24/10/2014
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Scarlattina: problemi per la bimba che porto in grembo?
(18/1/2003 - 11:22)

Sono alla 36 settimana di gravidanza e la mia bimba di 7 anni ha contratto la scarlattina, vorrei chiedere se ci possono essere problemi per la bimba che porto in grembo. Grazie 

Daniela

Gentile Sig.ra Daniela,
la scarlattina è una malattia oggi rara, grazie agli antibiotici. Essa è associata a ceppi di streptococco di gruppo A che producono una tossina eritrogenica. Tali streptococchi sono sensibili alle comuni terapie antibiotiche con penicilline o suoi derivati, che sono oltretutto sicuri e ben tollerati in gravidanza. È opportuno quindi che chieda al suo medico di famiglia di prescriverle tale terapia a scopo di profilassi. Per il feto non vi sono problemi: non sono infatti segnalate malformazioni dovute a tale malattia infettiva, mentre nel passato, quando la scarlattina era più frequente e gli antibiotici non esistevano, veniva segnalato un incremento di aborti spontanei. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Enterococco
(18/1/2003 - 10:52)

Gentile Prof. Calzolari,

ho 35 anni e sono alla 16^ settimana della mia terza gravidanza, una conclusasi felicemente, la seconda purtroppo con aborto interno alla 16^ (cause possibili: anomalie non cromosomiche del feto - rilevati piedi torti da eco e/o infezione post amniocentesi). Da un tampone vaginale mi hanno riscontrato l'enterococco. Un ginecologo mi ha detto che in assenza di disturbi l'enterocco non si tratta e che molto difficilmente può causare problemi in gravidanza; un altro invece mi ha consigliato di trattarlo con una cura a base di clindamicina (cleocin 100 mg - 3 ovuli). Ieri sera ho introdotto il primo ovulo, ma immediatamente ho avuto prurito e bruciore. Senza indugio mi sono alzata e lavata con acqua fredda, cercando di espellere l'ovulo. Lei cosa mi consiglia? La ringrazio molto. 

M.C. - Milano

Gentile Signora,

di massima concordo con il suo curante, a meno che un esame microscopico estemporaneo non riveli la presenza di una reazione infiammatoria in atto. In caso contrario lo considereremo un semplice ospite.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


L'ago utilizzato per l'amniocentesi può veicolare il virus?

(17/1/2003 - 16:40)

Gentile Dr.
Intorno alla 10° sett. di gravidanza sono risultata positiva al CMV. Non si sa esattamente quando ho contratto il virus, ma dal test di avidità che ho fatto (11% <25=valore basso, 25-45=valore medio, 45 valore alto), sembrerebbe un'infezione recente. Ho parlato con più di un medico e, le risposte sono state più o meno le stesse. Mi hanno consigliato di fare l'amniocentesi. Non mi è chiaro però il periodo giusto per fare questo esame. Qualcuno mi ha detto alla 15° sett., altri hanno consigliato la 18°. In quale settimana di gestazione si fa l'amniocentesi ottenendo risultati sicuri? Un medico però si è dimostrato contrario a questo tipo di esame, dicendo che tramite il foro creato dall'ago il virus potrebbe passare ed andare ad infettare il feto. Mi domando quale sia la verità?? Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti 

Cristina

Gentile Cristina,
mi ricollego alla sua precedente e-mail, alla quale la rimando per le risposte sull'epoca da preferirsi per l'amniocentesi (15/1/2003 - 16:22). La possibilità che l'ago utilizzato per l'amniocentesi veicoli il virus dal sangue della mamma alla cavità amnitotica è vero in teoria. Lei però non può pensare che il virus circoli liberamente nel suo sangue come una formichina. Il virus è un entità ultramicroscopica, che oltretutto viene presto bloccato dai suoi anticorpi; in caso contrario le provocherebbe un'infezione devastante. Comunque, ogni volta che si applica una procedura invasiva bisogna sempre fare il bilancio fra i benefici che si intende ottenere e i possibili inconvenienti e questo caso non sfugge alla regola. Se vuole accertare la presenza o meno del cytomegalovirus nella cavità amniotica in cui è contenuto il feto, non può farne a meno. Che poi tale accertamento non le dia alcuna garanzia dell'infezione o meno del feto è altra cosa ancora. Quindi spero di non deluderla ma una verità assoluta su questi argomenti purtroppo non esiste.
 

Dr. Salvatore Annona


Ricorrenti infezioni vaginali causate da E.Coli o da Enterococcus fecalis

(17/1/2003 - 13:47)

Da oltre 1 anno sono soggetta a ricorrenti infezioni vaginali causate da E.Coli o da Enterococcus fecalis. Subito dopo la cura con antibiotici e/o con terapie locali (ovuli e lavande), i batteri risultano debellati (dal tampone di controllo), ma a distanza di un mese si ripresentano, causandomi bruciore e perdite bianco-giallastre inodori. Presto molta attenzione all'igiene intima, sia nella biancheria che nell'uso di un detergente appropriato (lactacyd ginecologico), uso il preservativo nei rapporti (per altro poco frequenti) e non prendo anticoncezionali. La colposcopia ha rilevato solo una vaginosi aspecifica e il pap-test è risultato negativo. Nonostante effettui una lavanda a base di "betadine ginecologico" subito dopo il ciclo ed una nei giorni dell'ovulazione (come consigliatomi dal ginecologo), il problema persiste. Vi sarei infinitamente grata se poteste darmi qualche chiarimento e qualche consiglio a riguardo!! Grazie di cuore 

Simona

Gentile Simona,
i consigli del suo curante erano appropriati, ma non insisterei con gli antibiotici e mi limiterei all'uso metodico di lavande igieniche acidificanti invece che disinfettanti (es. unigyn).

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


CMV e amniocentesi
(15/1/2003 - 16:22)

Gentile Dr. Annona,
sono alla 13° sett. di gravidanza e circa un mese fa, nel primo ciclo di analisi, venivo trovata positiva al CMV, con valori IGg e IGm molto bassi. Ho ripetuto dopo 12 giorni il test e risultavo sempre positiva. Ho consultato più di un medico per avere un'idea chiara di cosa stesse accadendo. Ho avuto più o meno da tutti le stesse risposte. Mi è stata consigliata l'amniocentesi. Ciò che non è chiaro è il periodo, la settimana di gestazione nella quale dovrei effettuarla. Qualcuno ha detto che prima della 18°/19° sett. il test non risulterebbe attendibile. Un altro medico mi ha suggerito di farla alla 15°, per poi ripeterla alla 22° qualora risultasse positiva la prima. Potrei gentilmente sapere quando è il periodo giusto per farla ottenendo ovviamente un risultato certo? Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti. 

