Perché le IgM non si sono ancora negativizzate?

Gentile Dottore,
lo scorso anno (sett. 2002) mia moglie (allora 37enne) alla 5a settimana di
gravidanza ha scoperto di essere positiva alla toxoplasmosi. Per una
particolare situazione psicologica a seguito instauratasi, mia moglie ha
ritenuto di non riuscire a portare avanti la gravidanza. Il controllo
eseguito presso una A.S.L. di zona in data 26/09/02 ha evidenziato valori
IgG superiore a 300
e IgM positivo. In seguito, soprattutto in previsione di un'altra gravidanza, ha effettuato continui controlli presso il laboratorio analisi
specialistico di un Ospedale di Roma con i seguenti risultati: 1) 07/10/02- IgG 320.05 (>250 valore alto) IgM Positivo ( non risulta il
valore di riferimento) IgA 25 (> 40) Avidity 12% (> 15 valore basso) 2) 23/01/03 IgG 372.05 (15-100=valore basso, 100-400= valore medio, 400=valore alto) IgM Positivo IgA negativo Avidity 26 ( >15 valore basso, 15-25 valore medio >25 valore alto) 3) 13/03/03 IgG 336 (stessi valori di rif.) IgM Positivo Avidity 32% (stessi valori di rif.) 4) 17/05/03 IgG 352.39 (stessi valori di rif.) IgM Positivo Avidity 35% stessi valori di rif.) 5) 25/06/03 IgG 322.79 (stessi valori di rif.) IgM Positivo Avidity 29% (stessi valori di rif.) IgA negativo 6) 14/08/03 IgG 308.68 (stessi valori di rif.) IgM Positivo Avidity 31% (stessi valori di rif.). Durante il mese di febbraio 2003 è stata effettuata anche una visita oculistica, la quale risulta negativa per focolai di toxoplasmosi ed una
cura di 15 giorni con due compresse al dì di Rovamicina.
Abbiamo letto nelle sue risposte che si consiglia di aspettare la completa
negativizzazione delle IgM prima di concepire, ma, a distanza di un anno
sono ancora presenti nelle analisi di mia moglie. La nostra ginecologa
afferma che ormai non ci sono pericoli per una nuova gravidanza, ma noi
siamo un po’ disorientati. Perché le IgM non si sono ancora negativizzate?
Inoltre, è meglio aspettare la loro completa negativizzazione prima di
concepire ed, eventualmente occorre fare una visita specialistica dall'infettivologo? La ringrazio per una risposta e cordialmente la saluto.

Egregio signor Francesco, non posso che confermare quanto da me consigliato
in precedenti risposte sull'argomento. Per il caso di sua moglie, potrebbe
trattarsi di un'immunodepressione, da studiare con la consulenza di
un infettivologo, come già, giustamente, lei ha pensato. Auguri.