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Dott.ssa Elisa Frigerio

Psicologo-Psicoterapeuta con studio a Milano e Como.
1972-1978
University of Rome La Sapienza, School of Medicine
1978
Italian Medical Degree
1978-1981
Residency and Fellowship in Anesthesiology and Intensive Care Medicine, Catholic University of Rome

1981
Medical Specialization in Anesthesiology and Intensive Care
1978
Italian National Licensure Medical Doctor
1981
Italian National Board Certification in Anesthesiology and Intensive Care
1986
Institutional Medical Licence, State Board of Medicine, Pennsylvania, USA
1987
Head Department Italian National Licence
1985-1991
Professor, Postgraduate School of Medicine, Scuola Medica Ospedaliera Roma e Lazio
1992-1994
Assistant Professor, Anesthesiology, School of Medicine, University of L’Aquila
1985-2000
Professor, Fatebenefratelli Postgraduate School of Obstetrics, Rome
1998-2003
Professor, Obstetric Anesthesia, Obstetric & Midwifery School, University Tor Vergata, Rome
2002-2005
Assistant Professor, Obstetric Anesthesia, University La Sapienza, II School of Medicine, Rome
1995
Present: Director, National Refresher Courses in Obstetric Anesthesia providing
CME ccreditatation

Principal subjects/occupational skills covered:
Obstetric Anesthesia and Analgesia, Regional Anesthesia, Medical Editin

ESPERIENZE PROFESSIONALI

  • 1979-1980
    MD at the Italian National Health Department USL RM16 Rome
  • 1980-1991
    Staff Anesthesiologist, Fatebenefratelli Hospital, Rome
  • 1991-1998
    Vice Director Anesthesiology, Fatebenefratelli Hospital, Rome
  • 1998-2002
    Director Obstetric Anesthesia, Fatebenefratelli Hospital, Rome
  • 2002
    Present: Head of Department of Anesthesiology, Città di Roma Hospital, Rome
    Occupation or position held Head of Department of Anesthesiology, Città di Roma Hospital, Rome
    Main activities and responsibilities Service, teaching, research
    Name and address of employer Città di Roma Hospital, via Maidalchini 20. 00152 Roma Italy
    Type of business or sector Accredited Hospital, including private practice
  • Other Professional
    Appointments
    1986: Consultant Anesthesiologist, Department Obstetric Anesthesia, Cedars Sinai Medical Centre,
    UCLA – Los Angeles, USA
    1987: Visiting Assistant Professor, Department Obstetric Anesthesia, Magee-Womens Hospital,
    University of Pittsburgh School of Medicine, Pittsburgh, USA
    1996: Euro-Pain Project Italian Coordinator
    1996-1999: Member of the Obstetric Anesthesia National Board, Italian Society of Anesthesia (SIAARTI)
    1995-1998: Member of the Council of the European Society of Anaesthesiology (ESA)
    1996-Present: Member of the Scientific Committee for Obstetric Anesthesia of the European Society of
    Anaesthesiology (ESA)
    2002-Present: Scientific Medical Research Advisor, The Gruppogarofalo Hospitals Medical Group
    2005-Present: Chairmen of the Scientific Committee for Obstetric Anesthesia of the European Society
    of Anaesthesiology (ESA)
    2008: Director, European e-Learning Course in Obstetric Analgesia
    Medical Editing Anesthesia and Analgesia, Associate Editorial Board
    International Journal of Obstetric Anesthesia, Member of the Editorial Board
    European Journal of Anaesthesiology, Section Editor
    Obstetric Anesthesia Digest, Member of the Editorial Board
    Anesthesiology & Pain Management, Faculty 1000 Medicine, Editorial Board
    Anesthesiology, Reviewer
    Journal of Clinical Anesthesia, Reviewer
    Acta Anaesthesiologica Scandinavica, Reviewer
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Medico Risponde - Ostetrica

Difficoltà a rimanere incinta

Buonasera dott.ssa, sono una ragazza di 31. L'anno scorso a fine maggio ho subito un raschiamento per aborto interno alla nona settimana... ho eseguito due controlli, uno in giugno e uno a metà dicembre! In entrambi i casi visita con ecografia transvaginale.. tutti e due i controlli sono andati bene, la ginecologa non ha riscontrato nulla a livello di utero e ovaie e questo mi fa stare abbastanza tranquilla ma da settembre 2013 abbiamo ricercato una nuova gravidanza e ancora non arriva!!! La prima volta che sono rimasta incinta è successo lo stesso mese in cui abbiamo deciso di provare!! Come mai ora non succede più?? Dimenticavo che da questo mese abbiamo iniziato ad usare gli stick Clear blue e hanno evidenziato l'ovulazione... ma nonostante i rapporti mirati... anche questo mese il ciclo è arrivato!! Secondo lei mi devo preoccupare?? Grazie per il suo tempo!

