Biometria fetale: come valutare correttamente i dati

Biometria fetale: come valutare correttamente i dati

Purtroppo leggendo un elenco di dati biometrici, effettuati da medici diversi e con apparecchiature differenti, è impossibile valutare correttamente lo stato di crescita fetale senza effettuare direttamente l’esame, o meglio, senza avere seguito completamente lo sviluppo fetale, sin dalle primissime settimane. Vorrei che questo concetto fosse ben chiaro a tutte le persone che mi scrivono per queste problematiche… Quindi vorrei proporre, seppur semplificando, alcune semplici regole per valutare la crescita fetale. Ovviamente dovrebbe essere il medico ecografista a fare ciò ed a riferire ai genitori.

Altro aspetto fondamentale… Non si può stabilire la normalità o meno di un feto, basandosi sulle sole misure. La biometria fetale necessita obbligatoriamente integrazione con una valutazione anatomica accurata.

Ecco alcune semplici ma fondamentali informazioni, che spero possano essere utili.

Semplificando:

  • 1) la gravidanza si stadia precocemente, direi alla sesta o settima settimana. La percentuale di errore è in questa epoca di 2 o 3 giorni. Se l’epoca reale, biometrica restituisce un’epoca differente rispetto all’epoca ideale calcolata in base alla ultima mestruazione, si ridata la gravidanza se la differenza è uguale o maggiore ai 14 giorni in eccesso o in difetto. Ovviamente anche differenze inferiori ai 14 giorni dovranno essere tenute a mente per valutare correttamente lo sviluppo. La gravidanza può quindi iniziare prima o dopo rispetto a quanto atteso, e questo è un concetto fondamentale;
  • 2) un feto che cresce realmente poco, direi fino alla 28 settimana circa, difficilmente cresce poco per una insufficienza placentare, dando per scontato che la mamma sia sana e che non abbia significative patologie. Un rallentamento di crescita precoce in genere costituisce costituzione, oppure esprime una cromosomopatia o sindrome;
  • 3) ritardi maggiormente tardivi e soprattutto a carico della circonferenza addominale, si verificano invece per insufficienza placentare. I primi segni sono costituiti dal mancato incremento settimanale, dalla riapertura del dotto venoso, e dalla modificazione delle accelerazioni in aorta e in polmonare. L’alterazione del flusso nelle arterie ombelicali è evenienza tardiva, e si verifica quando il feto si trova in fase avanzata di compenso.

Seguendo questi step, e ragionando in maniera corretta, quasi sempre si riesce a capire se un ritardo è reale o apparente, e se è causato da un’insufficienza placentare oppure no.

Ancora due precisazioni:

  • in feti podalici, spesso la testina fetale è dolicocefalica, cioè allungata in senso antero-posteriore per motivi plastici. Ne consegue che in questi casi, il diametro biparietale sarà inferiore rispetto a quanto atteso, mentre la circonferenza cranica risulterà sostanzialmente regolare;
  • anche se i punti nei quali effettuare le misure sono standard, e nonostante gli apparecchi ecografici misurino anche la frazione di mm, è assai probabile che dati biometrici rilevati da medici diversi con apparecchiature diverse possano non corrispondere perfettamente, questo a causa dell’errore umano e della seppur minima differenza di calibratura fra apparecchi differenti. Anche un unico operatore, misurando più volte la stessa struttura, potrebbe ottenere valori lievemente differenti… piccole variazioni biometriche possono poi riflettersi sull’epoca gestazionale complessiva;
  • è buona cosa che la coppia si informi a riguardo delle indagini che potrebbero essere utili in gravidanza. Una informazione adeguata può consentire di scegliere il tipo di ecografia da effettuare (di base, di secondo livello, eco 4D), le epoche corrette e di decidere se eseguire esami ematochimici che generalmente non vengono prescritti di routine, come per es. i fattori genici coagulativi e i parametri autoimmunitari.

Quello che a mio parere potrebbe essere invece deleterio, è cercare di interpretare autonomamente il libello ecografico retrospettivamente, impuntandosi sul millimetro in più o in meno di questa o quella misura, magari senza chiedere spiegazioni al medico che ha effettuato l’esame, persona più indicata a chiarire ogni aspetto, in quanto la valutazione ecografia si consuma in diretta… se il medico è esperto e sa cosa cercare e come cercare, sarà in grado di rispondere ad ogni domanda o richiesta di puntualizzazione da parte della coppia. Chiedere infatti ad un altro ecografista di esprimere un giudizio indiretto fornendo solo un elenco infinito di misure, ha un valore pratico quasi nullo.

Prof. Dott. Nico Comparato