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Vaccinazioni per l’infanzia

I vaccini sono il mezzo più efficace per prevenire le malattie infettive e quindi le loro complicanze. In Italia alcune vaccinazioni sono rese obbligatorie per tutti i bambini da apposite leggi (poliomielite, difterite, tetano ed epatite virale B), altre sono raccomandate (pertosse, morbillo, rosolia e parotite, Haemophilus influenzae di tipo b).

Per le malattie per le quali la vaccinazione è obbligatoria e si è raggiunta una capillare diffusione la situazione epidemiologica è ottima, la difterite è praticamente scomparsa, i casi di tetano sono andati progressivamente diminuendo e quelli che ancora si verificano riguardano persone non vaccinate; la poliomielite si è ridotta a livelli minimi negli anni ’70, dal 1983 non c’è stato nessun caso d’infezione contratta in Italia; i casi di epatite B stanno diminuendo.

La situazione è meno soddisfacente per le malattie per le quali la vaccinazione non è obbligatoria ma solo raccomandata: pertosse, morbillo, rosolia, parotite e Haemophilus influenzae; la diffusione di queste vaccinazioni è ancora insufficiente, ma è andata aumentando negli ultimi anni grazie alle campagne vaccinali promosse dal Ministero della Sanità  e dalle Regioni e attuate dalle Aziende Sanitarie; un ruolo fondamentale riveste l’informazione sanitaria fatta dai medici curanti.

Spesso sentiamo dire “tutti ci siamo fatti le malattie dei bambini, può farle anche mio figlio“. È vero che una malattia infantile può anche essere abbastanza lieve, ma spesso non è così, si presenta in modo grave e soprattutto è possibile l’insorgenza di complicazioni, per questo se è disponibile un vaccino efficace è meglio usarlo.

I vaccini sono costituiti da virus o batteri ai quali con particolari trattamenti è stata tolta la capacità di produrre malattie, o da prodotti derivati da tali organismi; alcuni vaccini sono sintetici. Somministrando i vaccini si stimola l’organismo a produrre attivamente una risposta immunitaria, rendendolo così pronto a difendersi rapidamente ed efficacemente se dovesse entrare in contatto con tale microrganismo. I vaccini per l’infanzia possono essere somministrati contemporaneamente nella stessa seduta vaccinale senza diminuirne l’efficacia e senza che ci sia un aumento di effetti collaterali.

Un altro vaccino uscito recentemente è il vaccino anti pneumococcico “eptavalente”, cioè diretto verso i 7 tipi di peumococco che, più frequentemente, causano infezioni gravi nei bambini. Allo stato attuale una circolare ministeriale dispone che le ASL procedano alla offerta GRATUITA del vaccino nelle seguenti situazioni:

bambini di età inferiore a 5 anni con patologie comportanti un rischio molto elevato di infezioni invasive pneumococciche:

  • anemia falciforme e talassemia
  • asplenia funzionale e anatomica
  • broncopneumopatie croniche, esclusa l’asma
  • condizioni associate a immunodepressione (come trapianto d’organo o terapia antineoplastica, compresa la terapia sistemica corticosteroidea ad alte dosi)

alcune immunodeficienze congenite quali:

  • immunodeficienze a carico dei linfociti B o T
  • deficit del complemento, specialmente di tipo c1, c2, c3, e c4
  • disturbi della fagocitosi, con esclusione della malattia granulomatosa cronica
  • diabete mellito
  • insufficienza renale e sindrome nefrosica
  • infezione da HIV
  • malattie cardiovascolari croniche
  • malattie epatiche croniche
  • perdite di liquido cerebrospinale.

Nel caso in cui i genitori desiderino vaccinare il bambino anche privo dei fattori di rischio descritti, è possibile effettuare la vaccinazione con onere economico a carico del cittadino.

Quando non vaccinare – Controindicazioni alle vaccinazioni

Vi sono alcune situazioni che possono controindicare, temporaneamente o in modo definitivo, la vaccinazione. Queste situazioni devono sempre essere segnalate al medico in modo che possa valutarle prima di praticare il vaccino.

a) Controindicazioni temporanee:
– Malattie acute con febbre di grado elevato (superiore a 38,5°).
– Le vaccinazioni con virus vivi (come morbillo – rosolia – parotite e antipolio orale) possono essere effettuate contemporaneamente, in caso contrario devono essere distanziate di almeno 30 giorni.
– Stati di depressione del sistema immunitario per malattie o per terapie.

b) Controindicazioni definitive: è opportuno che al bambino non siano somministrati alcuni vaccini quando:
– Ha manifestato reazioni gravi a precedenti vaccinazioni
– È affetto da malattie neurologiche in evoluzione.
– È affetto da malattie congenite del sistema immunitario.
– È allergico a componenti del vaccino.
– Se il bambino è affetto da malattie quali leucemie, tumori, AIDS, la situazione va valutata caso per caso. Altre situazioni non sono vere e proprie controindicazioni, ma richiedono alcune precauzioni nella somministrazione del vaccino.
– Reazioni febbrili importanti ad una precedente dose dello stesso vaccino
– Pianto prolungato e inconsolabile dopo precedenti vaccinazioni
– Precedenti di convulsioni febbrili
– Somministrazione recente di gammaglobuline.

EFFETTI INDESIDERATI DEI VACCINI

Solitamente i vaccini sono ben tollerati e non causano nessuna reazione, ma come tutti i farmaci possono talora provocare effetti indesiderati che nella stragrande maggioranza dei casi sono di lieve entità . Solo in rarissimi casi possono essere gravi. Sono descritti nelle schede relative ai singoli vaccini. Ogni disturbo che si presenta dopo l’assunzione di vaccini va segnalato al proprio medico o al medico vaccinatore che lo segnaleranno per avere così una situazione sempre aggiornata sui loro effetti indesiderati. Lo stato italiano prevede con la Legge 25 febbraio 1992 n. 210 la possibilità  di indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni.

 

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