Medico Risponde - Psicologia

Ansie e paure

Gentile dott.ssa, sono una ragazza di 27 anni alla mia seconda gravidanza (34 sett.). Il mio primogenito fra poco compierà 4 anni e il parto è andato bene. il rapporto con mio marito è splendido mi aiuta moltissimo e siamo molto complici sia nell'educazione di nostro figlio sia nella nostra intimità. Da un mese e mezzo a questa parte però ho delle ansie molto forti che mi fanno stare male e partono proprio dalla paura di partorire, addirittura a volte mi tengono sveglia anche tutta la notte, mi assalgono dei pensieri orrendi su sofferenze fetali e quant'altro. Io non avevo mai sofferto di attacchi di ansia prima d'ora, mi era capitato con la prima gravidanza ma sono la notte prima di partorire (parto indotto con flebo per ipertensione). Mi sono rivolta subito ad una psicologa che mi ha effettuato una terapia di rilassamento, ma i risultati sono piuttosto blandi; il mio ginecologo mi ha consigliato una cura omeopatica con passiflora mattina e sera e fiori di bach al bisogno. Sono circa 20 giorni che faccio questa cura e sicuramente mi sento meglio almeno durante la giornata non ho più attacchi o riesco a gestirli bene e riesco a dormire serenamente qualche notte a fila, poi tutto ad un tratto subentra di nuovo l'ansia e ci risiamo… notte bianca. In più ho anche molta paura che questa tensione nervosa non scompaia con il parto ma mi accompagni anche dopo e questo mi fa salire ancora di più la paura di una depressione post parto. Faccio presente che dopo il parto del mio primogenito ho dovuto cominciare a curarmi per l'ipertensione e tutt'ora lo faccio con ALDOMET 250 x 2 al di, l'ostetrica mi ha anche detto che è molto più frequente che si verifichino questi casi quando si assume medicinali. Grazie in anticipo. Saluti

Medico Risponde - Psicologia

Infertilità inspiegata!

Siamo una coppia entrambi di 36 anni di Milano, ottimo lavoro eposizioni. Abbiamo affrontato un percorso di PMA dall'inizio del 2007 senzaesito, partiti da rapporti mirati (4), passati a IUI (4), FIVET in Svizzera(1), IMSI a Roma (1) tutte sempre con lo stesso risultato - Beta Negative.La diagnosi di partenza è sempre stata "INFERITILITÀ INSPIEGATA",tonnellate di esami, identificazione di problemi da una parte e dall'altra,diagnosi post-fallimento sempre diverse, la terapia .... sempre la stessaovvero TENTARE e SPERARE.La situazione è critica per la nostra coppia, la sofferenza è tale da alzareun muro, si è arrivati al punto di pensare (un po' meno soft decidere) difarla "drasticamente" finita con tutti e con tutto perché nonostante tuttociò si faccia per amore e gioia della coppia, l'amore o chi opera per luinon aiuta a dar vita a questa creatura. Quindi la campagna su quali altrifronti e con quale altro nemico va combattuta ?Mi servirebbero dei riferimenti di Psicologi a Milano che se anch'essi hannoo avessero avuto problemi di infertilità ne sarebbe un vantaggio, potetefornirli? Grazie

Medico Risponde - Psicologia

Mamma per forza...

Ho 35 anni, convivo da 4 anni con 1 uomo di 42... Voglio diventare mamma ma lui non vuole avere figli... Ultimamente ogni volta che vedo un pancione non riesco a trattenere le lacrime. Sento il desiderio di maternità fortissimo dentro di me. Lui non mi ha mai dato una ragione plausibile per cui non voglia avere figli se non per puro egoismo e per evitare le rinunce che secondo lui un figlio inevitabilmente impone. Lo amo, ma so che questo potrebbe portare il nostro rapporto a logorarsi perché, se anche io accettassi di non avere figli, so che non lo potrei perdonare e soprattutto so che non potrei perdonare me stessa di aver permesso a qualcuno di privarmi deliberatamente del mio diritto alla maternità. Seppure sarebbe una cosa scorretta e schifosa, e anche se so che i figli si fanno in due, penso spesso al modo per "fregarlo". A quel punto, messa eventualmente davanti ad una scelta so che non avrei dubbi, diventare mamma cambia molto il proprio punto di vista nei confronti degli uomini... e perché credo (forse la mia è speranza più che certezza) che a quel punto lui accetterebbe un figlio e il fatto che ad un certo punto occorre crescere nella vita e assumersi delle responsabilità. Ma rimanere incinta per sbaglio non è una cosa così semplice e succede solo alle altre e non a me. Non riesco a rinunciare a lui, ma giorno dopo giorno sento che non potrei rinunciare ad avere un figlio e intanto il tic tac del mio orologio biologico mi continua a ricordare che non ho molto tempo per pensare a cosa sia giusto fare...

Medico Risponde - Psicologia

I miei suoceri non vogliono mai vedere i nostri figli

Buongiorno, ho deciso di scrivervi per avere un vostro parere su un problema che stiamo vivendo io e mio marito, e che ci porta spesso a discussioni e litigi che si ripercuotono sulla serenità della nostra famiglia. Siamo sposati da 11 anni e abbiamo quattro splendidi figli di 8,5 e 2 anni, e il più piccolino di appena un mese. Il problema sono i miei suoceri, completamente indifferenti ai nostri bambini. Quando è nata la nostra prima bimba, mia suocera mi ha telefonato chiedendomi se era proprio necessario venire a trovarci, perché loro avevano altro da fare... alla nascita del nostro terzo figlioletto, mio suocero non si è fatto né vedere né sentire, e quando ci siamo incontrati dopo un mese e mezzo, non si è fermato e non ha nemmeno fatto finta di guardare il piccolo, e se n'é andato dicendo che lui doveva andare in stalla dalle vacche. Veder preferire le vacche al mio bambino non è stato piacevole, é stato piuttosto umiliante, e sinceramente non l'ho ancora digerito... e questa volta si sta ripetendo la stessa storia, ad un mese dalla nascita del nostro piccolo, mio suocero non si é ancora visto... anzi, abbiamo anche saputo che per interessi suoi, sarebbe venuto a 200 metri da casa nostra, ma naturalmente un minuto per passare a vedere nostro figlio non lo ha avuto. Naturalmente questi sono solo alcuni episodi di dimostrazione della loro totale indifferenza, anche se noi fin'ora abbiamo cercato di mantenere i rapporti normalmente, mio marito li chiama regolarmente e noi coi bambini andiamo a trovarli, e alle festicciole vengono invitati... inviti che il più delle volte vengono totalmente ignorati, senza nemmeno avvisarci della loro assenza... e tutto questo considerando che abitano a meno di 10 minuti, sono in pensione, hanno tutti e due la macchina, e gli altri loro figli sono adulti e fuori casa, quindi non riesco a trovare delle giustificazioni valide ad un comportamento tanto assurdo, e lo considero come una totale mancanza di rispetto verso i nostri figli e verso mio marito, e se fosse per me avrei già "rotto i ponti", anche se non chiedo questo a mio marito, però mi sono stancata di tollerare e fare sempre finta di niente. Lui invece, pur non approvando il loro comportamento li giustifica dicendo che "ormai loro sono fatti così" e sarebbe disposto a far finta di nulla e portargli lui nostro figlio, e io ovviamente stavolta mi sono opposta. Ora, dopo l'ennesimo litigio fra di noi, vi chiedo se é davvero così sbagliato pretendere una presa di posizione per rispetto ai nostri figli, o sarebbe giusto fare ancora finta di nulla e sopportare? Ringrazio per l'attenzione e per la risposta che vorrete darmi.

