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Quanto costa un figlio nel primo anno di vita

Avere un bambino è la gioia più grande, ma quanto costa un figlio nel primo anno di vita? A rispondere a questa domanda pensa l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivi prioritari l’informazione e la tutela dei consumatori ed utenti), che aggiorna ogni anno i dati riguardanti le principali voci di spesa delle famiglie durante i 12 mesi che seguono il parto.

Nel 2015, mantenere un bambino nel suo primo anno di vita costerà da un minimo di 6.809 euro ad un massimo di 14.852 euro, con un aumento medio rispettivamente dell’1% e del 3% rispetto al 2014.

Le spese più alte riguardano latte e pappe (il costo varia a seconda del numero dei mesi di allattamento materno, il numero di mesi in cui si utilizza il latte in polvere o il latte fresco, e tra le pappe si considerano anche omogeneizzati e condimenti) e vestiti e calzature: per queste voci, infatti, si sborsano rispettivamente dai 1.650 euro ai 3.459 e dai 1.028 euro ai 2.639. Seguono le spese per le visite mediche (tra i 787 e i 1.839 euro), i pannolini (672/1.095 euro) e i farmaci(426/ 835 euro). Altre due le voci che possono superare la soglia dei 500 euro: i giocattoli e il trispasseggino-carrozzina-ovetto, sempre più preferito dai neo genitori – per praticità e risparmio – ai singoli oggetti.

Nel conto, finiscono molti oggetti da comprare una tantum, come il lettino, la culla, il seggiolone, il fasciatoio, il box, il girello, i biberon e lo scaldabiberon, i ciucci, lo sterilizzatore e il seggiolino auto, ma anche spese ricorrenti e altrettanto necessarie come i biscotti e le creme, nonché le salviette.

Anche una volta conosciuti i prezzi, tutto questo sembra ed è per lo più necessario, almeno nella maggior parte dei casi. Come far fronte, allora, a una serie di spese obbligate ma difficili da affrontare per una famiglia con introiti medi?

Prima di tutto chiedendo, senza vergognarsi, aiuto a familiari ed amici, che potranno intervenire sia attraverso il prestito di oggetti che non si utilizzano più una volta che i bambini sono cresciuti, sia facendo regali utili per festeggiare la nascita.

Esiste, poi, un vasto mercato dell’usato, che si può prendere in considerazione per ammortizzare le spese maggiori, visto e considerato che la maggior parte degli oggetti, una volta acquistati, viene utilizzata veramente per poco tempo.

Chi aspetta un bambino, infine, può informarsi su come effettuare la richiesta per il bonus bebè concesso dall’Inps. Tra i requisiti essenziali, il reddito Isee sotto i 25 mila euro e la nascita, adozione o affidamento tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017.

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