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Dott.ssa Valentina Scoppio

Libera professionista e consulente per il Centro Bioroma,
specializzato nella cura della sterilità e nelle tecniche di fecondazione assistita.

2012:          Diploma di Analista Transazionale C.T.A. (Certified Transactional Analyst) specializzata in psicoterapia presso l'EATA (Associazione Europea di Analisi Transazionale)
2012:           Diploma di Specializzazione in Psicoterapia
2007 – 2011: Scuola Superiore di Specializzazione in Psicologia Clinica presso  l’Università Pontificia Salesiana. Riconosciuta dal MURST (D.D. 18.11.1994, G.U. 7.12.1994)
2010:          Qualifica di Counsellor Professionista in ambito psico-educativo riconosciuto dal Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti (CNCP)
2007:          Iscrizione all'Albo degli Psicologi del Lazio n. 15398
2007:           Abilitazione presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
2007:           Laurea Specialistica in Psicologia conseguita presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Pontificia Salesiana con votazione summa cum laude (30L/30) dal titolo Volere un figlio nonostante tutto. I vissuti psicologici ed emotivi della sterilità e della procreazione medicalmente assistita

 ESPERIENZE PROFESSIONALI

 2009 – 2011: Counseling individuali presso il C.E.P.I. Centro di Prevenzione e Intervento Psicologico dell’Università Pontificia Salesiana di Roma
2009:          Relatrice al convegno “La sterilità di coppia patologia del III millennio: diagnosi e terapia” promosso dalla Casa di Cura Privata Di Lorenzo e dal Centro Alba (primo livello di PMA) di Avezzano, con intervento dal titolo “L’impatto psicologico dell’infertilità
2009:           Co-autrice della ricerca presentata al 8th Congress of the European Society of Gynecology presso il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Saxia Borgo Santo Spirito, Roma, dal titolo “Characteristics of personality, anxiety, depressed mood and psychological stress: the emotive impact of Assisted Reproductive Technology (ART) on a sample of Italian women
2009:           Consulente psicologa per la casa farmaceutica Organon Italia S.p.A
2008:          Intervista, in qualità di esperta, per il periodico on-line “La Voce di Tutti” dal titolo “Sterilità e P.M.A., i vissuti ‘figli del 15%’”

– Conoscenza e applicazione di tecniche psicodiagnostiche strutturate e proiettive

– Tirocini di Specializzazione con soggetti disabili fisici, psichici e psichiatrici

– Partecipazione a seminari, convegni e conferenze per un aggiornamento e una formazione costanti

– Collaboratrice della Rivista telematica semestrale di Psicologia e Psicoterapia del Centro Italiano Sviluppo Psicologia

– Adesione al protocollo d’intesa tra Guardia di Finanza e Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi

– Socia dell’Istituto di Ricerca sui Processi Intrapsichici e Relazionali (IRPIR)

– Socia della Società Italiana di Analisi Transazionale (SIAT)

– Socia dell'Associazione Europea di Analisi Transazionale (EATA)

 

 

RECAPITI

Largo Millesimo, 19 – Roma
Cell. 345.1043587
Email: [email protected]
Web: www.valentinascoppio.it

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Medico Risponde - Psicologia

Dubbi di autismo sul mio bimbo

Buongiorno,ho dei dubbi sul mio bimbo lui è in cura per una tubolopatia, ma nel frattempo gli hanno notato alcuni comportamenti strani tipo lo sfarfallamento mani e piedi non segue con lo sguardo quando ci si parla sempre e nelle frasi non hanno un senso logico, usa spesso linguaggio non verbale. Mi hanno messo un dubbio di spettro autistico, ma cmq è un bambino affettuoso, abbraccia tutti. Sono confusa e questa notizia mi è stata data proprio nel momento in cui avevamo deciso di pensare ad un altro bimbo. Lei mi può aiutare, davvero sono segni di autismo? La ringrazio!!!

