La gravidanza
Quadri borderline o "limite" nell'ecografia fetale
Crediamo possa risultare utile puntualizzare un
altro aspetto dell'ecografia fetale, quello dei
reperti cosiddetti "borderline", cioè al limite fra
il normale ed il patologico.
Questo articolo non ha pretese di completezza, in
quanto non basterebbero centinaia di pagine per
trattare in maniera esauriente l'argomento.
Si prefigge solo lo scopo di esaminare i quadri
borderline più frequenti, di commentarli, e fornire
informazioni a riguardo.
Come un edificio non può sorgere in assenza di un
terreno stabile e di adeguate fondamenta, occorre
tenere bene a mente alcune precisazioni a costo di
essere ripetitivo e noioso... Intendo le basi per
poter avere qualche possibilità di interpretare in
maniera corretta un determinato quadro ecografico
borderline... un'unica ecografia di livello avanzato
potrebbe non essere sufficiente.
- è
IMPERATIVO che vengano eseguite eco superdettagliate
in tutte le epoche, dalle prime settimane in poi, e
con il corretto timing.
A volte il quadro borderline si manifesta in epoca
tardiva. La situazione tipica è quello di una
persona che ha eseguito, come la quasi totalità
delle pazienti del resto, ecografie di base, e in
una certa epoca si manifesta il quadro borderline.
A questa punto compare la disperazione
(indubbiamente motivata) dei genitori i quali si
rendono bruscamente conto di trovarsi di fronte ad
un problema o presunto tale, iniziano i consulti
anche via mail-web, riportando, nella speranza di
una risposta, dati biometrici e poco altro.
Mancano infatti dati retrospettivi importanti, come
per esempio un esame anatomico dettagliato precoce
(es. 12-13 sett.), notizie sull'epoca di
visualizzazione delle ossa nasali, del flusso nel
dotto venoso etc, etc... a volte manca persino una
descrizione adeguata della anatomia fetale all'epoca
della morfologica.
Le domande che vengono poste sono tantissime: Il bambino sarà normale? Che influenza potrà avere quel dato quadro sul destino del feto? Cosa significa questo o quel reperto? E si potrebbe continuare su questo registro quasi all'infinito.
Successivamente inizia piano piano a concretizzarsi
la consapevolezza che quando madre natura è
benevola, è sufficiente anche fare controlli
ecografici non accurati o non farne proprio, ma
quando madre natura diventa "cattiva" è necessario
ben altro per cercare di orientarsi correttamente e,
perché no, per tranquillizzarsi.
A questo punto la coppia si rivolge ad un medico di
secondo livello che cercherà di studiare al massimo
il feto, compatibilmente all'unica osservazione del
momento, e all'epoca gestazionale (in epoca avanzata
alcuni particolari fetali, potrebbero non essere
visibili).
L'ecografista in questione, quando consultato per la
prima volta in epoca gestazionale tardiva, si trova
in una situazione simile a quella che vivrebbe un
ingegnere al quale viene chiesto di esprimere un
giudizio sulla stabilità di un ponte a lavori quasi
terminati, non avendo avuto la possibilità di
scegliere i materiali, di attuare il suo progetto,
di seguire i lavori.
Veniamo al punto... in buona parte dei quadri
borderline segnalati, mancano in pratica dati
importanti retrospettivi, che potrebbero essere
fondamentali e ai quali ho accennato prima nel
paragone ingegneristico, potrebbero essere la
qualità dei materiali utilizzati, la tecnica usata
per costruire le fondamenta, etc, etc.
Ovviamente anche il medico ecografista più bravo del
mondo che ha seguito per intero una gravidanza con
il suo protocollo potrebbe, in alcuni casi, non
essere in grado di fornire, in presenza di un quadro
borderline, un orientamento corretto... a volte
infatti non è possibile esprimere sicuri giudizi...
In questi casi l'unica cosa che si può fare è
aspettare e seguire l’evoluzione.
L'esame del cariotipo fetale (es. ottenibile
mediante
amniocentesi o metodiche simili) può essere
di aiuto nelle persone che interromperebbero la
gravidanza nei termini di legge in caso di problemi,
per escludere cromosomopatie a volte associate ai
quadri borderline, ma nulla potrebbe dire a riguardo
di sindromi con cromosomi normali anche responsabili
a volte di quadri borderline e a riguardo di
malformazioni anatomiche.
