Contrazioni di lieve entità

Gentile Dottore, ho 37 anni e sono alla 27a settimana della mia prima
gravidanza. Di recente ho effettuato la visita di routine dal mio ginecologo
che ha trovato tutto nella norma. Anche la sensazione di crampo interno alla
pancia che avverto di frequente, secondo Lui, è del tutto normale. Mi ha
spiegato che si tratta di contrazioni di lieve entità e di preoccuparmi solo
se divengono dolorose o frequenti. È tuttavia quest'ultimo concetto che non
mi è chiaro: che cosa significa frequenti? Da qualche giorno, infatti,
quando sono in piedi e soprattutto dopo mangiato, avverto questa sensazione
(come di sentir "tirare") in modo continuo ma non necessariamente ad essa si
associa l'indurimento della pancia (che so essere una delle caratteristiche
della contrazione). Se mi sdraio, passa tutto. Premetto che svolgo una vita
tranquilla, a riposo. Sto prendendo da più di un mese, 2 bustine di Magnosol
al giorno che, secondo il ginecologo, mantengono l'utero rilassato. Poiché
il ginecologo è in ferie e non tornerà prima di una quindicina di giorni,
vorrei sapere se posso stare tranquilla. E vorrei, se possibile, che mi
spiegasse quando davvero debbo preoccuparmi per queste contrazioni. Mi
chiedo: è forse il senso di peso dell'utero, quello che avverto? E, secondo
Lei, sarebbe opportuno assumere della vasosuprina, per poter arrivare almeno
all'ottavo mese? Ho un gran timore di un parto pretermine... La ringrazio
davvero tanto per la disponibilità dimostrata anche in occasione di altri
quesiti da me posti e che hanno trovato sollecita e competente risposta.

Tutte le gravide riferiscono, chi più, chi meno, contrazioni dell'utero,
senso di peso e altre sensazioni varie. L'utero è fatto per lo più di
tessuto muscolare e, come tale, tende a contrarsi. Contrazioni preoccupanti
sono quelle che si ripetono in maniera ritmica con frequenza via via
maggiore, per esempio prima ogni 10 minuti, poi ogni 8, 6, 5 e così via, e
quando l'intensità tende ad aumentare. Quando si verifica questo fenomeno è
bene recarsi in ospedale e farsi controllare. Un metodo per valutare il
rischio di parto prematuro è la valutazione della lunghezza della cervice
effettuata con l'ecografia transvaginale, ma una visita preliminare non va
tralasciata. L'uso della vasosuprina è molto controverso e sembrerebbe che
gli inconvenienti superano i possibili benefici. A me, personalmente, non
piace. Le sconsiglio comunque il "fai da te" e le suggerisco di seguire le
indicazioni del suo ginecologo o, in sua assenza, del collega del pronto
soccorso ostetrico più vicino. Cordiali saluti.