Marijuana, in Usa sempre più gestanti la usano per combattere la nausea

Marijuana, in Usa sempre più gestanti la usano per combattere la nausea

È senza ombra di dubbio poco etico associare gravidanza e cannabis, ma molte donne americane – soprattutto giovani tra i 20 e i 30 anni – in particolare durante il primo trimestre di gravidanza, fumano marijuana per alleviare nausea e stress.

La marijuana (erba, cannabis, canna, spinello) è una sostanza psicoattiva ricavata dalla pianta della canapa, utilizzata a scopo voluttuario o, più raramente, terapeutico. In Italia l’uso a scopo voluttuario è vietato dalla legge, mentre è da poco stato autorizzato l’utilizzo a scopo medico per la terapia del dolore.

A quanto pare, in America le gestanti utilizzano la cannabis anche come antidolorifico, quando negli ultimi mesi di gravidanza cominciano a sentire male alle gambe, o per agevolare il sonno quando il pancione fa dormire poco e male.

Un sondaggio effettuato su donne americane incinte – ne dà notizia il New York Times – ha rivelato che in generale circa il 4% delle gestanti ha fumato marijuana nel mese precedente l’indagine, contro il 2,4% del 2002. Ma tra le più giovani – 18-25 anni – attualmente il consumo di marijuana in dolce attesa è pari al 7,5%.

Secondo gli esperti, la preoccupazione è che nel nuovo clima di liberalizzazione della marijuana, le donne pensino che non abbia alcun effetto negativo sulla salute del bambino che si porta in grembo. La marijuana contiene circa 400 sostanze chimiche, ed i suoi effetti in gravidanza possono quindi avere conseguenze negative sulla salute del nascituro. Infatti, il principale principio attivo del fumo di marijuana – il Δ9-THC (Δ9-tetra-idrocannabinolo) – date le sue caratteristiche lipofile, sarebbe in grado di attraversare sia la barriera placentare che quella emato-encefalica del feto, arrecando gravi danni per la sua salute.

La situazione si aggrava quando l’approvvigionamento della cannabis avviene attraverso canali non controllati. Nelle preparazioni reperibili in strada possono esserci tracce più o meno significative di altre molecole (altre sostanze d’abuso, antiparassitari, ecc), per questo motivo è molto difficile trarre stime definitive sui rischi derivanti dell’uso della marijuana in gravidanza.