02/08/2014
Registrati alle settimane di gravidanza

Il Medico Risponde

L'infettivologo risponde

(Archivio)

   


Clicca qui per inviare la tua domanda

 Clamidia trachomatis

(31/10/2002 - 12:06)

Ho 36 anni e recentemente ho fatto dei prelievi emetici a causa di una febbre dndd, si è visto dalle risposte che io ho gli anticorpi della clamidia trachomatis, quindi la mia domanda è questa: - posso averla contratta in maniera asintomatica ed esserne guarita? Recentemente in vista una gravidanza ho fatto un serie di analisi (tra cui eco pelvica), tutte risultate normali. In passato ho avuto una cisti di bartolino (operata), può essere quello? In passato ho avuto cistiti, può essere stata quella la sintomatologia? Ma la cosa più importante che le chiedo è se questa mia positività agli anticorpi alla clamidia mi può comportare qualche problema per una gravidanza e se io ora sono completamente guarita, quindi non posso infettare nessuno. Grazie

Ale

Gentile Signora,

rispondo alle sue domande: - posso averla contratta in maniera asintomatica ed esserne
guarita? LA RISPOSTA È SI; recentemente in vista una gravidanza ho fatto un serie di analisi
(tra cui eco pelvica), tutte risultate normali, in passato ho avuto una cisti di Bartolino (operata) può essere quello? NON CREDO; in passato ho avuto cistiti può essere stato quella la sintomatologia? È POSSIBILE; ma la cosa più importante che le chiedo è se questa mia positività agli anticorpi alla clamidia mi può comportare qualche problema per una gravidanza e se io ora sono completamente guarita, quindi non posso infettare nessuno. CON LE CURE OPPORTUNE LA GUARIGIONE È PRATICAMENTE CERTA. NON POSSIAMO INVECE SAPERE QUALI ESITI POSSA AVER AVUTO IL CONTATTO CON LA CHLAMYDIA. UNA VERIFICA INIZIERÀ COL TENTATIVO DI CONSEGUIRE LA GRAVIDANZA.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Problemi legati ad infezioni vaginali

(30/10/2002 - 14:33)

Caro Professore,

sono disperata. Ho smesso la pillola dopo anni di assunzione nel mese di gennaio 2002 per provare ad avere un figlio. È dal mese di marzo che però ho problemi legati ad infezioni vaginali. Il primo tampone fatto ha riscontrato la Clamydia ed un altro batterio che sono stati curati con del Bassado. Trascorso il periodo indicato ho rifatto il tampone vaginale e cervicale e la Clamydia risultava negativa, ma risultavo positiva a E.coli. Cura con ciproxin. Siamo ad ottobre e dopo vari esami ho sempre i solito problemi di bruciore, sensazione di pesantezza, dolori al basso ventre....(e mancanza di un ciclo regolare). Il mese di luglio ho avuto per due giorni dei dolori forti localizzati al fianco con febbre alta. Avevano sospettato una pielonefrite che invece adesso è stata accantonata. Ho fatto anche l'urografia (tutto ok), la cistoscopia (tutto ok tranne che sono state evidenziate delle patecchie emorragiche) e le prove urodinamiche (tutto ok tranne un paio di contrazioni vaginali anormali). Ho preso anche del Tavanic ed altri antibiotici. Non so più cosa fare e a chi rivolgermi. Oltretutto sono presa da stati di ansia considerando il fatto che avrei desiderato già da tempo un figlio e con questi problemi mi sto convincendo che per me sarà impossibile. Mi risponda presto. Grazie 

3c

Gentile Signora,
Da non trascurare è il reperto urologico riscontrato.  Per gli aspetti vaginali è necessaria anzitutto una valutazione di tipo clinico che precisi il giusto valore da dare agli esami di laboratorio che, di per sé (coli), non necessariamente sono indice di malattia vera e propria ma solo di leggero dismicrobismo.

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Chlamidia e streptococco causa di aborti?

(30/10/2002 - 9:14)

Sono una donna di 38 anni e per il mio lavoro assisto spesso alla nascita di meravigliosi bambini. Ho provato ad averne uno, ma ho avuto 2 aborti (7°-10° settimana). Dopo ricerca di anticorpi, vari esami strumentali e tamponi vaginali sono risultata positiva ad una clamydia ed allo streptococco ed ho la betatromboglobulina alta (109). Mi potrebbe gentilmente dire cosa altro posso fare e se questi ultimi potrebbero essere causa dei miei problemi? Grazie 

Carla

Gentile Sig.ra Carla,
la presenza della chlamidia e dello streptococco possono avere un ruolo quale causa di aborti. La betatromboglobulina alta indica solo una iperreattività piastrinica. Tuttavia uno o anche due aborti possono ancora essere considerati eventi casuali e quindi non è possibile affermare che il suo sia un caso di aborto abituale. Faccia la terapia completa, insieme con suo marito, per la chlamidia e lo streptococco e successivamente provi con ottimismo una nuova gravidanza. Ci sono possibilità che vada tutto bene. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Ureaplasma urealyticum causa di infertilità?

(29/10/2002 - 20:39)

Gentile Professore,
mio marito ed io abbiamo 31 anni e da 2 cerchiamo una gravidanza. Esami fatti: isterosalpingografia, isteroscopia e dosaggi ormonali (tutto ok); tamponi (positivi alla candida e all'ureaplasma); spermiogramma: astespermia lieve; dosaggi ormonali ed ecodoppler ok. Alla luce di quanto sopra, è possibile che la sola positività all'ureaplasma urealyticum possa interferire nella ricerca di una gravidanza e che magari una diagnosi tardiva della stessa possa aver provocato delle lesioni - a livello tubarico, per esempio - tali da compromettere definitivamente la possibilità di ottenere una gravidanza? Nel ringraziarla per la sua cortesia e disponibilità, la saluto cordialmente 

Roby

Gentile Signora,

Non enfatizzerei oltre misura il reperto dell'ureaplasma. Da considerare invece l'astenospermia. Se è tutto normale prenda in considerazione la riproduzione assistita. 

