24/10/2014
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Uso la spirale multiload e da un po' di tempo ho numerosi fastidi

(26/6/2002 - 00:08)

Buona sera,

ho 28anni, uso la spirale multiload da 8mesi circa; da un po' di tempo ho numerosi fastidi che per saperne la causa mi sono sottoposta a diversi tipi di analisi: tampone vaginale ricerca trichomonas: negativo, ricerca miceti: negativo, colturale: positivo enterococco spp. numerose colonie, tampone vaginale ricerca clhlamydia trachomatis (mediante ibridazione estrazione di dna): negativo, ecografia vaginale ha riscontrato una piccola ciste ove il ginecologo ha detto che possibilmente era un follicolo non aperto (ero in prossimità de avere il ciclo). La cura prescritta era: chemicetina ovuli (3) poi alla fine (6) ovuli di bactocin. Io ho finito questa cura, ma ho perdite striate de sangue dal 2° giorno del farmaco e in più ho dolori quando tocco all’altezza del pube, oltre che dolori alla penetrazione sessuale completa e in più pesantezza nella pancia, come se non facesse pipì abbastanza, mi dà l’impressione che la vescica è troppo piena, eppure faccio di continuo la pipì. Adesso chiedo se ci è sfuggito qualcosa? Forse la cura non era adatta? Lei può consigliarmi qualche analisi da fare? Pensa ci sia dell'altro? Cosa? La ringrazio. 

N.R.B.

Cara Signora,

come ben comprende, non è semplice esprimere un’opinione così a distanza, ma posso dire che accertamenti e cura mi sembrano adeguati e condivisibili. A questo punto posso solo esprimere il mio punto di vista in circostanze analoghe alla sua. L'uso del dispositivo intrauterino deve servire a migliorare la qualità della vita, in particolare la sfera sessuale. Qualora insorgano seri dubbi che possa essere all'origine di disturbi non chiari, è sicuramente preferibile rimuoverla e valutare nuovamente la sua situazione dopo un po’ di tempo.  

Prof. Ettore Calzolari


Il mio fidanzato risulta positivo all'ureaplasma urealiticum

(25/6/2002 - 19:07)

Gentile dottore,

vorrei sapere cosa è l'ureaplasma. Da un'analisi fatta al mio fidanzato, una sorta di tampone retroprostale (dovrebbe essere questa l'analisi) risulta positivo all'ureaplasma urealiticum. Grazie 

Grazia

Gentile Grazia,

si tratta di un germe che di frequente si trova nel basso tratto riproduttivo. Non raramente può dare luogo ad inconvenienti, ma prontamente diagnosticato e curato, non desta eccessive preoccupazioni. Non sarebbe male che anche lei  sia sottoposta ad un controllo del genere per valutare l'opportunità di una cura.

Prof. Ettore Calzolari


Papilloma virus e concepimento

(23/6/2002 - 18:12)

Gentile prof. Calzolari,
ho 28 anni e da circa 3/4 mesi io e il mio ragazzo stiamo cercando di avere un bambino. La mia domanda riguarda il fatto che l'anno scorso mi è stato riscontrato un CIN1, conseguenza di un'infezione da papilloma virus. È possibile che questa condizione di CIN1 ancora stabile a distanza di 1 anno comprometta il concepimento? La ringrazio anticipatamente 

Betty

Cara Betty,
non ritengo che il problema da lei prospettato possa influenzare in modo sostanziale il concepimento. Tenga presente che altri microrganismi che spesso si associano all'HPV possono invece farlo. Spero che siano stati indagati. Sempre a mio giudizio, sarebbe preferibile che il concepimento venisse programmato una volta che anche il problema CIN sia rientrato. Auguri.

Prof. Ettore Calzolari


Somministrazione di ampicillina per lo Streptococcus Agalactiae

(23/6/2002 - 9:57)

Gentile Professore,
a mia moglie, in attesa alla 19a settimana, è stata diagnosticata la presenza di Streptococcus agalactiae (Microrganismo #1 m.2.700 URC), su un prelievo compiuto alla 17a settimana. Premesso che già da circa due anni mia moglie si è sottoposta ad una serie di cure per cercare di debellarlo, e che abbiamo attentamente letto tutte le risposte che lei ha già dato, vorremmo chiederle se è giusto intervenire a questo punto della gravidanza con la somministrazione di ampicillina (Amplital da gr.1) così come consigliato dal nostro medico ogni 12 ore per 6-7 giorni e se tale somministrazione può arrecare danno al feto. Cordiali Saluti 

Raffaele

Gentile Raffaele,

non ritengo che la somministrazione del farmaco in gravidanza sia dannosa. Per il resto rimangono validi i punti di vista già ripetutamente espressi in passato e anche i consigli contenuti nel sito. Auguri.