Medico Risponde - Psicologia

Come superare gli avvenimenti spiacevoli del passato?

Salve, volevo qualche consiglio per come superare degli avvenimenti spiacenti accaduti nel passato. Sono passati già 4 anni ma non riesco ad andare avanti. Vorrei sapere se c’è qualche terapia per cercare di superare tutto ciò che nella vita ci segna negativamente.Grazie

Medico Risponde - Psicologia

"Ho paura di perdere il bambino"

Buonasera,ho bisogno di consigli, rassicurazioni e conforto! La verità è che ho paura, tre anni fa ho perso un bimbo a tre mesi perche bradicardico, da circa 5 settimane ora, a 33 anni ho scoperto di aspettare nuovamente. Le beta sono arrivate a 5 mila, ho fatto la visita e l’embrione si è impiantato bene nell’utero.Il problema è che soffro per tanti traumi di depressione maggiore, bipolarismo e attacchi di panico. Prendo farmaci da 11 anni. A volte ho periodi in cui sto bene altri... beh lasciamo stare.La mia terapia attuale è di Depakin crono 700 mg al giorno, Cymbalta 60 mg, Xanax 3 volte al giorno 20 gocce e Rivotril 5 gocce al giorno. Da quando ho finito la visita sono caduta nello sconforto totale, il ginecologo mi ha detto che appena entrerò nell’embrionesi dovrò sospendere o sostituire i farmaci, perché o la gravidanza va avanti o si ferma!Purtroppo tutti si aspettano che starò bene e che non mi succederà nulla ma io ed il mio neurologo sappiamo che una paziente con la mia patologia alla quale viene tolta la terapia può cadere facilmente.Io mi sento uno straccio, ho paura, già mi sta riprendendo l’ansia, voglio questo figlio ma non voglio essere la causa anche della morte di questo. Non so che fare, mi piacerebbe essere forte, ma se non ho smesso i farmaci in 11 anni come potrò farlo ora? C’è qualcuna nella mia situazione o che prende questi farmaci?Grazie

Medico Risponde - Psicologia

Possibile che io non sprizzi gioia da tutti i pori come tutte le altre donne in attesa?

Ho scoperto da poco di essere incinta. L'abbiamo cercato, ma in modo molto tranquillo senza contare i giorni fertili come fanno tante. Diciamo che mi sono affidata al destino e in un mese mi sono ritrovata incinta! Neanche il tempo di realizzare la cosa. Infatti mi sento spaesata, mi sembra una cosa stranissima. Sto provando mille emozioni. Premetto che sono una persona insicura di mio. Mi faccio mille domande ogni volta. Ciò che mi preoccupa è leggere le altre donne che scoppiano di felicità mentre io mi sento più che altro impaurita da tutta questa nuova situazione. Ma perché? È normale? Possibile che io non sprizzi gioia da tutti i pori come le altre?

Medico Risponde - Psicologia

Dolore durante eccitamento sessuale senza contatto

Buongiorno, ho 25 anni, non sono certa se la domanda sia più adatta nella sezione psicologia o ginecologa, la pongo in questa sezione presumendo sia più un fattore prima psicologico e poi fisico. Da poco più di un anno ho rapporti sessuali completi che però mi portano dolore durante l'atto sessuale con assenza di piacere. In seguito, i dolori si sono attenuati e in certe occasioni sono totalmente assenti ma, nonostante questo, non vi è piacere durante l'atto. Vivo molto male questa situazione. In conseguenza a questo fenomeno, da circa qualche mese, si è manifestato un altro problema che più mi ha allarmato: provo dolore anche senza contatto fisico ma solo in conseguenza all'eccitamento iniziale. Sebbene sia molto più raro (rispetto a prima di iniziare attività sessuale), questa situazione non preclude che provi ugualmente piacere senza, però, la penetrazione. Il partner è sempre lo stesso e la relazione dura da diversi anni (quindi escludo si tratti di ansie da rapporti occasionali o altro). Un'ulteriore precisazione: il rapporto è sempre protetto e l'eiaculazione, per ulteriore sicurezza, non avviene mai all'interno, quindi escludo anche ansia che possa derivare da gravidanze indesiderate.Cosa posso fare? È un problema risolvibile da solo, oppure il fatto che l'ho trascurato per molto tempo, che ha comportato questo nuovo sintomo, lo ha reso più grave? Vi ringrazio.