Medico Risponde - Psicologia

Mio figlio è un po’ aggressivo!

Buongiorno dottoressa, le scrivo perchè vorrei un consiglio su come comportarmi d'ora in poi: ho un figlio di 23 mesi e sono incinta all'ottavo mese. Mio figlio da qualche mese è diventato un po’ aggressivo, quando si trova con gli altri bimbi (e quindi soprattutto quando è al nido, dove è andato anche l'anno scorso) è molto prepotente, pretende qualunque gioco anche se è in mano ad altri bimbi e cerca di ottenerlo dando loro spinte o morsi. Sono molto preoccupata perchè nonostante io cerchi di fargli capire che con la violenza non si ottengono le cose (e lo faccio sgridandolo e qualche volte con uno scapaccione sul pannolino) lui continua a comportarsi così. Al nido mi hanno detto che probabilmente dipende dalla mia pancia, dal fatto che lui si stia ingelosendo. È possibile? Come dovrei comportarmi? Come fargli capire che non deve avere un comportamento così? Come dovrò comportarmi quando nasce? La ringrazio anticipatamente.

Medico Risponde - Psicologia

Vorrei parlare con una persona che mi aiuti a capire…

Buongiorno dottoressa Frigerio,io e mio marito stiamo cercando di avere un figlio da più di un anno.Io soffro da anni di endometriosi e lo spermiogramma di mio marito ha dato risultati che lasciano ben poche speranze. In attesa di ulteriori accertamenti che faremo nelle prossime settimane (ISG e dosaggi ormonali per me, nuovo spermiogramma per mio marito), andrologo e ginecologo ci hanno consigliato di cominciare a valutare la possibilità di ricorrere alla pma e/o all'adozione. Una serie di motivi mi portano a propendere per l'adozione e a non intraprendere la pma ma ogni giorno ho nuovi dubbi... quello di cui sento più il bisogno ora è di parlare con una persona che sappia aiutarmi a capire: magari in cuor mio ho già scelto ma non me ne rendo conto.Ho letto il suo curriculum e una psicologa con il suo background sarebbe l'ideale. Purtroppo vivo in provincia di Novara e sarebbe problematico conciliare i tempi: non mi sa indicare qualche centro o qualche professionista in zona a cui possa rivolgermi? Grazie

Medico Risponde - Psicologia

È normale non aver voglia di intimità col mio ragazzo?

Buongiorno a tutti!! Ho 21 anni e sono entrata nel terzo mese di gravidanza.. Sto facendo punture di Prontogest da meno di un mese, da quando ho scoperto di aspettare un bambino poiché i valori del Betahcg erano bassi. Al primo beta 910 poi 4383 e all'ultimo 30536. Il motivo per cui vi scrivo è se non avere voglia di fare l'amore(anche se comunque non posso farlo!), e non avere neanche voglia di intimità con il mio ragazzo seppur limitata è normale..Vi ringrazio in anticipo e aspetto una vostra risposta!!

Medico Risponde - Psicologia

Avere un figlio: l’unica ragione di vita!

Gentile Dottoressa,ho bisogno di un consiglio... Ho 31 anni e sono sposata da 3 anni e ho un bel rapporto con mio marito. Da circa 6 mesi stiamo cercando di avere un figlio, fin'ora senza successo...Il problema è che x me è diventata l'unica ragione di vita - quasi un'ossessione (rafforzata dal fatto che la mia situazione lavorativa è diventata poco stimolante) e sto facendo di tutto x cercare di "centrare l'obbiettivo" (tipo misurazione temperatura basale x stabilire qual è il periodo più fertile, ecc...). Ogni mese mi illudo a tal punto che poi la vivo come un lutto, e il mio umore peggiora ulteriormente poiché intorno a me è tutto un fiorire di pancioni e bambini... Ho provato a scrivermi a un corso di yoga, x rilassarmi e cercare di svagarmi, ma la mia mente viaggia a senso unico e non riesco a pensare ad altro... ho chiesto a mio marito di fare lo spermar test almeno x tranquillizzarci, ma se prima mi dice sì poi me lo fa pesare, dicendomi che dipende solo da me e che se non mi rilasso non arriverà niente... Insomma, questa situazione ci sta allontanando invece di avvicinarci e io mi sento come se fossi caduta in un circolo vizioso senza uscita... Probabilmente come al mio solito vedo il problema molto + grande di quello che è in realtà (purtroppo non sarebbe la prima volta), ma ho bisogno di qualcuno che mi faccia guardare anche la cosa in un'altra prospettiva - da sola non ce la faccio..... Grazie in anticipo

