Il Ginecologo è tenuto oppure no a fare praticare lo screening per CMV?

Anna T.

Se una donna ha già avuto una gravidanza e non ha mai contratto l’infezione primaria da Citomegalovirus, in caso di una nuova gravidanza il Ginecologo, al fine di evitare il rischio di malformazioni del nascituro, è tenuto oppure no a farle praticare lo screening per CMV?
A quale Decreto Ministeriale, a quale protocollo diagnostico, a quale Linea guida deve attenersi per non incorrere in errore di condotta professionale?

Gentile Anna,
la sua domanda esula dallo spirito di questo servizio che è destinato a fornire informazioni, risposte a curiosità, suggerimenti che non sostituiscono l'opera del proprio medico e specialista curante.
In ogni caso non voglio deluderla: secondo le linee guida italiane e i decreti ministeriali, in particolare i nuovi LEA, ma anche quelli precedenti, il citomegalovirus non è inserito fra gli screening suggeriti e offerti gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale.
Resta tuttavia opportuno suggerire il test, pur non previsto nelle linee guida, per possibili anomalie del feto, non costanti, causate da questo agente infettivo.
La trasmissione al feto resta tuttavia rara, tant'è che, in presenza di palese infezione recente nella gestante, per accertarlo occorre fare degli esami specifici su liquido amniotico dopo le 21 settimane.
Suggerisco in caso di contenzioso medico-legale di rivolgersi ad un consulente esperto in diagnosi prenatale e onesto, che valuterà il caso specifico.
Cordiali saluti.