Infertilità: procedure certificate garantiscono migliori risultati
A volte la ricerca della gravidanza può risultare più difficoltosa del previsto. Quando, però, il tempo passa e gli insuccessi aumentano, è opportuno che i partner si sottopongano ad analisi specifiche per scoprire le eventuali cause che impediscono la gestazione.
In Italia 1 coppia su 5 in età fertile, è infertile e, nel 2015, la prevalenza potrebbe diventare di 1 su 3. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), una coppia può essere definita infertile se dopo 12-18 mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti non è riuscita a concepire.
Una volta diagnosticata l'infertilità, la coppia può decidere di intraprendere il percorso della Procreazione Medicalmente Assistita. Nei casi meno gravi la coppia verrà sottoposta a tecniche di I livello – stimolazione ovarica e inseminazione uterina - che presuppongono, come accade fisiologicamente, che la fecondazione avvenga all'interno del corpo della donna. Nei casi più complessi di infertilità, come ostruzione delle tube o le gravi alterazioni del liquido seminale, è necessario ricorrere a tecniche di II livello – FIVET e ICSI - che prevedono la fecondazione all'esterno dell'organismo materno.
L'infertilità di coppia non è un problema attribuibile solo alla donna, come si credeva erroneamente in passato, ma riguarda entrambi i partner: infatti, è determinata esclusivamente dal fattore femminile nel 30-40% dei casi, da fattori presenti in entrambi i coniugi nel 15-20%, è inspiegabile nel 10%, mentre è imputabile al solo fattore maschile nel rimanente 30-40%. Una percentuale, quest'ultima, esattamente pari a quella del fattore femminile.
La causa va ricercata, innanzitutto, nel progressivo avanzamento dell'età in cui la donna decide di avere il primo figlio, età che oggi si attesta intorno ai 32 anni; questa tendenza sociale si "scontra" con la naturale fisiologia della donna che raggiunge il massimo picco della fertilità tra i 20 e i 24 anni, ha un primo declino verso i 30 che si accentua in modo significativo dopo i 36, per registrare infine una notevole caduta superati i 40. Nell'uomo, invece, i principali fattori di rischio di infertilità sono legati alle patologie della sfera riproduttiva, come il comune varicocele, o a malattie meno conosciute, ma altrettanto pericolose, quali l'orchite, i disordini endocrini e le patologie genetiche.
Nel trattamento dell'infertilità di coppia attraverso le tecniche di PMA, è necessario, non solo produrre ovociti della miglior qualità, ma anche organizzare l'intero percorso diagnostico-terapeutico secondo un sistema di gestione della qualità che garantisca elevati standard in ogni fase. Se ne è discusso a Firenze nel corso del workshop: "Il Sistema di Gestione della Qualità nei centri di PMA (procreazione medicalmente assistita): Cosa si fa e cosa si dovrebbe fare nella realtà italiana", che ha visto coinvolti i maggiori esperti italiani ed europei in tema di infertilità.
La certificazione delle procedure nella PMA rappresenta, infatti, la maggior garanzia di sicurezza e di efficacia dei trattamenti per i pazienti; inoltre, dai dati clinici raccolti sul campo, sembra che il sistema di gestione della qualità applicato alle tecniche di fecondazione assistita possa favorire un aumento delle percentuali di gravidanza fino al +10%. Un aumento significativo, soprattutto se confrontato con la percentuale di gravidanze mediamente ottenuta in Italia che è pari al 21% circa (Fonte: Registro Nazionale Centri di PMA - % rispetto al numero di prelievi ovocitari).
"Il trattamento dell'infertilità è una delle branche mediche in continua evoluzione – ha affermato la Dott.ssa Elisabetta Chelo, ginecologa esperta di tecniche di produzione assistita e Organizzatore Scientifico del Workshop – con progressi che riguardano la diagnosi, le procedure di laboratorio ed i trattamenti farmacologici, e i continui aggiornamenti delle tecniche di PMA che ne derivano richiedono standard organizzativi di altissimo livello. In particolare – ha concluso la Dott.ssa Chelo - il sistema di gestione della qualità è attualmente uno strumento indispensabile per i Centri di PMA, chiamati ad adeguarsi alla più recente normativa europea che fornisce nuovi criteri sulla qualità delle procedure, adeguamento per il quale molti non sono ancora preparati."