Febbre Suina: più rischi in gravidanza?!
Oramai è psicosi in tutto il mondo! Non passa infatti giorno che non si accavallano voci sui presunti pericoli dell'influenza AH1N1, detta anche febbre suina. Il ceppo virale, ormai diffuso in tutto il mondo, in realtà, presenta un basso tasso di mortalità (intorno allo 0,5 per mille, più basso di quello della normale influenza stagionale). La pericolosità, tuttavia, può essere maggiore in alcune categorie, come donne in gravidanza, pazienti obesi, pazienti con cardiopatie o pneumopatie, bambini piccoli. Ma ciò che temono maggiormente gli studiosi, in realtà, è il rischio che il virus possa modificarsi, in futuro, in una forma molto più pericolosa, come avvenne con la famigerata "Spagnola" del 1918, anch'essa iniziata in sordina.
A lanciare l'allarme sui rischi che questa febbre può comportare, è stato ieri uno tra i più rinomati virologi italiani, Fabrizio Pregliasco, dell'Università Statale di Milano: "Gli effetti della febbre suina sulle donne in gravidanza potrebbero essere pesanti. Alla stessa stregua di una normale influenza stagionale che crea problemi maggiori alla donne incinte, il virus AH1N1 pesa sullo stato di gravidanza". La nuova influenza, evidenzia Pregliasco, "rappresenta dunque un rischio aggiuntivo per la donna incinta, dal momento che in caso di contagio si presenta con una sintomatologia più pesante". Quanto al nascituro, "le pandemie del passato, come per l'influenza asiatica nel 1958 e l'influenza di Hong Kong nel 1968 - dice ancora Pregliasco - non hanno comunque dimostrato danni neurologici sul feto a seguito del contagio della madre".
L'allarme per le donne in gravidanza è scattato giorni fa anche in Inghilterra, dove alcune associazioni e organismi sono addirittura arrivati a consigliare di rinviare la programmazione del "lieto evento", là dove possibile, fino al superamento dello spauracchio pandemia, e a donne incinte e bambini piccoli di evitare luoghi affollati e restare il più possibile in casa.
Una portavoce del ministero della Sanità britannico ha però smentito che ci siano indicazioni in tal senso: "Suggeriamo a tutti di pianificare con attenzione una gravidanza, ma non suggeriamo alle donne di rimandare un concepimento. - ha sottolineato - Le donne in gravidanza sono sempre più vulnerabili a qualsiasi tipo di influenza. È tra l'altro importante che le persone con preesistenti problemi di salute che decidono di avere un bambino consultino il proprio medico, come dovrebbero comunque fare normalmente".
I sintomi del virus sono molto simili a quelli di una banale influenza: febbre, vomito, tosse, raffreddore, diarrea, sonnolenza e scarso appetito. La trasmissione del virus avviene attraverso le gocce di saliva, sia per via aerea che mediante il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso le norme comportamentali necessarie a ridurre il pericolo di contagio, suggerendo di lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone, evitando di portare le mani a contatto con occhi, naso e bocca; usare asciugamani personali o monouso; contenere i starnuti o colpi di tosse con la protezione della mano o di un fazzoletto; evitare effusioni o contatti ravvicinati; evitare lo scambio di bottiglie, bicchieri, posate, lattine. In caso di sintomi evocativi, gli specialisti consigliano di contattare il medico di base, con il quale si potrà valutare la necessità di rivolgersi ai Pronto Soccorso ospedalieri, dove potrà essere effettuata la diagnosi e valutata l'opportunità di una terapia antivirale.
Comunque, in Italia, il Ministero del Welfare sta adottando le giuste contromisure per evitare il rischio pandemia. Infatti, per contrastare tale diffusione del virus H1N1, verranno acquistate 48 milioni di dosi di vaccino da effettuare alle persone a maggior rischio di contagio. Entro la fine del 2009 saranno trattati 8,6 milioni di persone, tra operatori sanitari, sociali e gli individui portatori di determinate patologie; da gennaio 2010 i giovani fino ad i 27 anni ed i bambini, poiché "sono maggiormente suscettibili a tale infezione, e quindi serbatoi di diffusione della stessa".
La vaccinazione, dunque, sarà indirizzata prioritariamente alle persone a forte rischio e a quelle adibite ai servizi pubblici essenziali. L'11 settembre è arrivata l'ordinanza sulla strategia di vaccinazione per fronteggiare l'emergenza nuova influenza. Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio ha infatti firmato il provvedimento Misure urgenti in materia di profilassi vaccinale dell'influenza pandemica A/H1N1, attraverso il quale si apprende che le donne in gravidanza sono inserite tra le categorie prioritarie, ma solo quelle che si trovano tra il secondo e il terzo trimestre di gestazione.
Sulla vaccinazione delle donne in gravidanza contro il virus influenzale H1N1, "è necessaria una grande prudenza, anche in ragione del fatto che la sperimentazione sul nuovo vaccino è solo all'inizio". Inoltre la scelta della vaccinazione va fatta caso per caso "considerando le situazioni in cui i benefici sono superiori ai rischi". A dirlo è il presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), Giorgio Vittori, che interviene sull'opportunità di vaccinare le donne incinte, inserita tra le categorie prioritarie nell'ordinanza sulla vaccinazione firmata dal viceministro Ferruccio Fazio, nella quale però si precisa che indicazioni dettagliate saranno fornite dopo il parere del Consiglio superiore di Sanità.
Le complicanze dell'influenza si manifestano dunque nelle persone che hanno già problemi di salute, ma c'è dunque un'altra situazione, questa volta fisiologica, che va guardata con cautela: per l'appunto la gravidanza.
Le donne che aspettano un bambino, fra i 20 e i 39 anni, rappresentano circa il 30 per cento di tutti i casi di influenza A che sono finiti in ospedale, almeno secondo i dati disponibili. E le complicanze più frequenti sono le polmoniti primitive (provocate cioè dal virus dell'influenza) e quelle secondarie (da sovrapposizione batterica). In generale la comparsa di complicanze è annunciata da un crescendo di sintomi e, in particolare, da difficoltà di respiro.
Le donne si devono allarmare quando i sintomi peggiorano, soprattutto se hanno malattie concomitanti o sono obese. In questi casi il ricovero è obbligatorio. Per evitare le complicanze nelle donne gravide con malattie croniche, andrebbe valutata la somministrazione di farmaci antivirali, ma questi ultimi funzionano bene soltanto se assunti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi di influenza. E poi non esiste una sperimentazione adeguata su questa categoria di pazienti: la scelta, quindi, va fatta caso per caso. Si tende a consigliare gli antivirali come terapia nei casi di vera necessità, come appunto nei pazienti con malattie croniche concomitanti, in quelli a rischio di complicanze e in presenza di sintomi respiratori importanti.
Ultimo aggiornamento 5/11/2009