Cristina

Gentile Cristina,
purtroppo sarà difficile ottenere un risultato certo. Non abbiamo armi efficaci contro il cytomegalovirus, né da un punto di vista diagnostico che terapeutico, al punto che alcuni Autori suggeriscono addirittura di non screenarlo. La trasmissione al feto fortunatamente è tutt’altro che constante ed anche abbastanza capricciosa, in quanto sfugge alle comuni regole immunitarie. Per esempio un'infezione può essere dannosa anche se la paziente presenta immunità per questo virus, al contrario di altre malattie infettive che sono pericolose solo nel caso del primo contagio. Come pure, in caso di primo infezione, non sempre il virus passa al feto. Troverà sul sito una pagina dove vengono illustrati tali aspetti. L'epoca in cui effettuare l'amniocentesi è controversa proprio per tali aspetti. Poiché il virus può passare al feto in qualsiasi epoca, qualsiasi settimana può andar bene o no. Aggiunga che trovare il virus (tramite la PCR) nel liquido amniotico non significa necessariamente infezione fetale. Ecco spiegate le mie perplessità. In ogni caso il test ritenuto più efficace è la PCR quantitativa sul liquido amniotico in quanto un recente studio ha dimostrato una corrispondenza diretta fra quantità riscontrata e effetti sul feto: in sostanza, a risultati più elevati corrispondono maggiori osservazioni di infezioni fetali e viceversa. Prima però faccia ulteriori accertamenti per capire quanto è recente il suo contagio, ripetendo le Ig G, le IgM, le IgA e
il test IgG avidity. Cordiali saluti.
 

Dr. Salvatore Annona


Rapporti sessuali con donna infetta da streptococcus agalactiae

(14/1/2003 - 15:22)

Sarò probabilmente il primo uomo che scrive a gravidanzaonline. La mia preoccupazione è dovuta ad un probabile contagio, avendo avuto rapporti sessuali con una donna infetta da streptococcus agalactiae. Dopo circa dieci giorni dall'ultimo rapporto mi sono comparse delle lesioni al prepuzio. Siccome soffro di prostatite, sono preoccupato di una eventuale infezione alla prostata. 

Antonio

Gentile Signor Antonio,

non è affatto il primo uomo. Lo steptococco a. non preoccupa molto se non in gravidanza. È molto difficile che il suo fastidio abbia qualche relazione col microorganismo. Se dubbi vi sono, sarà meglio indagare germi di maggior importanza come il gonococco e la chlamydia.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Enterococcus faecalis: rischi per il bimbo?

(11/1/2003 - 16:15)

Gentile Professore,
sono una ragazza di 27 anni alla 32° settimana di gravidanza e in seguito ad un’urocoltura mi è stata riscontrata la presenza di Enterococcus faecalis con una carica Maggiore di 100.000 UFC. L'antibiogramma indica come antibiotici sensibili la Ciprofloxacina, la Gentamicina-Sin500, la
Levofloxacina, la Linezolide, la Nitrofurantoina, la Pennicillina G, la Streptomicina-Sin 1000, la Teicoplanina, la Tetraciclina,la Vancomicina. Non ho particolari disturbi tranne una lieve cistite che, bevendo molta acqua, non mi dà particolari problemi (soffrivo di cistite circa 2 volte l'anno prima della gravidanza). Cosa posso fare per risolvere questo problema? Ci sono dei rischi per il bimbo? La ringrazio anticipatamente Cordiali Saluti 

Ombretta B.

Gentile Signora Ombretta,
Con questa carica mi sembra che la sua scelta di limitarsi a bere abbondantemente sia la più indicata. Se non lo è abbastanza, assicuri la regolarità dell'intestino con mezzi blandi, es. succo di prugne. Saluti

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Mycoplasma urealiticum: ovaie in pericolo?

(11/1/2003 – 16:09)

Ho 25 anni e mi è venuto già due volte il mycoplasma urealiticum. La prima volta con la doxicilina iclato e disinfettanti vaginali mi è passato, la seconda volta mi è stato cambiato l'antibiotico e mi è stato prescritto lo Iosalide con l'associazione di ovuli disinfettanti, ma non siamo riusciti a debellarlo. Così ora sto facendo nuovamente il ciclo di doxiciclina iclato. Vorrei sapere se è possibile utilizzare anche degli antibiotici per uso topico. Inoltre, ho fatto un'ecografia Tv dove mi è stato riscontrato un prolassamento dell'ovaio sinistro nel douglas. Sono molto preoccupata perché non vorrei che quest'infezione intaccasse l'altro ovaio. Aspetto una sua risposta. Grazie 

Daniela

Gentile Daniela,

la presenza del microorganismo frequente ospite dell'apparato riproduttivo non è preoccupante se non in particolari condizioni (es. difficoltà al concepimento) che vanno valutate caso per caso. Spesso la sua eradicazione è praticamente impossibile e ogni accanimento terapeutico inutile. Non ritengo affatto che le sue ovaie corrano pericolo. Cordialità.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Perché continuo a prendere infezioni…?

(10/1/2003 - 12:27)

Gent.le Prof. Calzolari,
ho 30 anni, sono sposata da 2 anni, le espongo la mia storia ed i miei problemi. Soffro dall'adolescenza di perdite bianche e trasparenti ed occasionali bruciori. Circa 15 mesi fa, in occasione di forte prurito e bruciori, ho effettuato un tampone vaginale, da cui è emersa prima una Clamydia, curata la quale ho avuto prima il Mycoplasma e, successivamente ancora Clamydia (sia a me che a mio marito). Dopo 7 mesi di cure e di astinenza, circa 8 mesi fa, siamo risultati negativi a due tamponi. Dopo 8 mesi di tranquillità, mi sono ritornati forti pruriti e bruciori, quindi ho ripetuto il tampone da cui sono risultata positiva all'Ureaplasma. Premettendo che non abbiamo rapporti occasionali, che riponiamo molta attenzione nell'igiene personale e della casa e non frequentiamo posti normalmente a rischio, le chiedo: 1. perché continuo a prendere infezioni, cosa posso fare? 2. perché riesco a curarle, ma dopo un periodo di tempo, mi ritornano? 3. tra qualche mese vorremmo provare una gravidanza, cosa devo aspettarmi, e cosa posso fare per evitare problemi? Augurandomi una sua risposta, le porgo gentili saluti.

Marta

Carissima Marta,

non sempre è possibile eradicare il germe o evitare le recidive. Sarà giustificato un trattamento in gravidanza o in caso di difficoltà al concepimento.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Posso, avendo problemi di cistite, avere dei figli?

