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Malattie
in gravidanza
INFEZIONI
DA HERPESVIRUS (HSV)
Herpes
simplex
L'Herpesvirus
tipo 1 in genere presenta localizzazioni labiali ed orofaringee,
mentre il tipo 2 coinvolge la regione genitale. Comunque i due tipi di
virus possono essere trovati in tutte le sedi in relazione al tipo di
contatto. Più del 90% delle infezioni materne al III trimestre di
gravidanza sono di tipo ricorrente, mentre solo il 2% e il 7% sono
rappresentate da infezioni primarie e non primarie. Non è certo se
anticorpi verso l'HSV1 proteggano il neonato verso l'HSV2. L'incidenza
dell'infezione neonatale è molto variabile, più elevata in alcuni
paesi, es. USA, meno elevata in Italia. Il 70% di tutte le madri i cui
neonati hanno presentato infezione erpetica, ha un'anamnesi negativa
per quanto riguarda la sintomatologia clinica dell'infezione da HSV.
La trasmissione madre-figlio può avvenire in vari momenti:durante la
vita fetale per via transplacentare, al parto durante il passaggio
attraverso le vie genitali materne o nell'immediato postpartum; la
trasmissione postpartum è la più frequente (85-90% dei casi).
L'eliminazione locale del virus persiste circa 3 settimane in caso di
infezione primaria e solo 2-5 giorni se l'infezione è ricorrente;
inoltre in quest'ultima situazione si può avere passaggio madre-feto
di anticorpi neutralizzanti parzialmente protettivi. La rottura delle
membrane di durata >6 ore e l'impiego di elettrodi fetali possono
aumentare il rischio di trasmissione. Va ricordato infine che si
possono avere infezioni postnatali da HSV1 per contagio dai genitori o
dal personale di assistenza; dato il continuo aumento della diffusione
di questa infezione, viene valutato che circa il 30% delle infezioni
neonatali sia di questo tipo.
Infezione
congenita
La
trasmissione verticale dell'infezione può avvenire durante tutta la
gravidanza, sia in corso di infezione primaria che ricorrente. Si
conoscono solo casi legati ad HSV2. La sintomatologia in genere è
molto grave, caratterizzata da ritardo della crescita e dello sviluppo
psicomotorio con calcificazioni intracraniche , microcefalia, ipertono
e convulsioni, lesioni e cicatrici cutanee; alcuni bambini presentano
interessamento oculare.
Infezione
neonatale
Le
infezioni neonatali asintomatiche sono estremamente rare. In genere la
metà dei neonati nasce prematuramente(tra le 30 e le 37 settimane di
gestazione) e presenta la patologia tipica della prematurità. Dal
punto di vista clinico l'infezione può presentarsi in 3 forme: 1)
infezione disseminata, con il coinvolgimento di più organi, incluso o
meno il SNC; 2) encefalite con o senza interessamento dell'occhio
della cute e della bocca; 3) localizzata alla pelle, all'occhio, ed
alla bocca.
Diagnosi
La
diagnosi di certezza può essere fatta mediante isolamento del virus:
l'HSV può essere coltivato con relativa facilità. L'individuazione
del virus generalmente richiede 1-3 giorni dopo l'inoculazione in
terreno di coltura. Metodiche più rapide prevedono l'impiego della
Polymerase Chain Reaction(PCR). Il virus può essere isolato dalle
vescicole cutanee, dalla bocca o dal nasofaringe, dagli occhi, dalle
urine, dal sangue e dal liquido cefalorachidiano. Nel siero in fase
acuta e convalescente può essere ricercato un aumento del titolo
anticorpale, che può essere evidente in corso di infezione primaria,
mentre non lo è in corso di recidive; tuttavia la diagnosi
sierologica è meno utile dell'isolamento virale.
Terapia
e prevenzione
L'acyclovir
e la vidarabina sono entrambi farmaci attivi nel trattamento
dell'infezione da HSV nelle sue 3 manifestazioni cliniche. è stato
dimostrato come il trattamento abbia ridotto la mortalità e la
frequenza di sequele. Essenziale per migliorare la prognosi è la
precocità nell'inizio della terapia. In aggiunta alla terapia
parenterale in caso di lesioni congiuntivali può essere utile
associare l'uso di acyclovir per uso topico oftalmico. Viste le gravi
conseguenze derivanti da una infezione materna da HSV sono stati
intrapresi numerosi studi per valutare l'efficacia di una prevenzione
materna. L'uso di farmaci antivirali, in particolare l'uso dell'acyclovir,
per la prevenzione delle infezioni ricorrenti genitali materne è
stato messo in discussione: tuttavia se ne ritiene utile la
somministrazione in caso di grave infezione primaria, data l'assenza
di effetti collaterali per il nascituro. I neonati a maggior rischio
di contagio vanno immediatamente isolati, visitati accuratamente
soprattutto per quanto riguarda occhi, cute e bocca, e dopo 24-48 ore
vanno eseguite colture virali. A tutte le donne con lesioni erpetiche
genitali o labiali attuali o pregresse vanno raccomandate attente
norme igieniche (in particolare accurata lavatura delle mani).
L'allattamento al seno non deve essere consentito se vi sono lesioni
cutanee in sede mammaria.
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