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Dott.ssa Annalisa De Filippo

Psicologa Psicoterapeuta libera professionista.

Consulenze psicologiche e psicoterapie individuali, di coppia e familiari che mettono al centro il benessere delle persone. In base ad esigenze specifiche, collaborazione con diverse figure professionali per un approccio integrato e individualizzato.

Laurea Specialistica in Psicologia conseguita presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca con la votazione di 110/110

Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche conseguita presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca

Diploma di Specializzazione Quadriennale in Psicoterapia a indirizzo Sistemico-Relazionale Integrato consuguito presso l'Istituto IRIS – Insegnamento e Ricerca Individuo e Sistemi – di Milano

Iscrizione all'Ordine degli Psicologi della Lombardia con il n° 12298

Iscrizione all'Elenco degli Psicoterapeuti

Iscrizione all'Ordine dei Giornalisti della Lombardia – Elenco Pubblicisti

Autrice del libro “Stress e Resilienza. Vincere sul lavoro”. Edizioni Psiconline, 2007 (Prima Ed.), 2009 (Seconda Ed.).

Co-autrice del libro “Autismo: apprendere con l'intervento comportamentale”. Edizioni Psiconline, 2009.

Partecipazione a seminari e convegni al fine di un continuo aggiornamento professionale.

Contatti:

 Via Cesare Battisti, 69 Sesto San Giovanni (Mi)
(MM1 Sesto Rondò)
Cell. 3483431947
E-mail: [email protected]
Web: www.centropianetapsicologia.com
Pagina Facebook: www.facebook.com/psicologasestosangiovanni
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Canale YouTube: www.youtube.com/pianetapsy

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Medico Risponde - Psicologia

19 anni, incinta e non mi sento capita 

Buonasera,ho 19 anni e sono incinta di 15 settimane.Con il mio compagno, assieme al quale convivo da due anni, sono spesso in conflitto a causa di incomprensioni sulla gravidanza, essendo per entrambi una nuova esperienza e forse anche perché siamo un po' tesi, visto che tra 22 giorni ci sposeremo.A volte però lui mi fa stare davvero male: ieri sera eravamo rimasti d'accordo che oggi sarebbe stato con me e domani, prima di andare a fare la spesa sarebbe andato con gli amici... però oggi gli ho chiesto se potesse accompagnarmi a consegnare delle carte in un posto che si trova in un quartiere abbastanza pericoloso e lui mi ha risposto di andarci da sola o di chiedere ad una mia amica perché lui doveva trovarsi con degli amici. Gli ho detto che non posso portarmi dietro un'amica così all'ultimo, oltretutto per cose che riguardano la gravidanza mentre lui si trova con gli amici e che da sola non mi sento sicura poi, visto che lui dice che io vengo prima delle altre cose, gli ho detto che così non mi sembrava affatto...Non ha risposto e siccome era ormai un'ora che aveva il cellulare in mano finché gli parlavo sono scoppiata a piangere perché pareva che di quello che gli stavo dicendo non gli importasse niente e lui mi ha chiesto perché stessi piangendo con tono scocciato.Gli ho spiegato che non mi sentivo considerata dato che era da un'ora che io parlavo e lui continuava ad usare quel cellulare, ma lui mi ha detto che mi stava ascoltando. Gentilmente gli ho chiesto se potesse mettere giù il cellulare, ma le chat, Internet e scaricare musiche erano più importanti... per cui dopo quattro volte che continuavo a chiedergli la stessa cosa cortesemente, sono esplosa. Lui ha detto "a volte vorrei che abortissi perché sei insopportabile".Non c'è frase peggiore da dire a una donna incinta infatti a distanza di ore questa frase mi suona ancora nelle orecchie, si è giustificato dicendo che mi vede agitata e che non ce la faccio più, ma non ha pensato che mi basterebbe un po' di comprensione e collaborazione da parte sua e che in ogni caso quella frase era da evitare. Capisco che con l'arrivo di un bambino sia la mamma che il papà cambino psicologicamente, capisco che lui abbia paura di non essere un bravo padre, come mi ha detto, ma anche io ho delle paure tra cui l'andamento della gravidanza, il parto, essere mamma... però nonostante gli sbalzi ormonali, non mi sono mai permessa di toccare argomenti delicati riguardanti lui.Come potrei fargli capire che come mi sento e le paure che ho sono normali? Ho provato in tutti i modi, anche la ginecologa e l'ostetrica gliel'hanno detto, ma lui pensa che l'abbiano detto solo perché c'ero io e secondo lui non è normale che io sia così sensibile e paurosa.Grazie   