(9/1/2003 - 14:18)

Gentile Dottore,
ho 31 anni e da 6 mesi stiamo cercando una gravidanza che non arriva. Da circa 1 anno ho avuto episodi di cistite, attualmente dopo l'ultimo episodio e l'esito dell'urinocoltura che ha riscontrato il germe Escherichia Coli il ginecologo mi ha prescritto per 7g. il Neo furadantin 100mg 2 compresse e successivamente quello da 50mg 1 comp. per 2 mesi. La domanda è questa: posso, avendo problemi di cistite, avere dei figli? E assumendo l'antibiotico gli spermatozoi non muoiono? Secondo Lei dopo quanto tempo conviene fare degli esami? Sei mesi sono ancora pochi? La ringrazio per la Sua risposta e La saluto 

Sabrina

Gentile Sabrina,

non credo che si tratti di un problema per la gravidanza, nel corso della quale sarà opportuno ricontrollare. Penso che anche una cura molto più breve dovrebbe essere sufficiente

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Non sono immune alla rosolia?

(9/1/2003 - 9:12)

Gentilissimo Dottore,
di recente ho effettuato gli esami del sangue per una gravidanza che poi purtroppo si è interrotta spontaneamente all'ottava settimana. I risultati relativi a Rosolia e Toxo erano i seguenti: Anti Rubeo: IgM negativo AU/ml e IgG 30,0 IU/ml; Anti Toxo: IgM positivo liv.soglia e IgG 37,3 IU/ml. Significa che non sono immune alla rosolia? E alla Toxo? Facendo il vaccino della rosolia ora, quanto devo aspettare x una prossima gravidanza? Grazie x la risposta 

Elisa – Cuneo

Gentile signora Elisa,

Da quanto rilevato dai suoi esami, ritengo inutile che pratichi la vaccinazione antirosolia. Il suo quadro immunologico indica, infatti, che è immune tanto alla rosolia quanto alla toxoplasmosi, avendo già subito nel passato l’infezione dei due agenti. Unico dato degno di nota è che l’infezione da Toxoplasma è più recente e che, in ogni modo, avendo abortito, è anche ininfluente per la sua salute. Cordiali saluti.

Prof. Luigi Schubert


Herpes Zoster localizzato in due punti a livello toracico

(7/1/2003 - 20:31)

Gentili dottori,
sono Simona e ho 36 anni, mi trovo alla 30° settimana della mia prima gravidanza e mi è stato diagnosticato un Herpes Zoster localizzato in due punti a livello toracico. Le zone colpite sono relativamente contenute e mi è stato prescritto lo Zovirax crema per 7 giorni. Vorrei gentilmente sapere se l'aver sviluppato questa patologia comporta un rischio per il feto paragonabile a quello che si corre contraendo la varicella e se ci sono controindicazioni sull'uso della pomata prescrittami. Cosa può aver "risvegliato" il virus? Può essere una carenza di ferro? Vi ringrazio molto. 

Simona

Gentile Simona,
il virus è lo stesso della varicella e quindi il discorso è analogo. A 30 settimane i rischi per il feto sono abbastanza bassi. Può senz'altro utilizzare la crema e anche la terapia orale, anche se penso che al momento la fase virale acuta sia del tutto passata. Quindi utilizzi solo una crema riepitelizzante. Varie sono le situazioni che possono favorire un herpes zoster e la gravidanza stessa può essere una di queste, mentre dubito che la carenza di ferro possa avere un ruolo. Cordiali saluti. 

Dr. Salvatore Annona


Ho scoperto di avere lo streptococco agalatiae

(7/1/2003 – 16: 34)

Alla 24 .ma settimana senza fare nessuno sforzo si è abbassata la sacca provocandomi il parto. Il bambino dopo 4 giorni non ce l'ha fatta, si è scoperto che era pieno di streptococco, anche se io  prima della gravidanza e fine parto i tamponi risultavano negativi. Solo dopo due mesi ho scoperto di avere lo streptococco agalactiae sia nella vagina che nel retto. Cosa devo fare? Rischio di non poter portare sino alla fine la gravidanza? Da che cosa si prende lo streptococco? Devo fare sia io che mio marito la cura? Deve fare anche lui le analisi? La ringrazio anticipatamente della sua disponibilità. Distinti saluti 

Carmela

Gentile Signora Carmela,

In un caso come il suo mi sembra raccomandabile, in caso di nuova gravidanza in programma, anche in presenza di tamponi negativi, una cura preliminare e una in corso di gravidanza al 4 mese, oltre a quelle di protocollo nel corso del travaglio del parto. Auguri!

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Positività al CMV

(7/1/2003 - 15:25)

Gentile professore,

ho 29 anni e sono incinta, precisamente oggi sono entrata in 11° settimana. In data 4-12-02 ho fatto il prelievo per il t.o.r.c.h. e una settimana dopo, con mia sorpresa, mi accorgo che c'era una positività al CMV sia per quanto riguardava le IGG (alto positivo) che le IGM e l'avidità era di 23,0 e il metodo usato era EIA indir (inoltre nel referto c'era una nota in cui secondo il Laboratorio la data presumibile del contagio era nei precedenti 3 mesi); In quel periodo io ero alla quinta settimana. Sottoposi questo problema alla mia ginecologa che mi prescrisse degli ulteriori accertamenti e in data 16-12-02 mi recai di nuovo a fare tali accertamenti: ricerca del cmv dna su saliva e urine ed entrambi sono risultati negativi; cmv dna plasmatico negativo, antigenemia (pp65) negativa e di nuovo IGG alto positivo (eia ind), avidity 28.0 (tra 26 e 44 media), anti cmv IGM negativo (eia ind), IGM anti cmv positivo (elfa). Ho ripetuto lo stesso esame il giorno dopo in un altro Laboratorio in cui si evidenziava: Ac anti cmv IGG Positivi con un valore di 31 (elfa), Ac anti cmvIGM positivo (elfa). Inoltre in data 24-12-02 mi recai anche al S. Orsola Malpighi di Bologna in Fisiopatologia Prenatale per eseguire gli stessi esami, ma ancora oggi (7-01-03) nessuno mi sa dare una risposta che mi tranquillizzi almeno un po’. Secondo lei posso ben sperare che il mio bambino non abbia subito danni oppure mi devo preoccupare seriamente? Sperando in una risposta entro breve tempo, la ringrazio e le porgo distinti saluti. 

Sonia (Ancona)

Gentile signora Sonia,

mi spiace molto per il ritardo, ma l’ho letta per la prima volta oggi 16/01/03. Tralascio di considerare tutti i valori forniti dai vari laboratori e sui test usati. Le do una risposta da clinico: purtroppo è assai difficile, nel suo caso, fare previsioni, tanto in senso pessimista che ottimista. In caso d’infezione non sempre il feto ne è interessato e, d’altra parte, alla nascita, non si può neanche stare tranquilli di fronte ad un neonato sano, in quanto disturbi potrebbero comparire più avanti, anche dopo due o tre anni. Il mio consiglio è quello di monitorare con frequenti ecografie il feto (specie nel distretto cefalico) eventuale esame sierologico del liquido amniotico e, dopo il parto, accurati controlli pediatrici e neurologici. Vivissimi auguri e saluti.