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Streptococco agalactiae beta emolitico gruppo B in gravidanza
(21/10/2002 - 14:08)

Buon giorno,
vorrei sapere cosa devo fare per mio figlio nato il 12/10 u.s. che è stato colonizzato dal batterio Streptococco agalactiae beta emolitico gruppo B durante la gravidanza. Infatti, la mamma durante la 35^ settimana s'è accorta di questa positività, ma, nonostante la cura antibiotica (amplital), non è riuscita a debellare l'infezione. Durante il parto non gli è stato somministrato nulla e la conseguenza è stata la colonizzazione del piccolo. Ora i pediatri in sede di dimissioni del bimbo dicono di non preoccuparci perché il bimbo mangia e cresce bene. Dicono soltanto di controllare se mangia e cresce con regolarità. Questa loro tranquillità deriva dal fatto che la positività del bimbo è risultata dal solo tampone faringeo e non è confermata dagli esami ematici. Da segnalare anche che al piccolo non è stato somministrato alcunché. Ci hanno solo detto di portarlo ad un controllo intorno alla 4^ settimana di vita. Vorrei sapere da Voi se quanto finora detto è sufficiente per essere tranquilli e fiduciosi; oppure bisogna fare qualcos'altro? Vi ringrazio e Vi saluto 

Fabio C.

Gentile Signor Fabio,

Il problema al momento è di pertinenza pediatrica e non ginecologica. In ogni caso mi sembra che al momento la linea di condotta adottata sia condivisibile

Prof. Ettore Calzolari

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Toxoplasmosi
(15/10/2002 - 12:16)

Gentile dottore,
sono alla 9a settimana della 2a gravidanza e dai primi esami effettuati risulto positiva alla toxoplasmosi con IgG 11,80 (negativo <12) e IgM 8,27 (positivo >0,600). Mi hanno consigliato immediata terapia con Spiramicina 3 volte al dì, ma per essere certi del passaggio o meno dell'infezione al feto devo attendere la 18a settimana per fare amniocentesi. Non è possibile fare niente prima che dia dei risultati attendibili in positivo o negativo? Grazie. 

Simona 1970

Gentile Sig.ra Simona,
nel frattempo fa bene ad eseguire la terapia, ma è necessario che approfondisca la diagnosi per chiarire in che momento lei ha subito il contagio. Ripeta sia le IgG che le IgM antitoxoplasma per escludere eventuali errori e anche per seguire nel tempo l'andamento di questi anticorpi. Aggiunga poi le IgA e il test IgG avidity, in modo da avere un quadro più chiaro per programmare i successivi controlli e la terapia. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Varicella in gravidanza
(9/10/2002 - 19:57)

Gentile dottore,
sono incinta di 15 gg. Circa una settimana dopo il concepimento sono venuta a contatto con un'amica a cui il giorno dopo sono apparse le prime vescicole della varicella. Non appena saputo della gravidanza ho fatto le analisi per sapere il mio dosaggio di anticorpi contro tale malattia, il risultato l'avrò tra una decina di gg. e inutile dirlo, sono in un'ansia indescrivibile; pertanto la prego di rispondermi al più presto. È vero che si possono avere gli anticorpi anche se non si è avuta una manifestazione evidente di Varicella? Se disgraziatamente dovessi essere stata infettata, quali rischi ci sono per il feto? E quale tipo di indagine fare per  valutare gli eventuali danni? La ringrazio anticipatamente. 

Sabina

Gentile Sig.ra Sabina,
le consiglio di visitare la pagina del sito dedicata alla varicella dove troverà molte risposte alle sue domande. Nel frattempo le riassumo che si calcola che circa il 25% dei feti di madre con varicella contragga l'infezione, ma infezione non vuol dire embriopatia. Il rischio di embriopatia è maggiore entro la 20a settimana di gestazione (1-2%), massimo dalla 13a alla 20a. È difficile stabilire prima del parto se il feto abbia contratto o no l'infezione, in quanto gli effetti possono essere molteplici o del tutto assenti. Comunque, una qualsiasi noxa patogena che interviene in una gravidanza appena iniziata generalmente o è totalmente distruttiva e provoca cioè un aborto, o non produce nulla. Man mano che la gravidanza avanza gli effetti possono invece divenire molteplici e imprevedibili. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Positive le IGM del cytomegalovirus
(9/10/2002 - 14:22)

Buongiorno e complimenti x l'utilità del servizio che fornite a noi mamme con mille dubbi. Sono alla 18° settimana della seconda gravidanza e dal prelievo di sangue fatto una settimana prima dell'amniocentesi sono risultate positive con 2.4 (metodo elisa) le IGM del cytomegalovirus con IGG assenti; ripetuto il prelievo 5 gg. dopo il risultato avuto il giorno stesso dell'amnio è stato IGM 1.8 con IGG negative. Dopo il "forzato" riposo post-amnio ho fatto nuovamente il prelievo cambiando laboratorio come suggeritomi dal ginecologo e sono risultate positive le IGM (non ho valore di riferimento perché non fornito dal laboratorio di virologia anche se effettuato sempre con metodo elisa), ma IGG presenti con 49u/ml. Mi viene consigliata dallo stesso virologo la replicazione virale che dà risultato di assenza nel plasma, presenza nei leucociti, presenza nelle urine e saliva. Faccio anche presente che nel frattempo il risultato della ricerca del DNA del virus nel liquido amniotico risulta negativo!! A questo punto non so più cosa capirci, il ginecologo mi tranquillizza dicendo che il contagio dovrebbe essere avvenuto tra la 11°esima e la 14°esima settimana e quindi con le cellule celebrali oramai "cresciute". Vi chiedo un cenno di riscontro, pur sapendo che la certezza che il contagio ci sia stato o meno, è molto remota. Grazie 

Costanza

Cara Costanza,
l'unica spiegazione è che lei possa aver fatto il primo prelievo proprio sul nascere dell'immunità subito dopo il contagio. In questo caso dovrebbero aumentare nel tempo sia il titolo delle IgM sia delle IgG. In caso di infezione materna, la trasmissione al feto non è obbligatoria, ma avviene nel 40-50% dei casi e non è detto che determini necessariamente anomalie. Un dato incoraggiante è già la negatività della PCR sul liquido amniotico, ma questo non garantisce che la trasmissione non avvenga successivamente. Uno studio interessante recente inoltre ha dimostrato che, anche in caso di PCR positiva nel liquido amniotico, l'infezione fetale si verificava solo quando la PCR quantitativa dimostrava valori elevati. Purtroppo non abbiamo armi sufficienti per fronteggiare queste situazioni, come invece avviene per il toxoplasma, al punto che taluni Autori suggeriscono di non screenare affatto il cytomegalovirus in gravidanza; avrà infatti notato che il relativo test si paga. Il consiglio è di effettuare accurate ecografie specie a carico della testa del feto e di far seguire attentamente il neonato anche dopo la nascita in quanto molte infezioni possono essere inizialmente asintomatiche. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