Medico Risponde - Psicologia

Non so se tenere questo bimbo…

Gentile Dott.ssa, ho 29 anni, ho scoperto 3 settimane fa di aspettare un figlio dal mio compagno, premettendo che non abbiamo cercato questo bambino anche se sappiamo benissimo da adulti che non prendendo precauzioni c'è sempre del rischio...Sto vivendo queste ancora poche settimane (andrò domani dal mio ginecologo) nel dubbio se tenere questo bambino oppure abortire perchè di fatto non mi sento pronta a fare la mamma, ho paura!! Il problema non è affettivo visto chevivo con l'uomo che sono sicura di amare e so di essere ricambiata; ma purtroppo sono terrorizzata (domani dal ginec. andrò a compilare il foglio perl'aborto). Sono una persona estremamente insicura, mi ritengo inadeguata a tutto ed ho vissuto i miei anni fino ad ora nella tristezza e nella depressione a causa di un rapporto familiare davvero pessimo, tanto da spingermi più di una volta ad intraprendere un percorso di psicoterapia.Finalmente un mese fa ho trovato la dott. che può sicuramente aiutarmi ed ora sono sicura che andando avanti con la terapia potrò guarire da questo profondo malessere. Ora questa notizia che dovrebbe essere una gioia e la mia possibilità per essere finalmente una vera donna mi ha messo in crisi perchè arrivata nel momento peggiore che potesse capitare, anche se la nostrasituazione economica è stabile ed anche se ho il desiderio di avere dei figli, ma questo era un pensiero per il futuro, per quando avrò acquistato unminimo di fiducia in me stessa e nelle mie capacità.Ho paura dott.ssa, sono terrorizzata da tutto: dalla paura di non poter essere, in queste condizioni, una buona madre per il mio bambino, paura che capitino anche a me (dai fatti di cronaca) raptus di follia verso mio figlio (pensiero orrendo) e terrorizzata da questa famosa depressione post-parto. Mi chiedo come farò a superarla se sono già depressa? Come faccioa pensare di tenere questa creatura se ho la mente tempestata da questi forti dubbi?? La prego mi dia un suo punto di vista. La ringrazio davvero

Medico Risponde - Psicologia

Mio marito dice di essere pronto ad avere un bimbo, ma io no!

Gentili Dottori, ho 30 anni e mio marito 34. Siamo sposati da un annoe, dal matrimonio, io mi sono trasferita nella città di mio marito lasciandoil mio lavoro e allontanandomi dai miei familiari e amici. La mia scelta, seppur molto difficile, è stata volontaria. Mio marito dice di essere prontoad avere un bimbo, ma io no! Mi sento completamente aliena da una eventuale gravidanza! La vedo come una cosa che, almeno per ora, non mi appartiene perniente! La parte razionale di me, la mia testa, pensa che "è ora", visti l'età e la durata del matrimonio; ma l'altra parte di me non sente niente dentro, nessun desiderio. Voglio dire, quando si è pronti a diventare genitori, si sente una voglia, un desiderio che te lo fa capire?? Mio maritodice che mi faccio troppi "problemi mentali" e che dovrei pensare di meno. Spesso mi sento IO la bambina che ha bisogno di affetto, di cure, che ha bisogno che la persona che le vuole bene si prenda cura di lei. Quando, qualche volta, mi capita di tenere tutto il giorno la mia nipotina di 2 anni, sembro la "mammina perfetta", nel senso che sono molto attenta e premurosa. Non le faccio mancare nulla, penso alle sue esigenze ancor prima che lei arrivi a chiedermele, ma so anche dirle di no quando è il momento, spiegandole i motivi. Tutto ciò farebbe pensare, a chi mi guarda, che sarei una mamma perfetta, eppure io non me lo sento! Possibile che questo mio mododi fare con la nipote sia unicamente il frutto di un grande senso di responsabilità? Dovrei smetterla di aspettare che dentro di me senta un forte desiderio di diventare mamma? È normale che si "cerchi" un figlio anche se non si ha dentro un forte desiderio di averlo? Non so neppure se riesco a spiegare tutto quello che ho dentro. Chiedo scusa per lo sfogo e ringrazio per l'attenzione.

Medico Risponde - Psicologia

Di cosa dovrei essere contenta?!

Gent.ma Dott.ssa, sono alla 34° settimana di gravidanza e vivo una situazione estremamente difficile. Purtroppo negli ultimi tre anni sono morti mio padre e mia nonna, e mia madre è ora in fase terminale e vive a casa con me e mio marito.Io, purtroppo, lavoro in una realtà aziendale estremamente competitiva e per mantenere le posizioni raggiunte, non potrò stare a casa neppure il tempo necessario. Come se non bastasse, a occuparsi di mia figlia ci penserà mia suocera che mi detesta profondamente e vuole essere pagata per occuparsi della nipote (600 euro al mese), ma non avendo alternative sono costretta a piegarmi alle sue angherie. Mio marito, in tutto questo sembra non voler vedere la realtà e mi colpevolizza dicendo che mi vorrebbe vedere contenta... Contenta di cosa? Avrei bisogno di conoscere il parere di un esperto, in quanto mi sento attaccata su tutti i fronti e so che quando anche mia madre non ci sarà più (purtroppo è solo questione di pochi mesi) crollerò definitivamente. Per ora sto malissimo, dormo poco e male e mi sorprendo spesso a desiderare la morte.Grazie