Prof. Luigi Schubert


Ureaplasma: è necessario curarla durante la gravidanza?

(6/1/2003 – 2: 35)

Ho 36 anni sono alla 21 settimana di gravidanza a seguito di minacce di aborto mi sono sottoposta ad un tampone vaginale riscontrando positività all'ureaplasma urealyticum. Vi chiedo se è necessario curarla durante la gravidanza e se un mancato intervento può compromettere la gravidanza stessa. Nel caso in cui sia necessario curarlo, può l'antibiotico Eritromicina, che
mi ha prescritto il ginecologo, causare danni al feto. In attesa di Vs risposta vi ringrazio. 

Vita (Bari)

Gentile Signora Vita,

condivido il suggerimento del suo curante che può seguire tranquillamente. Auguri!

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Ureaplasma: questo germe non si debella mai?

(2/1/2003 - 14:03)

Desidero sapere perché ripetutamente dopo terapie antibiotiche per eliminare l'ureaplasma e dopo tamponi negativi, a distanza di tempo i responsi risultino sempre positivi per lo stesso. Tengo a precisare che ciò si verifica anche in periodi di assenza di rapporti o con rapporti protetti. Non si debella mai questo germe? Si può prendere in altri modi? Avete da consigliarmi una cura giusta? Sono resistente alla ciprofloxacina ed eritromicina. Grazie 

Alessandra A.

Gentile Signora Alessandra,

purtroppo il fenomeno da lei riferito è piuttosto frequente e la ricolonizzazione del germe non è rara. È consigliabile di riservare le cure in circostanze come la gravidanza, la sterilità, le manovre intrauterine.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Enterococco e ampicillina

(2/1/2003 - 11:45)

Caro doc,

l'ampicillina è in grado di sconfiggere l'enterococcus riscontrato negli ultimi esami di laboratorio? E quest'ultimo è causa di sterilità maschile? Tenga presente che un figlio lo abbiamo già. 

maubirba

Gentile signora,

normalmente, l’enterococco si combatte con l’ampicillina, tuttavia, per essere sicuri del successo, è necessario testare la sensibilità del germe mediante antibiogramma. Per quanto riguarda il secondo quesito, l’eventuale sterilità maschile, non posso rispondere in quanto manca, nella sua domanda, il minimo cenno sulla localizzazione dell’infezione. Se dovessero essere implicate le vie genitali (prostata, epididimo o testicolo) potrebbe esservi una sterilità temporanea. Cordiali saluti.

Prof. Luigi Schubert


Chi mi garantisce che il bambino non sia già stato infettato?

(26/12/2002 – 16:09)

Gentile Professore,

ho 38 anni e sono gravida alla 37° settimana. Dal tampone vaginale e rettale sono risultata positiva allo streptococco agalactiae. Il mio ginecologo non mi ha prescritto farmaci. Ha detto che al momento del travaglio mi faranno una flebo di antibiotico. Io mi chiedo, chi mi garantisce che il bambino non sia già stato infettato? Dopo la nascita dovrà essere sottoposto a terapia e controlli anche lui? Se si, per quanto tempo prima di essere sicuri che non si sia preso qualche malattia? Sono molto preoccupa, la prego di rispondermi al più presto. Grazie. 

Lettera non firmata

Condivido pienamente i suggerimenti del suo curante. Ritengo che al momento così come è stata seguita, possa stare del tutto tranquilla. Naturalmente dopo la nascita i neonatologi dovranno essere tempestivamente informati e procederanno agli opportuni approfondimenti. L'esperienza ci ha insegnato che i soli casi drammatici sono quelli in cui non era stata fatta la ricerca e la diagnosi in gravidanza. Può stare tranquilla.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Streptococco agalactiae

(9/12/2002 - 11:04)

Mia moglie soffre da quasi un anno (gennaio 2002) di una infezione da streptococco agalactiae, identificata mediante tampone vaginale. A valle dei vari antibiogrammi, si sono succedute terapie con cleocin, agumentin, solo lattobacilli (lactofin), quindi rocefin e nuovamente cleocin. Le terapie antibiotiche non si sono protratte per più di 5-6 giorni in ragione del farmaco impiegato. Il maggior fastidio è attribuibile ad una elevata sensazione di bruciore, particolarmente a livello di grandi labbra e zona perianale. A valle dell'ultimo tampone, purtroppo positivo, tra i pochi antibiotici cui questo batterio è sensibile vi è la eritromicina che non abbiamo fino ad ora mai utilizzato. Va evidenziato che dopo ogni terapia antibiotica si è instaurata la candidosi, poi perfettamente rientrata dopo terapia con dafnegyn. La non risoluzione della infezione può prevedere terapie più lunghe (es. 10 giorni?). In attesa di una Vostra risposta Vi invio i miei più cordiali saluti. 

Vito M.

Gentile Sig. Vito,
è possibile che il batterio responsabile dell'infezione sia particolarmente resistente agli antibiotici finora utilizzati, o che sia stato selezionato proprio da questi. Quindi, sulla guida dell'antibiogramma, occorre effettivamente utilizzare una terapia mirata a dose piena e di durata efficace, anche per il partner. È necessario infine ricercare eventuali fattori favorenti l'infezione, come malattie sistemiche, abitudini di vita, ecc. Va da sé che solo un ginecologo esperto in patologia cervico-vaginale, che abbia l'opportunità di visitare la paziente, potrà stabilire una corretta diagnosi e una valida e definitiva terapia. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Toxoplasmosi
(6/12/2002 - 22:14)

Ho contratto la toxoplasmosi e le invio i dati dei miei esami del sangue: Maggio IGG 476.50 - IGM 2.28 (cura di 10 gg. con Bactrim forte interrotta per allergia cutanea). Settembre IGG 259.20 - IGM 2.23. Dicembre  IGG 200,80 - IGM 1.90. Ho 30 anni e vorrei avere un bambino, che cura devo intraprendere prima di iniziare una gravidanza? Ci sono esami specifici per diagnosticare se ho ancora in corso l'infezione? La ringrazio anticipatamente per l'attenzione prestatami. Saluti 

Mony

Gentile Mony,
in genere l'infezione da toxoplasma è pericolosa per il feto se contratta per la prima volta durante la gravidanza. Infatti i nostri sforzi diagnostici nel valutare le pazienti gravide sono orientati nel cercare di capire se l'infezione è recente o meno. Quando l'immunità appare il risultato di un'infezione del passato, come nel suo caso, possiamo essere più tranquilli e addirittura possiamo ritenere che il feto sia protetto da tale immunità. Tuttavia, visti i valori piuttosto elevati dell IgG, io le suggerirei una visita medica e una oculistica per valutare se l'infezione sia stata completamente debellata, o se vi siano segni clinici di esiti o infezione in atto, che potrebbero richiedere una terapia più duratura e consistente. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Armi valide contro il cytomegalovirus

(03/12/2002 - 12:30)

Gentilissimo Dottore,
sono una ragazza di 28 anni che dopo un precedente aborto spontaneo sono nuovamente incinta. Ho eseguito tutti i mesi gli esami di routine e in particolare quelli per il CMV. Nei precedenti esami sono risultata negativa mentre nell'ultimo il valore dell'igG è pari  a 1,3 (1,3-18 positivo) e igM negativo. Il primo prelievo è stato effettuato alla 19 settimana. In  questi giorni ho rifatto gli accertamenti non avendo avuto ancora notizie sono gentilmente a domandare quali potrebbero essere gli eventuali danni al  feto e l'atteggiamento precauzionale da tenere per non peggiorare la situazione.
 