È anche molto importante conoscere lo stato di
salute materno. Questo andrebbe stabilito con
opportuni controlli INTERNISTICI all'inizio della
gravidanza o in fase di programmazione della stessa.
In alcuni casi infatti, quadri borderline fetali o a
carico degli annessi fetali, potrebbero essere
correlabili con patologie materne, anche
clinicamente non manifeste.
Consideriamo ora alcuni quadri "borderline", almeno
quelli maggiormente frequenti, e commentiamoli:
1) Diametro dei ventricoli cerebrali borderline (8-12 mm):
Il diametro dei corni occipitali dei ventricoli
cerebrali presenta valori relativamente costanti
dalla
20 settimana in poi circa, non superando in
media gli 8 mm.
La misura per quanto semplice e standardizzata, può
in rari casi essere soggetta ad errore.
Il ventricolo laterale situato dalla parte della
sonda, può infatti non essere ben delimitabile con
apparecchi di media bassa risoluzione; questo può
condurre ad una falsa diagnosi di ventricolomegalia
borderline unilaterale, basandosi solo sulla
perfetta visualizzazione del corno laterale
ventricolare controlaterale.
Raramente inoltre, la sostanza bianca cerebrale
viene erroneamente interpretata come elemento
ventricolare, e questo può comportare una falsa
diagnosi di ventricolomegalia.
Quando il liquor nei ventricoli è maggiormente
rappresentato, con conseguenza dilatazione anche
solo borderline dei ventricoli stessi, i plessi
corioidei, strutture situate all'interno del sistema
ventricolare encefalico, appaiono "rimpiccioliti",
restituendo un'immagine ecografica caratteristica
che può essere considerata anche in presenza di
valori numerici sostanzialmente normali.
Questo per dire che la misura del diametro
ventricolare è sicuramente importante, ma
altrettanto importante è l'impatto visivo generale,
indipendentemente dalle misure.
Una volta che la ventricolomegalia è stata
accertata, occorre eseguire uno studio dettagliato
dell'encefalo fetale, sia per tipizzare meglio la
ventricolomegalia (compartecipazione o meno del 3 e
4 ventricolo, condizione delle cisterne, etc), che
per escludere anomalie cerebrali associate alla
ventricolomegalia stessa.
Particolare cura dovrà
essere posta nelle studio delle scissure, in quanto
alcune forme di lissencefalia
(semplificando, cervello liscio con diminuzione di
solchi e scissure), possono essere difficilmente
diagnosticabili e potrebbero manifestarsi solo con
ventricolomegalia, anche solo borderline. Si
dovranno inoltre escludere, neoformazioni,
calcificazioni (relativamente frequenti in infezioni
virali), e si dovrà identificare, per quanto
possibile, ogni singolo dettaglio del cervello
fetale (uno per tutti, il corpo calloso),
aiutandosi anche con la tecnologia quadrimensionale.
Stessa attenzione dovrà essere posta nello studio
delle altre strutture fetali.
In presenza di perfetta normalità anatomica,
presente e passata, una ventricolomegalia borderline
in genere indica fenomeno transitorio e
parafisiologico, di scarsa importanza. Sarà però
importante seguirne l'evoluzione con ecografie
seriate.
Purtroppo la matematica esclusione che una
ventricolomegalia borderline isolata possa essere
l'unico segno di una sindrome oppure di una
cromosomopatia, non potrà essere fornita.
Chi interromperebbe sicuramente la gravidanza nei
termini di legge in caso di problemi accertati,
potrebbe prendere in considerazione la possibilità
di eseguire una valutazione dei cromosomi mediante
manovra invasiva. Un risultato normale dei cromosomi
fetali, pur non escludendo sindromi con cromosomi
normali, renderebbe sicuramente maggiormente solida
l'ipotesi di normalità presunta.
2) Accentuazione della normale prevalenza destra delle camere cardiache:
Durante la vita fetale, le camere destre cardiache
(atri e ventricoli, ma anche radice aortica e
polmonare), sono lievemente più grandi rispetto alle
sinistre. Questo è perfettamente normale.
