Anonimo

chiede:

Salve,
prima di tutto vi ringrazio per le risposte inviatemi qualche tempo fa. Sento il desiderio di spiegarvi più dettagliatamente la mia situazione per poter avere dei consigli. Sono una mamma di 43 anni. A 4O anni, per l’esattezza 26 mesi fa, ho avuto una bimba dalla mia seconda gravidanza. La prima, nel 1998, si concluse quasi subito con un aborto spontaneo. Avere la bimba è stato semplice: 3 o 4 mesi di “grandi manovre” (come anche per la prima gravidanza), disturbi accettabili, amniocentesi, altri controlli di routine fino a quando a 36 settimane di gestazione è nata la mia bambina, piccolina (2, 100 kg) ma sana e vivace. Un anno fa circa io e mio marito abbiamo iniziato a cercare il secondo figlio senza risultati. Nel corso di questo anno, esattamente 5 mesi fa, ho scoperto per caso (tramite ecografia addominale) che un follicolo non era scoppiato e si era formata una cisti funzionale; tra l’altro il mese prima le mie mestruazioni, sempre molto regolari, non si erano presentate. Ho avuto, in questo mese in cui è stata diagnostica la cisti alcuni disturbi: emotività un po’ alterata, sensazione di temperatura elevata (che poi non veniva riscontrata sul termometro), caldo alla testa. Successivamente la cisti è scomparsa (già il mese dopo), i disturbi sono spariti, l’ovulazione (come rivelato dai controlli ecografici, dalla presenza di muco filante e trasparente, dalla temperatura basale e dagli stick) avviene ed il mio ciclo è ricomparso secondo queste scadenze: 25gg; 32gg; 34gg; 26gg; 28gg. Dal mese di dicembre sto prendendo parlodel (1 pasticca al giorno da 2,5mg) perché il mio ginecologo sospetta (non ho fatto controlli specifici) una produzione eccessiva di prolattina da stress (sono infatti un soggetto ansioso). Vi chiedo: “A 42/43 anni, in una situazione come la mia, è così difficile restare incinta?”. Capisco che dovreste avere un quadro più scientificamente completo della mia situazione per poter rispondere con precisione. Ed ancora: “Scusate la mia ignoranza, ma in due anni la fertilità può subire delle modificazioni tali da rendere impossibile il concepimento?”. Altra domanda, capisco, da centomila punti: “Se ovulo ed ho regolarmente le mestruazioni, che cosa può impedire il concepimento? Che cosa può essere successo a quest’età? Che cosa mi consigliate di fare?”. Il mio ginecologo sostiene che i dosaggi ormonali sono inutili perché fotografano una situazione estremamente mutevole. Perdonatemi l’ironia, ma sono un po’ depressa e mi serve a tirarmi su: “A questa età non mi rimane che andare a Lourdes?”. Vi ringrazio anticipatamente dell’ attenzione.

Gent.le Sig.ra,
dalla sua relazione, ampiamente chiara e precisa nei termini, è possibile rilevare alcuni importanti elementi: 1) l’età, purtroppo, è cattiva compagna di viaggio per le donne che desiderano un figlio. I protocolli internazionali pongono a 35 anni il limite di “massima resa riproduttiva”. Dopo le possibilità di gravidanza, anche in provetta, calano progressivamente. È la qualità degli ovociti alla
base di questa riduzione di fecondabilità 2) la terapia con Parlodel può favorire la presenza di cicli ovulatori. La prolattina, se prodotta in quantità eccessive, è responsabile di anovularietà. Sarebbe opportuno, però, effettuarne un dosaggio. Ha una notevole importanza ed una completa soppressione dell’ormone è
controindicata.
Cosa fare? Non è necessario andare a Lourdes! È sufficiente sbrigarsi ed
eventualmente rivolgersi ad un centro di Fecondazione Assistita. Infatti, il
tempo in questo momento è il suo peggior nemico, ed alla sua età le
possibilità di una gravidanza sono poche, ma non nulle.
Sicuramente qualche probabilità in più è data da una Fecondazione Assistita.
Cordiali saluti

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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