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Nuova pillola dagli Usa, via il ciclo per sempre!

Mezzo secolo dopo la scoperta della “pillola” da parte dell’americano di origine russa, Gregory Pincus, la farmacologia americana offre alle donne l’addio definitivo alle mestruazioni. È stato dato infatti, dalla Food and Drug Administration, l’ente americano che controlla la somministrazione dei farmaci, il via libera alla diffusione sul mercato della nuova pillola anticoncezionale capace di interrompere indefinitamente le amate-odiate mestruazioni. Può essere assunta 365 giorni l’anno, e solo quando si decide di smettere, per passare a un altro contraccettivo o per desiderio di maternità, le mestruazioni fanno ritorno. Lybren verrà commercializzata in una scatola contenente 28 pasticche, ciascuna con un basso dosaggio ormonale.

Allo studio, per approvare la pillola, hanno partecipato 2.400 donne fra i 18 e i 49 anni. Il 59 per cento si è ritrovata completamente libera dai problemi del ciclo mestruale solo dopo sei mesi. Il 18 per cento invece si è ritirato prima della fine dello studio per frustrazione proprio per via delle sporadiche mestruazioni.
In vendita dal prossimo luglio, la pillola “magica” «non è per tutti – sottolinea Daniel Shames, un alto funzionario della Fda responsabile del via alla vendita – tant’è che circa la metà delle donne arruolate dall’azienda farmaceutica per testare l’anticoncezionale è rimasta fuori dalla ricerca».

Lo studio condotto dalla Wyeth ha dimostrato come questo anticoncezionale eviti gravidanze inattese esattamente come la classica pillola. Ma, «a differenza di questa – riconosce Shames – potrebbe essere più difficile, per chi la assume, restare incinta dopo aver smesso di usarla».

«Lybrel – ha voluto precisare la portavoce della casa farmaceutica Wyeth, Natalie De Vane – non è per tutte le donne. È pensata per chi vuole decidere se avere o no le mestruazioni. Ci sono donne giovani in carriera che lo desiderano e madri di famiglia che in realtà hanno bisogno delle mestruazioni quanto meno per sapere se sono incinte».

Ovviamente, come facilmente ipotizzabile, in America non mancano le polemiche. C’è chi sostiene che Lybrel, questo il nome della pillola, sancisca «la fine delle mestruazioni». I dubbi, li ha espressi fra gli altri la psicologa Ingrid Johnston Robledo della New York University, riguardano il senso, l’utilità e soprattutto il messaggio che una pillola da assumere 365 giorni su 365 per cancellare le mestruazioni, trasmette alle donne, ma specialmente alle adolescenti alla prese con il loro sviluppo. “Ci riportano ai tempi nei quali le mestruazioni erano qualcosa di umiliante, come accadeva nelle famiglie d’una volta dove le donne erano costrette a nasconderle sotto eufemismi o pseudonimi vergognandosi di averle e nelle culture primitive e nelle religioni più misogine, che considerano la femmina mestruata come qualcosa di impuro”.

Sappiamo tutti che quei tredici appuntamenti annuali con il proprio ciclo sono una colossale seccatura, spesso dolorosa e spossante, soprattutto nella fatica della vita moderna di donne che vivono e lavorano fuori casa – le fa eco l’endocrinologa Christine Hitchcock della Columbia University – ma ogni ragazzina, superato lo shock iniziale, capisce anche di avere acquistato l’essenza della propria femminilità, che è la capacità di dare la vita. C’è un sospetto di omologazione fra maschi e femmine, di rifiuto del proprio essere che viene spacciato come progresso. Tranne che nei casi di donne che soffrono di cicli particolarmente dolorosi e di sindromi pre-mestruali gravi, nelle quali questa pillola potrebbe essere indicata, non sappiamo abbastanza sui meccanismi e sul valore della mestruazione per poterli bloccare definitivamente“.

Per la sociologa Jean Elson dell’università del New Hampshire, le mestruazioni sono per la maggioranza delle donne un evento normale, non una condizione da correggere con medicamenti. «Posso capire per chi soffre in modo particolare durante il periodo mestruale – ha commentato – ma per le altre donne non vedo motivo per prendere medicine».

Felici invece le femministe. «Era tempo che le case farmaceutiche pensassero a questa pillola – dice Eleanor Smeal, presidente della Feminist Majority Foundation -. Ci sono donne che soffrono parecchio e l’opzione di abolire il ciclo avrebbe dovuto esserci fin dagli anni 60 quando è stata creata la pillola».
La domanda per Lybrel, prevedono gli analisti del settore, sarà comunque massiccia e potrebbe raggiungere i 40 milioni di dollari di fatturato nel primo anno, per salire fino a 235 milioni entro il 2010. Una pillola simile a Lybrel, Seasonique, che annulla le mestruazioni per solo quattro mesi, ha registrato nel primo trimestre 2007 un fatturato di 6,1 milioni di dollari.

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