Medico Risponde - Psicologia

Sto per diventare madre, ma mi sento terribilmente triste

Salve, sono una ragazza di 26 anni e sono alla 35 settimana di gravidanza. È capitata, ed è stata una delle cose più belle che mi siano mai capitate, ma purtroppo tutto quello che mi circonda non mi fa godere a pieno questo magico momento. Il mio compagno ha già una figlia, quindi a maggior ragione sa cosa si prova, ma non mi sta per niente vicino. Pretende da me solo piatti cucinati e vestiti puliti, vuole i suoi svaghi, le sue uscite che si protraggono fino alle 5 del mattino lasciandomi sola, e tornando praticamente ubriaco e spende lo stipendio per queste sue cose, costringendomi a ritardare le visite perché non sa come pagarle. Passa le sue giornate sui Social o in giro. I miei genitori non mi aiutano, non accettano questa persona e di conseguenza hanno "buttato" anche me. La cosa che mi dispiace di più è che sto trasmettendo questa profonda tristezza e sofferenza al mio bambino…

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Ho perso il mio bambino all'8° mese, come farò a superarlo?!?

Salve,purtroppo a fine gennaio ho perso il mio bambino all'8°mese di gravidanza e da allora ho paura di uscire, ho paura di non riuscire ad avere mai più un bambino, ho paura praticamente di tutto… sono diventata ipocondriaca.Ancora non so bene le cause perchè stiamo aspettando l'esame autoptico, si sospetta strangolamento, ma è come se io fossi uscita dal mio corpo, come se non avessi vissuto io questa tragedia. Sono felice sul serio quando vedo le altre mamme con i bimbi, però mi chiedo perchè a me?!? Come farò a superarlo?!? E se è dipeso da me?!! Come posso liberare la mia mente?

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Come capire di essere pronta ad un secondo figlio?

Buongiorno, ho una bimba di 18 mesi. È fantastica ma con un "piccolo" difetto: non si "spegne"mai. Di giorno dorme un oretta quando va bene e di notte è ancora un continuo risveglio (spesso alle 4 non ne vuole più sapere). Il pediatra mi ha confermato che sta bene, è solo fatta così, da sempre. Detto questo, ci sono dei giorni che torno a desiderare un altro bimbo e giorni in cui invece Il solo pensiero mi fa star male. Sono circondata da amiche che hanno più di 2 figli e quindi mi chiedo: sono io che affronto la maternità con un atteggiamento sbagliato e la faccio troppo dura? Come farò a capire se sarò davvero in grado di affrontare un secondo figlio? Il post parto mi spaventa.

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Sono in attesa di 16 settimane, soffro di crisi di panico da una settimana

Sono in attesa di 16 settimane, soffro di crisi di panico da una settimana. Durante questi giorni sono stata al pronto soccorso e poi dallo psicologo dell'ospedale.Ho preso appuntamento per giovedì presso un altro psicologo del consultorio di zona (vivo in provincia di Chieti -Abruzzo).Stasera ho avuto una crisi in po’ più violenta, anche se durante il giorno sono stata bene e tranquilla, comunque dopo che mio marito è tornato ho avuto la prima crisi: freddo, caldo e nello stesso tempo mi irrigidivo e con la sensazione di star male.Insieme a mio marito e una pastiglia di valeriana, passata questa crisi, quindi verso le 19, abbiamo cenato solo con passato di verdure. Dopo cena si ripresenta ancora con le stesse modalità ma stavolta sono crollata, pregavo mio marito di chiamare il medico prima e poi il 118 per farmi portare in ospedale.Purtroppo devo aspettare giovedì prossimo 9 febbraio e già vedo una notte insonne. Cosa posso fare? Mio marito mi sta vicino e mi dice di concentrarmi verso un bel pensiero per affrontare i momenti più brutti, ma sembro non ascoltarlo.Come può aiutarmi? Spero in un aiuto per arrivare a giovedì con la giusta serenità.Grazie

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Eiaculazione precoce, come possiamo risolvere il problema?

