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Contraccezione
METODI CONTRACCETTIVI
NATURALI
La
maggior parte dei metodi contraccettivi naturali richiede un’ottima
conoscenza del corpo e una partecipazione attiva della donna perché
la loro sicurezza sia tale da esser presi seriamente in
considerazione. Usare un metodo contraccettivo naturale con
superficialità comporta un’altissima percentuale di fallimento.
Proprio questa difficoltà li ha resi per l’opinione pubblica o poco
sicuri o di difficile e lungo apprendimento senza garanzia alcuna. Solo
con l’aiuto di nuove tecnologie che eseguono l’elaborazione dei
dati raccolti automaticamente e danno un’indicazione di fertilità
giornaliera, la contraccezione naturale è diventata sicura e
accessibile per tutte le donne in età fertile.
Metodi contraccettivi naturali tradizionali
Il coito interrotto
Il
coitus interruptus consiste in un comportamento sessuale controllato da parte dell’uomo, che riesce ad arrivare all’orgasmo ma estrae il pene dalla vagina prima dell’eiaculazione.
è il metodo più diffuso, ma la sua efficacia è molto scarsa: 30% e più di fallimento ed è quindi sconsigliato.
Il metodo Ogino-Knaus
Si basa su alcune considerazioni importanti:
1) avvenuta l’ovulazione la mestruazione compare dopo un periodo fisso di circa 12-16 giorni (fase luteale);
2) gli spermatozoi sopravvivono nell’apparato genitale femminile per circa 72 ore;
3) l’ovocita può essere fecondato entro 24 ore dallo scoppio del follicolo. Consente di fare una “predizione” del momento fertile, considerando fecondi i giorni che vanno dal 10° al 18° giorno a partire dall’inizio dell’ultima mestruazione.
Nei calcoli necessari per l'applicazione di questo
metodo, la numerazione dei giorni del ciclo mestruale è fatta a
ritroso, dall'inizio delle mestruazioni che chiudono il ciclo
stesso. La ragione di questo "conto alla rovescia" sta nella
constatazione che la fase luteale del ciclo ha una durata più
uniforme nelle diverse donne che non la fase follicolare. Perché il
sistema di calcolo di Ogino-Knaus (dal nome dei due medici che
l'hanno elaborato) abbia una sufficiente validità per una singola
donna, occorre che sia conosciuta il più precisamente possibile la
durata esatta del ciclo mestruale: si ritiene che ciò sia possibile
dopo l'osservazione della durata di 12 cicli successivi, e i calcoli
possono essere fatti con probabilità di successo se tali cicli
presentano una sufficiente regolarità (con variazioni massime da 25
a 31 giorni, il che avviene nel 75% circa delle donne).
Qualche esempio chiarirà la questione. Una donna con
un ciclo di 28 giorni sarà fecondabile dal decimo al diciassettesimo
giorno del ciclo, mentre una donna con ciclo di 31 giorni lo sarà
dal tredicesimo al ventesimo. Quando la durata dei cicli mestruali
non è regolare, evidentemente il calcolo dei giorni fertili diviene
più incerto. Esso è calcolato adottando la seguente formula: primo
giorno di fertilità = durata del ciclo più breve - 18; ultimo giorno
di fertilità = durata del ciclo più lungo - 11. Anche qui un esempio
contribuirà a chiarire la questione nel caso di una donna per la
quale i cicli dell'anno precedente abbiano variato tra un minimo di
25 giorni e un massimo di 31, il primo probabile giorno di fertilità
sarà il settimo giorno del ciclo (25 - 18 = 7) e l'ultimo probabile
giorno di fertilità sarà il ventesimo (31 - 11 = 20).
In realtà, il metodo di Ogino-Knaus difficilmente può
essere applicato senza che la donna sia stata guidata da un
ginecologo al quale siano state presentate le date d'inizio delle
mestruazioni degli ultimi dodici cicli. Una parte almeno degli
insuccessi registrati con questo metodo deve essere ascritta a
errori di calcolo, piuttosto che a insufficienza del metodo stesso.