Francesca

Gentile Sig.ra Francesca, 

il valore che mi trascrive sembra piuttosto basso e potrebbe interpretarsi come una bassa immunità, non evidenziata nei precedenti esami. Ma anche in caso di infezione in atto, che le darebbe valori di gran lunga più elevati e con presenza di IgM, purtroppo non abbiamo armi valide contro il cytomegalovirus, ma è anche vero che la trasmissione al feto non è affatto obbligatoria. Quindi la precauzione sarebbe di "non infettarsi", ma detta così sembra una presa in giro. Per notizie più precise, ma eviti di spaventarsi inutilmente, visiti la pagina del sito dedicata al cytomegalovirus. Cordiali saluti e auguri.

Dr. Salvatore Annona


Valore IgG aumentato

(29/11/2002 - 19:19)

Egr. Professore,
sono una ragazza di 33 anni alla prima gravidanza (ultima mestruazione 27.07.2002). Nelle prime analisi del sangue (datate 03.09.2002) avevo i seguenti valori di antitoxoplasma: IgG 0.1 e IgM negativo. Alle successive analisi datate 19.11.2002 i valori risultano essere: IgG *<15, mentre Igm è negativo. Perché il dato IgG è così aumentato? Posso aver contratto l'infezione durante il primo trimestre di gravidanza? Grazie molte, anche per questa bella rubrica. 

Paola da Venezia

Gentile Sig.ra Paola,
le immunoglobuline che indicano un contagio recente sono le IgM e non le IgG. Quando c'è una bassa immunità può capitare che più test ottengano risultati diversi, in considerazione della diversa sensibilità dei metodi utilizzati dai laboratori. Per sicurezza ripeta il test aggiungendo alle IgG e IgM anche le IgA. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Rubeo-test

(29/11/2002 - 11:00)

Ho eseguito il rubeo-test e sono risultata scarsamente immune. Io e mio marito vorremmo un bambino. vorrei quindi sapere se prima di sospendere la pillola devo preoccuparmi per un'eventuale vaccinazione anti-rosolia.

Lucia

Gentile Sig.ra Lucia,
la vaccinazione per la rosolia è utile, ma andrebbe effettuata ben lontano da una gravidanza, almeno 4 mesi, meglio ancora 6-7. Se lei, per motivi vari, ha spesso contatti con bambini, per esempio se lavora in una scuola o in altre comunità, può valere la pena vaccinarsi. In caso contrario valuti lei stessa se provare subito per una gravidanza oppure vaccinarsi prima e attendere dei mesi. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Infezione da toxoplasmosi

(24/11/2002 - 19:35)

Sono una ragazza di 24 anni e sono sposata da due. Io e mio marito avevamo deciso di  avere un figlio, ma i medici in seguito a delle analisi effettuate hanno riscontrato un'infezione da toxoplasmosi con valori 8 (attualmente 11). Il problema  persiste, anzi peggiora. Vi chiedo un aiuto per risolvere il mio problema e indirizzarmi  presso qualche centro specializzato. Grazie

Anna da Napoli

Gentile Sig.ra Anna,

lei si sta facendo un problema eccessivo. Va chiarito innanzitutto se ciò che si è riscontrato è effettivamente un'infezione in atto o la sola presenza di immunità e quali sono le classi di anticorpi identificate. I valori che mi trascrive, 8 e 11, purtroppo non sono attendibili. Dovrebbe indicare classe di anticorpi, unità di misura e possibilmente i valori di riferimento del laboratorio. Comunque anche in caso di infezione il problema non è insormontabile e può essere affrontato anche dal suo medico generico, magari aggiungendo una consulenza oculistica. Se invece ha i soli anticorpi, va ancora meglio, in quanto in caso di futura gravidanza non correrà rischi per il feto perché protetta dai suoi stessi anticorpi. Cordiali saluti. 

Dr. Salvatore Annona


Ureaplasma causa dei miei aborti?

(22/11/2002 – 12:17)

Egregio Professore,
ho 32 anni e dal 1999 sto cercando una gravidanza. Le premetto che, da allora, ho avuto 3 aborti spontanei (tutti intorno alla 7° settimana). Successivamente, al secondo aborto, a causa di fastidiosi bruciori vaginali, ho richiesto un tampone vaginale ed un’urinocoltura: mi è stato riscontrato lo streptococco gruppo B e l'ureaplasma urealyticum. Il mio ginecologo ha prescritto (soltanto a me e non a mio marito) un antibiotico (di cui non ricordo il nome) per 5gg, senza dirmi che l'ureaplasma può essere causa di aborti. A dicembre del 2001 ho avuto il 3° aborto e, conseguentemente, mi sono rivolta ad un altro ginecologo il quale mi ha prescritto diverse analisi, tra cui un tampone endocervicale per clamidia e micoplasma: sono risultata positiva ancora all'ureaplasma urealyticum. Il ginecologo ha rilevato che questo microrganismo mi può aver causato gli aborti. Attualmente io e mio marito stiamo assumendo il Bassado per 14 gg.. A questo punto, Le chiedo se l'ureaplasma può essere facilmente combattuta o se invece, avendolo già da diversi anni, può aver sviluppato una qualche malattia infettiva. Nel ringraziarLa per la sua disponibilità, La saluto cordialmente. 

Rita

Gentile Signora Rita,

condivido in pieno l'orientamento del suo medico. Per quanto riguarda l'ureaplasma, purtroppo spesso è recidiva, ma non si perda d'animo, l'importante che sia curata in vista della prossima gravidanza a breve. Cordiali saluti

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Dovrò soffrire di cistite fino a quando campo?