Salve, io e il mio ragazzo abbiamo già da mesi rapporti sessuali regolari, ma per la prima volta qualche giorno fa è capitato che venisse subito e da quel momento ogni volta che proviamo ad intraprendere un rapporto viene immediatamente.Secondo lui si tratta di un fattore psicologico provocato dall'ansia che possa ricapitare.Come possiamo risolvere questo problema?Grazie mille in anticipo. 

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Provo invidia per le altre mamme che stanno bene…

Buongiorno, vorrei un consiglio perchè vivo delle sensazioni che mi fanno paura. Ho una bimba di 10 mesi, ho avuto un parto "precipitoso" (così lo ha definito il medico), e sono stata malissimo per 3 mesi tra i tantissimi punti che ho avuto e l'allattamento che mi causava dolori lancinanti per una infiammazione. Non ho mai lasciato sola la mia bimba, anche perchè non ho nessuno che mi aiuti, a parte mio marito, ma questo non mi pesa affatto. Vedo però spesso neomamme con bimbi di poche settimane, uscire da sole per andare a concerti o serate e divertirsi. Provo tanta invidia perchè io stavo male invece. Anche se avessi voluto non avrei potuto farlo perchè fisicamente non ce l'avrei fatta. Ho vissuto malissimo quel primo periodo e mi porto dietro ancora i postumi. Como posso fare a non sentirmi così? Razionalmente so che è assurdo provare invidia perchè le altre mamme stanno bene, ma è più forte di me, mi fa star male e mi fa arrabbiare. Ho fatto del mio meglio da sola, ma forse avrei potuto fare di più?

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Chiodo fisso: ho avuto un aborto, come faccio a liberare la mente?

Gentile dottoressa,ad ottobre ho perso un bimbo al terzo mese di gravidanza. Ora sto riprovando, ma niente... Come faccio a liberare la mente? C'è qualche consiglio che potete darmi? Grazie

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Nuovamente incinta dopo una ivg

Salve, cercherò d essere sintetica. Ho 29 anni, una bimba di 10 avuta con il ragazzo all’epoca.. e da 4 anni ho un nuovo compagno e conviviamo da 1. Il ns rapporto era perfetto fino a quest’estate, quando ho saputo di essere incinta. Lui era deciso a non avere figli, io non avrei mai abortito. Ma l’ho dovuto fare. E da allora ci penso ogni santo giorno. Ora, ho scoperto nuovamente di essere alla nona settimana di gravidanza, lui è via per lavoro… e non si può parlare con lui di questo argomento. Lo ammutolisce. Mi ha fatto capire che devo decidere io. Lui non lo vuole solo per un discorso economico-lavorativo. Non ha un lavoro fisso e non vuole sacrificare la sua vita per SUO figlio. Nessuno sa nulla. Dell’aborto di qst estate invece, la mia famiglia l’ha presa a morte, i suoi hanno approvato. Vorrei un vs parere, aiuto, perché non posso parlarne con nessuno, e non so dove sbattere la testa. Vi prego. Un cordiale saluto.

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Gravidanza, come la prenderanno i nostri genitori?!

Salve, sono una ragazza di 20 anni. Sto insieme ad un ragazzo di 23 da circa 4 mesi. Siamo innamoratissimi, andiamo molto d'accordo. Da qualche giorno ho scoperto di essere incinta, lui molto felice e mi tranquillizza dicendomi: “vedrai, ce la faremo”. Lui lavora, io cercherò lavoro per almeno 8 mesi, in modo da mettere risparmi da parte e così ce la faremo. Il problema sono i genitori, al momento lo abbiamo detto solo alla mamma di lui che è rimasta shockata e si è molto arrabbiata, mia mamma non mi preoccupa, mi starà vicina. Il problema ora sono i papà… Il mio sta distante, lo vedo poche volte l'anno. Come faremo a dare la notizia ai papà? E cosa dovremmo fare se la prendono male? Ho tantissima paura! E spero anche che la mamma di lui si calmerà e gli passerà questo momento d'ira.

