L'amenorrea è la mancanza di mestruazioni.
Bisogna però tener presente che esistono periodi della vita della
donna nei quali tale mancanza è fisiologica: prima della pubertà,
dopo la menopausa, durante la gravidanza, per un periodo più o meno
lungo durante l'allattamento. Al di fuori di questi casi,
l'amenorrea è indizio di malattia.
Prima di analizzare le cause che possono
determinarla, dobbiamo ricordare che in alcuni rari casi è possibile
che la funzione mestruale si svolga normalmente, ma che non sia
evidente, perché esiste un ostacolo al flusso del sangue verso
l'estremo (fenomeno che si verifica nell'imene imperforato e
nell'atresia congenita della vagina): in questo caso si parla di
criptomenorrea.
Un'alterazione della funzione mestruale (a
maggior ragione la mancanza di mestruazioni) non è altro che la
manifestazione, un sintomo potremmo dire, di un'alterazione nel
succedersi dei fenomeni che si svolgono a carico dell'endometrio, e
quindi il segno che qualche cosa nel meccanismo di regolazione non
funziona nel modo dovuto. E poiché in tale meccanismo entrano
funzioni estremamente lontane tra loro, le cause in grado di
determinare l'amenorrea possono essere varie. Dobbiamo fare
anzitutto un'importante distinzione tra amenorrea primaria (che si
osserva in ragazze o donne che, pur avendo superato l'epoca della
pubertà, non hanno mai avuto mestruazioni) e amenorrea secondaria
(che invece compare dopo un periodo durante il quale la funzione
mestruale si è svolta in modo regolare).
AMENORREA PRIMARIA
Il fatto che all'epoca della pubertà (questa in
Italia si aggira sui 12-13 anni) non compaiono mestruazioni può
essere legato sia a cause direttamente connesse con l'apparato
genitale (cause genitali) sia a cause che solo indirettamente
agiscono sulla funzione genitale (cause extragenitali).
Cause
Tra le cause genitali vanno ricordate le gravi
malformazioni dell'apparato sessuale (mancanza o insufficiente
sviluppo delle ovaie e dell'utero). Vi possono poi essere casi in
cui il meccanismo regolatore della funzione ovarica e mestruale
agisce regolarmente: queste ragazze, all'epoca della pubertà,
presentano un regolare sviluppo corporeo, con comparsa di peli al
pube e alle ascelle, sviluppo delle mammelle e degli organi genitali
esterni, tuttavia non hanno mestruazioni. Si pensa che esista
un'insensibilità della mucosa uterina agli stimoli ormonali
(estrogeni e progesterone) provenienti dall'ovaio.
Le cause extragenitali sono svariate. Possono
essere legate alle disfunzioni del diencefalo e dell'ipofisi, che
modificano o aboliscono la produzione degli ormoni ipotalamici e
ipofisari; questi ultimi, stimolando l'ovaio, causano la produzione
di estrogeni e di progesterone. Sempre nel campo del sistema
endocrino, una grave deficienza dell'attività della tiroide
(cretinismo) può essere causa di amenorrea primaria. Tra gli altri
fattori ricordiamo i gravi stati di denutrizione, le avitaminosi, le
malattie infettive croniche (soprattutto la tubercolosi), le anemie
gravi. Poiché l'amenorrea è un sintomo, è importante scoprire
l'alterazione che la determina, e ciò richiede visite accurate e
approfonditi esami clinici.
Diagnosi
Secondo la causa che ha determinato l'amenorrea
primaria, la possibilità di riuscita della terapia è variabile. Nei
casi di mancanza o di insufficiente sviluppo dell'utero e
dell'ovaio, il medico non ha a sua disposizione alcuna cura
efficace. Nei casi in cui l'apparato genitale è sufficientemente
sviluppato, bisogna accertare le cause di un'alterata correlazione
funzionale tra l'ipotalamo, l'ipofisi e l'ovaio. Oggi questo è
facilmente accertabile attraverso esami ormonali o test dinamici.
Gli esami ormonali misurano la quantità degli
ormoni ipofisari (FSH e LH) e degli ormoni ovarici (estrogeni e
progesterone) nel sangue o nelle urine. i test dinamici si
effettuano mediante prove di stimolo con ormoni ipotalamici
(Releasing Hormones) adesso disponibili anche nella pratica
diagnostica.
