Confermato lo sciopero dei ginecologi

Confermato il primo sciopero dei ginecologi e degli ostetrici italiani: oggi niente parti, se non d'urgenza
Confermato lo sciopero dei ginecologi

I ginecologi ed ostetrici italiani confermano lo sciopero per l’intera giornata del 12 febbraio 2013. La Fesmed – si legge in una nota del sindacato dei medici – ha proclamato, 24 ore di sciopero su tutto il territorio nazionale dei medici dipendenti del servizio sanitario nazionale che operano nei punti nascita, nei consultori familiari e negli ambulatori ostetrici del territorio e di tutti coloro che vorranno aderire con la formula dello sciopero di solidarietà.

=> Ginecologi ed ostetriche in sciopero: le motivazioni

Fesmed, Aogoi, Sigo, Agui, Agite, Sieog e Aio chiedono ai partiti politici di inserire nei rispettivi programmi elettorali, per le prossime elezioni politiche, un elenco di richieste, tra queste la messa in sicurezza dei punti nascita in tutto il territorio nazionale e il contenzioso medico-legale in campo sanitario, avanzando proposte per il suo superamento, da adottare immediatamente dopo la formazione del nuovo Governo.

La polizza assicurativa per le specialità ad alto rischio di contenzioso medico-legale può arrivare a costare 20mila euro l’anno. Cifre da record non alla portata di tutti. I ginecologi in particolare manifestano preoccupazione e confermano lo sciopero nazionale di domani, ma altre categorie di medici, come gli specialisti di pronto soccorso, gli oncologi, i chirurghi in generale e gli ortopedici in particolare, si trovano nelle stesse condizioni.

Le richieste di risarcimento sono aumentate del 250% negli ultimi 15 anni e, se è vero che il 99% dei procedimenti penali viene archiviato, crescono le vittorie dei pazienti in sede civile. Quindi i premi assicurativi aumentano anche perché i giudici, quando si parla di problemi legati alla nascita, chiedono, per consuetudine, risarcimenti senza limiti che possono arrivare fino a 5 milioni di euro, impensabili in specialità diverse dall’ostetricia, mentre la copertura assicurativa arriva, come massimo, a tre.

È un paradosso – conferma Luigi Fedele, direttore del Dipartimento di Scienze materno-infantili alla clinica Mangiagalli di Milano – Negli ultimi dieci anni l’assistenza ostetrica è migliorata in termini di minore mortalità materna e neonatale, ma il contenzioso medico legale è in aumento. Si parte sempre dal presupposto che se c’è un danno c’è una colpa del medico. Ma nell’evento nascita le variabili sono tantissime, non ultima la salute genetica del bambino”.

I ginecologi chiedono la revisione dei punti nascita perché raggiungano una massa critica di circa 1.000-1.500 parti all’anno, così da assicurare un’assistenza adeguata.