(21/11/2002 – 22:06)

Gentile Professore,
da Febbraio 2002 accuso problemi di cistite ripetuti poi nel mese di marzo, aprile, maggio, L'urologo e il ginecologo mi fanno fare esame di urine e urinocoltura sempre negativi, il medico generico mi prescrive il Peflacin 2 comp da 400mg da assumere contemporaneamente. L'urologo mi consiglia una cura con il NEO-FURADANTIN da 100 e da 50 per 6 mesi, terapia mai eseguita in quanto in cerca di gravidanza. Da giugno a settembre tutto ok, a novembre mi ritorna la cistite con sangue dolori forti basso ventre, riprendo il Peflacin (per fortuna avevo in casa la confezione) e adesso devo ripetere l'urino e l'urinocoltuta. A questo punto sperando di essere stata abbastanza chiara Le chiedo non c'è altro rimedio? Vuol dire che dovrò soffrire di cistite fino a quando campo? I medici mi dicono che anche dopo una profilassi di Neo-Furadantin posso in futuro avere ancora problemi. Posso rimanere gravida soffrendo di cistite? La prego mi risponda, non mi do pace. La ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti. 

Sabrina

Gentile Signora Sabrina,

sicuramente vi sono dei periodi della vita in cui per svariati motivi un organo è maggiormente bersagliato dalle infezioni, bisogna essere ben certi che gli accertamenti microbiologici siano tutti negativi, eventualmente una cistoscopia potrà completare il quadro diagnostico. Tra i provvedimenti più semplici da adottare sono quelli di bere abbondantemente e mantenere l'intestino del tutto regolare. A volte possono esservi dei rapporti con una attività sessuale più intensa del solito. 

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Toxo durante il primo trimestre della gravidanza?

(19/11/2002 - 20:40)

Gentile Professore,
durante l'undicesima settimana di gravidanza (u.m. 31/08/2002), ho eseguito il test per la toxoplasmosi con il seguente esito: IgG 230 Ul/ml e IgM negativo (11/11/2002). Da un precedente esame, eseguito circa un anno fa (12/07/2001), il valore IgG risultava di 1.0 Ul/ml, mentre l'IgM risultava assente. Vorrei sapere se esiste la possibilità che io abbia contratto l'infezione durante il primo trimestre della gravidanza. Complimenti per la bella rubrica e grazie per la sua cortese disponibilità. 

Federica (Roma)

Gentile signora Federica,

escludo che lei possa aver contratto la toxoplasmosi nel corso della gravidanza, in quanto il titolo delle IgM raggiunge il massimo dopo un mese, per poi declinare, lentamente, fino ad azzerarsi, dopo nove mesi. Nel suo caso, dopo undici settimane, sarebbe stato ancora chiaramente dosabile. Può stare quindi tranquilla e serena. Saluti ed auguri.

Prof. Luigi Schubert


Citomegalovirus alla 25 settimana di gravidanza

(15/11/2002 - 14:23)

Buongiorno,
mia moglie si trova alla 25 settimana di gravidanza. Nel corso della stessa, sono stati effettuati esami dell'ematocrito e del sangue in generale, da cui non si è mai rilevata alcuna positività né per le Igm né per le Igg del citomegalovirus. Inoltre, dall'amniocentesi effettuata alla 16esima settimana è risultato tutto a posto, così come dall'ecografia morfologia effettuata alla 23esima settimana. Alla 25 settimana, le analisi effettuate in due centri diversi hanno mostrato due risultati discordanti relativi al citomegalovirus: 1) IGG positive 930 su una scala dove 0-650 negativo 650-15000 mediamente positivo 15000 positivo 2) IGG negative Igm lievemente positive (livello tra la positività e la negatività). A questo punto il 2° centro sta effettuando un terzo esame per capire cosa stia succedendo. La mie domande sono: 1) a questo punto quale è l'esame corretto da fare? 2) qualora  ci fosse un’infezione in corso, quali potrebbero essere le cure da effettuare (se ci sono) e quali gli effetti su di un feto di 25 settimane? Come potrete immaginare siamo in un profondo sconforto e non sappiamo a chi dar retta. Vi saremmo profondamente grati se poteste darci qualche delucidazione in merito 

ac

Gentile Sig. Alessandro,
non mi sembra che sia stata riscontrata una positività così intensa del test. Inoltre, mi sorprendono tali test alla 25a settimana. Purtroppo non abbiamo armi contro il cytomegalovirus e per tale motivo molti Autori addirittura negano l'utilità dei relativi screening. La trasmissione al feto è riportata nel 50% circa dei casi di primo-infezione specie all'inizio della gravidanza, mentre successivamente tale incidenza si abbassa. Questo è il  motivo per cui in genere lo screening viene effettuato al primo trimestre e, in caso di positività, si può ricercare il cytomegalovirus nel liquido amniotico. Infatti gli ultimi lavori riportano una migliore significatività della PCR quantitativa sul liquido amniotico. Ma anche in caso di tale riscontro non vi è la certezza di infezione fetale. Per ulteriori informazioni le consiglio di consultare la pagina del sito dedicata al cytomegalovirus. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Infezioni pericolose in gravidanza?
(14/11/2002 - 23:14)

Caro Dottore,
dopo un ricovero ospedaliero per forti dolori mestruali mi sono state fatte delle analisi e mi hanno trovato lo streptococco agalactiae gruppo b (nel maggio 2000). Ripetuto il tampone a giugno, mi hanno trovato escherichia coli - st. anginosus group - strep. constellatus. Idem a luglio. Poi guarita. Ripetuto tampone a febbraio 2002 mi hanno trovato il trichomonas vaginalis. A Ottobre, ripetuto tampone x controllo mi hanno trovato lo streptococco agalactiae. Cosa devo fare? La mia ginecologa mi ha sempre curato con antibiotici (diversi ogni volta) dopo aver effettuato i vari tamponi. Ma cosa posso fare per curarli definitivamente o per prevenirli. Vorrei anche avere un figlio e mi hanno detto che potrebbe essere pericoloso se prima non risolvo questi problemi. Per favore mi aiuti!!!!! Grazie per la risposta che vorrà darmi. 

Lettera non firmata

Gentile Signora,

di massima, il vero pericolo per la gestazione lo corrono le donne che non sanno di essere portatrici. Quand'anche conseguisse la gravidanza, nessuna preoccupazione anche in caso di persistenza, un trattamento nel corso del parto e un’attenta osservazione del neonato supereranno il problema. Auguri

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Vaccino anti-influenzale in gravidanza

(14/11/2002 - 19:15)

Gentile Professore,
avevo letto su alcuni libri che parlano di "gravidanza e parto" che il vaccino anti-influenzale era sicuro per una gravida. Ho domandato in proposito all'ostetrico che segue la mia gravidanza (sono appena entrata nel 5° mese) e lui mi ha risposto invece che lui lo sconsiglia e così come il mio medico di base. Siccome io purtroppo tutti gli inverni sono ormai abituata a prendermi l'influenza anche con febbre fino a 39 gradi per alcuni giorni, sono preoccupata perché volevo sapere gli eventuali rischi per il mio bambino nel caso malaugurato che anche quest'anno ne venissi colpita. Cosa mi consiglia di fare? Grazie. 