È possibile che ci sia un'infezione in corso?
(2/10/2002 - 11:11)

Gentile Professore,
sono una donna di 36 anni alla prima gravidanza. Sono alla 32 settimana e finora è proceduto tutto bene, compresa l'amniocentesi eseguita alla 16° settimana che ha confermato che aspetto una bimba e che non sono stati riscontrati problemi. Anche le ecografie eseguite non hanno mai riscontrato nella di anormale, la crescita si è confermata recentemente buona. Ho eseguito gli esami di routine in questi mesi, compreso il CMV fatto a maggio e ripetuto il 7 luglio: in entrambi i casi sia le IGG che le IGM risultavano negative. Ho ripetuto il controllo del CMV il 27 settembre ed è risultato che le IGG sono positive e le IGM negative. Nessun commento da parte del laboratorio di analisi. Lo stesso giorno ho eseguito l'urinocoltura completa, ed è risultato Leucociti 1+ e Sedimento: leucociti 3/5/campo e Cellule: alcune. Che cosa significa? Come è possibile che esami eseguiti 2 mesi e mezzo prima davano risultato negativo e poi l’IGG si sia positivizzato (indicando quindi un'infezione di vecchia data) senza che mai siano state positive le IGM? Cosa significa il risultato delle urine? È in relazione? È possibile che ci sia un'infezione in corso e che la bambina l'abbia contratta? Se sì, quali conseguenze ci sono in questa fase gestazionale? La ringrazio anticipatamente, scusandomi per l'eccesso di ansia, ma mio fratello ha deficit mentali e cognitivi e, pur amandolo moltissimo, ed aspettando con ansia e profonda gioia la mia bimba, comunque sarà, è per me sempre una dura prova fare i conti con tutto questo. 

Elena - Genova

Gentile Sig.ra Elena,
non c'è collegamento fra una possibile infezione da cytomegalovirus e il suo esame delle urine. Per i risultati invece delle IgG è possibile che lei abbia un'immunità a basso titolo e che quindi più test, eseguiti in momenti differenti, possano dare risultati diversi, anche a seconda della sensibilità del metodo utilizzato dal laboratorio. Ripeta ancora una volta il test e verifichi il titolo, cioè quel numerino che appare sul referto. Se è molto basso, può stare tranquilla.

Dr. Salvatore Annona


È sufficiente un pap-test per individuare la presenza di Chlamydia?
(1/10/2002 - 12:56)

È sufficiente un pap-test per individuare la presenza di Chlamydia? Lo chiedo perché nessuno specialista (né l'urologo né i 3 ginecologi a cui mi sono rivolta) mi ha consigliato un tampone specifico, nonostante i disturbi che ho da parecchi mesi (leggero dolore pelvico e pollachiuria), cominciati a seguito di una cistite curata immediatamente. Le numerose urinocolture successive all'iniziale cistite sono risultate negative a parte una (1000 ufc/ml enterococchi e Str. agalactiae), a cui l'urologo non ha dato peso vista la carica batterica poco significativa. I vari ginecologi hanno escluso problemi alla colposcopia, ma il pap test ha evidenziato una lieve infiammazione che ho curato con antibiotici (Mecloderm). Dato che sto cercando una gravidanza, sono terrorizzata all'idea di avere contratto la Chlamydia e di non averla mai curata! 

G. M.

Cara Signora,

la risposta è no. Mentre il suo dubbio che la sintomatologia presentata meriti questo approfondimento è pienamente legittimo.

Prof. Ettore Calzolari

Cattedra di Fisiopatologia della Riproduzione Umana (VI)
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"


Le infiammazioni possono essere un problema per il concepimento del feto?
(26/9/2002 - 9:18)

Ho 28 anni e, posso dire quasi da sempre, soffro di infiammazioni che, negli anni adolescenziali, erano quasi sempre a carico della vagina, mentre negli ultimi anni sono interne. Ho fatto molte visite di controllo ed il ginecologo mi ha diagnosticato un'infiammazione al collo dell'utero, una vaginite, se non sbaglio cronica, e un'infiammazione delle ovaie. Dalle ecografie è anche risultato che, nei giorni antecedenti le mestruazioni, si rileva la formazione di un sacco luteo all'ovaia sx, tale sacco poi scompare subito dopo le mestruazioni. Inoltre, secondo la mia ginecologa, probabilmente l'infiammazione dell'ovaia sx è dovuta al fatto che soffro di colite ed il colon infiammato infiamma anche l'ovaia; ma è possibile? Sotto prescrizione medica ho fatto quasi indigestione di antibiotici e antinfiammatori (zitromax, bassado e ananase sia per me che per il partner) con il risultato che stavo bene per 6/7 mesi poi, solitamente, dopo i rapporti, l'infiammazione tornava e tutt'oggi si manifesta (in particolar modo se ho rapporti frequenti). Ora Le chiedo: sto cercando di avere un figlio, le mie infiammazioni possono essere un problema per il concepimento e per la salute del feto? La ringrazio anticipatamente per le Sue risposte. 

Samantha

Cara Samantha,
dalla sua lettera si direbbe che lei ha tutto infiammato: vagina, utero, tube, ovaie, colon! Mi perdoni, ma io diffido di queste conclusioni a così ampio raggio. Lei deve procedere con ordine, affrontando un problema alla volta. Innanzitutto una visita con paptest e tampone vaginale standard e specifico per clamydia, micoplasma e ureaplasma, nonché un'urinocoltura. Regolarizzi poi l'alvo con un'alimentazione corretta, ricca di fibre e con l'aiuto di fermenti. Una volta avuti i risultati degli esami deve eseguire una terapia mirata, che, in caso di infezione sessualmente trasmessa (e sono le più), deve prevedere una terapia specifica anche per il partner e un'astensione dai rapporti non protetti (senza preservativo) per tutta la durata del trattamento e anche per un'altra decina di giorni. Insomma, deve dare il tempo al suo organismo di guarire, di ripristinare la sua normale flora microbica fisiologica e, diciamo così, di rinforzarsi e riguadagnare quelle difese naturali che, con tutto quello che mi ha raccontato, deve aver un po' perduto. Attenzione poi ai successivi rapporti, in quanto un ulteriore contagio potrebbe colpirla ancora. Le infezioni possono limitare la fertilità, ma questo non è vero sempre. È meglio comunque curare l'eventuale infezione prima della gravidanza. Cordiali saluti. 