Prof. Ettore Calzolari


            Presenza dell'enterococcus faecalis
(21/6/2002 - 6:45)

Tappeto di batteri nell'esame delle urine alla 39° settimana di gravidanza. In seguito all'urinocoltura si riscontra la presenza dell'enterococcus faecalis. È pericoloso per il bambino? È opportuno o meno prendere un antibiotico? Grazie di cuore per la vostra preziosa disponibilità e questo utilissimo e veloce servizio. 

Elena

Gentile Elena,
non mi dice quale concentrazione di germi è stata trovata se elevata merita una cura. Non mi dice quale antibiotico è risultato attivo, alcuni possono essere tranquillamente usati. Il pericolo è modesto, ma anche per la salute materna il problema deve essere definito e trattato di conseguenza.

Prof. Ettore Calzolari


Positiva per Streptococco beta emolitico Gr. A

(20/6/2002 - 18:26)

Gentile dottore,
l'esito del tampone vaginale effettuato alla 37a settimana di gravidanza - ora sono alla 38a sett.-  è risultato positivo per Streptococco beta emolitico Gr. A. Il ginecologo mi ha prescritto 3 cp di Augmentin al dì per 5 gg. È efficace questa cura? Il farmaco può far male al bambino? Quali sono  i rischi  per il bambino in caso di trasmissione durante il parto? 

Miriam

Gentile Signora,

la somministrazione del pur valido farmaco che le è stato prescritto ora non esime , secondo le fonti più accreditate, dalla necessità di somministrare antibiotico durante il parto. Nel sito potrà trovare il foglio di suggerimenti che diamo alle gestanti su questo tema. Avverta dunque i sanitari al momento del ricovero e si assicuri che anche i neonatologi ne siano a conoscenza. Così facendo i rischi sono praticamente nulli. Auguri.

Prof. Ettore Calzolari


Tampone negativo e secrezione vaginale giallognola

(19/6/2002 - 21:56)

Buonasera, egregio dottore,
vorrei porle un  quesito. Poiché non riesco a rimanere incinta, la mia ginecologa, tra gli altri esami, mi ha fatto fare un tampone vaginale: è risultato completamente negativo. Vorrei chiederle questo: se il tampone è completamente negativo, perché a volte mi compare una scarsa secrezione vaginale giallognola, con una quasi totale assenza di muco cervicale durante l'ovulazione? Premetto che non ho bruciori, prurito o altro, ma che fino a prima del matrimonio ho sempre avuto un muco cervicale abbondante, trasparente e filamentoso come chiaro d'uovo. La ringrazio in anticipo. Cordiali saluti. 

Maria Grazia

Gentile Maria Grazia,
visto che mi parla di un generico tampone vaginale e di aver notato dei cambiamenti nell'osservare il suo muco cervicale, una prima ipotesi che posso fare è che non sia stata eseguita la ricerca dei microorganismi che vanno prelevati all'interno del canale cervicale come chlamydia, ureaplasmi ecc. In questo caso converrà una ricerca più mirata in una struttura dove i prelievi vengano eseguiti da uno specialista ginecologo, che valuterà contestualmente gli altri elementi clinici. Auguri

Prof. Ettore Calzolari


Zitromax in gravidanza

(17/6/2002 - 23:53)

Sono alla 18 settimana e sono affetta da infezione da ureaplasma urealitycum e da gardnerella vaginalis. La ginecologa mi ha prescritto lo zitromax 500 ma leggendo il foglietto illustrativo, ho rilevato particolari problematiche nell'uso di questo farmaco in gravidanza. È così pericoloso? Esiste una terapia alternativa? 

L.Z.

Non si può negare che non tutti considerino ormai acquisito l'uso di questo farmaco in gravidanza anche se, probabilmente, non presenti caratteristiche particolarmente temibili. Volendo ricorrere ad una terapia alternativa solamente locale, può essere usata clindamicina sotto forma di crema vaginale per 8 sere, da ripetere dopo 4 settimane. Sulla reale pericolosità di questi microbi in gravidanza, ancora si discute ma attualmente sembra prudente trattarli adeguatamente.

