Una Stella brilla nella mia vita!

Una Stella brilla nella mia vita!

Era febbraio 2008 quando una domenica mattina decisi di fare il test di gravidanza. Il test era negativo, non ero incinta. Non ero in cerca di un figlio ma giorni prima io e mio marito avevamo litigato e ci eravamo tenuti il broncio per diversi giorni fino a che abbiamo fatto pace nel migliore dei modi!! La mattina seguente alla nostra riappacificazione, mentre facevo la doccia ho avuto una specie di sogno ad occhi aperti ‘Stefania, sei incinta e questa sarà una bambina!!’’¦ magari era solo un condizionamento psicologico visto che poco tempo prima avevo visto il film ‘la casa degli spiriti’. Il test però era negativo. Nonostante non stessimo cercando un figlio, sono rimasta delusa da quel risultato. Il motivo però era che avevo fatto il test troppo presto, ossia prima di un effettivo ritardo del ciclo.

Ormai mi ero messo il cuore in pace ed avevo deciso di non fare drammi ne pensarci troppo, c’era tempo per un bambino. Dopo 5 giorni di ritardo mio marito incomincia a pressarmi.. vuole che faccia il test. Io continuo a dirgli che non c’è motivo, il test l’ho già fatto e ed è risultato negativo. Alla fine un po’ per sfinimento decido di accontentarlo. Sono tranquilla perché so già l’esito. Ma dopo cinque minuti cambia tutto!!! Il test è positivo. Sono incinta. Mio marito è incredulo, ed io pure. E lì parte la nostra bellissima gravidanza. Sto benissimo. Niente nausee, nessun disturbo, solo sonno, tanto sonno da addormentarmi a tavola! Aspettiamo a dirlo ai nostri genitori perché vogliamo prima fare il controllo dal ginecologo. Il 27 febbraio ho la prima visita. Vado da sola perché mio marito ha problemi con il lavoro, avendo da poco cambiato posto. E tutto procede bene.

Vedo nel monitor dell’ecografia un puntino che vibra e che il dottore mi spiega essere il cuoricino che batte. ‘Vedi quel fagiolino? Ecco, quello è il tuo bambino!’ e da quel momento lui o lei sarà il mio fagiolino. Sto bene, meravigliosamente bene, sono al settimo cielo. Peccato però che a fine marzo mio marito ha un brutto incidente d’auto. Fortunatamente se la cava con femore rotto. Tanto spavento, tanta fatica per me che sono incinta di 2 mesi e poco più ma fortunatamente è andato tutto bene. Mio marito rimane a casa per oltre 5 mesi in infortunio ed ha bisogno di aiuto, soprattutto i primi 2-3 mesi quando ha la gamba immobilizzata.

La gravidanza però non ne risente, anzi io sto sempre più bene. Continuo ad andare a lavorare così sarà fino all’ottavo mese. Al lavoro sono gli altri che mi dicono che sono incinta. Si vede, dicono. Infatti già dal 3° mese si nota la pancia, e dire che non sono una magra!! Vado fiera ed orgogliosa della mia pancia, me l’accarezzo e me la coccolo in continuazione, ed il mio pensiero è sempre per fagiolino!! La nostra famiglia ovviamente ha reagito all’arrivo del bambino in maniera più che entusiastica. I mesi passano ed io lievito. Arriva l’estate ed ad agosto ho una pancia esagerata!!! I controlli si susseguono regolarmente e non viene evidenziato nessun problema, stiamo benone!!! Non sappiamo se arriverà un maschio o femmina. Abbiamo deciso che sarà una sorpresa. A dir la verità mio marito desiderava saperlo (lui vorrebbe una femmina) infatti durante la morfologica è stato fisso sullo schermo tutto il tempo sperando di vedere o non vedere qualcosa che spuntasse laggiù. Ma niente da fare. Il bambino dormiva con le gambe incrociate e quando si è svegliato aveva il cordone che passava in mezzo alle gambe ed impediva di vedere qualsiasi cosa. Allora ho sentenziato che era destino che non dovessimo saperlo e così è stato fino al giorno del parto.