Dr. Salvatore Annona


La candida tropicalis può essere causa di sterilità?
(25/9/2002 - 22:46)

Nell'ottobre del 2000, ritornata dal viaggio di nozze a Singapore e Balhi, ho iniziato ad avere disturbi quali prurito vaginale, ecc. ed il ginecologo mi ha diagnosticato la candida tropicalis. Da allora, nonostante antibiotici molto aggressivi e varie schiume detergenti, questi disturbi vanno e vengono. Nel frattempo, desiderando una gravidanza e riprovando da alcuni mesi, questa non ha esito positivo. La domanda è la seguente: la candida tropicalis può essere causa di sterilità da parte mia? Mio marito ha fatto tutti i controlli ed è risultato del tutto a posto. Riuscirò dunque a realizzare questo mio grande sogno? Gli altri esami sono positivi. Debbo ancora ricontrollare il dosaggio ormonale. Grazie per un vostro commento. 

P.B.

Gentile Sig.ra,
la candida, tropicalis o nostrana che sia, non costituisce un problema insormontabile, anche se talvolta può essere complicata da debellare. Infatti, concorrono anche altri fattori, lo stato immunitario, le abitudini di vita, la regolarità dell'alvo, eventuali altre infezioni o malattie concomitanti e le relative terapie, ecc.. Pertanto non si scoraggi, ma, se è trascorso un anno di tentativi, è il caso di esaminare più a fondo il problema fertilità non limitandosi ai semplici dosaggi ormonali. In questo caso occorre necessariamente che sia seguita da uno specialista. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Rosolia: è possibile che anche io abbia contratto il virus?
(20/9/2002 - 22:10)

Gentili dottori,
sono alla 20.ma settimana di gravidanza ed ho appreso solo adesso che ad una mia amica che è a circa 3/4 settimane in meno sono stati riscontrati i valori IgM nel test anti rosolia Positivo. Da esami più approfonditi sembrerebbe che abbia contratto il virus negli ultimi 4 mesi (circa). I miei primi esami effettuati nel mese di luglio avevano i valori IgG 71.4 e IgM Negativo. Nel mese di agosto abbiamo passato un periodo di vacanza insieme e volevo sapere se è possibile che anche io abbia contratto il virus? Il ginecologo mi ha prescritto degli esami per la visita che dovrò effettuare a fine ottobre ma il test anti Rosolia non è nell'elenco. A fronte di questa situazione sarebbe il caso che ripeta l'esame? Potrebbe essere che il virus venga contratto durante la gravidanza e che i valori passino da Negativi a Positivi? L'esito dell'amniocentesi che ho effettuato alla 19.ma settimana è risultato un cariotipo Normale. 

eelle2

Il suo valore di IgG e la negatività delle IgM sta ad indicare che anche lei nel passato ha avuto un contagio con la rosolia. La presenza di immunità pertanto dovrebbe proteggere lei e il nascituro da una nuova infezione. È inutile ripetere il test, perché anche un innalzamento del titolo delle IgG significherebbe solo una sorta di richiamo, come per le vaccinazioni, mentre le IgM dovrebbero rimanere negative in quanto appartengono ad una classe di anticorpi che vengono prodotti solo al momento del primo contagio. L'amniocentesi e il cariotipo del feto non hanno alcuna attinenza con la rosolia. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Toxoplasmosi: è ancora in atto l'infezione?
(11/9/2002 - 21:44)

Gentili dottori,
vi scrivo per un'infezione di toxoplasmosi che sta presentando delle complicazioni. Due anni fa sono rimasta incinta e dalle analisi mi è stata diagnosticata un'infezione di toxoplasmosi appena presa. Mi è stato consigliato da diversi specialisti l'aborto perché il bambino correva evidenti rischi. Al terzo mese l'ho subito. Nel frattempo avevo assunto della spiramicina che ho interrotto con la gravidanza. Da allora non ho fatto altra cura. Dopo un anno i miei valori risultavano i seguenti: 22-08-01: Immunoglobina: IgA 172 (valori normali 70:-400); IgG 1320 (700:-1600)  IgM285(40:-230); IgG 250; IgM 1,0 21-11-01: IgG> 250 (>8 neg.; 8-12 dubbio; >12 pos.); IgM positivo. Oggi sono nuovamente incinta  e i valori risultano ancora alti: 13-03-02: IgA 208 (81-387); IgG 1437 (738-1621); IgM 282 (51-195); Toxo IGG positivo; titolo IGG 250 (pos>2,95; neg<2.00); Toxo IGM positivo; indice IGM 2.676 (pos>0.500; neg<0.500). 18-07-02: Toxo IGG positvo; titolo IGG 65; Toxo IGM positivo; indice IGM 1.625. Che cosa significano questi valori? È ancora in atto l'infezione? Il mio bambino può correre dei rischi? È bene che faccia una terapia antibiotica? Ci sono centri specializzati in Liguria o comunque facilmente raggiungibili a cui potermi rivolgere? Grazie e cordiali saluti 

Chiara

Gentile Sig.ra Chiara,
dai suoi dati si evince che c'è sicuramente stata un'esposizione al toxoplasma con una consistente risposta immunologica da parte del suo organismo. Le consiglierei quindi anche una visita oculistica per escludere localizzazioni agli occhi. Per la gravidanza, in teoria, è pericolosa per il feto solo la primo infezione, mentre successivamente non dovrebbero esserci problemi. Ma questo è vero solo in teoria, tant'è che lei ha elevati titoli di tutte le classi di anticorpi. Lei potrebbe approfondire la diagnosi facendo anche il test di avidità sulle IgG, per cercare di capire da quanto tempo è avvenuto il primo contagio. Ma in ogni caso, teoria e discussioni a parte, è prudente instaurare un'idonea terapia per tutta la gravidanza. Per questo la gravidanza deve essere seguita attentamente. La prognosi per il feto, se fa attentamente la terapia, è buona. Conosco decine di pazienti che hanno avuto splendidi bambini con situazioni analoghe. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Cytomegalovirus: anche con IgG pos. non si è immuni?