Prof. Ettore Calzolari


Tampone vaginale

(17/6/2002 - 9:43)

Gentile Dottore,

ho eseguito l'esame del tampone vaginale (sono alla 36° settimana), il cui risultato è numerosi lattobacilli (secrezione vaginale) flora batterica di norma residente (esame colturale vaginale) e, per finire, la flora lattobacillare rappresenta il 90% della flora totale. Devo fare una cura specifica, è qualcosa della quale devo preoccuparmi? La ringrazio infinitamente. 

R.

Può stare tranquilla. Si tratta dei microbi abituali ospiti che difendono il basso tratto riproduttivo dalle infezioni e che non debbono in alcun modo essere aggrediti con cure improprie.

Prof. Ettore Calzolari


Complicazioni alla ferita episiotomica
(16/6/2002 - 12:42)

Sono una donna di 27 anni, ho partorito 1 anno fa con complicazioni alla ferita episiotomica che si è infettata. Sono stata curata con molti antibiotici e tante lavande ma da allora vengo costantemente aggredita da enterococco e pseudomonas. Inoltre accuso un senso si lacerazione alla parete sx della vagina.Vari esami ginecologici non hanno evidenziato nulla. È stata inoltre valutata la presenza di una fistola retto-vaginale ma, sia 2 clismi opachi che 2 insufflazioni con blu di metilene non hanno evidenziato. Inoltre ho eseguito una rettoscopia che non ha evidenziato nulla di anomalo se non emorroidi interne...mi è stato diagnosticato un caso di colon irritabile con conseguente passaggio di batteri in sede vaginale. È accaduto però che dopo due sedute di idrocolonterapia ho notato una striatura di sangue fuoriuscire dalla vagina, così mi sono allarmata...ma di fistole neanche l'ombra....vorrei un suo parere. Ringrazio vivamente. 

Simona (Rm)

Gentile Signora,

non vorrei deluderla ma comprende bene come in un caso così complesso non è possibile esprimere un compiuto parere a distanza. Quello che posso dire è che si ha l'impressione che lei sia stata studiata in modo appropriato. Purtroppo accade non raramente che le ferite conseguenti al parto mantengano postumi dolorosi senza che vi sia agli esami nulla di particolare da rilevare. Visto il breve tempo trascorso, vi è speranza di un miglioramento spontaneo. Non mi accanirei sui microbi ospiti della vagina se non vi sono prove di uno stato infiammatorio in atto (da valutare con esame a fresco).

Prof. Ettore Calzolari


Contaminazione in fase di prelievo delle urine?
(13/6/2002 - 11:13)

Desidero porvi un quesito. Mia moglie è alla 18 settimana di gravidanza. Sinora nulla di negativo compreso l'esito dell'amniocentesi. Dai recenti risultati dell'urinocoltura risultano presenti un numero minore di 10.000 unità di enterococco fecalis ed escherichia coli. È necessaria una terapia o ritenete che ci sia stata una contaminazione in fase di prelievo delle urine? Grazie 

Claudio 

Gentile Claudio,

di fronte ad un reperto del genere il nostro atteggiamento si limita al suggerimento di assicurare una buona diuresi, bevendo abbondantemente e curando anche il buon funzionamento dell'intestino. Può essere prudente ripetere l'esame dopo un mese. Le allego i nostri consigli per evitare di raccogliere urine contaminate.

Prof. Ettore Calzolari


Ho un bruciore continuo che mi accompagna durante tutta la giornata…
(12/6/2002 - 15:28) 

