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L’evoluzione della contraccezione

Sin dall’antichità  le donne hanno dovuto trovare ed inventare metodi per controllare le nascite, dalle pratiche delle antiche Egiziane che introducevano in vagina sterco di coccodrillo, alle ricette antifecondative dei Cinesi.

Nel mondo greco-romano si ricorreva di frequente all’aborto, ma già  Plinio (100 a.c.) esprimendosi sul controllo delle nascite, ne parlava in termini di prevenzione del concepimento.

Successivamente, con il cristianesimo, si assiste al diffondersi nei paesi occidentali di una dottrina rigidamente ostile ad ogni pratica contraccettiva, che resisterà  fino alla fine del Medio Evo. Nonostante ciò continueranno a diffondersi in Europa pratiche anticoncezionali di ogni tipo, per vedere costituirsi alla fine dell’Ottocento, il movimento per la Legalizzazione dell’Anticoncezione di Margaret Sanger.

Inizia l’epoca in cui anche la ricerca scientifica si occuperà  di questo argomento, a partire da Beard nel 1897 e Prenant nel 1898, che osservarono come durante la gravidanza l’ovulazione fosse soppressa e così dopo che Hermann e Stein dimostrarono nei ratti che estratti ovarici potevano inibire l’ovulazione, Haberlandt nel 1924 suggerì l’impiego degli ormoni ovarici per il controllo della fertilità.

Per la scoperta della pillola anticoncezionale fino ad oggi usata si dovrà  aspettare ancora un po’, per giungere a circa 50 anni fa con Carl Dejerassi e Gregory Pincus, che segnarono la prima tappa della liberazione sessuale della donna e contemporaneamente testimonianza certa dell’avvenuta scissione tra riproduzione e piacere sessuale.

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Oggi si continua in questo senso nella ricerca e nelle scoperte, arrivando alle ultime notizie di ritrovati scientifici di nuova generazione, come l’Implanon, che hanno salutato la tradizionale pillola anticoncezionale!

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