(2/9/2002 - 14:34)

Buongiorno,
mi chiamo Magda, ho 29 anni e sono alla 21^ settimana della mia prima gravidanza. Qualche tempo fa, su indicazione della mia ginecologa, ho effettuato il test per il cytomegalovirus ed è risultato un valore di IgG pari a 54 e IgM negativo. La ginecologa mi ha detto che significa che non ormai ho già avuto il virus e che quindi non lo riprenderò in gravidanza, ma da qualche parte ho letto che, al contrario della toxoplasmosi, questo tipo di virus si può riprendere e quindi anche con IgG pos. non si è immuni. È vero? Se sì, quali sono i rischi per il bambino ed esiste qualche precauzione per evitare il contagio? 

Magda

Gentile Sig.ra Magda,
teoricamente la presenza di immunità dovrebbe proteggere lei da un'ulteriore infezione e conseguentemente anche il feto. Tale ragionamento è il cardine delle vaccinazioni. È pur vero che vengono segnalate delle reinfezioni, anche nel caso del toxoplasma e di altre infezioni, non solo del cytomegalovirus, ma si tratta di casi sporadici e complicati da particolari situazioni di immunodeficienza. Trovo quindi eccessiva e troppo selettiva la sua preoccupazione del solo cytomegalovirus. Le precauzioni nei confronti di un qualsiasi contagio sono comunque tassative in gravidanza, proprio perché non c'è solo questo virus. Quindi, evitando contatti ravvicinati con persone febbricitanti e raffreddate, in ambienti affollati e malsani e soprattutto evitando le comunità infantili farà prevenzione non solo del cytomegalovirus ma di molte altre possibili malattie infettive. Le consiglio di consultare la pagina del sito dedicata al cytomegalovirus. Cordiali saluti.

Dr. Salvatore Annona


Toxoplasmosi: falso positivo?
(19/8/2002 - 18:52)

Mia moglie è alla 26.ma settimana di gravidanza (ultima mestruazione 22 febbraio u.s.), ma andiamo per ordine cronologico degli esami per la Toxoplasmosi che abbiamo fatto: Esame del 19.04.02: Toxotest IgG: negativo; Toxotest IgM: negativo. Esame del 31.07.02: 
Toxotest IgG: Pos: 14 IU/ml; Toxotest IgM: Positivo ; Esame del 06.08.02: 1) Il Ginecologo indica l'inizio immediato della Rovamicina (3.000.000 U.I.) da somministrare 3 volte al dì. 2) Esame Ecografia Morgologica: si riscontra lo sviluppo del feto in lieve ritardo ed in leggero sottopeso. Ventricolo Superiore: 11 mm; Ventricolo Inferiore: 10 mm, tutto il resto nella norma. Si consiglia una Ecordiografia fetale. Esame del 07.08.02: si ripetono le analisi relativi alla Toxoplasmosi, precisamente: IgA, IgG, IgM e test Avidity con i seguenti risultati: Toxotest IgA: Positivo, valore: 12 (indice ISAGA); Toxotest IgG: Positivo, valore: 8 (ELFA); Toxotest IgM: Positivo, valore: 2,81 (ELFA); Toxotest IgG Avidity: non dosabile. Esame del 12.08.02: 1) Ci viene consigliato di fare un esame specifico per verificare se si tratti o meno del Toxoplasma Gondii tramite l'esame del Genoma. Si fa il prelievo presso un centro di Roma. 2) Stesso giorno si rifà l'Ecografia Morfologica e l'Ecordiografia Fetale presso un centro Diagnostico di Roma. L'esito dell'Ecog. Morfologica mette in evidenza la dimensione dei ventricoli cerebrali: "entrambi i corni posteriori dei ventricoli cerebrali risultano di dimensione BORDERLINE: DX 12 mm, SN 12,8 mm" Il resto degli organi visionati rientrano comunque nella norma. L'esito ecocardiografico in color Doppler, ha mostrato le 4 camere cardiache e regolare emergenza dei grossi vasi. Le pareti del ventricolo di sn risultano ispessite (parietale 8,6 mm, settale 3,1 mm). Esame del 19.08.02: Esito analisi per la ricerca del Genoma della Toxo: Toxoplasmosi: negativo; Citomegalovirus: negativo. A quanto pare non si tratta di infezione dovuta a Toxoplasma Gondii. Le domande che mi pongo sono: a) Se non è Toxo, che cos'è? Potrebbero derivarne comunque dei danni al feto? b) Normalmente la dilatazione dei ventricoli cerebrali a che cosa può essere attribuita? c) Visto che non è Toxo, cos'altro bisogna fare a livello di altre analisi per cercare di capire meglio? d) La Rovamicina va sospesa? e) L'ispessimento del ventricolo sn del cuore è preoccupante, ci potrebbe essere una relazione con tutto quello su menzionato? Spero tanto che ci possiate aiutare a stare più tranquilli visto i momenti delicati che stiamo vivendo per la nostra prima bimba. Ci risponderete presto vero? 

Complimenti per l'ottimo sito e tante grazie ancora. 

Iaro28

Dagli esami descritti si ricava la sensazione che siate stati seguiti finora correttamente e con scrupolo. Non mi ha precisato quale prelievo è stato effettuato per la ricerca del genoma del toxoplasma, se cioè abbia eseguito una funicolocentesi o un'amniocentesi per la PCR sul feto o se abbia fatto un prelievo di sangue materno. L'assenza del genoma, in qualunque caso, sta comunque a significare che non v'è traccia del toxoplasma; ma se si è rilevata una risposta anticorpale così ben documentata, un contatto di sua moglie con il toxoplasma c'è stato di sicuro. Ma vuoi per la terapia prontamente effettuata, vuoi per le difese naturali, si può solo dire che al momento il toxoplasma non c'è, nella madre in caso di prelievo materno, nel feto nel caso di prelievo fetale. Danni al feto sono purtroppo possibili in caso di contagio con toxoplasma (anche se non lo si rileva più) e quindi è corretto continuare la terapia specifica, anche ricorrendo ad ulteriori farmaci. Nella mia esperienza comunque ho osservato solo pazienti con esito felice della gravidanza, anche con situazioni analoghe alla sua. La dilatazione dei ventricoli cerebrali è borderline e cioè al confine fra la norma e la patologia. Va seguita per rilevare in tempo un'ulteriore dilatazione. Molteplici possono essere le cause, ma se resta così può non esservi alcuna spiegazione. L'ispessimento delle pareti del ventricolo sin è un dato cardiologico che va sottoposto al cardiologo, il quale potrà valutarne l'entità e le possibili ripercussioni emodinamiche. In conclusione... siate ottimisti, gli approfondimenti li avete fatti e non mi sembra che siano stati peggiorativi. Le piccole dilatazioni e gli ispessimenti sono all'ordine del giorno di tutte le nostre osservazioni di routine. Ripeto: sono certo che siate seguiti correttamente. Di più non si può. Con i miei migliori auguri.