A settembre smetto di andare a lavorare, inizio così il mio periodo di maternità felice, proprio quando mio marito riesce a riprendere il lavoro. Il termine è fissato per il 12 ottobre ma io cerco di convincermi che nascerà più tardi, almeno mi preparo psicologicamente ad un eventuale ritardo. Mi godo ogni giorno, ogni momento ed ogni sensazione della mia gravidanza, faccio il corso pre-parto dove conosco tante future mamme che incontrerò poi all’ospedale, e devo dire che il corso per me è stato utilissimo, soprattutto per la respirazione, mi ha preparato psicologicamente a quello a cui andavo incontro (Grazie Arianna!!!). Le ultime settimane sono frenetiche per via di tutte le visite preparatorie. Il bambino è girato e posizionato giusto, quindi dovrebbe nascere naturalmente. Mia mamma, che nel frattempo mi tratta come una bambina di 5 anni, è più agitata di me all’idea del parto. Infatti vorrebbe che mi ricoverassero e che mi programmassero un cesareo pur di non dover soffrire anche solo per un minuto i dolori del parto. A casa sono tutti impazienti, tutti tranne me!!! Vivo una duplice sensazione, da un lato voglio vedere che faccia ha il bambino, non mi interessa se è maschio o femmina, ma sono curiosa di sapere com’è fatto. Dall’altra però mi prende un po’ di malinconia perché dal momento che nascerà non sarà più tutto mio e so già che sentirò la mancanza del mio pancione.

È la mattina dell’11 ottobre, il compleanno di mio suocero. È un sabato ed ho deciso di festeggiare mio suocero con un pranzo a casa mia. Cucino tutta mattina con la musica ad alto volume e mi muovo, salto, ballo, corro di qui e di là sperando che si smuova qualcosa. Il pranzo va bene, verso le 14 dopo aver sistemato in cucina e lavato tutti i pavimenti mi sdraio sul divano per riposarmi. Mio marito è uscito per delle commissioni. Non faccio in tempo ad appisolarmi che ho la sensazione di non trattenere la pipì. Vado in bagno e vedo che c’è un po’ bagnato. Guardo l’ora e sono le 15 esatte. Aspetto un pochino e guardo cosa succede, come mi avevano detto al corso. Nel giro di poco tempo mi accordo che continuo a perdere un po’ di liquido. Allora chiamo mio marito e decidiamo di andare all’ospedale. Alla fine decidono di ricoverarmi per ‘rottura alta delle membrane’.

Aspettano che parta da solo il travaglio. Se nel giro di 24 ore però non succede niente, procederanno con l’induzione. In serata avviso i miei che nel frattempo ci avevano inondato di messaggi e telefonate, e noi non sapevamo più che scuse inventare!! Trascorro la notte quasi insonne, i dolori sono rari ed a volte quasi impercettibili. Arriva la domenica ed ancora niente. Alla fine alle 17 del pomeriggio decidono di farmi l’induzione. Alle 18 prima applicazione del gel. I dolori iniziano forti e costanti alle 23,30. Alle 12 mi fanno una seconda applicazione del gel per rendere più costati e ravvicinate le contrazioni. L’ostetrica mi dice di stare tranquilla che con l’induzione il travaglio è più corto ma i dolori sono più forti. Incoraggiante!!!!! Alla faccia del travaglio più corto. Ci vogliono 10 ore prima che passi in sala parto!

Trascorro la nottata in continuo movimento perché sia seduta che sdraiata, sento le contrazioni troppo forti. Alle 3 mi fanno l’epidurale, ma poco dopo mi accorgerò che non mi ha fatto nessun effetto anestetico. Alle 6,30 della mattina mi prende una crisi di nervi. La scena è comica. Io, con la camicia da notte arrotolata sotto il seno e le fasce del monitoraggio attaccate al pancione che esco dalla mia stanzetta del travaglio in lacrime che piagnucolo: ‘Non ce la faccio più, fatemi il cesareo!’.