Medico Risponde - Psicologia

Non faccio altro che pensare a quelle due povere creature…

Gentile dottoressa, sono una donna di 29 anni. Le scrivo la mia storiaperchè sono ormai quasi 4 mesi che vivo con il pensiero fisso di avere un bambino. Con mio marito all'inizio che eravamo fidanzati ho scoperto di essere incinta, io lo avrei voluto con tutte le mie forze, ma lui nel modo più assoluto non si sentiva pronto per avere un figlio. Così, contro la mia volontà, ho dovuto praticare un ivg. Disastroso, anche gli psicologi e gli assistenti sociali dell' ospedale, vedendo quanto io stavo male, hanno cercato di convincerlo, ma senza risultato. Il dolore che ho provato è statoimmenso, ancora mi porto dentro le sensazioni che ho provato, mi sentivo unacriminale. Subito dopo che ci siamo sposati, il mio primo pensiero è stato quello di avere un bambino, ho prenotato il viaggio di nozze a Parigi nella speranza che l'atmosfera ci aiutasse al concepimento, e in effetti il mese dopo il viaggio scopro di essere incita, io ero al settimo cielo, non facevosforzi, stavo calma, insomma tutto il possibile per portare a termine la miagravidanza, era come se non potessi credere che fosse successo proprio a me,e infatti, quando nasce il mio piccoletto e me lo mettono sulla pancia, io piangevo più di lui, dalla felicità di avere avuto un dono tanto prezioso. Due anni dopo mi riscopro di nuovo incinta, una tragedia, mio marito non lo accetta nel modo più assoluto, minaccia che va via di casa se lo tengo ed io... mi lascio convincere di nuovo, lo amo troppo e sono troppo fragile per contrastarlo. Un'ivg fatta in modo assurdo, su uno studio privato, senza anestesista e le mie grida, è stato una tortura. Da quel momento sprofondo nel baratro, non riesco a perdonarmi e non riesco nemmeno più a guardare le donne incinte per la strada, le considero tutte più fortunate di me. È diventata un'ossessione, non faccio altro che pensare aquelle due povere creature che dovevano solo essere protette da me e invece... poi a marzo mi riscopro incinta, lui la prende bene, certo non è felicissimo come me, ma comunque l'accetta. Faccio i controlli, tutto ok, al quarto mese faccio l'eco di controllo e... niente più, il cuoricino del mio piccolo si è fermato al quarto mese, io non potevo crederci, era come se il mondo mi era cascato addosso, il medico parla ma io nemmeno lo ascolto, persanella mia disperazione, e mentre mio marito discute per quando fissare il raschiamento, io ancora non ci credo, non mi arrendo, faccio altre due eco che mi confermano la cessazione del battito... e mi dico che forse è successo per punirmi di ciò che ho fatto in precedenza, forse non meritavo un altro bimbo, perchè non sono stata capace di lottare con tutte le mie forze per gli altri due. Adesso è da circa un mese che non riesco più a dormire, prendo tranquillanti per non pensare e sono davvero giù di morale, se non ci fosse il mio piccolo ometto nella mia vita, non so che cosa avrei fatto. Mi perdoni per lo sfogo, ma avevo bisogno di parlarne con qualcuno. Grazie infinitamente.

Medico Risponde - Psicologia

Contrasti tra la figlia e la mamma adottiva

Buongiorno. Desidererei avere un consiglio, anche sintetico, in merito a una situazione che io ritengo abbastanza "naturale" e non "tragica": in una famiglia "ricostituita", in presenza di continui contrastitra figlia e madre-adottiva (ma mai sentita come “mamma”), è giusto continuare a nascondere al figlio minore (10anni) che la sorella (22) è nata da un'altra mamma (deceduta quando la bambina aveva 6 anni)?

Medico Risponde - Psicologia

Sono spaventata per quello che mi aspetterà fra pochi giorni!

Gentile dott.ssa, fra pochissime settimane (circa 3) nascerà la mia seconda bambina. Io ho 31 anni e una figlia di 3. Sono spaventata dal futuro nel senso che so già che sarà un trauma per tutti. Vorrei un consiglio su come affrontare l'imminente futuro: 1. Mia figlia che non ha mai fatto i suoi bisogni a letto sono circa 10 gg che non li controlla più né di giorno né di notte (tutti gli parlano della sorellina che nascerà e lei ne è infastidita, solo con me ne parla serenamente). 2. Mia suocera mi critica in tutto e se finora non le ho dato peso so già che dopo il parto sarò più vulnerabile e quindi non vorrei cadere in depressione, pianti e crisi isteriche. 3. Sto cercando di organizzare la giornata lasciando mia figlia all'asilo fino alle 15.45 in modo da farla abituare ed avere io al momento del parto e nei primi gg dopo il tempo necessario alle cure della piccolina nuova. per questo vengo già additata dalla suocera come quella cattiva. 4. Mi sono accorta di provare una gelosia morbosa per il mio pancione nel senso che non vorrei che nasca mai per non condividerla con nessuno e finché è nella mia pancia è solo mia. D’altra parte mi dispiace tanto della scelta che ho fatto di avere una seconda figlia perchè inevitabilmente toglierò un po’ di tempo alla prima. Mi chiedo se riuscirò a volerle bene ma poi essendo molto razionale mi dico che il bene si moltiplica e non si divide.Come potrò fare per non esaurirmi con tutti intorno che mi vengono a trovare, mi dicono come è meglio fare, vogliono prendersi cura della bambina più grande mentre invece io voglio starci il più possibile per farle sentireche la amo più di prima... devo attaccare un cartello sulla porta di casa con scritto: "grazie tante per la visita, ma preferisco stare sola con mio marito e le bambine senza nessuno che gira per casa a darmi consigli su come fare ogni cosa. Se ho bisogno chiamo io" oppure sono già abbastanza esaurita ed è meglio che vado subito in terapia? Grazie mille dell'attenzione, so che sono problemi non problemi, ma sono veramente spaventata per quello che mi aspetta tra pochi gg.

