Aborto al 5° mese di gravidanza

Ho 37 anni ed ho vissuto benissimo i primi 4 mesi di gravidanza, nessuna complicazione, poca nausea e analisi perfette. La prima ecografia fatta verso i 2 mesi ha confermato che il feto era in perfette condizioni. Verso i 4 mesi ho effettuato l'amniocentesi, sono stata a riposo assoluto 1 settimana prendendo le compresse di vasosuprina retard. Dopo 10 giorni dall'amniocentesi ho un'emorragia e all'ospedale mi hanno diagnosticato una rottura di una membrana. Il bambino stava bene, mi hanno trattato con vasosuprina per 5 giorni, le perdite erano scarse e mi hanno dimesso dicendomi di stare per 10 giorni a riposo. Così ho fatto, ma dopo 9 giorni ho accusato dolori al basso ventre ad intervalli regolari, e sono corsa all'ospedale. Mi hanno confermato che erano contrazioni uterine e mi hanno ricoverato facendomi delle flebo con un antispasmo (in data 28-03-03). Il giorno successivo mi sono aumentate le contrazioni e mi hanno somministrato sempre con la flebo, la vasosuprina. Le contrazioni si sono fatte sempre più frequenti e dolorose e domenica 30-03-03 ho avuto la rottura delle membrane e ho partorito/abortito il bimbo. Ora mi domando, e non mi da pace, se abbiano fatto tutto il possibile o se abbiano sottovalutato la gravità della cosa. La rottura della membrana può essere stata causata dall'amniocentesi? Alla prima minaccia d'aborto mi è stato detto solamente di stare 10 giorni a riposo, era l'unica cura? Sono disperata aiutatemi a capire cosa sia successo. Grazie

Gentile signora Patri,
l’esito negativo della sua gravidanza è dovuta ad una delle complicazioni, che possono manifestarsi dopo l’amniocentesi. Si tratta di un rischio, d’altra parte, di cui lei avrebbe dovuto essere, preventivamente, informata. In ogni modo, è anche per tale ragione che l’amniocentesi deve essere supportata da valide indicazioni, che, certamente non mancavano nel suo caso. Auguri.