Estradiolo: perché e quando si controllano i valori dell’ormone estrogeno

Regola alcune delle funzioni principali dell'apparato riproduttivo femminile, aumenta durante la gravidanza e diminuisce con l'approssimarsi della menopausa: le cose da sapere sull'ormone estradiolo.
Estradiolo: perché e quando si controllano i valori dell’ormone estrogeno

L’estradiolo è il principale ormone estrogeno prodotto dalle ovaie della donna durante il periodo fertile del proprio ciclo mestruale e in particolare durante la fase pre ovulatoria ma viene prodotto, in quantità ridotte, anche dai testicoli dell’uomo. Nella donna svolge una funzione fondamentale in ambito sessuale e riproduttivo, e regola alcune funzioni importanti.

A cosa serve l’estradiolo

Si tratta di un ormone fondamentale per il funzionamento dell’apparato riproduttivo della donna, poiché agisce sull’endometrio, porta alla crescita dei dotti da cui fuoriesce il latte materno dopo la nascita del bambino e impedisce la fuoriuscita dello stesso liquido prima del parto. Nel corso della pubertà determina la crescita degli organi riproduttivi.

Il corpo produce maggiori quantità di estradiolo durante la fase follicolare del ciclo mestruale e i suoi livelli si abbassano notevolmente con l’arrivo della menopausa.

L’esame per valutare i livelli di estradiolo

Il controllo dei livelli dell’estradiolo (o 17 Beta estradiolo) è utile per verificare la presenza di disturbi del ciclo mestruale, l’approssimarsi della menopausa o eventuali problemi legati alle ovaie. In genere l’esame dell’estradiolo è prescritto dopo che per diversi mesi i tentativi di ricerca di una gravidanza non andati a buon fine e si effettua tramite prelievo del sangue.

Anche nel caso di mestruazioni particolarmente dolorose o di ciclo irregolare può essere prescritto l’esame del dosaggio di estradiolo, spesso unito all’analisi di altri ormoni come l’FSH e l’LH.

Spiega il dottor Giovanni Buonsanti:

La valutazione dei livelli plasmatici di questo ormone rappresenta un indice di funzionalità ovarica e dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi. Bassi livelli possono essere presenti in caso di ermafroditismo, pseudoermafroditismo, ipogonadismo ipogonadotropinico, terapia estroprogestinica, sindrome di Turner. Livelli elevati di estradiolo possono essere dovuti a gravidanza, tumori ovarici estradiolo secernenti, tumori testicolari estrogeno secernenti, tumori testicolari con iperplasia surrenale, insufficienza epatica. Il test si effettua su campione di sangue. Per il monitoraggio dell’ovulazione è indispensabile ottenere una serie di campioni nell’arco di un periodo di diversi giorni per valutare le variazioni significative dei livelli di estrogeni durante il ciclo mestruale. È opportuno, inoltre, sospendere 72 ore prima dell’esame farmaci a base di estrogeni e cortisone, che potrebbero influenzare i risultati.

Risultati e valori di riferimento

Se gli esami di laboratorio evidenziano alti livelli di estradiolo non in presenza di gravidanza (poiché durante la gestazione tali livelli si alzano fisiologicamente) è possibile che siano il segnale di alcune patologie come tumori ovarici (o testicolari, nel caso dell’uomo) o tumori al seno e all’utero. Un’elevata concentrazione di estradiolo nel sangue può anche essere indice di endometriosi.

Livelli particolarmente bassi di estradiolo si rilevano invece in menopausa, in alterazioni del ciclo mestruale, in assenza di ovulazione e ipogonadismo.

Aggiunge il dottor Buonsanti:

I valori normali del 17-beta estradiolo variano a seconda della fase del ciclo mestruale. Nella fase follicolare, 0,5-3,5 ng/dl; picco ovulare, 11,5-40 ng/dl; fase lutea, 100-150 ng/l. In menopausa, cioè quando le ovaie interrompono il loro funzionamento, il valore normale scende a 5-27 ng/dl. Nell’uomo, invece, variano da 0,5 a 3,5 ng/dl di sangue. È importante ricordare che i valori delle analisi cliniche possono essere assai diversi a seconda della metodica utilizzata.