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Ansia da deformazione: come risolvo?

Buongiorno, ho cercato in archivio con la parola "DEFORMAZIONE" e non ho trovato conversazioni. Il pensiero di avere il corpo DEFORMATO dalla gravidanza mi RIPUGNA. Ho letto il libro di Pierluigi Righetti "Psicologia della Gravidanza", in particolare pagg 82 e 83 dove viene indicata la "regressione" (ma non ho capito cos'è) come soluzione al rifiuto della deformazione della gravidanza, e ho trovato altre url in cui si parla della cd. ansia da deformazione e del relativo Rifiuto o Accettazione della Gravidanza, ma il tema è trattato solo brevemente e in modo discorsivo, SENZA spiegare una soluzione pratica per poter accettare l'idea della deformazione gravidica, che razionalmente so che è fisiologica, ma emotivamente MI DISGUSTA, perché diciamocelo chiaro e tondo, LA GRAVIDANZA NON è LA FAVOLA CHE DICONO, CHE SON TUTTE ROSE E FIORI! Dunque chiedo: come posso superare questo disgusto contro la fisiologica deformazione del corpo ed accettare la gravidanza? Quali fonti posso interrogare/leggere e seguire per risolvere? NON avrei mai pensato di poter avere una tale reazione alla fisiologica deformazione del corpo, mi ci sono ritrovata senza volerlo, e razionalmente so che è fisiologica, ma emotivamente mi faccio schifo, per cui, GRAZIE GRAZIE GRAZIE INFINITE SIN D'ORA. SE POTETE DARMI UNA RISPOSTA VE NE SARO' RICONOSCENTISSIMA.

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Crisi di coppia in gravidanza

Buonasera, ho 30 anni, una figlia di 4 e uno in arrivo di 12 settimane. Questa gravidanza è stata voluta da me e il mio compagno, il quale però da qualche giorno mi ha detto che l'ha voluta solo perché pensava risolvesse i nostri problemi di coppia. A sua detta è stato un grosso errore. Non è più sicuro di voler stare con me ed è molto confuso. Il tutto dovuto a comportamenti miei sbagliati da quando è nata la prima figlia, mi sono buttata a capofitto nel mio ruolo di mamma e ho trascurato la mia relazione pur continuando ad amare il mio compagno. Molti litigi e tutti i miei sfoghi su di lui per problemi miei che ho trasformato in mancanze sue nei miei confronti. Orami ha detto di non amarmi più, di pensare solo al mio pessimo carattere senza trovare cose belle anche passate. Dice che l'ho fatto soffrire troppo e non sa se riuscirà a voler st are ancora con me. Io lo amo ancora molto e riconosco i miei errori e sono pronta a dimostrargli quanto voglio farlo felice e tenere unita la nostra famiglia. Lui non mi crede ma per ora resta a casa per la nostra bambina che adoriamo. Le chiedo, è possibile uscire da una tale situazione e ricominciare mettendo da parte quello che di brutto c'è stato finora? E come devo affrontare la mia gravidanza? Sono molto abbattuta ma convinta di voler lottare con tutta me stessa per rinsaldare il rapporto. Non so però come comportarmi. E se sia possibile tornare ad amare. La ringrazio

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Aborto volontario alla dodicesima settimana