Gentile professore,
spero lei possa aiutarmi in qualche modo... Ho 23 anni, nel settembre del 2000 ho cominciato a prendere la pillola (Fedra) a scopo puramente anticoncezionale. Da subito ho accusato bruciore e prurito. Questo "fastidio" mi accompagnava in ogni momento della giornata e si intensificava durante i rapporti sessuali, rendendoli spesso anche dolorosi. Prima di quel momento non avevo mai avuto questo tipo di disturbi, pur avendo già rapporti da qualche anno; per questo non ho dato molto peso alla cosa pensando fosse di passaggio. Ma mi sbagliavo… Ho fatto il primo tampone vaginale nel febbraio 2001, è risultata positiva la ricerca dell'Ureaplasma Urealiticum, ma considerando cha la carica non era, a detta della mia ginecologa, molto alta (10.000UCC), si è deciso di non intervenire con farmaci. Ma visto che i miei disturbi perseveravano ho cominciato una cura antibiotica con il Bassado il 12 aprile 2001 (10 gg). Nel tampone successivo (30 aprile) l'ureaplasma era negativo, ma la ricerca della Clamydia Trachomatis positiva. Il 6 maggio 2001 ho preso due compresse di Zitromax in un'unica assunzione. Nel tampone del 4 giugno 2001, sia clamidia che ureaplasma risultavano negativi, nonostante io continuassi ad avvertire i soliti disturbi. Per togliermi ogni dubbio di possibili legami tra pillola e questi disturbi, ho smesso di prenderla nel giugno 2001. Il tampone del 13 luglio 2001 rivelò ancora positiva la ricerca dell'Ureaplasma, in sede sia cervicale che uretrale, questa volta con carica a 100.000 UCC, e in più la Candida, probabilmente dovuta alle cure antibiotiche precedenti. Ho curato la candida con il Diflucan e altri rimedi omeopatici, e seppur dopo mesi sono riuscita a debellarla (almeno al momento). Ma anche una volta debellata la candidosi i miei disturbi non mi avevano lasciato. Ho fatto l'ennesimo tampone il 5 febbraio 2002, ancora una volta l'ureaplasma Urealiticum è risultato positivo, sia in sede cervicale che uretrale con una carica batterica a 100.000 UCC. Il 23 febbraio 2002 ho cominciato una cura di 20 gg con l'Oflocin 300, ma, nonostante questo, il tampone del 20 maggio 2002 dava ancora positiva la ricerca dell'ureaplasma urealiticum, sia cervicale che uretrale, con la stessa carica batterica precedente alla cura antibiotica. L'antibiogramma sull'ureaplasma indica come sensibili Doxaciclina, Roxitromacina, Ofloxacina. Ho tentato tutte e tre le cure, ma senza risultati! Più altre cure omeopatiche ma ogni sforzo è stato vano. Oggi mi ritrovo, dopo quasi due anni, ancora con gli stessi disturbi: un bruciore continuo che mi accompagna durante tutta la giornata per intensificarsi con la minzione e durante i rapporti, rendendoli spesso impossibili per il dolore. I medici che mi seguono non sanno più cosa dirmi ma io sono disperata, questa cosa mi sta condizionando la vita! Inoltre mi piacerebbe avere presto un bambino, ma ho letto che le infezioni da ureaplasma possono dare sia problemi di fertilità che durante la gravidanza. È davvero così? Devo preoccuparmi? Un'ultima cosa... c'è qualche legame tra ureaplasma e dolori articolari, soprattutto alle ginocchia? Confido in lei, nella sua gentilezza e professionalità. Aspetto con ansia una sua risposta. Grazie di tutto. 

Laura

Gentile Laura,
dubito che i suoi disturbi potessero derivare da ureaplasmi e chlamydia, anche se la cura di quest'ultima era tassativamente indicata, ne è detto che fossero legati alla presenza di microorganismi patogeni e non ad altre cause. Per certo, dopo un periodo di stasi nelle cure e nei rapporti, sarebbe necessaria una rivalutazione che parta da zero, sopratutto per evitare cure inutili o eccessive. Uno specialista che parta da una accurata anamnesi, esegua un esame microscopico a fresco e i prelievi mirati per gli opportuni esami colturali, completando il tutto con una osservazione colposcopica, che potrà almeno escludere buona parte delle cause responsabili del suo disagio. A quel punto dovranno essere prese in considerazione altre opzioni di diversa natura. 

Prof. Ettore Calzolari


Uretro-cervicite causata da Mycoplasma Urealyticum
(11/6/2002 - 22:40)

Gentile dottore,
da tempo cerco di avere una gravidanza. Ho 36 anni. Circa sette anni fa mi è stata riscontrata uretro-cervicite causata da Mycoplasma Urealyticum. Dopo assunzione di svariati antibiotici, solo con le tetracicline sono riuscita a negativizzarmi (compreso mio marito). Ora, dopo anni di tentativi, è stata riscontrata oligoastenospermia a mio marito e nuovamente positività mia al Mycoplasma Urelyticum. Terapia in atto: doxiclina 100 per 2/levofloxacina 500, il tutto per 21 giorni. Domande: terapia corretta? Tempo? Si riesce a debellare? L'eventuale negativizzazione è reale? Danni irreversibili? Grazie 

a.c.

Pur senza annettere soverchia importanza al reperto, il trattamento era opportuno e doveroso. Se il problema centrale è il desiderio di prole, considerata l'età e i tempi spesso lunghi per una diagnosi e per i trattamenti, converrà forse rivolgersi sin d'ora ad un centro specializzato che possa disporre di tutte le risorse diagnostiche e terapeutiche che questi casi possono richiedere.