Medico Risponde - Psicologia

Delle volte sento la voglia di stare senza mia figlia!

Salve, sono una mamma felice da 8 mesi, ma a volte, nonostante l'aiutodi mio marito (incomparabile!!!), sento la voglia di stare senza mia figlia!Lavoro e lei va già al nido, quindi il tempo che passo sola con lei è relativamente breve considerando che esce alle 14:30 e alle 18 mio marito èa casa. Ma nonostante ciò spesso ho voglia di lasciarla a mia suocera o a mia madre, magari anche la notte (e mio marito è contrario!) così solo perdormire e rilassarmi un po'... Sono una madre snaturata? La bimba è buonissima, ma a volte non mi sento adeguata e i sensi di colpa mi attanagliano!!!! Grazie.

Medico Risponde - Psicologia

Crisi perenne di coppia

Non pretendo di far analizzare la mia situazione scrivendo poche righe dellamia vita.La mia è una richiesta d'aiuto, una pura richiesta d'aiuto per una situazione che mi sta lentamente spegnendo come donna.Per quest'uomo ho fatto scelte difficili di vita, volute fortemente ma impegnative, ho lasciato mio marito dopo 1 anno di matrimonio, innamorata davvero e come mai prima del mio attuale compagno. Un amore ritenuto importante, maturo, profondo.Le nostre difficoltà di comunicazione appaiono subito nella loro grandezza, ma c'è l'amore, da parte mia immenso che mitiga di volta in volta le discussioni acerbe, le differenze d'opinione, il vissuto distante in ogni sua sfaccettatura: io poche esperienze di vita, un unico precedente amore, lui più grande di me, mai una convivenza, abituato a stare solo, a farsi vacanze solitarie, a non ufficializzare le sue storie...Dopo 1 anno di frequentazione burrascosa ma carica di emozioni decidiamo di vivere insieme e mi trasferisco da lui. Le litigate, le discussioni comunquenon mancano. Io sono un'emotiva, una passionale, lui un razionale di quelliestremi… cerca continuamente di farmi razionalizzare le mie fragilità, le mie ansie, ridicolizzandole a volte, rendendole stupide e poco importanti.Ma io sono ancora entusiasta... un po' meno ma ci credo fermamente... voglioun figlio, con tutta l'anima, lo vedo giocare con i suoi nipotini e mi commuovo... lo sento, è il momento giusto per noi, per creare una famiglia. Lui lo vuole un bimbo, è un momento magico, concepiamo Alice. La gravidanzanon è però stato un momento bellissimo come avevo immaginato. Compravo il corredino per la piccola e lui mi diceva che stavo vestendo una bambola, chespendevo soldi inutilmente. Non evitava mai gli scontri e le discussioni nemmeno se avevo il pancione... e ancora considerava le mie paure, le mie ansie come stupide, esagerate. Non rinunciava nemmeno a vedere quella sua ex che m'infastidiva all'inverosimile... poco importava se ne soffrivo fin aversare secchi amari di lacrime... ci andava lo stesso a costo di litigare per ore, lasciandomi sola con la tachicardia. È il grande giorno... Alice nasce... 12 ore di travaglio... sono sconvolta, atterrita, ma felice. Lui anche. Torniamo a casa e per il primo mese va tutto bene, lui è disponibile presente, mi capisce.Dopo 2 mesi dalla nascita di Alice io desidero il mio amore più di prima... voglio fare l'amore ma lui non mi vuole, non mi desidera, trova sempre una scusa per evitare qualsiasi approccio.. dopo mesi, dopo svariate volte in cui gli chiedevo cosa stava succedendo, mi dice che mi vede "lontana dal sesso". Ne soffro terribilmente. Scopro tra l'altro che ricorre spessissimo al piacere solitario. Come donna mi sento uno schifo. Intanto le discussioni aumentano e si fanno sempre più pesanti.Discutiamo per tutto. Gli chiedo di aiutarmi con la piccola, piange molto, ela mia vita sociale è inesistente.. esco poco, sono quasi sempre sola con lei. Ma lui cerca sempre di ritardare le entrate serali... a volte per lavoro, ok, ma spesso perché non si vuole sentire imposto un orario, non faper lui. Ma questo è solo un esempio. Tutto ciò che lui considera "imposizione" sono solo mie richieste di collaborazione, di aiuto, di sostegno.Le discussioni si fanno sempre più aspre... in un momento di difficoltà economica lui sceglie un lavoro che ci complica la vita... turni, notte e giorno, sono ancora più sola... ma non mi devo lamentare, devo essere una donna forte mi dice... E intanto ricomincio anch'io, per fortuna, a lavorare...Io sono sempre più infelice: niente comunicazione, sesso? Pochissimo, coccole zero, mai un Ti amo, mai un abbraccio o una parola carina se sono inuna giornata buia, niente feeling, niente comprensione. Continuo a sentire che le mie richieste d'amore, la mia emotività viene calpestata.Poi la goccia, che come si suol dire, fa traboccare il vaso. Venerdì sera, la piccola con la febbre a 40°, l'ospedale che mi dice al telefono di stare molto attenta a non far salire ancora la temperatura, rischio convulsioni. Guardo quello che dovrebbe essere il mio compagno di vita, gli dico con gli occhi spaventati di non uscire per fare il turno quella notte, che non me la sentivo di stare sola, che se la piccola peggiorava non potevo portarla da sola in pronto soccorso. Ma lui prende il suo zaino e dopo 10 minuti esce, dicendomi solo "chiamami se hai bisogno".Io rimango sbalordita, ma devo badare alla mia piccola... tutta quella notte e anche quella dopo sarò sola, in piedi tra il lettino della piccola, il termometro e la tachipirina, stanca, preoccupata e delusa... Parlandone 2 giorni dopo e spiegandogli la mia delusione, lui mi risponde che la sua presenza non era necessaria, c'ero già io, era inutile rimanere in due e che comunque da qui ai 3 anni capiterà spesso che si ammali, mica può stare a casa ogni volta.Io mi chiedo, e chiedo a lei: ma essere coppia, essere famiglia non è forse aiutarsi, collaborare, capire, pur mantenendo i propri spazi ma senza che quest'ultimi pesino sull'altro?Non è dimostrare affetto, preoccuparsi dell'altro, invece che puntare i piedi con orgoglio sulla propria assoluta indipendenza?Il mio entusiasmo si è esaurito, la mia voglia di crederci è spenta. Mi sento tanto sola. Io sono l'esagerata, l'emotiva che non razionalizza, la donna fragile che non sa gestire le sue emozioni, la rompiscatole che gli toglie il fiato.La verità è che io sono una donna stanca e demotivata che si chiede dov'è illimite estremo della sopportazione, quando si deve dire basta, quando si deve avere il coraggio di prendere una decisione.La mia anima si riempie di dolore se penso di staccare la bambina dal padre che adora letteralmente... perché lui è un buon padre, gioca, la coccola, le vuol bene... ma mi chiedo quanto resisterò senza spegnermi del tutto.Vorrei sentirmi serena, amata, voluta. Tutto ciò non è mio e non lo sarà mai.La prego di darmi un consiglio.