Buongiorno, ho bisogno di un aiuto psicologico riguardo a come affrontare per il resto della mia vita un aborto volontario da me effettuato 2 anni fa all'età di 24 anni alla dodicesima settimana di gravidanza, quando cioè il bimbo è già formato: ha una testa, due braccia e due gambe, solo che invece di essere circa mezzo metro di lunghezza come alla nascita è lungo circa 5 cm, ma è comunque ormai formato; per la questione del dolore non so quanto sia già sviluppato il sistema nervoso, comunque io la trovo una cosa orrenda, atroce e terribile, ma l'ho fatta sebbene con alcune piccole rinunce (rispetto alla felicità che mi avrebbe dato diventare mamma!) avremmo potuto crescerlo tranquillamente. Era un bimbo molto desiderato, volevo tanto averlo, facevo caso all'ovulazione e di tutto e di più per rimanere incinta nonostante vista l'età potessi ancora aspettare qualche anno. Ho fatto e faccio molta introspezione per cercare di capirmi e credo che la mia decisione sia dovuta a tanti fattori, magari anche in parte inconsci: volevo tanto questo bimbo, ma già prima di concepirlo dicevo al padre di mio figlio, cioè quello che era il mio fidanzato (sono andata ad abortire senza dirglielo e l'aveva saputo solo dopo) che ci saremmo lasciati, e quindi tendo a far finire io le relazioni; un po' avevo dei dubbi, un po' mi sembrava che un figlio non mi permettesse più di dedicarmi ad altro, un po' invece sapevo che era quella la mia vera felicità, ma la rifiutavo; un po' credo sia un mio atteggiamento infantile per essere al centro dell'attenzione e scatenare una rabbia e un senso di ribellione repressi e che quindi scateno con le persone che più mi vogliono bene e che anzi vogliono vedermi felice. Io sono un carattere molto tranquillo e calmo, mi piacciono molto i bimbi, ho anche lavorato in un asilo, ho generalmente pazienza e invece quando sono fidanzata pur sapendo di sbagliare iniziando ad alzare la voce e a litigare pur sapendo di non avere ragione, inizio a fare i capricci e a fare andare tutto male, addirittura fino a interrompere una gravidanza già così avanti. Adesso vorrei poter avere mio figlio, vivere quotidianamente con lui e fare tutte le cose che fanno le mamme coi loro bambini: dargli da mangiare, giocare, cambiarlo, poi tra un po' portarlo all'asilo, parlare con le maestre, portarlo alle giostre ecc, invece so che questo non accadrà mai per colpa mia, perchè pur essendo di solito una persona generosa, in gravidanza invece ho pensato prima a me e poi a mio figlio, anche se adesso l'unica cosa che vorrei è stare con lui: mi darebbe una felicità che niente e nessuno potranno mai darmi, perchè una persona, soprattutto un figlio, è unico e irripetibile, non è un paio di scarpe che una volta consumate si possono sostituire con altre. Ora conduco una vita all'apparenza tranquilla e normale, ma tutti i giorni e tutto il giorno, ogni tanto anche di notte nei sogni, c'è mio figlio che mi accompagna mentre mangio, mentre cammino, mentre guido, mentre parlo con altre persone. Penso sempre a lui da 2 anni. È un pensiero continuo e di sottofondo. Non so in psicologia quale sia il termine tecnico per descrivere ciò che sto vivendo. È un pensiero negativo perchè il contenuto è mio figlio che nonostante purtroppo abbia preso quella decisione, è la cosa più bella e importante. Perchè alle volte se si percepisce in qualche modo di sbagliare si sbaglia lo stesso? Perchè io che sono di carattere mite mi sono sfogata e ho abortito? E volevo chiederle anche perchè le donne come me che abortiscono quando il bimbo è già formato come le ho scritto precedentemente, non vengono sottoposte a perizia psichiatrica come nei casi di omicidio di persone già nate, perchè anche se è ancora piccolo, è comunque già formato, ripeto, ed è una cosa atroce farlo a pezzi come avviene nell'aborto. La ringrazio.

Medico Risponde - Psicologia

È giusto separare i fratelli?