Nella mia casistica personale è relativamente
frequente riscontrare una lieve accentuazione di
questa discrepanza. Quando il surplus di prevalenza
è veramente minino, e costituisce unico segno, quasi
sempre si tratta di variante normale. In caso di
discrepanza maggiore (ventricolo dx più grande e
ventricolo sin. più piccolo) è possibile che ci si
trovi di fronte ad una coartazione aortica, oppure
ad una stenosi aortica, magari con valvola
bicuspide. In questi casi anche uno studio flussimetrico cardiaco può lasciare dubbi, e l'unica
cosa che si può fare è seguire attentamente il feto
e, in caso di persistenza del reperto, fare
partorire la mamma in un centro di secondo livello
in grado di fornire adeguata assistenza al piccolo
nato, nel caso fosse necessario.
3) Liquido amniotico ai limiti alti o bassi della norma:
Le cause che possono far variare, in un senso o
nell'altro il liquido amniotico sono veramente
tante. Semplificando enormemente, riscontrare un
liquido amniotico borderline come unico segno e
senza note retrospettive di sospetto, in genere
costituisce varianza normale. Ovviamente e lo
ripeto, per sostenere questo orientamento occorre
avere seguito attentamente il feto sin dall'inizio
della gravidanza.
4) Aumento della ecogenicità intestinale:
Tale condizione potrebbe verificarsi dopo
amniocentesi, in caso di malattie come la
fibrosi
cistica, come compartecipazione di sindromi, etc.
È un segno da considerare solo se evidente. La
stima è soggettiva e spesso normali iperecogenicità
possono essere interpretate come patologiche ma in
realtà non lo sono.
Conta molto anche in questo
caso, l'esperienza dell'operatore.
5) Femore tendenzialmente più corto rispetto a quanto atteso:
Le cause di questa condizione potrebbero essere
quasi infinite.
Per una valutazione circostanziata occorrono i dati
completi della crescita, dalle prime settimane fino
al momento in cui si pone il problema, i dati
relativi ad una accuratissima valutazione fetale
eseguita nelle giuste epoche.
Anche in questo caso,
un femore appena più corto della media, COME UNICO
SEGNO, spesso costituisce variante normale, anche se
la matematica in tal senso non si potrà mai fornire.
Altra cosa in caso di discrepanze significative o di
associazione con altri segni. In questi casi
il rischio di patologia cromosomica, ma anche non
cromosomica, risulta elevato.
6) Asimmetria delle ossa nasali alla 12 settimana:
Qui le cose divengono veramente difficili, in
quanto, pur essendo noto che feti Down possano
presentare un ritardo di ossificazione nasale, con
ritardo di comparsa dei nuclei (ricordo che i nuclei
sono due), mancano, da quanto mi risulta, studi
su larga scala per poter avere elementi concreti di
giudizio.
Direi che riscontrare uno dei due nuclei di ossificazione delle ossa nasali iposviluppato rispetto al controlaterale, può essere visto con relativo ottimismo in presenza di translucenza nucale normale, normale flusso nel dotto venoso, perfetta normalità fetale.
Come purtroppo spesso
capita, anche in questi casi non si potrà dormire
certezze matematiche.
7) Scarsa elicoidizzazione del funicolo:
In condizioni tipiche e normali i tre vasi del
cordone, vena ombelicale ed arterie ombelicali,
risultano tridimensionalmente elicoidizzate, in
altre parole assumono disposizione quasi a treccia.
In alcuni casi tale elicoidizzazione risulta
alterata ed i suddetti vasi decorrono quasi
paralleli.
Si presume che tale condizione possa essere
associata a "debolezza" meccanica del cordone,
oppure a sottostanti anomalie cromosomiche.
Alla fine i criteri di giudizio sono sempre gli
stessi. Se il reperto è appena evidente ed unico, ma
veramente unico segno, spesso costituisce varianza
normale. In caso contrario potrebbe aumentare il
rischio di cromosomopatie, e di fenomeni trombotici
del funicolo stesso.
8) Sludge o fango amniotico:
Nel liquido amniotico, normalmente, è presente la
vernice caseosa, che conferisce al liquido stesso un
aspetto corpuscolato. È quindi consequenziale e
normale che in alcuni casi tali corpuscoli possano
sedimentare. In caso di sedimenti maggiormente densi
ed ipomobili, può sorgere il sospetto che si possa
trattare di vero e proprio fango amniotico,
condizione ancora poco studiata, ma che si presume
possa essere associata a rottura prematura delle
membrane, in quanto, le zolle fangose conterrebbero
batteri. Anche in questo caso, occorre essere
veramente cauti nei giudizi in quanto spesso
distinguere il vero fango, da semplici sedimenti può
risultare indaginoso se non impossibile. Ad ogni
modo in caso di reperto conclamato, potrebbe essere
indicato intraprendere misure terapeutiche
protettive.