Medico Risponde - Psicologia

Mia figlia è ingestibile!

Ho una bambina di 5 anni e mezzo e sono alla 27 settimana del miosecondo bambino. La prima non ha mai avuto un carattere facile, è unabambina molto sveglia ed intelligente, all'asilo si comporta moltobene con i bimbi di tutte le età ed è obbediente con le maestre, ma acasa è una sfida continua. Si comincia col vestirsi la mattina senzaescludere nulla, dalle mutandine che danno fastidio, ai calzini conle pieghe, alle scarpe che non sono giuste etc, il tutto urlando comeun ossesso (5 anni e mezzo!!!!) frasi del tipo "brutta, cattiva nonti voglio, voglio andare via da qui e andare a stare da un'altraparte..." questo quotidianamente, anche la sera per lavarsi e andarea nanna.... io sono letteralmente sfinita, volano urli e sculacciatequando proprio eccede, ma non posso nemmeno sculacciarla e urlaredalla mattina alla sera, ovviamente temo anche per il bambino cheaspetto che credo avverta lo stato di tensione in cui mi trovo inquesti momenti....non mi sento neanche di dire che il comportamento sia dovutoall'arrivo di un fratellino perché più o meno queste storie le hasempre fatte! Il padre la mattina deve uscire molto presto per andarea lavoro quindi le becco tutte io le sceneggiate mattutine, mentre lealtre lui forse le gestisce in maniera più distaccata di me, sempresgridandola ovviamente...solo che io sono già due volte che reagisco scoppiando in un piantodirotto, saranno gli ormoni ma non riesco a trattenermi, a quel puntolei crolla e chiede scusa, giura che non lo farà più e mi chiede dicalmarmi, ma tanto lo so che il suo carattere la porterà sempre afare questi braccio di ferro per vedere chi cede, e io piangendoevidentemente ho ceduto, ma non sono riuscita a frenarmi! Che sensoha usare la dolcezza, darle i tempi giusti per prepararsi lamattina, giocare insieme, leggerle la sera i librini e addormentarlala sera?Le altre mamme non fanno così? Possibile che a 5 anni e mezzo riescia ferire un adulto dicendogli che non lo vuoi e vuoi andar via incontinuazione? Cosa sta cercando di dirmi che io non capisco? Mi sembra che sia già una figlia di 15 anni alle prime crisiadolescenziali e con desiderio di ribellarsi, premetto che credo chesiamo sempre stati genitori coerenti fra noi e con lei, giurerei dinon aver mai ceduto ai suoi pianti, ma il risultato mi dimostra ilcontrario, dove stiamo sbagliando?La ringrazio per la Sua gentile attenzione

