di come contrastiamo i “radicali liberi”. Questi sono molecole che, se presenti in eccesso, possono causare danni al nostro organismo. Per contrastarne l’eccesso il nostro organismo è dotato di un complesso sistema di difesa costituito da sostanze antiossidanti. Quando però la produzione di radicali liberi supera l’attività del nostro sistema antiossidante, si viene a creare una condizione indicata come “stress ossidativo” che costituisce l’evento chiave nel processo di invecchiamento e concorre nella fisio-patologia di molte malattie degenerative. I sistemi di difesa antiossidanti utilizzano sia molecole di origine endogena, quindi sintetizzate dal nostro organismo, sia sostanze di origine esogena assunte dall’esterno come integratori e come alimenti.
Sostanze alimentari ad azione antiossidante
Gli alimenti, soprattutto quelli di origine vegetale, contengono molecole in grado di reagire contro i radicali liberi disattivandoli. Ossidandosi al posto di macromolecole biologiche, gli antiossidanti evitano in definitiva danni alle strutture cellulari (membrane, proteine, acidi nucleici). I composti finali sono molecole più stabili che possono essere trasformati nuovamente in antiossidanti, pronti a intervenire nuovamente nel nostro sistema di difesa. Tra le sostanze presenti negli alimenti di origine vegetale ad azione antiossidante vanno ricordati i composti polifenolici, alcune vitamine (C, E, A e i carotenoidi), antocianine, minerali come il selenio, il rame e lo zinco. è importante che nell’alimentazione quotidiana siano presenti 4-5 porzioni tra frutta e verdura, meglio se di colori differenti in modo da garantire l’assunzione di tutti gli antiossidanti sia in termini quantitativi che qualitativi.
|








