“L’alcol in gravidanza aumenta il rischio di alcolismo nel nascituro”

Il consumo di alcol in gravidanza può aumentare il rischio di ansia nel bambino e la predisposizione all'alcolismo durante l'adolescenza, secondo una recente ricerca dell'Università di Teramo.
“L’alcol in gravidanza aumenta il rischio di alcolismo nel nascituro”

Tra i primi accorgimenti suggeriti ad una donna che scopre di essere incinta c’è l’eliminazione del consumo di bevande alcoliche, che possono influire negativamente sulla salute del feto.

Diversi studi hanno confermato la correlazione tra l’alcol assunto dalla madre durante le settimane di gestazione e alcuni disturbi che possono interessare il nascituro. Una ricerca realizzata dalla Facoltà di Bioscienze dell’Università di Teramo in collaborazione con l’Università di Cordoba in Argentina ha evidenziato inoltre come il consumo di alcol possa aumentare la predisposizione dei nascituri a soffrire di ansia. E non solo: aumenterebbe infatti anche il rischio di sviluppare forme di alcolismo durante l’adolescenza.

La ricerca è stata pubblicata dalla rivista Progress in Neuro Psychopharmacologyand biological psychiatry e coordinata da Claudio D’Addario, docente di Biologia molecolare dell’Università di Teramo. D’Addario ha spiegato, come riporta il sito dell’Università:

Secondo studi recenti il 75% delle donne incinte consuma alcol almeno una volta durante la gravidanza. È noto che l’esposizione prenatale all’etanolo è associata a difetti alla nascita e studi epidemiologici hanno dimostrato che anche un’assunzione moderata di alcool in gravidanza può promuovere i disturbi dell’alcol nei figli. Il nostro studio dimostra che l’esposizione prenatale all’alcol in animali da esperimento induce nella progenie un fenotipo ansioso che potrebbe indurre i soggetti a essere più predisposti a sviluppare alcolismo già in età adolescenziale.

L’esperimento condotto dal gruppo di ricerca, spiega ancora D’Addario, mostra la correlazione tra l’assunzione di alcol durante la gravidanza e l’insorgenza di disturbi nei bambini.

Poiché le alterazioni fenotipiche sono associate a variazioni precoci della regolazione di alcuni geni i risultati scientifici di questo studio saranno utili anche a diagnosticare precocemente una possibile predisposizione all’alcolismo, e quindi a trovare una cura preventiva con metodi non necessariamente farmacologici.

Si tratta dunque di un’ulteriore conferma rispetto alla pericolosità dell’assunzione di bevande alcoliche nel corso della gestazione. A mettere in guardia rispetto alle possibili conseguenze sulla salute del bambino è lo stesso Ministero della Salute, che ha stilato un elenco delle criticità legate all’alcol in gravidanza:

  • Consumare bevande alcoliche in gravidanza aumenta il rischio di danni alla salute del bambino
  • durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto
  • il consumo di qualunque bevanda alcolica in gravidanza nuoce al feto senza differenze di tipo o gradazione
  • l’alcol è una sostanza tossica in grado di passare la placenta e raggiungere il feto alle stesse concentrazioni di quelle della madre
  • il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol che quindi nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione
  • l’alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e nell’ultimo trimestre di gravidanza
  • se si pianifica una gravidanza è opportuno non bere alcolici e si è già in gravidanza è opportuno interromperne l’assunzione sino alla nascita
  • è opportuno non consumare bevande alcoliche durante l’allattamento
  • i danni causati dall’esposizione prenatale dall’alcol, e conseguentemente manifestati nel bambino, sono irreversibili e non curabili
  • si possono prevenire i danni e i difetti al bambino causati dal consumo di alcol in gravidanza evitando di consumare bevande alcoliche