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Malattie del I trimestre di gravidanza

  

  

ABORTO INTERNO  

 

 

Nell’aborto interno l'embrione, pur rimanendo all'interno dell'utero, non é più vitale e la sua espulsione sopraggiunge solo dopo un certo periodo, che può variare da qualche giorno a varie settimane. Durante questo periodo, l'embrione va incontro a differenti modificazioni involutive, che possono andare dal riassorbimento, se l'interruzione avviene nelle prime settimane, alla disidratazione e mummificazione, se l'interruzione avviene più tardivamente.

 

Sintomi

 

I sintomi sono alquanto mutevoli: nella maggioranza dei casi, la gravida ha avuto i sintomi di una minaccia di aborto, dalla quale pensa di essersi ripresa. In un secondo tempo, però, nota che il suo addome non cresce più, che i seni regrediscono e può osservare delle perdite vaginali scure. In altri casi, un’importante avvisaglia può essere la scomparsa improvvisa dei fenomeni simpatici della gravidanza, oppure, nel quinto - sesto mese, il manifestarsi di una vera e propria montata lattea.

 

Diagnosi

 

La diagnosi di aborto interno o ritenuto può essere posta solo dopo due visite a una distanza di 3-4 settimane l’una dall’altra, fatte dallo stesso specialista, che confermino l'arresto dell'evoluzione dell'utero. Anche i test di gravidanza negativi stanno ad indicare un determinante elemento di diagnosi.

Risulta utilissimo anche un esame ecografico del contenuto uterino, eventualmente ripetuto più volte, mediante il quale si possono osservare variazioni del sacco gestazionale, assenza di battito cardiaco fetale, ecc.

 

Terapia

 

La terapia dell'aborto interno consta nello svuotamento dell'utero, previa dilatazione del canale cervicale.

 

 

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7707 del 27.10.2006

Direttore Responsabile: Marco Fasolino

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