Valentina

Gentile Signora Valentina,

è sconsigliato l'uso di vaccini come quello influenzale in gravidanza. Ci sono omeopati che vantano buoni risultati di prevenzione con Oscillococcinum, sicuramente innocuo, ma ogni caso deve essere personalizzato dallo specialista di questa branca.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


CMV, valore di IGG positivo e titolo IGM dubbio
(14/11/2002 - 11:11)

Gentile Dott.,
sono alla 21 settimana di gravidanza, e da ormai più di un mese mi assilla un dubbio che purtroppo nessuno riesce a chiarire. Circa alla decima settimana di gravidanza ho effettuato tutte le analisi di routine che hanno evidenziato, per quanto riguarda il CMV, un valore di IGG positivo (circa 46, test Elisa) e un titolo IGM dubbio. Ho immediatamente ripetuto l'esame, a distanza di una settimana, presso 2 laboratori, aggiungendo anche l'IGG avidity; in entrambi i casi i risultati sono stati: IGG positive (sempre tra 40 e 50) IGM negative, IGG avidity border line (pari a 0,72, con valori di alta avidità = o > di 0,8). Mi sono rivolta ad un ospedale romano specializzato in malattie infettive prenatali dove, dopo mie forti insistenze, mi hanno fatto ripetere un'altra volta gli stessi esami a distanza di tre settimane dal primo test con risultati praticamente identici agli ultimi: IGG positive e stabili, IGM negative, IGG avidity 0,76. La persone che mi ha seguito ha ritenuto opportuno interrompere gli accertamenti, in quanto non c'era, secondo lui, alcun motivo di preoccupazione... ma io non sono tranquilla!! Ho il dubbio che nel momento in cui ho fatto l'esame la prima volta, l'infezione potesse essere in fase finale, e quindi essere stata completamente eliminata nei controlli successivi. Tenga presente che sempre in occasione del primo controllo è risultata positiva la VDRL e negativo il TPHA. Ovviamente anche questi esami sono stati ripetuti per due volte anche con ricerca di IGG e IGM e sono risultati sempre negativi. Esiste una possibile connessione tra una VDRL falso positivo e una possibile infezione da CMV? Secondo lei devo ripetere gli esami nuovamente a distanza di due mesi, o effettuare ulteriori controlli?? La ringrazio per la disponibilità 

Michela

Gentile Sig.ra Michela,
da quanto mi scrive si ricava l'impressione che sia stata seguita correttamente e con scrupolo. È inutile, infatti, effettuare ulteriori indagini. I suoi risultati possono indicare un contagio recente con il cytomegalovirus, ma sicuramente antecedente alla gravidanza. Le IgM non si negativizzano in così breve tempo e il test dell'avidità conferma che non si tratta di una produzione recentissima di IgG. Pensi che lo screening per il cytomegalovirus è stato addirittura eliminato dalle indagini erogate gratuitamente da Servizio Sanitario Nazionale, non discuto se a torto o a ragione, ma proprio perché in letteratura non c'è accordo sulla reale utilità. Con la TPHA negativa può stare tranquilla, perché la VDRL è un test meno affidabile. Si goda la sua gravidanza  e non si faccia prendere da ansie inutili. Si affidi al suo ginecologo e lasci a lui il cruccio e la responsabilità delle indagini necessarie. Cordiali saluti. 

Dr. Salvatore Annona


Ceppo di candida albicans

(12/11/2002 - 17:42)

Egregio Professore,

ho 26 anni, sono alla 34° settimana di gravidanza, ho fatto l'esame di Tampone vaginale, risultato scritto cosi (esame colturale ha portato all'isolamento e all'identificazione di un ceppo di candida albicans sul quale è stato allestito l'antimicogramma). Inoltre, c’è scritto che sono state isolate 80% lattobacilli e un 20% candida albicans). Le chiedo gentilmente se mi può dare qualche delucidazione. La ringrazio per la risposta. 

Izzaddin lane

Gentile Signora,

si tratta di un reperto del tutto comune che non desta preoccupazione. Il 30% delle gestanti è portatrice di funghi in gravidanza. I lattobacilli sono i normali ospiti. Se vi sono sintomi, una brevissima cura conterrà il problema, in quanto una eradicazione dei funghi in gravidanza è molto difficile.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Fecondazione assistita e micoplasma

(12/11/2002 - 17:22)

Gentile Professore,
sono una ragazza di 28 anni, volevo avere un consiglio da Lei. Dopo un tampone vaginale mi è stata riscontrata un'infezione da micoplasma. Ho fatto prima la cura con il Bassado per 10 giorni e poi con l'eritrocina per circa un altro mese. Finalmente sono riuscita a mandare via questa infezione, ma dopo quella me ne sono venute tante altre. È da marzo di quest'anno che faccio tamponi circa due volte al mese, ma il risultato non è mai negativo. Adesso sto curando l'agalactiae. Visto che devo affrontare una fecondazione assistita, Lei che cosa mi consiglia? Mi hanno detto che la vagina non è mai del tutto sterile, però al centro dove devo andare non vogliono nessun tipo di infezione. Devo lasciar stare tutto per un po' e rilassarmi? Grazie.

Gabriela da Roma

Gentile Gabriela,
non posso negare che in vista di una fecondazione assistita la tolleranza che possiamo avere nei confronti di germi per altri versi non molto importanti, è molto bassa. In caso di recidiva consigliamo una cura breve e appropriata 10 giorni prima della procedura. Cordiali saluti

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


"Probabile infezione cronica" da Clamidia
(12/11/2002 - 17:16)

Sono una ragazza di 24 anni e da un anno circa ho scoperto di avere la Clamidia. La ginecologa presso la quale sono in cura mi ha prescritto delle compresse di Bassado (antibiotico) somministrate in cicli di 15 giorni. Ormai ho fatto 3 cicli di antibiotico ma l'infezione permane. Purtroppo il tempo passa e la Clamidia, per quanto il titolo sia sceso, continua ad essere presente e sui miei referti compare la scritta, poco confortevole, "probabile infezione cronica". Il mio compagno ha eseguito le mie medesime analisi ed è risultato negativo. Il mio sistema immunitario è già duramente provato dalle numerose allergie che ho, temo non riesca a reagire all'ennesimo attacco. Ciò che ora mi terrorizza sono i possibili danni alle tube e l'impossibilità futura di avere figli. Spero possa darmi qualche consiglio e rassicurazione in merito. Grazie 

Paola

Gentile Paola,

la cura è ottima ma il referto che lei legge corrisponde, con tutta probabilità, solo alle tracce lasciate dalla pregressa infezione ormai guarita. Saluti