Dr. Salvatore Annona


Herpes labiale
(6/7/2002 - 21:03)

Buonasera Professore,
Le vorrei chiedere un suo parere circa i seguenti valori del sangue riscontrati proprio oggi a mia moglie: Ferritina 18.0; Ferro totale 30.7. In aggiunta a questo, le è sorto anche un herpes labialis per il quale chiedevo se eventualmente può essere nocivo in qualche modo al feto. Grazie e complimenti per questo sito e per le risposte degli esperti. 

Sandro e Katarzyna

Gentile signore,
isolati dal contesto dell'emocromo questi dati hanno scarso valore. Una forma semplice di herpes labiale non determina rischi significativi.

Prof. Ettore Calzolari


Io e mio marito siamo risultati positivi all'ureaplasma urealiticum

(5/7/2002 - 23:58)

Egregio dottore,

sono alla 12.ma settimana di gravidanza. Circa un anno fa, sia io che mio marito siamo risultati positivi all'ureaplasma urealiticum. Abbiamo fatto la cura ma mio marito ha fatto l'esame di controllo (dove tutto è risultato negativo), mentre io non ho fatto esami di controllo in quanto il ginecologo non lo ha ritenuto necessario. Ora mi sta venendo il dubbio che possa ancora avere questo batterio e ho paura per la mia gravidanza. Inoltre, vorrei sapere le cause di questa malattia, poiché il mio ginecologo non ha voluto dirmelo. Ora ho cambiato ginecologo, lei pensa che io debba dirgli che in passato ho avuto questo batterio? La ringrazio. 

Paola

Gentile Paola,

la ricerca del microorganismo in parola farà parte degli accertamenti che il ginecologo prescriverà in gravidanza. È naturale che il curante venga informato anche di questo.

Prof. Ettore Calzolari


Ureaplasma causa di danni irreversibili ai fini di un futuro concepimento?

(5/7/2002 - 17:03)

Gentile dottore,
a seguito di un tampone vaginale mi è stata diagnosticata la presenza di ureaplasma urealyticum. La cura prescrittami prevede Azitromicina 500 per 3 gg e localmente l'utilizzo di ovuli e lavanda per 6 gg. Nel corso del mese di maggio ho avuto un aborto spontaneo dopo circa 3-4 settimane di gestazione e il medico ha evidenziato un possibile collegamento fra le due cose. La mia preoccupazione riguarda però la possibilità di aver contratto questa infezione 3-4 anni fa, data la presenza di diversi disturbi caratteristici nel corso di questi anni, e di non aver fatto nulla fino ad adesso. C'è la possibilità che l'ureaplasma abbia causato dei danni irreversibili ai fini di un futuro concepimento, ed eventualmente che esami posso effettuare per valutarlo? Ho 26 anni. La ringrazio anticipatamente 

Adriana

Condivido la cura effettuata, anche se un collegamento con l'aborto non può essere escluso, lo ritengo poco probabile. Non credo che vi possano essere stati danni di rilievo visto che il riscontro del microorganismo è cosa piuttosto frequente e perlopiù senza gravi conseguenze.

Prof. Ettore Calzolari


Una brutta candidosi con sovrapposizione batterica!
(4/7/2002 - 10:21)

Egregio Prof. Calzolari,
ho 28 anni e a febbraio di quest'anno, dopo un pap test seguito ad una visita ginecologica, mi è stata riscontrata una brutta candidosi con sovrapposizione batterica. Oltre a combattere da cinque mesi con ovuli, lavande, pomate etc., sto assumendo per tre giorni al mese quasi ogni mese, da febbraio, insieme a mio marito, due pillole di sporanox al giorno, con richiamo dopo quindici giorni. La situazione per quanto riguarda il prurito e le perdite maleodoranti, è migliorata, ma un tampone fatto quindici giorni fa rivela ancora la presenza della candidosi, che sembra essere resistente a tutto. A questo punto è possibile poter pensare ad una maternità a breve, considerata la mia situazione? È possibile che la cura non sia adeguata alla gravità della mia infezione? Quanto tempo ci vorrà per debellarla? Attendo con ansia una Sua risposta. 

neni

In base alla mia esperienza, temo più l'eccesso che la inadeguatezza delle cure. Il semplice tampone non permette di inquadrare realisticamente il caso se non è accompagnato da una accurata valutazione clinica e microscopica estemporanea. In taluni casi, può essere anche opportuna la ripetizione mensile di una cura ultrabreve per qualche mese, ma questi sono solo deduzioni di indole generale, mentre il caso andrebbe esaminato accuratamente anche in relazione di altri elementi (es. metabolismo glicidico). Pur senza eccedere in timori, è preferibile che il problema venga circoscritto prima di una gravidanza che molto spesso favorisce la candidiasi.

Prof. Ettore Calzolari


Streptococcus agalactiae: qual è la via di contagio e la cura più idonea?
(3/7/2002 - 18:56)

Ho 35 anni e mi è stato riscontrato lo streptococcus agalactiae. Preciso che non sono in stato di gravidanza e vorrei sapere qual è la via di contagio e la cura più idonea. Grazie 

Daniela

Gentile Daniela,

a meno che un esame microscopico o il pap documenti una reazione flogistica della vagina, non è necessaria, a mio giudizio, una cura. Non vi sono specifiche vie di contagio, ma questo può anche provenire dall'intestino. Non ha molta importanza sino ad una eventuale gravidanza, per la quale potrà regolarsi secondo gli orientamenti che abbiamo esposto più volte.

Prof. Ettore Calzolari


Queste infezioni... non ci volevano proprio!
(3/7/2002 - 15:34)

Buongiorno Prof, 
dopo un primo tampone vaginale effettuato il 23/05/2002, con risultato positivo al micoplasma e ureaplasma, ho fatto un trattamento a base di eritrocita 600mg 2/di per 6 gg + 7gg ovuli a base di metronidazolo 1/di + Edenil lavanda 5gg 1/di, ...il 26/06/2002 ho rifatto il tampone con risultato positivo all'ureaplasma... non capisco bene se la micoplasma c'è ancora o no. Cosa devo fare (la mia ginecologa è in vacanza). Sono molto preoccupata perché ho 36 anni, vorrei avere un bambino e queste infezioni... non ci volevano proprio. Mi può chiarire un po' le idee? Grazie! 