Prof. Ettore Calzolari


Perdite bianche
(6/6/2002 - 20:16)

Gentile dottore, 
ho 16 anni e da quando ho avuto le mestruazioni per la prima volta (a 10 anni) ho sempre notato delle perdite bianche, tutti i giorni e non solo prima del ciclo mestruale. Recentemente mi è capitato di leggere un articolo che trattava il discorso riguardante queste perdite e ho letto che se si verificano tutti i giorni si tratta di un'infezione. È possibile? Non ho nessun tipo di bruciore, arrossamento o prurito. È normale la mia situazione? Cosa dovrei fare? Non ho mai fatto una visita ginecologica e non saprei come dirlo a mia madre se avessi un'infezione...mi aiuti per favore... Grazie, 

Valentina

Gentile signorina,
probabilmente non vi è nulla di grave ma se vuole averne la certezza sarebbe necessario un esame microscopico di queste perdite. Questo esame può essere fatto sempre, anche alle bambine molto piccole, quindi è sufficiente che si rivolga ad una struttura qualificata e potrà essere più tranquilla.

Prof. Ettore Calzolari


A mio marito hanno diagnosticato la chlamydia trachomatis

(4/6/2002 – 14:01)

Io e mio marito abbiamo iniziato tutta una serie di analisi a causa della nostra sterilità di coppia. Entrambi ci siamo sottoposti agli esami per controllare eventuali infezioni. A mio marito hanno diagnosticato la chlamydia trachomatis, mentre dalle mie analisi risulta che non ho nulla, è tutto negativo. È possibile che nonostante rapporti non protetti da oltre quattro anni, io non abbia potuto contrarre la chlamydia? È possibile che abbia degli anticorpi? È possibile contrarre tale batterio anche per vie non sessuali? Grazie 

Antonella

Quello che lei dice è senz'altro possibile, ma non sempre l'esame può essere assolutamente preciso e in ogni caso la cura deve essere fatta da entrambi i coniugi, anche se un esame è negativo. Un contagio diverso non può mai essere escluso.

Prof. Ettore Calzolari


Chlamydia trachomatis e CMV

(4/6/2002 – 11:12)

HO 32 anni, ho avuto un aborto interno il 15/04/02, e dopo un mese il ginecologo mi ha fatto fare l'esame per la chlamydia trachomatis. I risultati sono i seguenti: Chl T. IgG 1/64; Chl T. IgA negativo. Inoltre nelle analisi ho anche questi valori: CMV EIA IgG  2.66; EIA IgM 9. Cosa devo pensare? Grazie 

Letizia

Non attribuiamo molto valore nella pratica  agli anticorpi per la chlamidia ma sarà bene controllarne la presenza in sede cervicale e nel coniuge. Per quello che riguarda il CMV lo ricontrollerà poco prima della gravidanza e nel corso della stessa.

Prof. Ettore Calzolari


Da un po' di tempo ho delle perdite di colore scuro

(4/6/2002 – 10:19)

Gentile Professore,

sono una ragazza di 26 anni da un po' di tempo ho delle perdite di colore scuro. Sono andata da una ginecologa che mi ha fatto lo striscio e mi ha diagnosticato una micosi. Per curarla mi ha prescritto Sporanox che dovevo prendere per 3 giorni 2 volte al giorno e poi Daktarin 400 mg capsule vaginali con delle lavande, sempre Daktarin più una spuma per l'igiene intima. Facendomi la visita mi ha detto che avevo l'ovaio destro più grande, quindi mi hanno fatto un'ecografia pelvica dove è risultato quello destro 28mm x 26mm, quello sin. 30mm x 16mm con delle formazioni "transoniche". Il fatto è che poi mi ha prescritto lutenyl, non capisco perché? Grazie mille 

Monica

Gentile Monica,

Ritengo che il suo curante abbia individuato una carenza di progesterone nella seconda fase del ciclo, nel qual caso la cura dovrebbe essere indicata.

Prof. Ettore Calzolari


Urinocoltura negativa e clamidia

(3/6/2002 – 19:18)

Gentile Professore,
un'urinocoltura negativa può escludere la presenza di clamidia, essendo quest'ultima un batterio? La prego, risponda a questa mail, grazie in anticipo della cortesia, saluti. 

Tizianamail

Gentile Signora,

Un esame del genere non può escludere la clamidia ma può contribuire ad evidenziarla, se si usano particolari metodiche di analisi. In questo caso ha valore come screening di massa e dà buone speranze di diffondere questo accertamento nei giovani maschi, dove il prelievo è meno accetto. 

Prof. Ettore Calzolari  


     

 

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