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Esami del sangue


A cura del Dott. Giovanni Buonsanti
Biologo e Specialista in Genetica Applicata


Prolattina

Che cos’è

È l'ormone prodotto dall'ipofisi che, nella donna, dà inizio e mantiene la produzione di latte dopo il parto. È presente in piccole quantità anche nell'uomo.


A cosa serve

Nella donna che lamenta la scomparsa delle mestruazioni, ma non è gravida, tassi di prolattina superiori a 100 mcg/l indicano con molta probabilità un adenoma (neoplasia) dell'ipofisi. Nell'uomo valori elevati possono indicare ipogonadismo. Durante la gravidanza la prolattina aumenta fino a 250 mcg/l immediatamente prima del parto, per poi normalizzarsi in due settimane se la donna non allatta e in 3 mesi circa se allatta. Per stabilire la carenza di prolattina (possibile segno di insufficienza ipofisaria), invece, è necessario ricorrere ad altri test cosiddetti di stimolazione.


Essa aumenta negli adenomi ipofisari prolattina secernenti, nella sindrome di Chiari-Frommel (amenorrea-galattorrea), nell’ipotiroidismo, nel morbo di Addison, nelle infiammazioni e traumi della base cranica, nelle lesioni toraciche, nel carcinoma bronchiale, nel tumore della tiroide, nella suzione prolungata del capezzolo. Inoltre farmaci quali estrogeni, resurpina, alfa-metil-Dopa, fenotiazine, metoclopramide, sulpiride, cimetidina, ranitidina, oppiacei, anfetamine, isoniazide, neurolettici, possono far aumentare i livelli di prolattina. Può aumentare anche in seguito a stress, esercizio fisico ed ipoglicemia.


I suoi valori diminuiscono nel panipopituitarismo: sindrome di Sheehan (nella donna), tumori ipofisari (nell’adulto maschio), craniofaringioma (nel bambino). La L-dopa, bromoergocriptina, apomorfina, metisergide, clonidina sono in grado di farne diminuire i livelli.


Come si svolge l’esame

L’esame si effettua su campione di sangue. È opportuno sospendere tutti i farmaci interferenti (estrogeni ed antidepressivi) 72 ore prima del prelievo. In alcuni casi, è consigliabile eseguire lo studio della prolattina in tre differenti prelievi, distanziati di 15-20 minuti uno dall'altro (con il paziente tenuto a riposo), utilizzando un ago a farfalla da lasciare in vena.


I risultati *

In condizioni fisiologiche i valori di prolattinemia seguono un ritmo circadiano (massimi dopo il sonno REM e minimi al risveglio) pur non superando i 25 ng/ml. Durante la gravidanza aumenta a partire dall'ottava settimana e raggiunge il picco (40-200 ng/ml) verso la 3a settimana, in concomitanza con l'aumento degli estrogeni. Il valore normale nell’uomo varia da 3 a 18 ng/ml di sangue, mentre nella donna varia da 5 a 25 ng/ml di sangue.


* È importante ricordare che i valori delle analisi cliniche possono essere assai diversi a seconda della metodica utilizzata.


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