Anello anticoncezionale a rilascio ormonale: cos’è e come funziona

Tra i diversi metodi di contraccezione c'è anche l'anello anticoncezionale a rilascio ormonale: si tratta di un anello trasparente di plastica, che viene utilizzato in alternativa alla pillola contraccettiva.
Anello anticoncezionale a rilascio ormonale: cos’è e come funziona

Per le donne che vogliono evitare gravidanze indesiderate esistono diversi metodi contraccettivi, che si dividono in genere tra quelli cosiddetti “di barriera” (profilattico, spirale e diaframma) e quelli ormonali (pillola, cerotto, anello anticoncezionale). Vediamo come funziona quest’ultimo, detto anello anticoncezionale o vaginale, usato, secondo le stime, da circa 1,5 milioni di donne nel nostro Paese.

Cos’è l’anello anticoncezionale NuvaRing?

In Italia ad oggi esiste un solo tipo di anello anticoncezionale (si acquista in farmacia, dietro prescrizione medica), ed è il NuvaRing. Si tratta di un dispositivo realizzato con un particolare tipo di plastica, è spesso circa 4 millimetri lungo il bordo e ha un diametro che ne misura 54. All’interno dell’anello si trovano due tipi di ormoni femminili, progestinico e estrogeno, che vengono rilasciati lentamente e a basse quantità ed entrano in circolo impedendo la fecondazione dal momento che i due ormoni impediscono il rilascio della cellula uovo da parte delle ovaie.

Come nel caso degli altri anticoncezionali ormonali l’anello non protegge da malattie sessualmente trasmissibili, ma impedisce gravidanze indesiderate con un’efficacia di oltre il 99%.

Come funziona l’anello anticoncezionale NuvaRing?

Perché l’anello funzioni correttamente è necessario seguire attentamente le indicazioni di utilizzo. L’anello NuvaRing va inserito in vagina il primo giorno delle mestruazioni e va rimosso dopo tre settimane esatte. Si consiglia la rimozione alla stessa ora in cui è stato inserito: se, ad esempio, l’inserimento è stato effettuato un lunedì mattina alle 9, è bene rimuoverlo il lunedì della terza settimana successiva sempre di mattina e sempre alle 9: in caso di ritardo superiore alle tre ore l’efficacia della contraccezione potrebbe ridursi. Durante l’intervallo di una settimana in cui l’anello viene rimosso dovrebbe verificarsi quella che viene chiamata “emorragia da sospensione“, un sanguinamento vaginale che si manifesta in genere dopo 2 o 3 giorni dalla rimozione dell’anello, simile alle mestruazioni.

Il nuovo anello andrà riposizionato dopo una settimana esatta dalla rimozione (sempre lo stesso giorno e sempre alla stessa ora), anche in presenza di sanguinamento. Solo con il primo utilizzo dell’anello, e solo durante la prima settimana, si consiglia di utilizzare come metodo contraccettivo in aggiunta anche il preservativo per assicurare la protezione da gravidanze indesiderate. Nel caso si voglia utilizzare l’anello anticoncezionale dopo un parto o un aborto è necessario consultarsi con il proprio medico.

Controindicazioni all’uso dell’anello anticoncezionale

Trattandosi di un contraccettivo ormonale l’utilizzo dell’anello anticoncezionale NuvaRing è sconsigliato in presenza di alcuni fattori di rischio, di cui è bene informare il proprio medico. Nelle donne che fumano e hanno più di 35 anni, ad esempio, potrebbe aumentare il rischio di ictus o attacchi cardiaci. In caso di allattamento, poi, è sconsigliato l’utilizzo dell’anello anticoncezionale.

Altri fattori da tenere presenti sono diabete, sovrappeso, ipertensione, disturbi cardiaci, emicranie, epilessia, colesterolo alto, familiarità con i tumori, patologie epatiche e altre. Alcuni farmaci potrebbero poi diminuire l’efficacia della contraccezione garantita dall’anello: anche in questo caso è bene discutere con il proprio medico dell’eventuale presenza di terapie farmacologiche in corso. Lo stesso medico saprà indirizzare la donna verso il metodo contraccettivo più adatto alla propria condizione clinica.

anello anticoncezionale Nuvaring

Come inserire l’anello anticoncezionale

L’applicazione dell’anello anticoncezionale NuvaRing è semplice, bisogna seguire però alcune indicazioni precise, fornite anche dal medico al momento della prima prescrizione.

Tanto ovvio quanto fondamentale è lavarsi bene le mani prima di inserire l’anello per evitare l’introduzione di batteri e quindi possibili infezioni. Una volta scelta la posizione più comoda (che può essere sdraiata, seduta o in piedi) si prende l’anello e lo si comprime tra pollice e indice, quindi lo si spinge all’interno della vagina finché non si avverte più la sua presenza. Nel caso si continuasse a percepire la sensazione di fastidio data dalla presenza i un corpo estraneo si consiglia di spingere ulteriormente l’anello all’interno della vagina, sempre con delicatezza.

Al termine delle tre settimane durante le quali sono state rilasciate le basse quantità di ormoni che impediscono la gravidanza l’anello NuvaRing va quindi rimosso, e dopo i sette giorni di sospensione durante i quali si verificano le mestruazioni ne va inserito uno nuovo, lo stesso giorno della settimana e alla stessa ora dell’inserimento precedente.

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