In estate si risveglia la voglia di sesso, ma diminuiscono le possibilità di avere un bebè!
Con l'arrivo dell'estate si risveglia la voglia di sesso, e lo si fa molto di più rispetto a tutti gli altri periodi dell'anno, ma a differenza di ciò che si possa pensare, questo periodo di grande desiderio sessuale non è accompagnato da grandi probabilità di mettere al mondo dei bebè.
Ciò è dovuto al fatto che tra luglio e settembre, la maggiore quantità di luce a cui siamo esposti quotidianamente agisce sull'ipofisi, ghiandola del cervello che, a sua volta, blocca la melatonina. Quest'ormone ha il compito di aiutarci a dormire, ma il meccanismo finisce per addormentare anche gli ormoni sessuali.
La "bella stagione", quindi, rappresenta il giusto carburante per l'attività sessuale. Ciò è comprovato anche dal fatto che è proprio tra luglio e settembre che le ragazzine hanno la loro primo flusso mestruale. Ma per evitare numerosissime maternità sotto il solleone, la natura ha messo in campo un contraccettivo biologico. Gli spermatozoi diventano infatti meno produttivi e numerosi con il caldo.
Il periodo estivo, insomma, compromette la fertilità dell'uomo e contiene le nascite, che infatti, dati alla mano, sono ai massimi, nell'arco dei 12 mesi, nel mese di settembre. Il che significa che la fecondazione è avvenuta a dicembre-gennaio, cioè nei mesi più freddi dell'anno. Al contrario, il record negativo della fertilità si registra a luglio, seguito da agosto. Dunque proprio quando invece è maggiore l'attività sessuale.
Sebbene d'estate le possibilità di concepire un bebè si riducono al minimo nei mesi estivi, ciò non toglie che non si debba fare sesso senza le debite precauzioni, soprattutto per gli adolescenti che con la bella stagione, complici le vacanze, hanno maggiori opportunità di avere rapporti sessuali. Bisogna proteggersi anche per evitare le malattie sessualmente trasmissibili. Non solo Aids, ma anche sifilide o epatite.
In Italia, infatti, il 50% dei ragazzi tra i 17 e i 18 anni è attivo sessualmente, cioè circa 277.890 giovani. Ebbene, di questi, ben 200mila non usano precauzioni, mentre gli altri fanno uso della pillola (36.473 ragazze) o utilizzano il preservativo (44.000 ragazzi). Troppo pochi.
Infine una curiosità che servirà a sfatare uno dei tanti luoghi comuni sulla precocità dei rapporti sessuali al Nord e che dimostrando invece il ruolo della luce come "sveglia" del sesso. In media, al Sud, i giovani hanno il loro primo rapporto sessuale prima che al Nord. Cioè a 17 anziché a 18 anni.