Ciò è chiaramente dimostrato da due statistiche americane: nella
prima, condotta in ambiente colto è risultata una percentuale del
14% di gravidanze accidentali; nella seconda, condotta senza tenere
conto dell'ambiente, è stata registra una percentuale del 38% di
gravidanze indesiderate. Come si vede, i risultati sono molto
variabili, e in complesso il metodo fornisce un grado di sicurezza
piuttosto basso.
Temperatura basale
Si basa sul fatto che durante l’ovulazione si ha un aumento della temperatura basale e si segue quindi, con un diagramma, l’andamento della febbre interna. Tra i numerosi limiti di questo metodo probabilistico,
applicato manualmente, vi è il fatto che non individua l’inizio del periodo fertile ma solo la sua fine.
Inoltre, poiché le variazioni di temperatura in
questione sono molto piccole (dell'ordine di pochi decimi grado), è
importante sottolineare che per ottenere buoni risultati con questo
metodo occorre ridurre al minimo tutte le possibili cause di
variazione accidentale. Ciò si ottiene prendendo alcune precauzioni
elementari: anzitutto, la temperatura deve essere misurata sempre
con lo stesso termometro (due termometri diversi, per quanto
precisi, non danno mai valori identici); occorre poi che la
misurazione sia fatta, ogni giorno, il mattino subito dopo il
risveglio, sempre alla solita ora.
La misura della temperatura ascellare presenta troppe
variazioni per fornire dati sufficientemente precisi; occorre,
perciò, ricorrere alla misura della temperatura rettale (o di quella
vaginale). Osserviamo qui, per inciso, che i valori così ottenuti
sono un po' superiori a quelli rilevabili al cavo ascellare, ma sono
soggetti a variazioni minori. Se la misura della temperatura rettale
o vaginale suscita una ripugnanza invincibile, si può ripiegare su
quella buccale.
Una volta misurata la temperatura, il suo valore deve
essere immediatamente trascritto su un grafico, facilmente
ricavabile da un semplice foglio di quaderno quadrettato. Su di esso
è, inoltre, opportuno segnare, con simboli, le possibili cause di
anormali aumenti della temperatura corporea (raffreddori, mal di
denti, viaggi, notti bianche, rapporti sessuali mattutini ecc.).
La curva tipica può essere così descritta: dalla fine
delle mestruazioni fino al quattordicesimo giorno, la temperatura
rettale si mantiene al di sotto dei 37°C, con un relativo
abbassamento dal dodicesimo al quattordicesimo giorno e, talvolta,
un minimo netto in corrispondenza della fase precedente
l'ovulazione. Nei due o tre giorni successivi, si osserva un
graduale aumento della temperatura rettale, che si stabilizza poi,
fino alla fine del ciclo (inizio delle mestruazioni successive), su
valori intorno a 37,1-37,2°C e ricade a 37°C il giorno precedente
l'inizio delle mestruazioni. Lo stabilizzarsi della temperatura su
valori al di sopra dei 37°C è segno dell'entrata in funzione del
corpo luteo, e quindi dell'avvenuta ovulazione.
Il metodo termico, nella sua variante "rigida",
consente i rapporti sessuali solo dal secondo giorno di
stabilizzazione della temperatura (plateau termico): in questo modo,
si ottengono ottimi risultati (il tasso di insuccessi è inferiore
all'1%). Va osservato però che non tutte le donne presentano una
curva termica facilmente interpretabile e, in certi casi, l'aumento
della temperatura è molto graduale e non si ha la stabilizzazione
sul plateau che molto avanti nel ciclo: ne consegue, per questa
ragione, una forte limitazione dei rapporti sessuali. La variante
"semirigida" cerca di ovviare a quest'inconveniente, poiché consente
i rapporti dal terzo giorno di ascesa della temperatura, purché essa
sia progressiva e avvenga alla data abituale. I risultati sono un
po' meno soddisfacenti (4% di gravidanze).
Il metodo del muco cervicale – Billing’s
Al fine di caratterizzare meglio il momento dell'ovulazione, è stata
proposta l'osservazione diretta da parte della donna del muco
cervicale espulso all'esterno, che subisce modificazioni durante la fase preovulativa, diventando più abbondante, chiaro e viscoso anche in considerazione delle trasformazioni chimico-fisiche. Il tutto è determinato dalla secrezione degli estrogeni e consente una maggiore risalita degli spermatozoi. Richiede quindi un adeguato addestramento nell’individuare i cosiddetti periodi “asciutti” e periodi “bagnati”.