Terapia
è possibile così stabilire a che livello
esiste il deficit funzionale ed impiegare terapia stimolante
(clomifene citrato o estrogeni coniugati ad alte dosi) o terapia
sostitutiva (gonadotropine ipofisarie o urinarie estrattive), se il
disturbo è a livello ipotalamo-ipofisario. Se invece il disturbo è a
livello ovarico, una volta accertata la causa, la terapia sarà anche
in questo caso stimolante (clomifene citrato o gonadotropine umane)
oppure sostitutiva (estrogeni e progestativi somministrati con
modalità sequenziali o continue).
Quando l'amenorrea è determinata da malattie
infettive, denutrizione ecc., le cure suddette non devono essere
praticate mentre bisogna agire contro la malattia in causa: spesso,
infatti, la comparsa delle mestruazioni è il segno della guarigione
o del miglioramento della malattia stessa.
Lo stesso vale in alcuni casi di amenorrea
psicogena, quando cioè la mancanza di mestruazioni dipende da
disturbi della sfera psichica o da eccessivo dimagramento per
esagerate diete o per anoressia nervosa. Il trattamento rivolto
verso la causa determinante è in genere sufficiente a indurre una
normale funzione mestruale, senza per altro intervenire con terapie
stimolanti o sostitutive sul sintomo clinico ginecologico.
AMENORREA SECONDARIA
Con questo termine si indica la cessazione
della funzione mestruale dopo un periodo in cui questa si è svolta
regolarmente. Ciò, al di fuori della gravidanza e dell'allattamento,
durante i quali l'interruzione delle mestruazioni è fisiologica, è
dovuto a uno stato patologico. Come nell'amenorrea primaria, le
cause determinanti la comparsa dell'amenorrea secondaria possono
essere distinte in genitali ed extragenitali.
Cause
Tra le cause genitali ricorderemo anzitutto
quelle condizioni che, determinando la distruzione (o
l'asportazione) di uno degli organi direttamente implicati nella
funzione mestruale, ne causano la definitiva scomparsa. Esse sono:
l'asportazione chirurgica delle ovaie o dell'utero, l'interruzione
della funzione ovarica per mezzo di raggi X, la distruzione della
mucosa dell'utero per mezzo di applicazioni di radium all'interno
della cavità uterina, la distruzione dell'endometrio da parte
dell'endometrite tubercolare ecc. In tutti questi casi, che non
prenderemo specificamente in esame, non esiste alcuna possibilità di
attuare una terapia efficace.
Ricordando il meccanismo regolatore della
funzione mestruale, vediamo quali sono le cause più Importanti
dell'insorgenza dell'amenorrea secondaria.
Tra le cause legate a un'alterazione della
funzione dell'ipofisi ricordiamo il morbo di Simmonds, dovuto a
lesioni distruttive del lobo anteriore dell'ipofisi. Questo morbo si
verifica in alcuni casi in seguito al parto, oppure in seguito alla
distruzione del tessuto dell'ipofisi causata da traumi, metastasi di
tumori maligni ecc. In tali condizioni, cessando gli stimoli causati
dagli ormoni ipofisari sull'ovaio, la sua funzione cessa. Il morbo
di Simmonds è accompagnato da una grave diminuzione dell'attività di
tutte le ghiandole endocrine che si trovano sotto il controllo
dell'ipofisi. Si tratta di una condizione molto grave, e la cura non
può essere che sostitutiva.
Alcuni tumori dell'ipofisi, di per sé benigni
(adenomi), possono essere causa di amenorrea secondaria sia perché
comprimono o distruggono il tessuto ghiandolare della ghiandola sia
perché producono grandi quantità di alcuni degli ormoni ipofisari a
scapito degli altri, determinando gravi squilibri endocrini. Gli
ormoni ipofisari prodotti in eccesso, infatti, stimolano la funzione
di altre ghiandole endocrine, la cui azione è antagonista a quella
dell'ovaio.
Poiché il ritmico succedersi delle fasi del
ciclo mestruale nella mucosa uterina dipende dall'azione degli
ormoni prodotti dall'ovaio (estrogeni e progesterone) o, più
precisamente, dalla quantità degli uni rispetto all'altro, in modo
che predomini l'azione degli uni o dell'altro, uno squilibrio fra le
quantità di questi ormoni può essere causa di amenorrea. In effetti,
mentre una notevole deficienza della produzione di estrogeni
impedisce che l'endometrio entri nella fase proliferativa (fatto che
costituisce la premessa necessaria perché possano determinarsi la
fase secretiva e la mestruazione), un'eccessiva produzione di
estrogeni può determinare amenorrea, perché, se la quantità di
progesterone è normale, l'azione di quest'ultimo non è sufficiente a
far entrare l'endometrio nella fase secretiva. Si verifica cosi un
arresto dell'endometrio in fase proliferativa. Questa condizione si
può osservare, per esempio, nel caso di cisti follicolari e di ovaio
policistico. L'eccessiva produzione di progesterone (cisti
lutemiche, luteomi ecc.) invece determina l'arresto del ciclo in
fase secretiva.
