PROLATTINA
Che
cos’è
È
l'ormone prodotto dall'ipofisi che, nella donna, dà inizio e
mantiene la produzione di latte dopo il parto. È presente in
piccole quantità anche nell'uomo.
A
cosa serve
Nella donna che lamenta la scomparsa delle mestruazioni, ma non è
gravida, tassi di prolattina superiori a 100 mcg/l indicano con
molta probabilità un adenoma (neoplasia) dell'ipofisi. Nell'uomo
valori elevati possono indicare ipogonadismo. Durante la gravidanza
la prolattina aumenta fino a 250 mcg/l immediatamente prima del
parto, per poi normalizzarsi in due settimane se la donna non
allatta e in 3 mesi circa se allatta. Per stabilire la carenza di
prolattina (possibile segno di insufficienza ipofisaria), invece, è
necessario ricorrere ad altri test cosiddetti di stimolazione.
Essa
aumenta negli adenomi ipofisari prolattina secernenti, nella
sindrome di Chiari-Frommel (amenorrea-galattorrea),
nell’ipotiroidismo, nel morbo di Addison, nelle infiammazioni e
traumi della base cranica, nelle lesioni toraciche, nel carcinoma
bronchiale, nel tumore della tiroide, nella suzione prolungata del
capezzolo. Inoltre farmaci quali estrogeni, resurpina,
alfa-metil-Dopa, fenotiazine, metoclopramide,
sulpiride, cimetidina, ranitidina, oppiacei, anfetamine, isoniazide,
neurolettici, possono far aumentare i livelli di prolattina. Può
aumentare anche in seguito a stress,
esercizio fisico ed ipoglicemia.
I
suoi valori diminuiscono nel panipopituitarismo: sindrome di Sheehan
(nella donna), tumori ipofisari (nell’adulto maschio),
craniofaringioma (nel bambino). La L-dopa, bromoergocriptina,
apomorfina, metisergide, clonidina sono in grado di farne diminuire
i livelli.
Come
si svolge l’esame
L’esame si
effettua su campione di sangue. È opportuno sospendere tutti i
farmaci interferenti (estrogeni ed antidepressivi) 72 ore prima del
prelievo. In alcuni casi, è consigliabile eseguire lo studio della
prolattina in tre differenti prelievi, distanziati di 15-20 minuti
uno dall'altro (con il paziente tenuto a riposo), utilizzando un ago
a farfalla da lasciare in vena.
I
risultati
In
condizioni fisiologiche i valori di prolattinemia seguono un ritmo
circadiano (massimi dopo il sonno REM e minimi al risveglio) pur non
superando i 25 ng/ml. Durante la gravidanza aumenta a partire
dall'ottava settimana e raggiunge il picco (40-200 ng/ml) verso la 3a
settimana, in concomitanza con l'aumento degli estrogeni. Il valore
normale nell’uomo varia da 3 a 18 ng/ml di sangue, mentre nella
donna varia da 5 a 25 ng/ml di sangue.
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è importante ricordare che i valori delle analisi cliniche possono essere assai diversi a seconda della metodica utilizzata.
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