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Perché mia figlia a 27 mesi ancora non parla?

Buongiorno,sono la mamma della piccola Aurora e sono veramente preoccupata. Aurora è nata il 6/03/2014, ora ha 27 mesi. È una bambina molto vivace, non sta ferma un attimo, corre, gioca, ama andare in piscina, ma parlare sembra che proprio non le interessi. Quando vuole qualcosa indica, o mi dà la mano e mi porta davanti all’oggetto desiderato, oppure se riesce se lo prende da sola. Dice qualche parolina tipo mamma, papà, ti (vuole dire si), otta (scotta), goal, bau (quando vede un cane), kikiriki (verso del gallo), pa (palla). La cosa strana è che quando dice qualche parola nuova, tipo CIAO MASHA, poi non la ripete... magari passano anche due mesi prima che la ridice... Se insisto a farle ripetere le parole è peggio. La parola che ripete sempre è goal... ama giocare a palla. Frequenta l'asilo da gennaio... Cosa posso fare per aiutarla? Dimenticavo di dire che è una bimba molto lagnosa, e testarda... quando si mette in testa di fare una cosa quella deve fare e basta! Ringrazio anticipatamente

Medico Risponde - Psicologia

Terzo mese, desidero più attenzioni, più coccole…

Buongiorno, ho 28 anni. Purtroppo a settembre ho avuto un aborto interno, ora sono di nuovo incinta e molto felice, ma anche molto triste. Mi arrabbio molto facilmente, sono diventata più gelosa al punto da guardare il suo telefono, desidero più attenzioni, più coccole, ma risultano come dei capricci. Cosa posso fare perchè il mio compagno non si allontani da me? Cosa posso fare per stare più tranquilla? Grazie, buona giornata

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Sono terrorizzata dal parto: come posso vincerlo?

Buonasera, mi chiamo Simona, ho 33 anni e sono alla mia quarta gravidanza. Ho avuto due parti da incubo... Il primo con 19 ore di travaglio, manovre e flebo per accelerare le contrazioni. Un vero incubo! Dopo 5 anni decido di avere un secondo figlio, e reduce dal primo parto, ricorro all’epidurale... risultato pessimo. L’epidurale dura solo mezz’ora e viene effettuata a 6 cm di dilatazione... Dopo 30 minuti di pace con l’anestesia inizia il mio calvario... Manovre, flebo per accelerare le contrazioni, cinture e il ginecologo di turno a cavalcioni sulla mia pancia... 15 ore totali… nasce Antonio... Mi ero giurata di chiudere con l’avere figli, non perché non ne vorrei, ma bensì perché i miei parti sono un incubo. A distanza di due anni, gravidanza non cercata, ma felice, mi attende, ma ero talmente terrorizzata dal parto che purtroppo decido di abortire contro il volere di mio marito. Inizio così una depressione post aborto per me che ancora oggi mi porto dietro a distanza di 1 anno, perché io quel bambino lo volevo davvero... ma purtroppo la mia testa non è stata d’accordo con il mio cuore. Oggi a distanza di 3 anni eccomi nella mia quarta gravidanza, cercata e voluta. Solo che già dal primo mese non dormo, piango, non esco, perché la paura mi fa venire attacchi di panico, mi manca l’aria e mi tocca l’intestino e ovunque vada, anche al supermercato a fare la spesa, mi sento male. Espongo le mie paure al mio ginecologo e le uniche parole che mi dice: stia serena, prenda le LEXOTAN e IMODIUM... e andrà tutto bene. Io ho comprato questi medicinali, ma non li ho assunti perché io non sono malata, ma ho un problema psicologico che i miei parti mi hanno creato, e per questo ho buttato una creatura che desideravo. Ho chiesto di farmi il parto cesareo, così da potermi rendere la gravidanza più bella e serena, invece di imbottirmi di medicinali, ma il mio ginecologo si rifiuta e io inizio a fare pensieri brutti da quel giorno. Dico delle cose che non vorrei dire e il mio cervello inizia a fare e pensare ciò che vuole, portandomi fuori da ciò che voglio realmente io..! Come posso fare per uscire da questa situazione?? E come posso fermare gli attacchi di defecazione appena esco da casa e ovunque io mi rechi? La mia vita è diventata un incubo... grazie mille per l’aiuto