Alcune donne possono dire con esattezza il momento
ovulatorio, perché avvertono una lieve sintomatologia dolorosa
pelvica, in corrispondenza dell'ovaio destro o sinistro, proprio in
coincidenza con l'ovulazione. In alcuni casi infine il fenomeno
ovulatorio si accompagna con la perdita dai genitali di piccole
tracce di sangue, che in questo caso ha significato fisiologico e
rappresenta uno dei segni più esatti d'ovulazione.
Metodo sintotermico
(o misto)
Con i metodi precedenti, i rapporti sessuali sono consentiti
praticamente solo nei 10-12 giorni che precedono le mestruazioni
(nei casi in cui l'aumento della temperatura è nettamente
rilevabile), ma possono ridursi a 7-8, se l'aumento non è evidente e
netto. Di conseguenza, è stato proposto di utilizzare i calcoli del
metodo di Ogino-Knaus per la prima parte del ciclo, e il metodo
della temperatura basale per la seconda. Il metodo che ne risulta,
detto misto, è meno efficace del metodo termico da solo, ma più
efficace di quello di Ogino-Knaus: il tasso d'insuccessi si aggira
sul 10% di gravidanze accidentali.
Metodi
contraccettivi naturali
tecnologici
Negli
ultimi tempi sono stati realizzati una serie di minicomputer,
cosiddetti “indicatori di fertilità” che solo dopo accurati test
da istituti indipendenti sono stati messi a disposizione delle donne
interessate.
è
stata la lungimiranza del Dr. Hubertus Rechberg (Germania) negli anni
80 che ha portato allo sviluppo di questi contraccettivi tecnologici.
“è
necessario che una donna sia costretta ad adottare un metodo
anticoncezionale che grava sulla sua salute, il suo benessere e la sua
vita sessuale, solo perché durante il suo ciclo per ca. 7 giorni, 6
prima dell’ovulazione e uno dopo, potrebbe rimanere incinta?”
è stata la domanda che il Dr.Hubertus Rechberg (Germania) si
era posto. La risposta è stata "NO" ed è stato allora -
nel 1987 - che il metodo
contraccettivo da lui ideato e sviluppato, assieme a ginecologi,
programmatori e biomatematici, ha preso forma.
Così
sono nati i minicomputer per la Pianificazione Familiare Naturale,
per la contraccezione naturale, sicura e la procreazione. Si tratta di
strumenti tecnologici che, basandosi sull’analisi della temperatura
basale rilevata in modo sublinguale con un apposito termosensore,
garantiscono una sicurezza contraccettiva del 99,3% e un Indice
Pearl dello 0,7 pur essendo naturali e semplici da usare.
Metodi
contraccettivi naturali
TESTER
Negli
anni 90 alcune società iniziarono a distribuire prodotti che
attraverso la rilevazione
dell’LH (ormone luteotropo) dell’urina
promettevano una elevata sicurezza contraccettiva.
Questi cosiddetti
“Tester” però indicano nelle loro istruzioni d’uso notevoli
restrizioni. Così non possono esser usati da donne con cicli
irregolari, che stanno allattando, ecc. L’esperienza però ha
ampiamente dimostrato che le indicazioni di questi “tester” non
sono così esatte, e tante sono state e sono a tutt’oggi le gravidanze
indesiderate alle quali hanno portato.
Ormai è
scientificamente provato che LH nell’urina della donna cambia solo ca. 2 giorni prima
dell’ovulazione, troppo tardi per una contraccezione
efficace, dato che gli spermatozoi
del seme hanno capacità fecondativa per circa 5 giorni. Questi “tester” si presterebbero di più per
donne che cercano una gravidanza piuttosto che il contrario.
Ogni
tanto vengono messi in commercio altri tipi di “tester” che
dichiarano di rilevare l’ovulazione attraverso la saliva.
Ricerche e Test indipendenti hanno però evidenziato che questi
prodotti sono assolutamente inaffidabili, traendo in inganno
l’inerme consumatore.
(Effectiveness
of Cycle Monitors to Identify the Fertile Window: Prof. Dr. Günter
Freundl del 26.03.2003). |