A cura del Dott. Giovanni Buonsanti
Biologo e Specialista in Genetica Applicata
Colesterolo (totale, HDL, LDL)
Generalità
Il colesterolo presente in circolo è per tre quarti di origine endogena e per un quarto proveniente dall'assunzione alimentare; il colesterolo endogeno viene biosintetizzato in molti tessuti, ma principalmente nel fegato e nella parete intestinale. Incrementi nei livelli di colesterolo rappresentano un importante fattore di rischio cardiovascolare, specie se associati a ipertensione, sovrappeso ed altri fattori di rischio.
Il colesterolo viene utilizzato come "materia prima" per la costruzione delle membrane che avvolgono le cellule, quindi durante la gravidanza è del tutto normale un incremento anche sensibile dei livelli di colesterolo totale.
Esami di laboratorio
L'esame di laboratorio si effettua con un semplice prelievo di sangue a digiuno, ed i valori riscontrati non dovrebbero superare i 200 ml/dl. Valori particolarmente bassi si possono riscontrare in caso di gravi patologie del fegato e, più frequentemente, in caso di ipertiroidismo. Valori più elevati indicano invece un dis-metabolismo lipidico, alla cui base può esserci un'alimentazione sbilanciata oppure alcune condizioni patologiche come l'ipotiroidismo, la sindrome nefrosica, il diabete. Anche l'equilibrio ormonale, l'età, il sesso e la gravidanza sono fattori che influiscono sui livelli di colesterolo. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità più un italiano su due ha livelli di colesterolo più elevati rispetto ai valori consigliati: il 35% circa si trova in una condizione cosiddetta “border-line”, con valori compresi tra 200 e 239, mentre il 25% circa ha un valore uguale o superiore a 240 mg/dl.
Esiste anche una forma congenita di ipercolesterolemia, l'ipercolesterolemia familare (FH). I soggetti portatori di FH hanno elevati livelli di colesterolo pur osservando una dieta molto povera di grassi: si tratta di una condizione ereditaria cosiddetta “autosomica dominante”; in pratica i portatori, che si caratterizzano per avere livelli di colesterolo compresi tra 220 e 500 mg/dl, hanno una probabilità su due di trasmettere la malattia ai loro figli, a prescindere dal sesso dei nascituri. Se entrambi i genitori sono portatori di IF esiste la probabilità (del 25% circa) che il nascituro sia affetto dalla forma omozigote, particolarmente grave se non curata, in cui i livelli di colesterolo possono raggiungere anche i 1.000 mg/dl.
Le HDL (High Density Lipoproteins) sono lipoproteine deputate al trasporto del colesterolo dalle cellule verso il fegato, dove viene trasformato in acidi biliari per l'espulsione finale attraverso le vie digestive; si tratta di molecole addette quindi allo smaltimento del colesterolo e quindi svolgono un ruolo protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari, contrastando l'accumulo di colesterolo; il colesterolo HDL svolge questo ruolo se presente in concentrazioni piuttosto elevate, generalmente superiori a 35-40 mg/dl.
Le LDL (Low Density Lipoproteins) vengono sintetizzate dal fegato a partire dalle VLDL (Very Low Density Lipoproteins) ricche di trigliceridi; elevati valori di colesterolo LDL nel sangue (che generalmente è ritenuto normale quando inferiore a 130 mg/dl), sono fortemente associati ad incremento del rischio cardiovascolare.
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