Medico Risponde - Psicologia

Forse non voglio diventare mamma…

8 anni fa ho sofferto di depressione e assumevo anche dei medicinali e delle gocce per riposare. Poco prima di scoprire di essere incinta avevo deciso di abbandonare tutti i farmaci perchè obiettivamente mi sentivo bene. Sto da 4 anni con il mio fidanzato, abbiamo appena comprato casa insieme e abbiamo anche 3 splendidi cani che ho sempre considerato come dei figli. Purtroppo però, di punto in bianco, ho cominciato ad avere dei brutti pensieri (premetto di aver fatto anche una seduta di agopuntura per cercare di dormire meglio e mi dicono che questi abbiamo creato in me uno sblocco emotivo mostruoso): in poche parole non ho più certezze. Fino a 15 giorni fa ero felicissima di avere questa bambina, di avere un compagno meraviglioso, di avere una vita fantastica e di aver acquistato la casa che volevo... invece una mattina mi sono svegliata pensando che forse non voglio diventare mamma, che magari non amo davvero il mio compagno, che dentro casa mia sto male... Sono pensieri che si rincorrono costantemente per tutto l'arco della giornata. Tutti mi ripetono che è normale avere paura, che sono gli ormoni che mi fanno stare così, ma sono già passati 15 giorni ed io ho solo paura che questa situazione rovini tutto quello che sono riuscita a fare fino ad ora... e che la mia bambina ne risenta del mio umore. Mi manca il fiato e credo che nessuno mi capisca!

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20 anni, incinta e depressa!

Salve, ho 20 anni e sono incinta di 4 mesi. Di problemi ne ho tanti, oltre al fatto che essere sempre depressa e non fare altro che piangere, ho problemi anche con il mio compagno, penso che non siamo compatibili e me ne sto rendendo conto da poco. Io lo amo, però non riesco ad essere felice, nè per me nè per la mia prima gravidanza. Il problema è che se lo lasciassi alla mia età non me la sentirei di iniziare la mia "nuova vita" da mamma single, quindi da un certo punto di vista, se voglio questo bimbo, devo accettare anche lui, oppure lasciare lui e dare il bimbo in adozione. Non so che fare, mi sento una persona orribile a pensare queste cose, ma in quest'ultimo mese sto peggiorando mentalmente: non riesco più a dormire, non ho voglia di fare nulla, mi sento sempre un’ansia addosso che mi butta nel buio più totale... la cosa peggiore è che non so cosa fare :( Con il mio ragazzo ho provato a parlare un sacco di volte, ma lui non mi capisce, è molto egoista e avendo anche problemi economici siamo tesi tutti e due. Sembro una donna di 30 anni e ne ho solo 20. Posso andare avanti così? Che devo fare?

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Sono madre di mia madre!

