I colori dell’arcobaleno

I colori dell’arcobaleno

C’era una volta un pensiero, sulla Luna, un pensiero colorato come un arcobaleno. Erano le idee di una mamma e di un papà che lo avevano formato. Aveva suoni, quel pensiero, e risposte a mille domande. Non aveva ancora un corpo, era una nuvola di energia e di bellezza ma non aveva peso. Era accarezzato e dipinto, disegnato e ritoccato, evocato, voluto, amato e sognato. Stava lì, senza fisicità , a pensare che, forse, con un corpo avrebbe potuto fare tante cose che nel suo stato attuale non erano concesse. E qualcosa successe, e quel pensiero si preparò a diventare anche corpo.

Sapeva di dovere essere due prima di divenire uno e poi di dovere dividersi e ancora dividersi per crescere e sopravvivere’ tanta fatica lo aspettava. Sentiva intorno a sé una grande agitazione, percepiva tumulti di pensieri che galoppavano intorno a lui che lo ridefinivano e lo calcolavano. Il pensiero colorato di arcobaleno, che là sulla Luna, era circondato solo da cose belle e da dolci parole, stava scendendo giù verso un vortice che un po’ lo spaventava.

I colori che lo avevano vestito non erano più così vivi, tutto era diventato più buio. Doveva diventare unico e reale, acquisire un’identità che ancora non conosceva e che nessuno conosceva. Diventava qualcuno e non qualcosa, perdeva i colori e acquistava un corpo. Che strano! Il diritto di essere gli aveva fatto perdere le sue 1000 forme, quelle che gli avevano regalato le idee di mamma e papà e dei nonni e di quelli che lo avevano pensato e voluto. Solo una forma gli era concessa, la sua vera forma, quella che dovevano imparare a conoscere anche gli altri.

Così, una volta riconosciuto come unico e vero, avrebbe ripreso tutti i colori dell’arcobaleno.