Addirittura ho offerto dei soldi al ginecologo pur di farmi il cesareo! I dottori e le ostetriche ridono (ovviamente) e mi visitano ma niente cesareo, ormai sono dilatata di 9 cm. Sentenziano che nel giro di un paio d’ore nasce. Beh, ce ne vorranno altre 6! Alle 8,30 dopo che mi sono calmata sento la necessità di spingere. E lì penso che forse ci siamo, l’ultimo sforzo. Dopo vari tentativi però, vedo con non succede niente, l’ostetrica mi spiega che con la dilatazione dell’utero si è creata una specie di ansa che fa un effetto risucchio. Durante la contrazione io spingo e la testolina scende, appena termina però ritorna al punto di prima. E da qui inizia una vera e propria battaglia. Il ginecologo e le ostetriche ne provano di tutti i colori. Mi fanno delle manovre schiacciandomi la pancia per aiutarmi per far uscire il bambino. Ad un certo punto io sono sfinita. Mi fanno le domande ma non rispondo, sono come in trans.

Guardo mio marito e con gli occhi gli faccio capire di rispondere lui per me perché io sto trattenendo le forze. Tutti sono stranamente sorpresi dal fatto che non sappiamo se è maschio o femmina. Allora iniziano le scommesse sul sesso. Ricordo che ad un certo punto l’ostetrica mi ha detto: ‘Stefi, mi sa che è maschio!! Vedi è già una testa di c’¦ non ha capito che deve uscire di lì!’

Insomma, dopo 6 ore di spinte, qualcuno da lassù ci ha pensato e’¦ puff!! Stefi, dai dai’¦ la testa è fuori ancora una spinta forte!!!! Dai, dai, dai’¦. Spingi. Eccolaaaa!!! è una bambina!!!!!!! è STELLA!!!!!!!!!!

Sono le 14,26 di lunedì 13 ottobre 2008 e sono diventata mamma. E dai lì ho iniziato a piangere di gioia, una gioia mai provata!!! Ho visto la mia bambina ancora sporca, ma bianca e rosa, bellissima. Anche le ostetriche me l’hanno detto che era bellissima!!! Ricordo di aver baciato tutti i presenti in sala parto.

Ricordo che dopo la medicazione mi hanno portato nella stanzina dove c’era mio marito con in braccio la nostra bambina ed ho pianto ancora. Ricordo la sua pelle morbida, come una pesca. Ricordo quel suo sguardo e quelle sue manine. Ho passato le ore a guardarla e riguardarla, incredula di quel miracolo di vita. L’ho accarezzata, baciata, annusata, contemplata.

Fuori c’era la nostra famiglia ad aspettarci. Mio suocero e mio papà i primi che ho visto. Non ho trattenuto le lacrime, e loro nemmeno. Hanno pianto di gioia anche mio fratello e mia cognata, mia sorella. Mia mamma, lei non piange mai, ma quel giorno quando ha visto sua nipote la prima volta e la sua bambina stanca ma felice, si è commossa. Ed in quel momento ho pensato anche ad una persona che non c’era più, mia suocera, che da sempre mi chiedeva una nipotina. Alla sera, nella calma della mia stanzetta d’ospedale ho ripensato a quei mesi passati e mi piace pensare che sia stata proprio lei ha mandarmi questa bambina.

Oggi Stella ha 10 mesi e mezzo ed è uno splendore, è sana e vivace, ma è anche una gran coccolona, per la gioia di sua mamma.

Ecco qua, Questa è la storia del mio miracolo. Grazie per la pazienza ed un augurio a tutte voi di vivere delle emozioni intense come la mia.

Un caro saluto.

Stefi80 28/08/2009