Infine, una causa di amenorrea secondaria può
essere la menopausa precoce dovuta ad esaurimento del patrimonio
follicolare ovarico in età ancora giovane. La diagnosi è semplice
con l'aiuto di dosaggi ormonali (alti valori di gonadotropine) e, se
necessario, con una biopsia ovarica che documenta la precoce
senescenza del tessuto ovarico. La terapia in questo caso è
sostitutiva e viene prolungata per diversi anni.
I fattori uterini determinanti l'amenorrea
secondaria sono da ricercare o nell'atrofia dell'endometrio, causata
da un allattamento eccessivamente prolungato, o nella distruzione
della massima parte dell'endometrio stesso, in seguito a ripetuti
raschiamenti.
Gli stati di grave denutrizione, con i quali
apriamo la serie delle cause extragenitali, possono determinare
l'interruzione della funzione mestruale: ciò è stato osservato nel
corso di carestie causate per esempio dalla guerra (amenorrea di
guerra). Anche cambiamenti ambientali e bruschi cambiamenti di clima
possono essere cause di amenorrea più o meno prolungata. Un esempio
interessante di questo fenomeno è l'amenorrea delle donne esquimesi
per la durata della notte polare. I fattori nervosi e psichici
possono avere notevole importanza nel determinare l'instaurarsi
dell'amenorrea: traumi psichici, improvvise e violente emozioni ecc.
agiscono probabilmente sull'ipofisi attraverso le sue connessioni
con l'ipotalamo, determinandone la cessazione o la diminuzione
dell'attività. Varie malattie mentali (per esempio la schizofrenia)
possono essere accompagnate da amenorrea, come pure alcune terapie
effettuate in casi di malattie mentali (sedativi a forti dosi).
Molte malattie endocrine, al di fuori di quelle
che. direttamente colpiscono l'ipofisi, possono causare
l'interruzione del ritmico succedersi delle mestruazioni. Tra
queste, ricordiamo le malattie della tiroide (ipo e ipertiroidismo)
e quelle delle ghiandole surrenali (morbo di Addison, tumori
virilizzanti). Ricordiamo, infine, varie gravi malattie generali: le
malattie infettive gravi e prolungate (tifo, tubercolosi), h
malattie di cuore gravi, il diabete, l'obesità, le malattie renali,
le anemie gravi.
Diagnosi
Data l'estrema varietà di cause che possono
essere alla base dell'insorgenza di un'amenorrea secondaria, la
diagnosi si presenta complessa. Per poter essere posta con
precisione, essa richiede una serie di esami, che permettono di
determinare lo stato funzionale in cui si trovano le varie parti
dell'apparato genitale. Questi devono essere ripetuti a brevi
intervalli di tempo e per un periodo sufficientemente lungo per
poter rilevare le varie modificazioni cicliche.
Terapia
Nei casi di insufficienza ipofisaria, la
terapia sarà sostitutiva con dosi bilanciate di gonadotropine umane.
Questo tipo di trattamento risulta di grande utilità non tanto per
ripristinare il normale ritmo mestruale quanto per indurre
l'ovulazione, allo scopo di favorire l'instaurarsi di una
gravidanza.
La terapia dell'amenorrea dipendente da cause
extragenitali consiste nella cura della malattia che l'ha
determinata: la guarigione è generalmente accompagnata dalla
ricomparsa delle mestruazioni.
La cura mediante la somministrazione di ormoni
sessuali varia secondo il meccanismo che ha determinato l'insorgenza
dell'amenorrea: in generale è simile a quella descritta per
l'amenorrea primaria. Nei casi di eccessiva produzione di estrogeni
da parte dell'ovaio, si ricorre alla terapia con progesterone che,
controbilanciando l'eccessiva azione degli estrogeni, permette la
ripresa del ciclo mestruale.
Per le stesse ragioni, nei casi di
iperproduzione di progesterone, vengono somministrati estrogeni.