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Vaccinazioni, “Radiazione per i medici che le sconsigliano”

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) lancia un avvertimento ai colleghi che sconsigliano le vaccinazioni nei bambini, e lo fa attraverso un documento, nel quale viene evidenziata l’importanza di questo strumento di prevenzione sanitaria e vengono suggerite strategie per aumentare le coperture vaccinali, che negli ultimi anni in Italia stanno vedendo un calo preoccupante, anche a causa delle numerose campagne lanciate sui social: “Il consiglio di non vaccinarsi, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica“, e può portare a provvedimenti disciplinari per il medico, fino alla radiazione.

Dopo anni di polemiche, dopo prese di posizione del ministero alla Salute, dell’Istituto superiore di sanità, delle Regioni (con l’Emilia, ad esempio, che non consentirà l’ingresso al nido ai bambini non vaccinati) si muovono dunque anche gli Ordini dei medici. Nel documento approvato all’unanimità dal Consiglio nazionale, si concede la possibilità al medico di sconsigliare la vaccinazione “solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario“.

Riguardo ai genitori, invece, si supportano le iniziative regionali e nazionali che portino a riaffermare la necessità della vaccinazione “attraverso provvedimenti che accertino validamente il loro dissenso, l’assunzione di responsabilità rispetto ai rischi dei figli, la impossibilità dei figli a frequentare la scuola durante i periodi epidemici, la non iscrivibilità all’asilo nido, ed eventualmente l’assicurazione contro danni da mancata vaccinazione“. Si invitano dunque le istituzioni a legiferare per tenere meglio sotto controllo il fenomeno della mancata vaccinazione.

Dopo aver ricordato l’importanza che hanno avuto le vaccinazioni nel debellare molte malattie in tutto il mondo, il documento sottolinea come questi medicinali in questi anni siano finiti sotto attacco. “Le ragioni sono molteplici. Tra queste la irrazionalità diffusa per cui le dimostrazioni ragionevoli e scientifiche sembrano al contrario rafforzare le persone diffidenti nel preesistente giudizio. L’individualismo prevalente, che porta a dimenticare gli obblighi verso la collettività. La crisi di autorevolezza dei medici e la frustrazione che nasce da tante promesse non mantenute della medicina. L’uso estesissimo di internet, in cui prevalgono informazioni contraddittorie e antiscientifiche. Il tipico errore per cui di fronte a un rischio per quanto altamente improbabile (la reazione avversa da vaccino) si trascura il vantaggio certo (l’immunizzazione rispetto alla grave malattia) lasciandosi guidare da diffidenze e sospetti. L’allarme sociale per i pregressi danni da vaccino, ora estremamente rari, che tuttavia fanno dimenticare le epidemie verificate ovunque si sia abbandonata o ridotta la pratica vaccinale. Le informazioni contraddittorie spesso presenti sui mass media. La scarsa formazione alla scienza del nostro Paese. La difficoltà che i programmi vaccinali trovano nel raggiungere i gruppi emarginati e deprivati”. Si cita anche la tendenza di molti a dare ascolto “agli imbonitori di turno e alle teorie del complottismo”.

I vaccini sono, nella storia della medicina, gli interventi più efficaci mai resi disponibili per l’uomo – ha dichiarato la presidente della Fnomceo, Roberta ChersevaniEd è forse proprio la scomparsa del confronto quotidiano con le conseguenze mortali o invalidanti di tante malattie, dovuta alla scoperta dei vaccini e delle terapie antibiotiche, che ha indotto la cittadinanza a credere che il successo sulle malattie infettive fosse definitivo“.

È estremamente importante il documento del Fnomceo sulle vaccinazioni – ha commentato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin -: una voce molto forte dal mondo scientifico riafferma in modo forte la volontà di essere dalla parte dei bambini e genitori per sconfiggere la piaga della paura medievale della vaccinazione. Il calo delle vaccinazioni è preoccupante e mette a rischio la salute dei nostri figli, dobbiamo sempre vigilare e continuare un’operazione di informazione ed educazione alla vaccinazione“.

Anche la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) fa sentire la sua voce, esprimendo il più vivo apprezzamento per la decisa posizione assunta dalla FNOMCeO in merito alle vaccinazioni, che ritiene pienamente condivisibile. “Il calo delle coperture vaccinali in età pediatrica al 24° mese che si è registrato nel 2014 per il secondo anno consecutivo – dichiara il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPSrichiede l’attenzione delle Istituzioni e di tutti i cittadini, ed in particolare dei genitori che hanno la responsabilità dei loro figli: si corre il rischio della ricomparsa di infezioni da anni debellate e della ripresa di altre, la cui incidenza si stava riducendo, che potranno colpire non solo i bambini che per decisione dei loro genitori non sono stati vaccinati, ma anche quelli che non hanno risposto alla vaccinazione o non possono essere vaccinati per motivi medici, o perché troppo piccoli, o che non hanno ancora completato il ciclo vaccinale”.

Come sottolineato nel documento del Consiglio Direttivo dell’Ordine, secondo i pediatri della SIPPS sono necessarie misure che favoriscano la partecipazione attiva e consapevole della popolazione ai programmi vaccinali, aiutino le famiglie a superare la crescente diffidenza verso le vaccinazioni e diano il massimo impulso alle vaccinazioni dei primi mesi di vita, sulla base di un calendario vaccinale comune a tutte le regioni italiane. “Particolarmente importante – prosegue il Dottor Di Mauro – è l’auspicio che nelle sentenze inerenti a temi di salute i magistrati recepiscano la metodologia dell’evidenza scientifica e che il Ministero della Salute e le autorità competenti partecipino fin dal primo grado a giudizi in cui venga discussa una eventuale correlazione tra vaccini e autismo. Ciò consentirebbe di evitare che vengano emanate sentenze basate su documenti privi di validità scientifica, come quelle che negli ultimi anni hanno stabilito l’esistenza di tale correlazione ed hanno contribuito ad accrescere in modo esponenziale la diffidenza delle famiglie nei confronti delle vaccinazioni. È parimenti apprezzabile il sostegno che si intende assicurare alle normative regionali e nazionali che riaffermino la necessità della vaccinazione, e prevedano misure utili ad implementarla, compresa la non iscrivibilità all’asilo nido”.

Nel documento – informa il Professor Luciano Pinto, Vicepresidente SIPPS Campania – si ricorda infine che “secondo la Costituzione della Repubblica la tutela della salute dell’individuo rappresenta un interesse della collettività”. È certamente importante l’avere ricordato questo diritto, che la SIPPS ha da sempre sostenuto nelle sue battaglie a sostegno delle vaccinazioni, ma, come Società Scientifica Pediatrica, non può non ricordare che le vaccinazioni rientrano “nell’interesse superiore del fanciullo”, come previsto dalla la Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo del 1989, ratificata dall’Italia nel 1991, e ribadito nel 2015 dal Comitato Nazionale di Bioetica. Inoltre, dal 2014 la “Patria Potestà” è stata sostituita dalla “Responsabilità Genitoriale”.

Il minore – aggiunge il Professor Pinto – è titolare “jure proprio” del diritto alla salute che esercita tramite i genitori, che ne sono i legali rappresentanti: essi non sono liberi di decidere della salute di un bambino come di cosa propria, ma devono rispettare il principio del preminente interesse del minore senza che su di questo prevalgano scelte ed opinioni personali”.

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