Buongiorno, sono mamma di due bambini, una femminuccia di quasi 3 anni ed un maschietto di 6 mesi. Oggi sono rientrata a lavoro e si è creato nuovamente il problema del loro accudimento, che con la prima è stato compito esclusivo dei nonni; la bimba è stata accudita 4 giorni dai miei genitori ed un 1 giorno dai miei suoceri, per scelta nostra (dei genitori) e dei nonni stessi ben felici di accudire la nipotina. Con il nuovo arrivato però mio suocero (che non si è mai occupato della bimba e non passa mai del tempo con i nipotini) ha sollevato dei problemi: non è d'accordo nel tenere tutti e due i bimbi ed è favorevole a separarli, il bimbo con una nonna e la bimba con l'altra a rotazione. Io lavoro tutto il giorno, dalla mattina alle 8 li rivedo la sera alle 19, per cui passerebbero la maggior parte del tempo separati. Al contrario i miei genitori sono ben felici di tenerli entrambi e sarebbero ben disposti a tenerli un giorno in più. Premetto che non ho pretendo nulla (per i nonni non deve essere un obbligo tenere i nipotini ma un piacere) e che sono la prima a riconoscere la fatica che si fa per accudirne due, tant'è che vorrei affiancare ai nonni (che non sono d'accordo) una tata, ma sono contraria a separare i miei figli. La più grande inoltre a Settembre inizierà la scuola dell'infanzia. Con molta fatica sto cercando di aiutare la grande a superare la gelosia nei confronti del fratellino, compito in cui il padre non mi aiuta (perché si occupa e preoccupa solo della più grande), e non penso che la separazione possa giovare a creare un bel rapporto tra loro. E poi credo che per loro sia importante avere l'un l'altro come punto di riferimento. Io ho un fratello con cui ho un rapporto bellissimo, non siamo mai stati in contrasto e c'è molto amore e rispetto tra noi: noi siamo stati accuditi da una zia insieme ai nostri due cugini..lei da sola ne accudiva quattro! Al contrario, il mio compagno ha una sorella con cui ha un pessimo rapporto. Ma questo è il mio punto di vista (sicuramente di parte) e vorrei il consiglio di una persona esperta al riguardo. Vi ringrazio.

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Ho 28 anni e un gran desiderio di avere un figlio

Buongiorno Dott.ssa, ho 28 anni e un gran desiderio di avere un figlio. Da qualche mese stiamo avendo rapporti non protetti, ma per il momento pare non succedere nulla. Cerco di convincermi a stare serena e a non allarmarmi. ma sono una persona molto emotiva e ansiosa, le domande e le paranoie mi assalgono. Vorrei uscire dal loop del "perchè non riusciamo", ma non so in che modo. La ringrazio per avermi dedicato del tempo.

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Incinta con ovodonazione dopo dieci anni di ricerca, ed ora ho paura…

Buongiorno, dopo quasi dieci anni di ricerca finalmente sono riuscita a rimanere incinta con ovodonazione. Ma da quando lo ho scoperto sono in panico... Non so se è per il fatto che ora sono senza lavoro o la paura di non accettare che il figlio non é biologicamente mio…, non so, sono confusa, dovrei essere al settimo cielo e invece mi assillo di paure... Perché secondo lei?

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Delusione!

Salve, sono una donna di 31 anni e ho due figli di 12 e 7 anni e nell'ultimo anno ho avuto tanto il desiderio di un terzo figlio. Questo mese ho avuto un ritardo e quando mi sono venute le mestruazioni ero delusa e amareggiata. Il problema è che se fosse arrivato mio marito ne sarebbe stato contento ma programmarlo per lui non è il momento perché abbiamo molte cosa da pagare ma soprattutto perché ha paura dei problemi che potrei avere io con un terzo cesareo e perché adesso abbiamo molta intimità che potremmo perdere. Io ero arrabbiata ma, in effetti, nonostante sia convinta di volerlo, anche perché sono laureata da 8 anni e ancora non lavoro e quindi avrei tutto il tempo per occuparmene, ho i suoi stessi dubbi. Come può leggere ho ancora molta confusione nella testa ma il desiderio è forte, e non vorrei aspettare perché ora mi sento giovane e in forma e non voglio arrivare a 40 anni con due figli grandi, il marito a lavoro ed io sola in casa! Mi aiuti per favore a chiarirmi le idee. Grazie mille.

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Terrorizzata dall'asilo!

Buongiorno dottoressa, mia figlia di 4 anni (terza di due fratelli) è terrorizzata dall'andare a scuola. Non è mai stata molto contenta, neanche l'anno scorso, ha sempre fatto qualche piccolo capriccetto ma da un mese a questa parte tutte le mattine non vuole entrare in classe, sembra terrorizzata, si aggrappa a me e comincia a urlare e a piangere, è davvero straziante! La cosa strana è che appena io vado via, dopo 5 minuti, comincia a giocare, ridere e scherzare e partecipa con gioia tutte le attività, le maestre mi dicono che è serena e quando io vado a prenderla la trovo infatti serena e tranquilla e mi dice che si diverte. Partecipa volentieri a tutte le feste dei compagni "fuori scuola" e gioca con tutti. Quindi ho pensato non possa avere con loro problemi. Delle maestre mi parla sempre benissimo, è supercoccolata da loro. Lei alle mie domande risponde che vuole stare con me, ma in realtà se io le dico che io vado a lavoro e non posso stare con lei, lei mi dice che allora va dalla nonna, pur di non andare a scuola! Vi prego ditemi cosa ha mia figlia!