Salve dottoressa, sono Martina, ho 22 anni, specializzanda in arte terapia e barista part-time. Mi iscrivo e scrivo con la speranza di avere una risposta professionale ad un problema che da anni pesa sul mio corpo e la mia mente. Il vero picco del problema è scaturito fuori nel momento in cui ho trovato una persona forte e che mi amasse a tal punto da far insorgere in me un forte desiderio di maternità: tutto incominciò molto prima però all'età di 8 anni circa. Mia madre è sempre stata una persona fragile, ha sofferto di esaurimento da una vita e la scelta di un aborto per un figlio malformato è stata per lei la fine della pace e per me l'inizio della sofferenza più tremenda, non ricevetti alcuna spiegazione logica, persi ogni tipo di riferimento: avevo preparato il nido per il mio fratellino, avevo scelto il nome, avevo visto una pancia che poi era sparita ed era rimasto solo dolore, incomprensione, silenzi strazianti. Ho avuto problemi a tenere in braccio neonati fino a poco tempo fa. Mia madre diventò a tutti gli effetti una figlia per me: dovevo stare attenta a non parlarle di certe cose, fare finta di non sentirla quando gridava, piangere strozzando il mio dolore nel cuscino perché se sentiva probabilmente erano botte, al giorno d'oggi vedendomi donna mi ritiene più matura e quasi si vittimizza e richiede il mio aiuto, come tirarsi indietro?? A volte perdo il controllo e mi deprimo pensando che questo ruolo invertito è del tutto innaturale e non posso ignorarlo perché le voglio bene davvero. Mio padre mi è sempre stato vicino, anche a mia madre, quando può "mi sostituisce". Oggi, matura e innamorata, sento un'irrefrenabile voglia di diventare madre, di dare amore e mi sento pronta a tutto, ho preso la pillola perché mi sento comunque giovane per questo e psicologicamente mi sono sentita a pezzi, più gli ormoni, non facevo che piangere. Mi vedevo crescere il seno, ingrassare un po' e ho dormito sempre con le mani sulla pancia. Ancora adesso lo faccio, come se portassi in grembo un figlio. Inutile dire che tutto ciò ha portato problemi nella mia vita intima col mio ragazzo, che ha sopportato questo mio problema con fatica. Forse ho dilungato troppo... In sostanza, vorrei capire cosa fare per placarmi. Ho scelto arte terapia non per caso, la mia migliore amica non è a caso una donna che non ha potuto avere figli e il mio ragazzo non è stato, a caso, un figlio che non ha avuto un padre. Per quanto ancora dovrò sentire il peso di un desiderio sfrenato di maternità che spesso mi mette a disagio? Ringrazio chiunque mi abbia concesso questi 5 minuti di lettura, spero in una risposta. Un abbraccio

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Adottare Figlio di una relazione extraconiugale

Ciao, ho quasi 35 anni e cerco un bambino da 10 anni. Ho fatto prove e esami di ogni tipo, iui, Fivet, icsi… con la icsi l'embrione ha attecchito due volte, ma poi l'ho perso dopo pochissimo. Ho scoperto per caso che mio marito ha avuto una relazione con una ragazza e lei è rimasta incinta, so che mio marito non ha intenzione di stare con lei e vorrei proporgli di prendere noi il bambino appena nato e crescerlo come nostro, ma non so a livello legale come fare, so che lei è Ucraina/Croata o di qualche paese di quelli.... Vorrei un consiglio grazie

