Riserva ovarica, come determinare il potenziale riproduttivo di una donna

Il potenziale riproduttivo che la donna porta con sé, diminuisce con l’avanzare dell’età: alla nascita una donna possiede circa 1-2 milioni di follicoli ma, attorno ai 35 anni il numero è già sceso a 25.000, riducendosi progressivamente fino al momento della menopausa.
Riserva ovarica, come determinare il potenziale riproduttivo di una donna

In Italia assistiamo ogni anno alla costante e progressiva diminuzione delle nascite, le culle sono sempre più vuote e l’età media del primo (e spesso unico) parto ha ormai valicato la soglia dei 30 anni. Molti fattori contribuiscono a spiegare questo fenomeno. Tra questi, il potenziale riproduttivo che la donna porta con sé dal momento in cui è concepita, che diminuisce con l’avanzare dell’etàalla nascita, una donna possiede circa 1-2 milioni di follicoli ma, attorno ai 35 anni il numero è già sceso a 25.000, riducendosi progressivamente fino al momento della menopausa. Ma come si determina lo stato di fertilità di una donna?

Conoscere bene il proprio corpo e reagire prontamente ai segnali è importante; una donna che desidera diventare mamma dopo circa un anno di tentativi infruttuosi, specialmente se ha un’età superiore ai 30, dovrebbe considerare la possibilità di rivolgersi ad uno specialista. In caso di difficoltà nel concepimento è sicuramente indicato sottoporsi quanto prima ad indagini più approfondite, per entrambi i futuri genitori” spiega il Dott. Andrea Borini, responsabile medico-scientifico di 9.baby, il network specializzato in medicina della riproduzione.

In alcune particolari situazioni la riserva ovarica, ovvero il patrimonio follicolare e ovocitario presente in un determinato momento della vita di una donna, potrebbe essere notevolmente ridotta anche in donne più giovani e ci sono alcuni campanelli d’allarme da non sottovalutare, ad esempio familiarità di menopausa precoce. Indagini ecografiche e di laboratorio permettono oggi di ottenere informazioni sul probabile stato di fertilità e sulla previsione di risposta ai trattamenti”.

Diversi esami possono tracciare un primo quadro e offrire una ‘fotografia’ dello stato della riserva ovarica di una donna: tramite un semplice esame del sangue dosando l’FSH, ormone follicolo stimolante, e l’ormone antimulleriano, AMH, o con semplici esami di diagnostica per immagini, un esame ecografico della conta dei follicoli antrali e del calcolo del volume ovarico.