Medico Risponde - Psicologia

Una madre ritrovata…

Buongiorno, mi chiamo Sabrina, ho 38 anni e sono alla 28^ settimana digravidanza. È una gravidanza voluta e in piena salute, se non fosse per le notti in bianco a causa dei pensieri e della continua domanda che mi faccio da mesi e che è la seguente: cosa devo fare con mia madre? L'ho vista per la prima volta quando ne avevo 18, ci ha lasciati, me, mio padre e i miei altri 3fratelli quando io ne avevo 2, mia sorella 6, mio fratello 3 e l'altro 1. Ci siamo riviste grazie a mia sorella che l'ha cercata e fatta incontrare con noi, non le racconto la tensione, l'imbarazzo e la curiosità. Ci siamo viste unpaio di volte negli anni successivi, e poi più niente, in questi incontri non abbiamo mai parlato di quello che è stato, e io presa forse dal troppo imbarazzo, non sapevo mai cosa dire, ho preferito lasciare perdere. Fino a 6 anni fa, quando ricevo una telefonata da mia sorella, che mi dice che nostra madre, mia mamma mi viene ancora difficile dirlo, è in pericolo di vita ed ha bisogno che qualcuno di noi vada in Svizzera, è la che vive, per vedere cosa èsuccesso e per aiutare la mia sorellastra che aveva solo 16 anni. Così mi precipito in Svizzera con il solo pensiero che mi rendevo conto che avrei rischiato di perdere mia madre senza nemmeno averla conosciuta e senza aver ascoltato la sua versione dei fatti, ma solo quella di mio padre e di mia nonna, che non mi parlavano bene di lei. Quando sono arrivata era in coma, ho visto di mia sorella e me ne sono tornata in Italia, per sistemare un po’ di cose, e di nuovo in Svizzera. Intanto lei era cosciente e si riprendeva piuttosto in fretta, fino a quando un giorno, mi dice: "Sabrina perdonami, ti amo". Da quel momento ho lasciato andare tutte le mie domande, dubbi, l'ho accettata così com'era, mi dicevo che se non avevo avuto una madre fino a quelgiorno, era giusto che me la godessi d'ora in avanti, e così ho fatto. Però eralei ogni volta che andavo in Svizzera o che lei veniva da me, a raccontarmi di come sono andate le cose, se stavamo insieme una settimana, lei ogni sera tirava fuori il discorso, a me ha fatto piacere sapere da lei tante cose, ma ogni sera era troppo. Sapevo che questo suo era un modo per chiedermi scusa, così le ho detto "non mi interessa di come sono andate le cose, oggi ho deciso di stare a vedere che persona sei ed accettarti per quello che sei oggi, non rifiutarti per quello che sei stata". Comunque, quando lei mi raccontava del passato, mi raccontava sempre di cosa avevano fatto di male mio padre e mia nonna, dava la colpa a mio padre se rimaneva incinta, a mia nonna se litigavano, e se ha iniziato a fumare, non l'ho mai sentita dire "è colpa anche mia"!Adesso non so se è perchè aspetto un bimbo, ma non la penso più come una volta, ho saputo da un mese che uno di noi non è figlio di mio padre, e lei melo ha confermato, mi ha detto che ha cercato, quando era incinta di abortire, epoi a sei mesi lo ha perso. Insomma, dalle cose che mi dice, capisco che non sene è andata solo per colpa di mio padre, ma anche perchè non voleva noi, e io non so più se mantenere i rapporti con lei oppure no, per tutto quello che hafatto e per le colpe che dà a tutti tranne che a se, NO! E poi inizio a pensare che forse c'è qualcosa che io non so, o che erano altri tempi, o che se non ci sei non sai, allora dico di SI. Vedo tutte e due le facce della medaglia e non so cosa fare, per il momento ci penso continuamente, mantenere solo un rapporto distaccato, come dicono i miei amici, non ne sono capace, parlare con lei mi urta perchè io so di avere un problema con lei, ma non posso parlargliene fino a quando non ho le idee chiare. So già che mi dirà hai ragione, è anche colpa mia, hai ragione non vi volevo però non hai detto che mi prendevi così com'ero? Io cosa le rispondo? E a me sopratutto cosa mi rispondo?So di aver scritto un poema, ma volevo che fosse tutto chiaro, perchè si potesse fare un'idea, spero di esserlo stata, so che non mi dirà lei che cosa devo fare, ma spero che mi possa chiarire le idee, non so cosa fare e cosa pensare. Grazie per la risposta, cari saluti.

Medico Risponde - Psicologia

Suocera & co. troppo invadenti!

Egr. dott.ssa, ho 31 anni, una bimba di 3 anni e sono incinta di 34 settimane. Questa nuova gravidanza, sarà x una questione di ormoni, sarà xchè in gravidanza si è più sensibili, mi ha portato a vedere le persone che mi circondano con occhi differenti e precisamente:mia suocera è troppo invadente e pensa ancora che suo figlio prima di tutto e sua proprietà e mia figlia non è figlia mia ma sua.le mie cognate di 34 e 28 anni che sono single e vivono con i genitori mi sono resa conto che pur se laureate non sono in grado neanche di farsi un caffè da sole (la madre è la vera capofamiglia di una volta e tutto passa sotto le sue mani) tanto che su loro non posso mai contare, ultimamente sanno solo organizzarsi per quando dovrò andare in ospedale per partorire inquanto aspettano quel momento per sequestrarmi mia figlia più grande pretendendo che la lasci in casa loro, quando io ho già organizzato tutto con mio marito e mia mamma.Mio suocero, con cui non ho dialogo (mai avuto), in quanto ha una mentalità come nel 1725, cioè del tipo che la donna non deve lavorare nè guidare l'autoecc. tanto che infatti le sue figlie solo la più grande ha la patente e lavora nella mia azienda, l'altra non ha la patente e non lavora (sta a casa con la madre a fare le crostate!) non escono coi i ragazzi ecc.Io, nonostante ho una attività in proprio, una casa da mandare avanti, una famiglia, e riesco in tutto benissimo, sono spesso criticata da loro perchè pecco un po’ nella cucina come quella che non sa fare niente, e vengo guardata con perplessità e disappunto quando faccio cose del tutto normali per me come dire ad una amica che quando partorirò questa volta preferisco stare qualche giorno tranquilla a casa piuttosto che cominciare a ricevere visite subito (sono stata etichettata come maleducata!). Ho spiegato che qualche gg di tranquillità mi servirà x ristabilire l'armonia familiare con lamia bambina, la nuova arrivata e mio marito, ma niente non lo accettano.Allora prima che il mio equilibrio crolli e mi venga una depressione o un esaurimento (consideri che sono sempre stata razionale ed equilibrata) mi dia un consiglio su come superare questa situazione, come fargli capire che i loro modi di fare non mi piacciono? Spero di essermi spiegata bene perchè le sto scrivendo in fretta e con un pò di rabbia x la situazione.La ringrazio.