31/07/2014
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Patologie

Infezioni da herpesvirus (HSV)

Herpes simplex

L'Herpesvirus tipo 1 in genere presenta localizzazioni labiali ed orofaringee, mentre il tipo 2 coinvolge la regione genitale. Comunque i due tipi di virus possono essere trovati in tutte le sedi in relazione al tipo di contatto. Più del 90% delle infezioni materne al III trimestre di gravidanza sono di tipo ricorrente, mentre solo il 2% e il 7% sono rappresentate da infezioni primarie e non primarie. Non è certo se anticorpi verso l'HSV1 proteggano il neonato verso l'HSV2. L'incidenza dell'infezione neonatale è molto variabile, più elevata in alcuni paesi, es. USA, meno elevata in Italia. Il 70% di tutte le madri i cui neonati hanno presentato infezione erpetica, ha un'anamnesi negativa per quanto riguarda la sintomatologia clinica dell'infezione da HSV. La trasmissione madre-figlio può avvenire in vari momenti:durante la vita fetale per via transplacentare, al parto durante il passaggio attraverso le vie genitali materne o nell'immediato postpartum; la trasmissione postpartum è la più frequente (85-90% dei casi). L'eliminazione locale del virus persiste circa 3 settimane in caso di infezione primaria e solo 2-5 giorni se l'infezione è ricorrente; inoltre in quest'ultima situazione si può avere passaggio madre-feto di anticorpi neutralizzanti parzialmente protettivi. La rottura delle membrane di durata >6 ore e l'impiego di elettrodi fetali possono aumentare il rischio di trasmissione. Va ricordato infine che si possono avere infezioni postnatali da HSV1 per contagio dai genitori o dal personale di assistenza; dato il continuo aumento della diffusione di questa infezione, viene valutato che circa il 30% delle infezioni neonatali sia di questo tipo.

Infezione congenita


La trasmissione verticale dell'infezione può avvenire durante tutta la gravidanza, sia in corso di infezione primaria che ricorrente. Si conoscono solo casi legati ad HSV2. La sintomatologia in genere è molto grave, caratterizzata da ritardo della crescita e dello sviluppo psicomotorio con calcificazioni intracraniche , microcefalia, ipertono e convulsioni, lesioni e cicatrici cutanee; alcuni bambini presentano interessamento oculare.

Infezione neonatale


Le infezioni neonatali asintomatiche sono estremamente rare. In genere la metà dei neonati nasce prematuramente(tra le 30 e le 37 settimane di gestazione) e presenta la patologia tipica della prematurità. Dal punto di vista clinico l'infezione può presentarsi in 3 forme: 1) infezione disseminata, con il coinvolgimento di più organi, incluso o meno il SNC; 2) encefalite con o senza interessamento dell'occhio della cute e della bocca; 3) localizzata alla pelle, all'occhio, ed alla bocca.

Diagnosi


La diagnosi di certezza può essere fatta mediante isolamento del virus: l'HSV può essere coltivato con relativa facilità. L'individuazione del virus generalmente richiede 1-3 giorni dopo l'inoculazione in terreno di coltura. Metodiche più rapide prevedono l'impiego della Polymerase Chain Reaction(PCR). Il virus può essere isolato dalle vescicole cutanee, dalla bocca o dal nasofaringe, dagli occhi, dalle urine, dal sangue e dal liquido cefalorachidiano. Nel siero in fase acuta e convalescente può essere ricercato un aumento del titolo anticorpale, che può essere evidente in corso di infezione primaria, mentre non lo è in corso di recidive; tuttavia la diagnosi sierologica è meno utile dell'isolamento virale.

Terapia e prevenzione


L'acyclovir e la vidarabina sono entrambi farmaci attivi nel trattamento dell'infezione da HSV nelle sue 3 manifestazioni cliniche. è stato dimostrato come il trattamento abbia ridotto la mortalità e la frequenza di sequele. Essenziale per migliorare la prognosi è la precocità nell'inizio della terapia. In aggiunta alla terapia parenterale in caso di lesioni congiuntivali può essere utile associare l'uso di acyclovir per uso topico oftalmico. Viste le gravi conseguenze derivanti da una infezione materna da HSV sono stati intrapresi numerosi studi per valutare l'efficacia di una prevenzione materna. L'uso di farmaci antivirali, in particolare l'uso dell'acyclovir, per la prevenzione delle infezioni ricorrenti genitali materne è stato messo in discussione: tuttavia se ne ritiene utile la somministrazione in caso di grave infezione primaria, data l'assenza di effetti collaterali per il nascituro. I neonati a maggior rischio di contagio vanno immediatamente isolati, visitati accuratamente soprattutto per quanto riguarda occhi, cute e bocca, e dopo 24-48 ore vanno eseguite colture virali. A tutte le donne con lesioni erpetiche genitali o labiali attuali o pregresse vanno raccomandate attente norme igieniche (in particolare accurata lavatura delle mani). L'allattamento al seno non deve essere consentito se vi sono lesioni cutanee in sede mammaria.

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