Camelia

Gentile Signora,

non mi dice il grado di presenza rilevato, non sempre una cura è necessaria e talvolta, a breve, il microorgasnismo si ripresenta. La terapia è stata comunque ben scelta. Eventualmente può prevedere un nuovo ciclo di cura solo poco prima della prevista gravidanza.

Prof. Ettore Calzolari


Positiva al cytomegalovirus!
(3/7/2002 - 13:16)

Gentile professore,
mi chiamo Monica e mi trovo alla 9 settimana di gravidanza. Prima della gravidanza ero risultata immune a tutti i virus pericolosi in gravidanza, ma dalle analisi fatte recentemente, sono risultata positiva al cytomegalovirus. È vero che dovrò interrompere la gravidanza, che non c'è una cura e che comunque il mio bambino, se decidessi di tenerlo, nascerebbe con gravi malformazioni? Sono alla prima gravidanza tanto aspettata, mi risponda sinceramente. La prego, mi aiuti !!! 

Monica28anni

Gentile Monica,

è difficile dai suoi dati comprendere quale sia il reale stato di cose, anche perché, per arrivare a stabilire se si tratta di un caso veramente a rischio e dare una sentenza attendibile, sono necessari approfondimenti molto seri e appannaggio di centri particolarmente dediti a questo tipo di diagnosi. Sarà bene che si rivolga ad un importante centro universitario di medicina prenatale o infettivologia che le rimanga comodo per vicinanza, ma garantisca elevati standard diagnostici, prima di ogni decisione.

Prof. Ettore Calzolari


Rosolia in gravidanza!

(3/7/2002 - 10:25)

Gentile dottore,
ho scoperto contemporaneamente di essere in gravidanza (5 settimana) e di avere un malattia che sembra essere rosolia. Al prelievo fatto il giorno dopo la comparsa dell'esantema, IGG e IGM risultavano entrambi assenti. Quello che le chiedo è dopo quanto tempo gli anticorpi IGM risultano evidenti nel sangue, quindi quando dovrò ripetere il test, se i risultati sono affidabili, e se lei pensa che il bambino corra gravi rischi. Grazie mille. 

Rosy

Gentile Sig.ra Rosy,
attenda una decina di giorni per ripetere il test, in quanto, se contagio c'è stato, è avvenuto almeno 7 giorni prima della comparsa dell'esantema. In caso di ulteriore negatività ripeta il test ogni 15 giorni fino alla fine del terzo mese. Solo in questo modo potrà essere certa dell'eventuale contagio. È importante che lo faccia, in quanto una rosolia contratta nel primo trimestre provoca in un'alta percentuale dei casi anomalie fetali. Per un maggiore approfondimento può consultare la pagina del sito dedicata alla rosolia. Con i miei migliori auguri che non si tratti di rosolia.

Dr. Salvatore Annona


Ulteriori accertamenti
(2/7/2002 - 14:01)

Gentile professore,

la ringrazio per la risposta precedente e le spiego perché da quel medico non ebbi una diagnosi precisa in base al bruciore nell'urinare e la spossatezza. Infatti, finita la visita mi spiegò che si trattava di un’infezione venerea ma che era troppo presto per capire quale, e così mi diede l'augmentin. Intanto dal tampone vaginale risultava: sviluppo di assenza di flora microbica patogena-antimicotico: sensibilità, poi ho fatto l'ecografia pelvica dove risulta: assenza di masse di significato patologico in sede para e perirenale-reni in sede, con rati spots da microcalcoli non segni di urostasi-vescica normodistesa a pareti reoglari-utero in involuzione senile, ecostruttura conservata-endometrio non ispessito-ovaie nella norma-douglas libero, gli esami del sangue risultano per il momento sempre negativi eccetto fta-abs- igg che ha quella crocetta di positività e ogni mese li continuo a fare. Allora io non mi spiego la cosa, mi sono ammalata di una malattia venerea ma non mi viene data una diagnosi precisa e ho paura che quell’antibiotico abbia mascherato i test fatti da marzo in poi, è possibile questo? Se quella malattia era in incubazione ho probabilità che sia stata sconfitta dall'inizio? I test tpha-vdrl- fta-abs igg sono negativi eccetto fta-abs igg che risulta - presenti con una crocetta, se non fosse per quel dolore all'inguine che mi dà fastidio che è comparso subito dopo un mese dalla visita, sarei certamente meno preoccupata e vorrei capire dove indirizzarmi e a chi rivolgermi, dal momento che mi sono rivolta a medici dermatologi e nient'altro. La ringrazio per la risposta e le porgo i miei cordiali saluti 

Loredana

Gentile Loredana,

lei mi scrive: “finita la visita mi spiegò che si trattava di un infezione venerea ma che era troppo presto per capire quale”. Questa risposta mi lascia un po' perplesso, penso che dovrebbe rivolgersi ad una struttura dermatologica di alto livello che sarà in grado di fugare i suoi timori. 
”rati spots da microcalcoli”. Non trascurerei questo aspetto tra le cause dei suoi dolori.
”Ho paura che quell’antibiotico abbia mascherato i test fatti da marzo in poi…”.
L'evenienza è possibile ma improbabile, ulteriori accertamenti in una sede del livello detto sopra potranno chiarire anche questo aspetto.

Prof. Ettore Calzolari


Infiammazione
(1/7/2002 - 7:27)

Gentile Dottore,
facendo un pap test di controllo mi è stata riscontrata una infiammazione da curare (non è specificata quale). Siccome stavo già curando la candida col Diflucan, può essere questa infezione che è stata evidenziata con l'esame? Per questa infiammazione la ginecologa mi ha prescritto lavanda sterilene per 5 gg ed ovuli mecloderm per 6 gg, ma mi ha anche detto che se c'era ancora candida, il pap test avrebbe dovuto evidenziarla, quindi si tratterà di qualcos'altro. Mi chiedo allora se ci fosse stata una infezione da clamidia o altro, sarebbe stata segnalata sul risultato?! 

S.S.

Gentile Signora,

non darei troppo valore ai rilievi fatti dal pap test mentre era in atto anche se in cura una infezione da candida. Consiglio di ripeterlo una volta dominata la candidosi.