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Spaventata dalla maestra

Buongiorno, mia figlia ha iniziato quest'anno la prima elementare e, per varie circostanze, ha cambiato 3 maestre d'italiano. Quella attuale, che dovrebbe rimanere per tutto l'anno, ha un modo di porsi ai bambini un po' brusco e per farsi ascoltare urla molto e usa frasi come "arrangiati". Mia figlia in circa due mesi mi ha fatto chiamare al lavoro per dire che non stava bene ma quando la portavo a casa era serena e giocava tranquilla... Ieri ha detto che stava male e l'abbiamo portata a casa ma io mi ero accorta che stava bene, stamattina diceva che voleva stare a casa e mio marito (che ha un'idea meno rigida di me sull'educazione e che invece di lasciarmi fare mi da contro) le ha permesso di stare a casa ma poi si è accorto che avevo ragione io e le ha parlato... E' saltato fuori che non è vero che lei sta male e che ritorna a casa perchè ha paura della maestra perchè la sgrida e urla quando non fa un bel lavoro. Io vorrei farle capire che non deve spaventarsi quando la maestra la sgrida perchè vorrei che, già da piccola, imparasse ad affrontare le piccole frustrazioni che nella vita ci possono essere... ma nello stesso tempo non voglio neanche che venga traumatizzata. Perciò vorrei aspettare un po' e vedere se la bambina si abitua alla maestra e riesce ad instaurare un rapporto almeno pacifico con lei e se questo non succede allora parlare con la maestra (nella speranza che poi non la prenda di mira) e vedere di risolvere la situazione... Secondo Voi faccio bene a fare in modo che la bambina risolva la situazione da sola oppure, essendo troppo piccola, la devo proteggere io? Grazie Saluti

Medico Risponde - Psicologia

Io, il mio lui e i porno!!!

Salve, sono una ragazza di 26 anni. Sono fidanzata con il mio Lui (31anni) da 4 anni e ci vivo insieme da due. Il mio più che suo problema, é il seguente... Un anno fa ho avuto un piccolo incidente alla schiena, e siamo stati 2 settimane cca senza vederci. Al mio ritorno ho "scoperto" che lui in quelle settimane si era messo a guardare foto di altre ragazze su facebook, dei filmati porno! Ed ha cercato una ragazza che per sentito dire aveva delle "tette" enormi! Onestamente, mi sono sentita tradita nella fiducia, anche se ho letto che per un certo verso sia normale la visione di alcuni porno! Ma io non lo trovo affatto normale. Ho provato a chiedere se ero io che non lo facevo sentire soddisfatto o se non lo attraevo più come prima! La sua risposta é stata: "Non é niente di tutto questo, lo so che ho sbagliato, ma non l'ho fatto con cattiveria, forse sarà stata la tua lontananza!". Il punto é che l'altra sera, curiosando sulle foto di un nuovo cellulare, ho trovato altri video porno, ma solo schifezze (almeno fosse un film d'autore!). Prima mi ha mentito, dicendomi che non li aveva scaricati lui, poi guardando date e orari, non ha potuto fare altro che confermare il tutto. Purtroppo é una situazione un po’ complessa, perché credo che mi menta su ogni cosa. Non lo vedo sincero, anche se lui afferma il contrario. Ho solo tanta confusione in testa. Il discorso di andare a fare terapia di coppia non é nei miei pensieri, perché per primo mi trovo in un paese del quale non conosco la lingua, secondo perché il mio Lui mi riderebbe solo in faccia ad una proposta del genere. Ora, la mia domanda é... come mi posso comportare!?!?!? Grazie mille

Medico Risponde - Psicologia

Non riesco ad accettare suo figlio!

Forse perché sono troppo giovane (23 anni), non posso pensare di doverlo dividere tra suo figlio e la sua ex, che si sentono si vedono mentre potremmo passarci una giornata tranquilla io e lui. Ho paura anche per un futuro, dove magari per un 2 figlio avrebbe sensazioni già provate, tutto già vissuto e per me tutto nuovo. Non voglio pensare che tutto quello che passerebbe con me l ha già vissuto con un altra (anche solo accarezzare la pancia, vederla crescere, ecc).. Io non posso vietare al mio compagno di tagliare i rapporti, però mi sento esclusa da tutto questo. Suo figlio ha 2 anni e il mio compagno l unica volta che me l ha fatto vedere non mi ha calcolata minimamente, parlava con la sua ex di cose passate, cose di cui io non faccio parte e non conosco. Mi sentivo fuori luogo, loro 3 davanti e io dietro. Lui ha 35 anni e dovrebbe essere maturo abbastanza per capire il mio disagio. Io non so che fare, sono figlia di divorziati, non voglio rivivere tutti i problemi che comporta la separazione e soprattutto sapere che loro saranno per sempre anche nella mia vita. So che è brutto da pensare ma a volte vorrei che lui iniziasse una nuova vita con me, facendo finta di niente. Ho bisogno di aiuto, io lui lo amo e proprio per questo ho quasi intenzione di lasciarlo. Non voglio fargli pressione e rovinargli l esistenza. Cosa è giusto fare in questa situazione?

