Periodo di prova nel contratto di inserimento

Gentili Dott.ri, dopo quasi due anni di contratti interinali e
assunzione diretta in sostituzione maternità, la banca dove lavoro mi ha
assunto con un contratto di inserimento di 18 mesi con un periodo di
prova di 3 mesi nel quale "ciascuna delle due parti può recedere dal
contratto senza addurre motivazioni". Cosa succede se resto incinta
durante tale periodo? Possono veramente licenziarmi senza fornire
spiegazioni? Se invece rimango incinta dopo tale periodo, il mio
inserimento verrà interrotto per il periodo che trascorrerò in maternità
e si prolungherà dopo i 18 mesi per un'uguale durata?
Ringrazio anticipatamente

Gentile Krisztina, la legge vieta il licenziamento della lavoratrice
dall'inizio della gravidanza fino al compimento del primo anno di età del
bambino, salvo alcune rare eccezioni. Nello specifico, la lavoratrice madre
può essere licenziata anche in caso di esito negativo del periodo di prova.
Va tuttavia tenuto presente che in caso di risoluzione del rapporto di
lavoro di una lavoratrice in prova, di cui sia noto lo stato di gravidanza,
è necessario che il datore di lavoro fornisca spiegazioni dettagliate sulle
ragioni che hanno prodotto il giudizio negativo (ragioni che non possono
essere legate in alcun modo allo stato di gravidanza). Qualora il Suo datore
di lavoro recedesse dal contratto di assunzione in prova prima della
scadenza prefissata, il licenziamento sarebbe illegittimo e, pertanto,
soggetto ad annullamento. Le rammento, inoltre, che l'eventuale richiesta di
congedo anticipato presentata durante il periodo di assunzione in prova, ne
comporterebbe la relativa sospensione. Nel caso, infine, in cui il
licenziamento fosse legittimo e la risoluzione del rapporto si verificasse
durante il periodo di astensione obbligatoria od anticipata, Lei avrà
ugualmente diritto all'indennità di maternità per l'intero periodo previsto
dalla legge. Cordiali saluti.