Prof. Ettore Calzolari


Bruciore nell'urinare e spossatezza
(30/6/2002 - 17:41)

Gentile professore,

da marzo di quest'anno ho perso la mia serenità. Tutto è cominciato da una visita a cui mi sono sottoposta in quanto sentivo un bruciore nell'urinare e spossatezza, ho fatto anche il tampone
vaginale e non risultava niente, alla visita accusavo un dolore all'inguine sinistro e la cura è stata a base di penicillina: augmentin 1 g per 6 giorni, ma l'ultima compressa non l'ho presa perché il farmaco mi dava problemi di gonfiore alle mani e prurito. Dopo ho fatto anche questi test: tpha –vdrl – fta - abs igg totali – fta - abs igm dove sono risultati tutti negativi eccetto abs-igg che risultava: presenti con una crocetta, mi hanno detto di ripetere quell'esame e non è cambiato l'esito che era uguale al precedente. Intanto dopo la cura locale ero guarita o sembrava così ma poi ho incominciato ad accusare un dolore appena un po’ più su sempre all'inguine sinistro che si irradiava alla schiena e alla gamba sinistra e poi un gonfiore alla pancia che si calma solo se sono distesa, sono passati 4 mesi e quel dolore non si è più tolto, si è attenuato solo alla schiena e alla gamba ma rimane sempre lì, fastidioso se mi siedo mi devo alzare e ogni tanto ho dei fastidi al basso ventre dolorini vari. Ora vorrei capire, non avendo avuto una diagnosi precisa alla visita fatta, e io continuo a stare male oltre ad essere molto preoccupata. Vorrei sapere da lei se quella cura ha potuto sconfiggere una malattia infettiva in corso e se la quantità della penicillina era sufficiente a farlo, e se l'antibiotico abbia potuto mascherare un’eventuale malattia nei test che ho fatto e quel positivo nel abs-igg cosa vuol dire? La ringrazio per la risposta. 

Loredana

Gentile Signorina,

come ben comprende è impossibile dare una risposta per corrispondenza in un caso complesso come il suo. Quello che posso dire è che non mi è chiaro il perché sia stata iniziata una cura antibiotica, con un farmaco sicuramente ottimo, a quanto sembrerebbe senza una precisa diagnosi. Spero inoltre che siano state indagate adeguatamente le vie urinarie e che almeno sia stata eseguita una ecografia pelvica.

Prof. Ettore Calzolari


Quali esami eseguire per escludere la presenza di infezioni?
(30/6/2002 - 9:50)

Gentile prof. Calzolari,
vorrei sapere, nel dettaglio, quali sono gli esami che è consigliabile eseguire nel corso di una gravidanza fisiologica per escludere l'eventuale presenza di infezioni. Io sono alla 25.ma settimana e fino ad ora ho effettuato soltanto gli esami completi delle urine (con cadenza mensile) e al principio di gravidanza lo screening per le malattie infettive e veneree, dove sono risultata immune a tutto, tranne che alla toxoplasmosi e all'Herpes genitale. Il medico che mi segue non effettua, se non sollecitato, il tampone vaginale: è sufficiente che io richieda soltanto questo o ci sono altri esami specifici ed approfonditi a cui potrei sottopormi? I miei dubbi sorgono anche dal fatto che da alcune settimane le normali secrezioni vaginali sono divenute giallastre: il medico le ha descritte di color banana e normali: è stato troppo superficiale? La ringrazio con anticipo e le porgo i miei saluti 

Silvia

Gentile Silvia,

è nostra consuetudine eseguire almeno un esame a fresco, la ricerca dello streptococco beta (irrinunciabile), ureaplasmi e micoplasmi, chlamydia. Saluti

Prof. Ettore Calzolari


Numerosi leucociti e batteri…
(29/6/2002 - 16:15)

Sono alla 29° settimana di gravidanza ed ho eseguito gli esami di routine. Nell'esito degli esami delle urine, nei sedimenti risultano numerosi leucociti e batteri. Cosa significa? Nell'esame dell'urinocoltura risultato assenza di flora microbica patogena. In attesa di una sua risposta, la ringrazio gentilmente. 

P.miss

Gentile Signora,

bisognerebbe essere innanzitutto certi che le urine siano state raccolte nel modo più accorto e senza inquinamenti del muco vaginale. Essendo risultati assenti i patogeni, dovrebbe essere sufficiente bere abbondantemente e ripetere l’esame dopo un mese.

Prof. Ettore Calzolari


Eliminare quei fattori che possano confondere i sintomi

(27/6/2002 - 00:50)

Buona sera.

Grazie per la risposta. Non credo che sia la spirale multiload a darmi disturbi. In passato tra la 1° e 2° gravidanza ho utilizzato la stessa CU375, ma in 4anni ho avuto ne disturbi, ne dolori; pensavo che avendo già eseguito diverse ecografie e tamponi vaginali che non hanno evidenziato nulla,  tranne che l’enterecocco SPP, forse era il caso de farmi un esame nelle urine, forse pensavo io che il dolore all’altezza del pube, alla penetrazione completa e quando tocco la pancia erano causati da qualche infezione della vescica, per questo ho chiesto un consiglio vostro, pensavo che mi avreste consigliato una urinocoltura completa o qualche altro esame e non di togliermi la spirale, in quanto non è ancora certo che sia lei a darmi questi fastidi descritti. Scusatemi se non mi sono espressa bene, ho difficoltà con la lingua italiana. Saluti 

N.R.B

Cara Signora,

quello che lei dice è possibile, ma di fronte ad un quadro non chiaro, la prima cosa da fare è eliminare quei fattori che possano confondere i sintomi, soprattutto se persistenti.

Prof. Ettore Calzolari


Intervento di laser-vaporizzazione

(27/6/2002 - 12:32)

Gentile Prof. Calzolari,
grazie per la sua immediata risposta per quanto riguarda il mio problema legato al papilloma virus. Vorrei chiedere: 1) quali sono i microrganismi associati al CIN1 che menziona nella sua risposta precisando che possono compromettere la gravidanza che stiamo cercando e 2) l'intervento di laser-vaporizzazione a cui dovrei essere sottoposta per eliminare il CIN1 è doloroso? La ringrazio saluti 

Betty

Gentile Signora,
i microrganismi associati al CIN1 che possono compromettere la gravidanza sono chlamydia trachomatis, ureaplasmi, micoplasmi, neisseria, e l'intervento di laser-vaporizzazione a cui dovrà essere sottoposta per eliminare il CIN1, in mano sperimentate, non è eccessivamente fastidioso.

Prof. Ettore Calzolari


     

 

Clicca qui per inviare la tua domanda