Medico Risponde - Psicologia

Quando la ricerca della gravidanza diventa un problema…

Gentili dottori, chiedo una vostra consulenza in merito ad una questione che mi sta logorando. Sono sposata da tre anni ho 30 anni e mio marito 38. Lavoriamo insieme da sempre e ci troviamo a stare spesso 24 h su 24 insieme. Il mio problema è che da quando siamo sposati io per mio marito sono diventata trasparente (sessualmente parlando) nei giorni lavorativi. I nostri rapporti si sviluppano solo nei fine settimana. Ora siccome stiamo provando ad avere un bambino io cerco di aumentare questi rapporti anche perchè la gravidanza tarda ad arrivare. Ma lui una volta è stanco, l'altra pure... e "latita". Gli piaccio, mi ama e non mi tradisce, di questo ne sono sicura al 100%, ma non capisco questo suo atteggiamento. Questa ricerca di un figlio sta diventando un problema più che un traguardo da raggiungere insieme. Mi sento come se fossi sola a dover correre questa maratona. Mi sono sottoposta a molte verifiche e test e continuamente ricerco il miglior ginecologo che mi aiuti a capire da dove viene questa infertilità, ma lui ha fatto solo lo stretto necessario. Vuole dei figli, ma non fa nulla per averli, ed io mi sento frustrata, sto male, piango spesso e sinceramente questa situazione mi sta portando ad allontanarmi da lui. Cosa devo fare? Come devo comportarmi? È meglio lasciar perdere? Grazie

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Giramenti di testa in gravidanza

Gentile dott.ssa, ho 45 anni è sono mamma di una bimba di 15 mesi. Ho frequenti capogiri dovuti sia agli otoliti che ogni tanto si staccano dall'orecchio e che risolvo con delle manovre, sia alla cervicale. Prendo il vertisec da 24 mg da quasi un anno. Il mio problema è che non riesco a farmene una ragione e sto male dentro di me, mi sento angosciata, nervosa, sempre sul chi va là, anche quando ci sono giorni che sto bene. La mia è stata una gravidanza a rischio per via di un utero pieno di fibromi, ma la mia bimba è nata con cesareo a 39 sett. sanissima. Prima lavoravo e non facevo caso se stavo male o no, adesso sono sempre a casa, esco poco e niente, e faccio sempre le stesse cose. Mia madre mi aiuta, ma finiamo sempre con il litigare su ogni cosa, perchè devo fare quello che dice lei, non capisce che una testa per pensare c'è l’ho, ma per lei sbaglio sempre, non ha mai avuto considerazione per i figli, poi il rapporto con mio padre lei non andava d'accordo e in famiglia erano sempre scenate. Anche con mio marito le cose vanno così così, ha un carattere particolare, vuole sempre ragione lui, da quando sono rimasta incinta ad oggi non abbiamo avuto più rapporti e lui è tranquillo, io gli dico che ho bisogno di affetto e di parole dolci ma non ne sa dare, sua madre ha la priorità, io anche se sto male per lui è come se non avessi nulla, non ha mai un gesto o un pensiero gentile per me. Questi capogiri per me sono diventati una fissazione, appena li avverto mi sento mancare, mi stringe il petto, vedo appannata, il cuore mi va a mille. Se vado da un neurologo magari mi dà una cura che mi rilassa e come faccio con la bimba, ce la vorrei fare da sola, una volta al giorno prendo 10 gocce di passiflora. La mattina poi mi sveglio già con il pensiero che mi gira la testa. Penso che avrei mille cose da fare a casa e mi blocco come se avessi chissà che cosa… mi faccio forte per la bimba. Per il resto mi sento sola… Lei cosa mi consiglia? Grazie.