Medico Risponde - Psicologia

Sonno e agitazione improvvisa

Salve gentili dottori, spero che uno di voi potrà aiutarmi. Sono una ragazza molto giovane, ho 21 anni ma già da piccola soffro di forte ansia e attacchi di panico (facendo un’attenta analisi di me stessa ho individuato che ciò che mi accade proviene soprattutto dalla mia famiglia che in passato, anche se volendomi un gran bene, mi hanno trasmesso queste emozioni). Ma non è di questo che voglio parlare, negli ultimi mesi mi si è presentato un altro problema che non riesco più a gestire. Mi sento improvvisamente stanca anche se dormo molto o se non ho fatto nulla ma questa sonnolenza è strana mi spiego meglio: da una parte ho desiderio di correre subito nel mio letto e chiudere gli occhi e desiderare il giorno dopo ma dall’altra sento una sensazione di irrequietezza, frustrazione, agitazione e nervosismo. A volte mi sforzo di voler mettere fine a questa sensazione magari è pomeriggio troppo presto per mettermi a letto ma più tempo passa e più questo misto di sonno e agitazione aumenta. Sono contenta, innamorata ma non felice, anche se faccio un lavoro che mi piace abbastanza, eppure mi scoccio di fare tutto, solo il pensiero di uscire a fare una passeggiata mi annoia. Passo ore sul divano ed il mio umore cambia in continuazione, me la prendo per tutto e sono sempre aggressiva. A volte tra gli attacchi di panico (che a volte sembra che puoi morire) e queste nuove sensazioni mi sento una pazza. Per favore a volte una piccola risposta può rivelarsi una strada da seguire... In questo mio discorso la mia domanda principale è: cosa può essere questa specie di sonno e agitazione improvvisa che mi viene facendomi sperare di addormentarmi e finire presto la giornata? Come posso fare per non farlo capitare? Aspetto con ansia risposte e vi ringrazio in anticipo per la vostra attenzione

Medico Risponde - Psicologia

Arrivo del fratellino: come gestire i giorni in ospedale?

Salve, sono incinta del secondo figlio che arriverà a metà ottobre ed ho una bimba di 25 mesi. Lei ovviamente si è già accorta del cambiamento dal pancione, dal fatto che non riesco più a prenderla in braccio per molto tempo e a giocare con lei come prima, cerco comunque di sforzarmi per non farle accusare troppo il cambiamento. Le ho spiegato che nel pancione di mamma c'è il suo fratellino che arriverà tra poco e sto cercando di coinvolgerla chiedendole di aiutarmi nell'accudirlo quando arriverà. Tra qualche giorno cambieremo casa e mi farò aiutare a sistemare la nuova cameretta che sarà sua e del fratellino, per iniziare ad abituarla gradualmente e ancor prima dell'arrivo del bimbo ai cambiamenti. Ho molta paura della sua reazione, della sua gelosia e al riguardo ho letto alcuni articoli su come comportarsi per ridurla. Il mio dubbio più grande è come devo comportarmi quando sarò in ospedale: la pediatra mi ha consigliato di non farla venire perché non capirebbe il motivo per cui la sua mamma si trova in un ambiente diverso dal solito, in un letto che non è il suo e soprattutto perché non torna a casa con lei...potrebbe vivere questa esperienza come un abbandono da parte della mamma. In alcuni articoli invece consigliano di portarli in ospedale. C'è da dire che purtroppo per lavoro sono stata già costretta a lasciarla due/tre giorni dai nonni, che la accudiscono quotidianamente. Per me sarà dura non vederla per alcuni giorni ed al solo pensiero sto già male ma vi chiedo un consiglio per sapere qual è la scelta migliore per il benessere della mia bimba e non il mio. Vi ringrazio.