MTHFR

Anonimo

Dopo aver avuto una gravidanza senza problemi 2 anni fa, negli ultimi
6 mesi ho avuto due aborti (il 1° ad Ottobre 2004 alla 10a settimana aborto
spontaneo, il 2° a febbraio 2005 alla 13a settimana aborto interno), a
questo punto il mio medico mi ha prescritto una serie di esami tra cui
l'MTHFR. Ora ho appena ritirato il risultato: "Il paziente in esame presenta
la mutazione C677T in omozigosi, a livello dell'esone 4 del gene MTHFR. La
mutazione in questione consiste in una variazione C->T, in omozigosi, in
posizione 677 della sequenza del gene MTHFR". Mi può dire cosa vuol dire?
Grazie

La sigla MTHFR significa Metilentetraidrofolatoreduttasi: il MTHFR è un enzima, cioè una proteina in grado di promuovere una reazione chimica; nello specifico la complessa reazione chimica porta alla trasformazione della omocisteina a metionina, un amminoacido fondamentale per lo sviluppo di tutte le cellule.
Tutte le proteine, compresi gli enzimi che sono una classe di proteine, vengono biosintetizzate a partire da frammenti del DNA cellulare: i geni; il MTHFR non sfugge a questa regola. Occasionalmente si possono verificare alterazioni del gene per l’enzima MTHFR: una alterazione ben nota è proprio la sostituzione C677T, che determina l’alterazione della sequenza del gene e, di conseguenza, l’alterazione nella struttura dell’enzima; l’enzima alterato perde il 30% della propria attività e, in particolari condizioni il decifit può arrivare anche al 50%.
Ciascuna persona possiede due copie di ciascun gene: quando l’alterazione coinvolge una sola copia (la mutazione si dice “in eterozigosi”) mentre l’altra funziona bene, la quantità di enzima sarà per metà normale e per metà alterata; quando invece la mutazione coinvolge entrambe le copie del gene (in “omozigosi”), non vi è disponibilità di enzima normale ma solo di enzima alterato.
L’enzima MTHFR alterato, soprattutto in particolari condizioni (come ad esempio un carico orale di metionina) determina un accumulo di omocisteina (non essendo appunto l’enzima in grado di svolgere il suo ruolo di trasformazione dell’omocisteina in metionina); l’omocisteina è una sostanza piuttosto tossica per l’endotelio, quella guaina di cellule che riveste i nostri vasi sanguigni. Per questo motivo l’iperomocisteinemia è associata ad un incremento del rischio trombotico; tale rischio aumenta ulteriormente in occasione di particolari condizioni come ad esempio la gravidanza. Alterazioni del MTHFR determinano anche riduzioni dei livelli di acido folico; tale riduzione rappresenta un fattore di rischio di difetti del tubo neurale durante la gravidanza.
Il quadro descritto non deve però preoccuparla eccessivamente: la condizione genetica che lei ha scoperto è, per fortuna, una di quelle che possono essere affrontate dal punto di vista medico e farmacologico. Una dieta opportuna ridurrà il carico di metionina per contrastare l’iperomocisteinemia. Una gravidanza con adeguato apporto di acido folico contrasterà la carenza di questa molecola assicurandone il giusto apporto per il feto.
Dal mio punto di vista (quello del genetista), infine, la sua condizione determina un cosiddetto rischio a priori per il nascituro così stimato:
– 100% di essere eterozigote se suo marito fosse negativo alla stessa analisi che ha fatto lei
– 50% di essere eterozigote e 50% di essere omozigote mutato come lei se suo marito fosse eterozigote
Considerando che gli eterozigoti nella popolazione europea sono stimati essere il 40-45% circa della popolazione io consiglierei senz’altro di eseguire la ricerca della mutazione C677T del gene MTHFR anche su suo marito. Inutile dire che, quando il suo attuale figlio raggiungerà l’età adulta (prima di allora tale condizione non determina nessun aumento di rischio trombotico), sarebbe opportuno sottoporre anche lui alla stessa indagine.
Concludo ribadendo un concetto già espresso: avere una diagnosi di “malattia genetica ereditaria” non vuol dire sofferenza eterna e incurabilità: al contrario, spesso equivale ad avere una eccellente opportunità di curarsi (spesso anche con banali accorgimenti dietetici) offerta oggi dalla scienza per patologie che, fino a pochi anni fa, potevano tradursi in condizioni molto gravi.
Cordialmente,