Medico Risponde - Psicologia

Non so se prendere mia figlia con dolcezza o essere severa

Buongiorno, io ho una bimba di 5 anni (quasi 6) ed un bimbo di 21 mesi. Ultimamente la mia bimba fa, solo con noi genitori, delle scenate isteriche che nascono per motivi più futili e da qualsiasi negazione... si butta a terra, si strappa i capelli e urla fino a farsi togliere la voce. Non capisco se lo fa perchè è gelosa del fratello o perchè vuole le nostre attenzioni. Premetto che io coccolo entrambi i miei figli allo stesso modo ma ovviamente al piccolino devo stare più dietro... Mio marito dice che bisogna prenderla con dolcezza per farla calmare ma secondo me bisogna sgridarla e cercarla di calmare nello stesso momento. Vorrei insegnarle a gestire la sua rabbia ma lei mi dice che non lo fa più e si scusa ma poi lo rifà. Spero sia soltanto una fase ma secondo voi devo prenderla con dolcezza oppure essere ferma e dire che non ci si comporta così? Come faccio a gestire la sua rabbia? grazie

Medico Risponde - Psicologia

Non riesco a capire cosa succede a mia moglie!

Gentile dottoressa, un mese fa mia moglie ha perso alla 10 settimana il nostro bambino. Eravamo felicissimi della notizia, poi, qualche settimana dopo l'intervento e diverse domande del tipo: "potremmo avere ancora un figlio", ha detto di essere addirittura sollevata dalla perdita del bambino perchè avrebbe significato un legame troppo stretto con me. Nel giro di venti giorni ha cambiato radicalmente ogni suo modo di intendere la vita è passata dal dire che voleva molti figli, a dire che è troppo giovane per averne. Dopo 11 anni insieme ed un matrimonio che lei ha fortemente voluto, mi sono sentito dire che è stato un errore enorme perché il matrimonio è frutto della paura di restare sola e non dall'amore. Nel giro di 10 h, mi ha prima detto che ci saremmo trasferiti nella nuova casa e che era necessario pulire tutto - cosa che abbiamo fatto insieme - poi ha sostenuto che non voleva legami ma bisogno di libertà. Si è allontanata ed io non so cosa fare…

Medico Risponde - Psicologia

Ho perso il mio bimbo in seguito all’amniocentesi

Buonasera, ero alla prima gravidanza, ho 38 anni e il 27/2 mi sono sottoposta ad un amniocentesi. Il 04/03 ho perso il mio bimbo per un’amniotite infezione post amniocentesi, sono stata quel caso su 200, conoscevo il rischio! La settimana scorsa mi hanno chiamato dal centro di genetica medica per informarmi dei risultati... dal punto di vista cromosomico il mio bimbo stava bene! Il senso di colpa è fortissimo (indipendentemente dal risultato dell'analisi) non riesco a non colpevolizzarmi... ho fatto quell'analisi per il mio bimbo, perché avevo paura per il suo futuro data la mia età ed ora mi sento in colpa perché non c'è più, perché l'ho fatto soffrire, perché non l'ho protetto da tutti, dalle nostre scelte e da me! La mia ginecologa dice di riprovare subito ma come faccio... razionalmente io percorrerei sempre la stessa strada, ma ora ho paura, non voglio sostituire mio figlio ma vorrei essere madre... ma è giusto essere madre ora? È giusto esser madre nei confronti di un bimbo che non aveva chiesto di venire al mondo e che ho lasciato soffrire per le mie scelte, ho lasciato che morisse... c'ero io su quel lettino e non ho fatto nulla... ero convinta, ero sicura, ero spaventata ma convinta... ora non capisco più nulla! Grazie