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Ambiente vaginale e sopravvivenza degli spermatozoi

(12/11/2002 - 10:12)

Buongiorno dottore,
poiché sono alla ricerca di una gravidanza che non arriva, ho fatto un tampone vaginale per verificare la presenza o no di infezioni: tutti i test sono risultati negativi, ma mi è stata riscontrata anche una scarsità di flora lattobacillare. Ho letto che l'ambiente vaginale è importantissimo per la sopravvivenza degli spermatozoi: non potrebbe essere questo uno dei motivi della mia infertilità? Esistono terapie per migliorare l'ambiente vaginale e renderlo più adatto alla sopravvivenza degli spermatozoi? Grazie mille per l'attenzione e cordiali saluti

Graziella

Gentile Signora,

Sono portato ad escludere che quello che lei indica sia uno dei motivi della sua infertilità. Per quanto riguarda le terapie per migliorare l'ambiente vaginale e renderlo più adatto alla sopravvivenza degli spermatozoi, l'ambiente vaginale sano è di per se poco gradito agli spermatozoi che per questo proseguono il loro cammino in direzione della cervice e dell'utero. Le cure sono indicate in caso di patologia esattamente diagnosticata. Cordialità

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Allegra convivenza di anticorpi…
(11/11/2002 - 11:14)

Gentile Dottore,
qualche mese fa durante un controllo ematico ho scoperto di essere positiva a toxoplasmosi, citamegalovirus e Eppstein barr: queste infezioni si sono sviluppate asintomaticamente, perché non ricordo di essere stata malata negli ultimi 10 anni. A settembre, inoltre, per un viaggio in zona endemica sono stata vaccinata contro epatite a + b, antimeningococco, febbre gialla e tifo. Le domando, quest'allegra convivenza di anticorpi nel mio organismo è una controindicazione alla gravidanza? Meglio aspettare un po' e quanto? La ringrazio per l'attenzione e la saluto

Cristina

Gentile Sig.ra Cristina,
non è l'allegra convivenza di anticorpi ad essere dannosa per la gravidanza. Anzi, lei può ritenersi più protetta di altre donne che non abbiano tale copertura immunologica. Una precauzione che va presa invece è di attendere qualche mese (almeno 4) dopo le vaccinazioni effettuate con virus vivi anche se attenuati. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Positività dello streptozyme e i valori della TAS elevati

(9/11/2002 - 20:59)

Gentile dottor Annona,
da circa due anni, dalle analisi del sangue effettuati periodicamente, mi viene riscontata la positività dello streptozyme e i valori della TAS elevati (inizialmente a 1000). Dopo essere stata sottoposta ad una cura antibiotica, nelle penultime analisi (effettuate nel mese di maggio 2002), lo streptozyme è risultato negativo e i valori della TAS erano scesi a 308. Però, nelle ultime analisi di controllo effettuati nel mese di ottobre 2002, lo streptozyme seppur è risultato negativo, la TAS invece è risalita nuovamente a 800. Vorrei sapere da lei come mai, essendo stata riscontrata la negatività dello streptozyme, i valori della TAS sono risultati alti? Quale può essere la causa? Con doverosa osservanza, ringrazio e porgo ossequi. 

Rosy da Vibo V.

Gentile Sig.ra Rosa,
lo streptozyme test e il TAS sono test differenti, che possono dare risultati diversi, non sempre in accordo. Essi riflettono la risposta immunologica del suo organismo. In tutta onestà le consiglio la consulenza di un infettivologo o di un reumatologo, per capire se si tratta solo di un suo stato immunitario, come credo, oppure di un’infezione  tuttora in atto. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Recidività dell’ureaplasma

(8/11/2002 - 16:10)

Gentile Dottore,
le scrivo per avere risposta su un dubbio che mi assilla. Mesi fa con un tampone risultava positività all'ureaplasma che non era più presente ad agosto. Dal momento che da questo mese sto cercando una gravidanza, pensa che sia il caso rifare un tampone di controllo? Generalmente quante possibilità ci sono che l'infezione si ripresenti e dopo quanto? Una volta curata è possibile che non si manifesti più? Gradirei una sua risposta in quanto sono molto in ansia. 

S.S.

Gentile Signora,

Il riscontro del microrganismo è molto frequente anche dopo cure, ma a basse concentrazioni non ha molta importanza. Potrà ripetere la ricerca in gravidanza e se la presenza risultasse essere elevata, curare nuovamente.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Quinta malattia e gravidanza
(4/11/2002 - 15:32)

Gentile Professore,
ho in precedenza inviato questo quesito alla rubrica del ginecologo ma senza avere risposta (ma non è un problema, siamo tante coi nostri dubbi). Ho una bimba di 4 anni che ha la 5° malattia ed io sono alla 9° settimana di gestazione, cosa rischierei se anche io dovessi contrarre la malattia? La ringrazio anticipatamente per la risposta. 

Giorgia

Gentile Sig.ra Giorgia,
la 5a malattia è dovuta ad un virus e come tale può provocare nella gravida tutte le possibili complicanze delle virosi, dal nulla alla possibile interruzione della gravidanza. Fortunatamente si tratta di evenienze relativamente rare e per lo più accidentali, talvolta anche senza sintomi e senza riuscire a riconoscere l'eventuale fonte di contagio. Quindi occorre affidarsi alla buona sorte e sperare di cadere nel gruppo a più alta probabilità che non accada nulla. Io le posso dire che in questo caso lei conosce la possibile fonte di contagio, ma quante altre occasioni ha ogni gravida di essere contagiata senza neanche accorgersene! Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Lattobacilli positivi…

(2/11/2002 - 15:33)

Caro Professore,
Circa 2 mesi fa ho eseguito un tampone vaginale nel quale è stata riscontrata la presenza di Clamydia. Dopo avere effettuato una terapia a base di antibiotici ho eseguito nuovamente un tampone vaginocervicale e uretrale, nel quale tutti i valori sono risultati negativi ad eccezione dei lattobacilli che risultano positivi. Vorrei avere dei chiarimenti in merito. Sempre 2 mesi fa ho eseguito un test postcoitale, dal quale è emerso che quasi tutti gli spermatozoi risultavano privi di mobilità (lo spermiogramma era regolare). Questo può essere dovuto alla Clamydia? La presenza di lattobacilli può contribuire alla creazione di un ambiente ostile agli spermatozoi? Grazie 

Claudia

Gentile Signora,

i lattobacilli costituiscono la normale flora vaginale che difende dalle malattie. Un’eccessiva acidità può comunque interferire con gli spermatozoi, ma è quella che li sospinge a proseguire verso la bocca uterina che è alcalina. La chlamydia poteva avere una corresponsabilità ma le cure sono in genere efficaci.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


          

      

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