Il rispetto del bambino prenatale

Il rispetto del bambino prenatale

Se rispetto del bambino significa che egli ha il diritto di essere ascoltato, capito, accettato e amato così com’è, ricevendo adeguati feedback ai suoi messaggi, sostegno e apprezzamento positivo nelle sue iniziative; allora anche il bambino prenatale ha il diritto di essere ascoltato, capito, accettato e amato così com’è, ricevendo adeguati feedback ai suoi messaggi, sostegno e apprezzamento positivo nelle sue iniziative.

L’educazione prenatale è, in fondo, la promozione di una buona relazione nella triade (mamma, papà, bimbo) in formazione. Per giungere a questo scopo è necessario fornire alla coppia adeguate informazioni circa le loro competenze emozionali e circa le capacità che il loro piccolo bimbo ha di mettersi in relazione con loro e di vivere la propria esistenza fisica e psichica.

Quando inizia l’educazione prenatale? La domanda ne sottende un’altra e forse altre mille. Quando si concepisce un figlio? Esiste un figlio “desiderato”, in qualche modo “virtuale” e ne esiste uno reale, quello vero spesso vissuto come “estraneo” e comunque non conforme alle aspettative. Il bimbo ideale è quello caricato di desideri, ideali e aspettative dei genitori e pesca direttamente nel bimbo che ognuno ha dentro di sé, un “bimbo interiore” su cui l’adulto modella l’immagine del figlio desiderato. Allo stesso modo esistono due gravidanze, quella ideale e quella reale.

=> L’ascolto attivo-emotivo tra la madre e il bimbo prenatale

Ogni gravidanza è unica e irripetibile come lo è ogni bambino. È quindi davvero importante imparare a relazionarci con il nostro bambino attraverso la relazione concreta e l’esperienza diretta; l’attesa del bimbo ideale deve gradualmente lasciare il posto con l’individuo particolare che mettiamo al mondo.

A cura di Dr. Cristina Fiore – Formatore – Prenatal Tutor