Toxoplasmosi: quanto dopo il possibile contagio si possono fare gli esami?

Salve. Scusate il disturbo. Mia moglie aspetta un bambino (siamo attorno al terzo mese) e 5 giorni fa ha distrattamente mangiato un tiramisù fatto con frutti di bosco in un ristorante. Noi stiamo attenti alla toxoplasmosi, laviamo frutta e verdura con Amuchina, niente carni crude, ecc ecc, senza però essere troppo fissati. Però questa "distrazione" ci è sembrata un po' troppa, e abbiamo paura di essere incappati in un rischio potenziale molto elevato. Oltre a chiedere, per aiutare la tranquillità del momento, quale sia il rischio effettivo (su internet si trova tutto e il contrario di tutto...) di aver contratto la toxoplasmosi in questo modo, vorremmo conoscere i tempi di incubazione della malattia. Lei ha fatto l'esame già un paio di mesi fa e il suo ginecologo glielo avrebbe fatto ripetere tra circa tre settimane (nella seconda parte di Aprile). Ma se si fosse infettata, sarebbe il caso di monitorare la situazione con tempi più stretti, in modo da attivare una cura (speriamo di no) nel più breve tempo possibile? Oppure non cambia nulla e va bene fare l'esame attorno al 20 di Aprile, a circa un mese quindi dalla nostra "paura di contagio"? Dopo quanto quindi l'infezione "apparirà" dall'esame del sangue? O esiste un modo più rapido per riscontrare il contagio? Spero che l'ansia mi abbia fatto scrivere in modo abbastanza chiaro... Grazie ancora

Credo che il rischio sia basso, non si preoccupi. Le immunoglobuline M in caso di infezione comparirebbero a distanza di sette o 14 giorni. Un saluto

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