9) Stomaco fetale iperdisteso o vuoto:
In condizioni normali, lo stomaco fetale subisce dei
cicli di riempimento e di svuotamento.
è
relativamente frequente trovarlo vuoto oppure iperdisteso.
In questi casi occorre effettuare un controllo a
distanza...visualizzare successivamente un volume
gastrico normale, infatti, fuga quasi ogni dubbio.
Semplificando, uno stomaco persistentemente vuoto o
a debole riempimento, potrebbe essere associato ad
atresia esofagea, con o senza fistola con le vie
respiratorie; viceversa, una bolla gastrica
iperdistesa, ancora di più se con aspetto a doppia o
tripla bolla, potrebbe essere correlata con
restringimento del piloro o del duodeno.
10) Vescica iperdistesa o persistentemente vuota:
Anche la vescica subisce dei cicli di riempimento e
svuotamento, quindi il riscontro di un volume
vescicale eccessivo o scarso, impone un controllo a
distanza, esattamente come quanto esposto appena
sopra.
Una vescica persistentemente iperdistesa, potrebbe
essere correlata con patologie ostruttive delle
basse vie urinarie oppure simulata da una cisti
ovarica o mesenterica. Fondamentale constatare in
ogni caso la normalità dei reni (oltre che di tutte
le strutture fetali).
Una vescica persistentemente vuota potrebbe
sottendere un problema renale o malformativo
vescicale.
11) Vena ombelicale di diametro lievemente aumentato:
Può accadere di rilevare un calibro lievemente
aumentato della vena ombelicale nel suo decorso
intraddominale fetale.
Tale reperto, quando unico segno, spesso costituisce
varianza normale.
Purtroppo anche in questo caso, non si può
matematicamente escludere che possa sottendere
anomalie cromosomiche occulte.
12) Pelvi renali con diametro lievemente aumentato:
Questa costituisce una evenienza frequente.
Costituisce sicuramente un soft markers, segno cioè
che, se associato ad altri soft markers, può far
aumentare il rischio per cromosomopatie.
Spesso, quando unico segno, costituisce, soprattutto
se di scarsa entità, varianza normale, transitoria.
I bacinetti in ogni caso andranno monitorati per
valutarne l'evoluzione. In alcuni casi persistenti,
potrebbero essere espressione di una stenosi del
giunto pielo-ureterale, condizione caratterizzata da
un restringimento nel punto di passaggio pelvi
renale-uretere. Tale condizione, tranne casi
particolari particolarmente evolutivi o
particolarmente serrati, o ancora associati a
frequenti infezioni urinarie, non richiede quasi mai
trattamento chirurgico alla nascita. Spesso infatti
viene scoperta occasionalmente anche in età senile
in persone che non hanno mai presentato disturbi a
carico delle vie urinarie.
Ovviamente ogni caso può richiedere valutazione a
parte.
13) cisterna magna ben evidente:
Capita relativamente spesso di riscontrare una
cisterna magna (spazio retrocerebellare contenete
liquor) accentuata nelle sue porzioni laterali, con
un'ampiezza sostanzialmente regolare.
Quando unico segno, in genere tale reperto non
riveste significato patologico, potendosi
considerare una sorta di variante della megacisterna
magna.
14) flusso nel dotto venoso alla 12 settimana con componente diastolica che si avvicina alla linea di base:
In questi casi, se il rilievo rappresenta unico
segno, non si può fare molto, se non iniziare a
studiare il cuore in maniera dettagliata
precocemente in quanto in teoria, potrebbe
costituire l'unico segno di una futura patologia
cardiaca o anche cromosomica o sindromica.
Occorre però dire che il flusso nel dotto venoso non
risulta molto studiato in letteratura e quindi
mancano dati concreti sul significato di quadri al
limite.
Nella mia esperienza personale un reperto di questo
tipo, ribadisco come unico segno, raramente è
risultato essere associato a patologia.
Come accennato all'inizio, questo articolo non ha pretese di completezza e mi scuso per le inevitabili semplificazioni. Spero però che possa almeno servire a dirimere qualche dubbio.














